AFD ORGANIZZA IL PROPRIO CONGRESSO NEL GIORNO IN CUI, 100 ANNI FA, NASCEVA IL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA DI HITLER. LA LEADER DELLE SVASTICHELLE, ALICE WEIDEL, INCASSA L’81,3% DEI VOTI ED È RIELETTA ALLA GUIDA DEL PARTITO
FUORI DAL LUOGO DOVE SI TIENE L’EVENTO SI RIUNISCONO 50 MILA PERSONE PER PROTESTARE CONTRO AFD (CHE NEI SONDAGGI VOLA AL TRA IL 27% E IL 28%): SCOPPIA QUALCHE TAFFERUGLIO TRA MANIFESTANTI E POLIZIA (CHE PROTEGGE I NAZISTI,TIPICO DELLE DEMOCRAZIE MARCE NEL CERVELLO)
Cento anni fa Adolf Hitler tuonò dal leggendario hotel Elephant di Weimar: «Da questo giorno comincia la rinascita del partito nazionalsocialista!». Era il 4 luglio del 1926, e le camice brune cementarono il ruolo del Führer a un congresso in Turingia che è entrato nella storia. Quel giorno i nazisti fondarono la Gioventù hitleriana e Hitler salutò i suoi seguaci da una Mercedes decappottabile per la prima volta col braccio teso.
Nessuno pensa dunque sia un caso che l’Afd abbia deciso di organizzare – negli stessi identici giorni – un congresso proprio in Turingia. E non lo pensano anzitutto i cinquantamila manifestanti che si danno appuntamento dalle prime luci dell’alba per bloccare Erfurt, seduti sull’asfalto con le bandiere arcobaleno, le pettorine gialle, i cappellini “fuck Afd”.
Qualcuno fa partire un fumogeno ma la stragrande maggioranza se ne sta a gambe incrociate sventolando bandierine antifasciste. Scopo delle proteste: segnalare che un evento organizzato in un anniversario agghiacciante è una vergogna, che una forza politica accusata di essere incostituzionale dai servizi segreti non può essere normalizzata.
Più tardi arriva la Dgb, il più grande sindacato confederale tedesco, e ci sono decine di ong umanitarie, di organizzazioni antifasciste, ma anche la Spd, la Linke e le “Omas gegen rechts”, le “nonne contro la destra”, una delle più grandi associazioni femminili della Germania.
Grit, 55 anni, dipendente pubblica, ha un cappellino arcobaleno: i 29 tedeschi su 100 che votano Afd «non sono tutti nazisti», osserva. Ma il suo impegno ha un obiettivo: «Bisogna che la gente torni a votare. E che spazzi via questo partito antidemocratico».
Andando a piedi verso la fiera dove i delegati dell’Afd si sono blindati per il congresso, le macchine blu, gli idranti, i poliziotti in tenuta antisommossa sono onnipresenti. Un paio di elicotteri sorvola l’area. A Gothaer Platz, a metà strada tra il centro e la fiera, scoppia qualche tafferuglio. E qualche blocco viene sciolto con i manganelli e spray urticanti. Alla fine, nonostante la tensione, il congresso comincia alle dieci in punto. I delegati sono arrivati la sera prima e nella notte.
Alice Weidel sale sul palco a metà mattinata: «Siamo la nuova Volkspartei della Germania», il nuovo partito del popolo, «siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità: i tedeschi meritano di essere governati bene». In molti land «siamo primi o secondi».
In Sassonia-Anhalt, il 6 settembre, l’Afd rischia di realizzare le sue ambizioni. È oltre il 40% da mesi in tutti i sondaggi, e di recente Sahra Wagenknecht ha detto che li aiuterebbe a governare. Soccorso rossobruno. Alla fine Weidel urla ai manifestanti: «Non ci intimidirete! Anzi, diventiamo sempre più forti e più grandi», e nella sala dei seicento delegati scoppia un’ovazione. […]
Nel primo pomeriggio Weidel incassa l’81,3% dei voti, è rieletta con una percentuale più alta rispetto a due anni fa. Il co-leader Tino Chrupalla, con il 70,05%, ne prende meno rispetto all’80% del 2024. Si parla di malumori per lo stile di comando dei due, ma alla fine prevale il senso di responsabilità verso un autunno di elezioni ritenute già storiche.
(da agenzie)
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