Febbraio 15th, 2010 Riccardo Fucile
SI FISSANO DEI PRINCIPI GENERICI, MA LA SCELTA DELLE OTTO LOCALITA’ SPETTERA’ AGLI OPERATORI, OVVERO ALLE AZIENDE, POI DOVRA’ ESSERCI IL VAGLIO DEL MINISTERO…CON LE REGIONALI IN VISTA IL GOVERNO NON VUOLE RISCHIARE E RESTA NEL VAGO…PERPLESSITA’ SIA DI CONFINDUSTRIA CHE DEI COMUNI
Il nucleare ritorna in Italia, per adesso solo sulla carta e avvolto nel mistero: il governo ha dato il via libera ai criteri per l’individuazione dei siti per gli impianti.
Ma il decreto di Palazzo Chigi ha creato malumore tra le trecento aziende che partecipano al piano di lavoro allestito da industriali ed Enel.
Nessuna indicazione delle località nelle quali dovranno sorgere le centrali nucleari, per quelle bisognerà attendere le scelte degli operatori che poi dovranno passare al vaglio del Ministero dello Sviluppo economico e dell’Agenzia del nucleare.
Praticamente ci si è limitati a tratteggiare vagamente, attraverso regole di buon senso, le norme per localizzare le aree adatte per la produzione e lo stoccaggio, le procedure da seguire, gli incentivi economici alle popolazioni coinvolte.
Secondo il governo, i primi lavori per i cantieri partiranno nel 2013 e la produzione di energia nel 2020.
Caso strano anche i lavori del Ponte sullo Stretto dovrebbero iniziare nel 2013, data che coincide in pratica con scadenza della legislatura.
Promettere non costa nulla, insomma.
Il non aver accennato alle otto località dove dovrebbero essere costruite le centrali nucleari è da mettere in relazione alle prossime elezioni regionali, onde evitare di mettere in imbarazzo qualche candidato governatore che dovrebbe esprimersi sull’ipotesi di ospitare o meno l’insediamento.
Meglio glissare che perdere voti… Continua »
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Ottobre 8th, 2009 Riccardo Fucile
MILIONI DI METRI CUBI DI FANGO E DETRITI, RIMOSSI DAI PAESI COLPITI, SONO STATI SCARICATI IN MARE… IL LITORALE E’ RIDOTTO A UNA FOGNA: CHI HA DATO QUESTO ORDINE? …L’UNITA’ DI CRISI NON SA DOVE PORTARLI E DOVE SMALTIRLI, SCARICATI IN MARE ANCHE MATERIALI ABUSIVI
Pazienza che il mare davanti ai paesi distrutti dall’alluvione che ha colpito il messinese abbia dovuto subire un’invasione di fango e detriti caduti dalle colline.
Ma che per giorni centinaia di camion, provenienti dai paesi colpiti, vi abbiamo scaricato milioni di metri cubi di fango, alberi, mobili, televisioni, elettrodomestici, raccolti per le strade, è davvero incredibile, eppure è successo. ,
A Giampilieri, in tre giorni, sono stati rimossi due milioni di metri cubi di detriti, altri milioni nei paesi vicini, tutti caricati, per ordine della Unità di crisi, su centinaia di mezzi militari e civili che facevano la spola con la foce del fiume Dinisi, le spiagge e il mare circostante.
Altri camion avrebbero approfittato del caos della situazione per scaricare materiali abusivi, mentre il mare diventava, anche nel colore, sempre più una fogna.
Ci sono voluti quattro giorni di questo andazzo per giungere a sospendere gli scarichi: ma nessuno ha ancora stabilito cosa fare dei detriti, dove portarli e dove smaltirli.
Lo confermano gli stesi camionisti che hanno il mezzo carico, ma nessuno gli ha detto dove dirigersi: lo testimoniano i mille spalatori che cercano di liberare le strade e ora riversano nei burroni o sui bordi delle strade quello che per quattro giorni era invece finito sugli automezzi. Continua »
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Ottobre 6th, 2009 Riccardo Fucile
IL PROTAGONISMO DI BERLUSCONI PORTA A STUPIDI AUTOGOL: COME SPACCIARE PER PREAVVISO UN BOLLETTINO DI “CRITICITA’ ORDINARIA” DELLA PROTEZIONE CIVILE…I PAESI COLPITI: “NESSUNO CI HA AVVISATI” …ERA STATA CHIESTA LA DEMOLIZIONE DI 1.191 CASE ABUSIVE, MA NESSUNO AVEVA FATTO NULLA
Quando accade una disgrazia ambientale, è già troppo tardi: i cittadini alla classe politica non
chiedono solo aiuti per il dopo alluvione, ma soprattutto pretendono che tali accadimenti non avvengano.
