L’ITALIA TRADITA DAL GOVERNO MELONI. ANNA , 72 ANNI; “TRA AFFITTO E BOLLETTE LA PENSIONE DURA POCHI GIORNI, HO SEMPRE LAVORATO E ORA DEVO CHIEDERE AIUTO”
“HO UNA PENSIONE DI 700 EURO, MI AIUTA CHI PUO’, TRA FAMILIARI E CARE AMICHE, MA LA NOTTE NON DORMO PER LA TRISTEZZA”
Da giorni la redazione di Fanpage.it sta raccogliendo e pubblicando le storie e i racconti di
quanti, tra i nostri lettori, denunciano situazioni di difficoltà economiche dovute a rincari e stipendi o pensioni non sufficienti per vivere una vita dignitosa. C’è chi si è visto costretto a cambiare abitudini pur di concedersi una vacanza estiva, chi ha raccontato di non poter neppure pensare alle vacanze dato che i soldi non bastano neppure per curarsi. Tra le lettere che sono arrivate in redazione c’è quella di una donna di 72 anni, che chiameremo Anna, e che racconta delle difficoltà che riscontra con una pensione di poco più di 700 euro al mese.
Sono una donna di 72 anni e vivo in Basilicata. Percepisco una pensione di 760 euro al mese: sono forse un po’ più fortunata di chi ne prende 500, ma questi soldi durano comunque pochissimo. Tra l’affitto di 440 euro al mese e le bollette, non saprei cos’altro aggiungere, anche se ci sarebbe da scrivere un romanzo.
Non mi hanno assegnato una casa popolare perché, secondo il Comune della mia città, sarei “ricca”, eppure ho lavorato una vita intera. La cosa più triste è che ci tolgono, o cercano di toglierci, persino la dignità di vivere. Non posso curarmi perché già tra il 5 e il 10 del mese rimango quasi senza un euro. Mi aiuta chi può, tra familiari e care amiche, ma la notte non dormo per la tristezza di dover chiedere aiuto.
Ci chiamano “poveri”, ma quando uno Stato rende povero un cittadino è lo Stato a doversi vergognare, non il cittadino che lo ha sostenuto pagando le tasse senza ricevere nulla in cambio.
(da Fanpage)
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