FACCIA A FACCIA IN TRANSATLANTICO TRA LORENZO GUERINI E IL RESPONSABILE ESTERI PEPPE PROVENZANO SULLA MOZIONE CONTRO IL RIARMO. L’EX MINISTRO DELLA DIFESA HA AVUTO COLLOQUI BURRASCOSI ANCHE CON LA CAPOGRUPPO CHIARA BRAGA, A CUI HA FATTO LA MESSA IN PIEGA PER ESSERSI PIEGATA AI VOLERI DEI CINQUESTELLE: “AVETE LETTO BENE QUELLO CHE AVETE SOTTOSCRITTO? È UNA COSA INVOTABILE”
PROVENZANO HA CERCATO DI DIFENDERE ELLY: “NON AVETE VISTO IL TESTO CHE CI HA MANDATO CONTE, ERA UNA ROBA PAZZESCA. LO ABBIAMO CAMBIATO, DI PIÙ NON POTEVAMO FARE” – LA RIFORMISTA LIA QUARTAPELLE: “CONTE VUOLE MANGIARSI IL PD IN UN SOLO BOCCONE. QUESTA RISOLUZIONE È UN ESEMPIO DEL METODO SPREGIUDICATO ADOTTATO DAL M5S CHE NON SOLO HA MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PD, MA HA RISTRETTO I CONFINI DI UNA FUTURA ALLEANZA – NON SI PUO’ PROSEGUIRE COSI’: CONTE E’ CONTRARIO ALL’EUROPA”
Vedere il solitamente flemmatico Lorenzo Guerini scaldarsi è evento raro. Ma ieri il presidente del Copasir ha fatto ricorso a tutte le sue capacità di autocontrollo per non alzare la voce. O, meglio, per non alzarla più di tanto. Prima un colloquio con Elly Schlein, poi uno ancor più burrascoso, in pieno Transatlantico, con la capogruppo Chiara Braga, quindi un faccia a faccia a dir poco teso con il responsabile Esteri Peppe Provenzano.
A tutti il leader dei riformisti dem ripete lo stesso concetto: «Avete letto bene quello che avete sottoscritto?
È una cosa invotabile». Alla fine Guerini si siede su un divanetto di Montecitorio per smaltire l’arrabbiatura insieme a Piero Fassino, Filippo Sensi, Simona Malpezzi e Lia Quartapelle, che mormora: «Conte vuole mangiarsi il Pd in un solo boccone». Gli altri assentono mesti.
La risoluzione, che chiedeva lo stop a tutte le spese per la difesa, grazie a un cavillo parlamentare, al quale la dirigenza dem non si è opposta (anzi), non viene sottoposta a scrutinio. Ma la spaccatura resta. Nonostante Schlein abbia spiegato a tutti: «Guardate che non è vero come dite voi che questo testo è la vittoria di Conte, è la nostra linea, la mia…». E Provenzano, cercando di dar manforte alla leader: «Voi non avete visto il testo che ci ha mandato Conte, era una roba pazzesca. Lo abbiamo cambiato, di più non potevamo fare»
Ma secondo i riformisti quel «di più» eccome se si poteva fare. E per marcare la differenza, visto che la risoluzione non si vota più […] la minoranza chiede ai colleghi dell’«altra» opposizione di sollecitare la votazione dei loro testi per parti separate. Così i riformisti, al contrario del resto del Pd, possono esprimersi a favore del Safe, contenuto nella risoluzione di Italia viva e +Europa, e astenersi sul documento di Azione.
Schlein, che attraversa il Transatlantico a grandi falcate, dribblando i giornalisti, rassicura i suoi, che temono di aver fornito un assist a Conte: «Non ha affatto vinto, anzi. È venuto sulle nostre posizioni, tant’è vero che sul Safe, al contrario di quello che voleva lui, non c’è scritto nulla». La segretaria, però, sa che la situazione è complicata perché il partito è spaccato.
Quel che è avvenuto, benché al Pd siano abituati a fare spesso e volentieri finta di niente, lascerà il segno. Nel dopo voto, Conte si concede ai giornalisti. Sorrisi e chiacchiere. Con Schlein si incrociano per caso. Ma il feeling, che tra i due non c’è mai stato, continua a latitare.
A un certo punto un cronista gli chiede se rinuncerebbe alle primarie per scegliere un federatore. Conte risponde indicando Schlein, che passa davanti a lui senza salutare nessuno: «A lei l’avete chiesto?». Interrogativo buttato lì per prender tempo, perché è noto che la segretaria del Pd non vuol sentir parlare di federatori, garanti e quant’altro. Lo si fa presente all’ex premier, che scuote le spalle e replica: «E allora, basta che uno non accetti e il meccanismo si blocca». Un meccanismo che, par di capire, Conte sarebbe propenso ad accettare per non fare le primarie.
(da Corriere della Sera)
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