Fermo restando le responsabilità di molti che prima costruiscono abusivamente e poi piangono i loro morti.
Ma compito dello Stato dovrebbe essere quello di impedire che ciò avvenga, con una presenza seria e puntuale, con controlli preventivi e autorizzazione non rilasciate a vanvera o dietro pagamenti di bustarelle.
E’ stato detto da esperti che con i 16 miliardi di euro che si spenderanno per il ponte sullo Stretto, si potrebbe mettere in sicurezza l’intera Sicilia: se così fosse, una classe politica deve saper operare delle scelte e stabilire delle priorità , anche attraverso un referendum regionale.
Chiedere ai cittadini cosa preferiscono, e ognuno si assuma le proprie responsabilità : i politici nell’eseguire la volontà popolare, come recita la Costituzione.
Una volta avvenuta la tragedia del messinese, inutile “fremere” per conquistare il centro della scena. Già Berlusconi voleva partire subito e Bertolaso, contrariandolo, gli aveva fatto presente che avrebbe intralciato i lavori di soccorso.
Quando finalmente ha avuto il via libera, il premier si è fiondato a Messina con la solita strategia: faccio tutto io, state tranquilli, faremo come all’Aquila ( speriamo meglio, diciamo noi).
Ma, privo di visione politica come purtroppo è, auspicando solo un’arruffata “politica del fare” senza pensare, ecco la solita uscita nefasta, che sa di presa in giro di coloro che hanno subito la frana: “Avevamo previsto il disastro”. Continua »
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Ottobre 4th, 2009 Riccardo Fucile
COREA DEL SUD E CINA GUIDANO LA CLASSIFICA DELLE VENTI MAGGIORI ECONOMIE CHE SOSTENGONO PROGETTI A FAVORE DELLA TUTELA AMBIENTALE… L’ITALIA ALL’ULTIMO POSTO
Sono a sorpresa la Corea del Sud e la Cina a guidare la classifica delle venti maggiori economie del mondo che hanno maggiormente contribuito in quota percentuale a sostenere progetti a favore dell’ambiente, nell’ambito dei piani di stimolo internazionali.
La tabella, compilata in vista della Conferenza sul clima che si terrà a Copenaghen il prossimo dicembre, mostra come l’Italia sia riuscita a sistemarsi nelle ultime posizioni.
Fatto 100 i piani di stimolo, ecco quanto i Paesi hanno destinato ai progetti ambientali, in percentuale: la Corea del Sud il 79%, la Cina il 34%, l’Australia il 21%, la Francia il 18%, l’Inghilterra il 17%, la Germania il 13%, gli Stati Uniti il 12%, il Sud Africa l’11%, il Messico il 10%, il Canada l’8%, la Spagna il 6%, il Giappone il 6%, l’Italia l’1%.
Un anno dopo l’inizio della crisi finanziaria mondiale, l’agenzia delle Nazioni Unite rileva che complessivamente il 15% dei 3.000 miliardi del piano di stimolo sono stati destinati a progetti di carattere ambientale.
Rispetto ai progetti in cui i Paesi hanno investito, lo sforzo fatto per ridurre la dipendenza delle grandi economie mondiali dal carbone e dal petrolio non è ancora sufficiente e dovrebbe essere incrementato.
I denari investiti in energie rinnovabili non bastano a ridurre la necessità di carbone e a incidere positivamente sul surriscaldamento globale del Pianeta. Continua »
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Ottobre 3rd, 2009 Riccardo Fucile
18 MORTI E 20 DISPERSI A CAUSA DI NUBIFRAGI E FRANE, DEVASTATA GIAMPILIERI, GIA’ ALLUVIONATA DUE ANNI FA… IL PRESIDENTE DEI GEOLOGI SICILIANI DENUNCIA: “UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA E CAUSATA DA SPECULAZIONI, INCURIA E UN USO SCELLERATO DEL TERRITORIO”
Passano le ore e si fa sempre più tragico il bilancio delle vittime del nubifragio che si è abbattuto sulla provincia di Messina.
