UN LETTORE INDIGNATO SCRIVE A “REPUBBLICA”: “I PACIFISTI NON SONO FILORUSSI”. E MERLO LO SMASCHERA: “DISARMANDO L’UCRAINA, QUESTO ‘PACIFISMO’ NON LA CONSEGNEREBBE ALL’OCCIDENTE E AI SUOI VALORI ‘PACIFISTI’ MA ALL’IMPERIALISMO DI PUTIN CHE, ARMATO SINO AI DENTI E RINGALLUZZITO, NE USCIREBBE AFFAMATO DI NUOVE GUERRE”
“BEL RISULTATO PER CHI PREDICA LA PACE; E BELLA SINISTRA È QUELLA CHE ABBANDONA L’AGGREDITO ALLA FURIA DELL’AGGRESSORE. BISOGNA RICORDARE LA VECCHIA DIVISONE DEGLI ITALIANI IN FURBI E IN FESSI: OGGI ‘PACE’ È QUELLA PAROLA CHE SI TROVA NELLE ORAZIONI SOLENNI DEI FURBI QUANDO VOGLIONO CHE I FESSI MARCINO PER LORO”
Caro Merlo e caro prof. Abbadessa, la vostra corrispondenza mi costringe a precisarvi (pensavo non ve ne fosse bisogno, ma tant’è) che i pacifisti non sono i filorussi.
Trattasi di concetti diversi. Così come i produttori di armi non sono i filoccidentali (spero).
Guido Brizzi
Risposta di Francesco Merlo
Anche se i concetti sono diversi, il risultato è lo stesso: la guerra. Disarmando infatti l’Ucraina, questo “pacifismo” non la consegnerebbe all’Occidente e ai suoi valori “pacifisti” (che lei pensa, chissà perché, di non dovere spiegare), ma all’imperialismo di Putin che, armato sino ai denti e ringalluzzito, ne uscirebbe affamato di nuove guerre. Bel risultato per chi predica la pace; e bella sinistra è quella che abbandona l’aggredito alla furia dell’aggressore. E allora, caro Brizzi, si ricordi della vecchia divisone degli italiani in furbi e in fessi: oggi “pace” è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
da Repubblica)
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