Si parla per ora di 18 morti e 20 dispersi, ma sono numeri ancora parziali. Dopo giorni di pioggia, un fiume di fango ha abbattuto case, travolto paesi, messo fuori uso tratti di ferrovia, isolato intere frazioni.
Particolarmente colpito il paese di Giampilieri, dove sono già stati recuperati vari cadaveri e quello di Scaletta dove è crollato un palazzo.
La prima località era già stata colpita da un’alluvione due anni fa e nulla era stato posto in essere perchè si potesse evitare il ripetersi della tragedia che questa volta ha fatto almeno sei vittime.
Un costone di roccia si è staccato e si è portato via una ventina di case, sono diverse centinaia già gli sfollati.
La Protezione civile è intervenuta con uomini e mezzi, ma il sindaco di Messina ha fatto un appello perchè accorrano più volontari.
Anche questa tragedia è l’ennesimo capitolo di licenze e costruzioni abusive, senza regole, in un Paese dove la pianificazione del territorio è un’opzione trascurabile. Continua »
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Settembre 6th, 2009 Riccardo Fucile
SOLO 100 MULTE IN SETTE MESI NEL CAPOLUOGO LIGURE… MARONI AVEVA AMPLIATO I POTERI DEI COMUNI PROMETTENDO UN RITORNO AL DECORO… SOLO 318 COMUNI HANNO ADERITO SU 8.000 E LE CITTA’ RESTANO SPORCHE COME PRIMA
A distanza di sette mesi, l’ordinanza comunale sul decoro urbano,
nonostante il clamore iniziale, a Genova non ha prodotto nulla o quasi: appena 100 le multe elevate in oltre 200 giorni.
L’ordinanza fa parte di una serie di misure, su alcol, prostituzione e decoro, varate anche in altre città italiane, a seguito del decreto Maroni che aveva ampliato i poteri dei Comuni.
Un flop federalista insomma, visto che su 8.000 comuni italiani solo 318 sono stati i sindaci che hanno firmato nuove ordinanze sulla sicurezza urbana, dopo il decreto nazionale.
A dimostrazione che non contano le teorie enunciate, ma i fatti concreti che come sempre latitano. Sulla carta il provvedimento voluto dal sindaco di Genova prometteva di fare piazza pulita di coloro che per strada consumano “in modo indecoroso o indecente, seduti o sdraiati, bevande e alimenti”, di chi “si trattiene nei medesimi luoghi, senza soluzione di continuità , sollecitando in maniera petulante e molesta questue e altre offerte in denaro” e di chi “intralcia in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone, occupando gli spazi destinati ai disabili”.
Sarebbe insomma stato lecito aspettarsi un’impennata di sanzioni, invece poco o nulla.
Però l’importante è aver dato la “percezione che qualcosa si facesse”.
Il sindaco a Genova era riuscita a complicare la vita dei vigili urbani, emanando pure una circolare attuativa dell’ordinanza che, di fatto, mitigava gli effetti più rigidi della stessa.
Si diceva che come leva dell’azione del vigile di turno vi doveva essere il presupposto che la situazione riscontrata costituisse un pericolo di “sicurezza urbana”, ovvero ” l’intervento è previsto in quei casi in cui si verifichino danni per l’incolumità delle persone o del patrimonio pubblico”. Continua »
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Agosto 24th, 2009 Riccardo Fucile
IL GOVERNO, IN RITARDO SULL’ACCORDO AMBIENTALE, DEVE ORA PAGARE 555 MILIONI DI MULTA… RESPONSABILITA’ DIVISE TRA IL GOVERNO PRODI CHE NEGOZIO’ NEL 2009 201 MILIONI DI TONN. DI Co2 E IL GOVERNO ATTUALE CHE HA STABILITO PER LEGGE DI PAGARE L’ECCESSO PRODOTTO DALLE CENTRALI ELETTRICHE… ALLA FINE SARANNO 40 EURO A CARICO DI OGNI FAMIGLIA
Saranno i consumatori e gli utenti a pagare i ritardi accumulati negli anni dall’Italia sull’attuazione del protocollo di Kyoto.
Il governo è alla ricerca entro la fine di questo anno dei 555 milioni di euro necessari per mettersi in regola con le emissioni di gas serra e ha deciso di recuperarli caricandoli direttamente sulle bollette dell’elettricità dei cittadini.
Se l’Italia non correrà ai ripari, tornando a mettersi in regola con i tetti di emissione consentiti, la sanzione che l’Europa potrebbe infliggere nel 2.012 potrebbe arrivare a 5,6 miliardi di euro.
Ci si chiede cosa l’Italia firmi a fare dei trattati internazionali quando poi non li rispetta: sul tema ambientale tutti i vari governi che si sono succeduti, da Prodi a Berlusconi, si sono distinti per l’insensibilità nei confronti della tutela dell’ambiente, quando invece molti Stati occidentali stanno correndo ai ripari.
L’Italia invece è ai livelli dei Paesi del’Est, come aveva peraltro dimostrato la posizione della Prestigiacomo, ancora recentemente in occasione della Conferenza mondiale sul clima, sempre pronti a chiedere proroghe per gli inquinatori.
Nel caso specifico, lo Stato si è impegnato a pagare alle imprese l’acquisto di diritti per superare la quota di Co2 concessa dall’Unione europea. Continua »
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Agosto 22nd, 2009 Riccardo Fucile
UNA RICERCA GIAPPONESE RIVELA: SI SCIOLGONO IN ACQUA E UCCIDONO PESCI E PLANCTON… ALLARME IN TUTTO IL MONDO: OGNI ANNO SONO IMMESSI NEGLI OCEANI 6,4 MILIONI DI TONN. DI RIFIUTI, L’88% PROVENIENTI DA NAVE MERCANTILI
La plastica avvelena gli oceani: si scioglie nelle acque marine rilasciando composti
tossici di ogni tipo che vengono poi assorbiti dagli organismi oceanici, mettendone così a rischio la vita e la capacità riproduttiva.
Infatti, contrariamente a quanto ritenuto finora, la plastica che arriva in mare, ad esempio per mano dei vacanzieri che abbandonano sulle spiagge bottiglie e sacchetti, lungi dall’essere indistruttibile, si decompone per esposizione alle intemperie e lo fa velocemente, rilasciando numerose sostanze tossiche.
Lo rivela uno studio diretto da Katsuhido Saido del College di Farmacia dell’università Nihon a Chiba, presentato al Meeting and Exposition della American Chemical Society in corso a Washington.
La plastica in pratica si decompone in mare in quanto esposta a pioggia, sole e altre condizioni ambientali, dando origine a un’altra sorgente di contaminazione globale.
Secondo il rapporto Fao-Nazioni Unite per l’Ambiente, pubblicato in occasione della Conferenza mondiale sugli oceani, tenutasi in Indonesia lo scorso maggio, ogni anno vengono immessi negli oceani 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 5,6 milioni di tonnellate, l’88%, proveniente da imbarcazioni mercantili. Continua »
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Luglio 15th, 2009 Riccardo Fucile
AVVISO DI GARANZIA ALL’EX MINISTRO DELL’AMBIENTE PER I FINANZIAMENTI PUBBLICI DESTINATI ALLA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE DI SCANDALE … ACCUSE PESANTI: ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CONCUSSIONE, FALSO, TRUFFA, VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLE ASSOCIAZIONI SEGRETE… INDAGATI ANCHE GALATI E CHIARAVALLOTTI (PDL)
Forse Pecoraro Scanio doveva continuare nella sua crociata contro le centrali elettriche. Aver cambiato idea non gli ha portato bene: il sostituto procuratore di Crotone, Pierpaolo Bruni, sospetta, infatti, che dietro la giravolta si nasconda un giro di tangenti e ha spedito all’ex ministro verde un avviso di garanzia con pesanti accuse. Associazione a delinquere, concussione, falso, truffa, ricettazione.
Esiste una “gola profonda”, Antonio Argentino, procuratore della società Crotone Power Development.
L’inchiesta riguarda la costruzione nella città calabrese di una centrale a turbogas e le parole di Argentino lasciano poco spazio ad equivoci: due funzionari gli chiesero somme di denaro attraverso false consulenze a favore di società riconducibili a Tommasi (ex assessore regionale verde all’Ambiente) e a Pecoraro Scanio, allo scopo di assicurare il buon esito del progetto di realizzazione di una centrale elettrica a cura della sua stessa azienda. Continua »
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