Settembre 11th, 2014 Riccardo Fucile
ORSA DANIZA NARCOTIZZATA E UCCISA IN UN MISTERIOSO BLITZ … IL CORPO FORESTALE DELLO STATO APRE UN’INCHIESTA PER UCCISIONE SENZA MOTIVO DELL’ORSA… INDIGNAZIONE NEL MONDO: TRENTINO FECCIA D’EUROPA
Hanno ucciso Daniza. L’orsa non sarebbe sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata nella notte per catturarla, secondo quanto comunica la Provincia di Trento. Stiamo parlando del plantigrado che, a Ferragosto, aveva difeso i propri cuccioli al cospetto di un cercatore di funghi nei boschi del Trentino.
La Forestale non crede alla versione ufficiale e ha avviato un’inchiesta, ipotizzando il reato di uccisione senza motivo reale dell’animale
Le informazioni sulle operazioni di cattura dell’orso sono state fornite dalla Provincia di Trento in una nota, in cui viene spiegato: “In ottemperanza all’ordinanza che prevedeva la cattura dell’orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’intervento della squadra di cattura – prosegue la Provincia – ha consentito di addormentare l’orsa, che tuttavia non è sopravvissuta”.
Da chi fosse composta la squadra di cattura, che competenza avesse visto che non avrebbe saputo neanche dosare l’anestesia, non è dato sapere.
La Provincia conclude spiegando che dell’episodio sono stati informati il ministero dell’Ambiente, l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e l’autorità giudiziaria. Per Daniza l’autopsia è prevista già in giornata.
Il Corpo forestale dello Stato, intanto, di iniziativa ha aperto un’indagine dopo la morte dell’orsa, ipotizzando i reati di maltrattamento di animali e uccisione senza motivo reale dell’animale.
A quanto si apprende, nell’agosto scorso, il CfS aveva inviato una lettera al ministero dell’Ambiente e al presidente della Provincia di Trento esprimendo perplessità sull’iniziativa della Provincia di catturare e isolare in cattività in una struttura solo l’orsa, peraltro senza i propri cuccioli. In giornata, Daniza verrà sottoposta all’autopsia per chiarire meglio la situazione.
Il futuro dei cuccioli
In questo momento la priorità assoluta deve essere quella di provvedere adeguatamente alla tutela dei cuccioli di Daniza, i quali, senza le cure di mamma-orsa, sono in grave pericolo di vita.
Lo sottolinea l’Enpa. “Abbiamo appreso da un comunicato della Provincia di Trento che uno dei piccoli di Daniza è stato catturato e poi rilasciato dopo l’applicazione del marchio auricolare – dichiara l’associazione animalista -. Duole constatare come al peggio non vi sia mai fine: la Provincia di Trento, corresponsabile per la morte di Daniza, ha messo evidentemente in pericolo anche la sopravvivenza dei suoi cuccioli, abbandonandoli al loro destino e violando in tal modo i più basilari principi etici ed etologici”.
Per questo, la Protezione animali chiede ai ministeri competenti (Ambiente, Salute e Politiche Agricole), alla Provincia di Trento ed alle autorità competenti di porre in essere gli interventi necessari a garantire la sopravvivenza dei piccoli.
L’Enpa ritiene i vertici di tali autorità responsabili per l’incolumità e la sopravvivenza di queste creature a cui è stato comunque negato il diritto alla cura e alla tutela naturale della madre.
I veterinari: “Anestesia troppo rischiosa”
La povera Daniza è deceduta dopo essere stata anestetizzata, una procedura che “è sempre rischiosa negli animali selvatici, per due ragioni: lo stress che può provocare e l’assenza di controlli preventivi che avvengono invece quando una persona, o anche un cane o un gatto domestico si sottopongono a un intervento che richiede la sedazione”.
Lo spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi).
“I veterinari lo sanno bene – prosegue l’esperto – Questo tipo di anestesie sono sempre rischiose perchè l’animale subisce uno stress importante, anche per lo ‘sparo’ dell’anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo (telenarcosi) e le complicanze che l’anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire: l’orsa potrebbe aver avuto un problema cardiaco o metabolico sottostante che era impossibile rilevare senza analisi accurate pre-anestesia.
La dose di farmaco che si utilizza per addormentare gli animali selvatici è comunque standard e dipende dal peso del soggetto”.
La Protezione animali: “Si dimetta Galletti”
L’Enpa, ancora, definisce la morte del plantigrado un “animalicidio” e chiede le dimissioni del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. “Ciò che è accaduto all’orsa Daniza non è un incidente nè un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola. Nei giorni e nelle settimane passata avevamo più volte chiesto di lasciare in pace l’animale, arrivando a diffidare le autorità locali: questo è il risultato della caccia alle streghe, del clima di terrore scatenato contro il povero plantigrado”, dice in una nota la presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi, che preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell’associazione. “Insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati con noi a difesa di Daniza – prosegue Rocchi – consideriamo responsabili di questa morte tutte le autorità che hanno fatto del terrorismo psicologico contro l’orso”
L’ Enpa ha poi richiesto al servizio Cites del Corpo forestale dello Stato e alla Procura di porre sotto sequestro il corpo della povera Daniza ed affidarlo all’Istituto zooprofilattico nel quale siano presenti veterinari esperti in medicina forense e di animali selvatici, affinchè, visto come sono andate le cose, venga eseguito un esame necroscopico affidabile e oggettivo.
La rabbia della Lav
“Nessuna fatalità , Daniza è stata uccisa. Per questo denunciamo per violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale – reato di animalicidio che prevede fino a 2 anni di reclusione — il presidente della Provincia di Trento Rossi, il vice presidente Olivi, l’assessore-veterinario alla Caccia Dalla Piccola e ogni altro responsabile di questa vera e propria esecuzione”, scrive la Lav sul proprio sito internet.
E ancora: “Chiediamo al Procuratore capo della Repubblica Amato – che ha colpevolmente cestinato tutti gli esposti a tutela degli orsi presentati nelle ultime settimane – l’immediato sequestro probatorio del cadavere di Daniza, e il sequestro preventivo dei suoi cuccioli – troppo piccoli per sopravvivere senza la mamma – nonchè di tutti gli Orsi del Trentino, per la loro messa in sicurezza evitando così nuove esecuzioni. Le indagini vanno affidate al Nucleo specializzato Nirda del del Corpo forestale dello Stato, dal momento che la guardia forestale coinvolta in questa caccia all’orso – specie protetta e patrimonio indisponibile dello Stato, per legge! – dipende proprio dalla Provincia di Trento”.
Oipa: “Vittoria dell’arroganza”
“Una vera e propria condanna a morte per un animale che è stato inserito nel Parco Adamello Brenta proprio dall’uomo, grazie al Progetto europeo Life Ursus partito nel 2000 e poi proseguito con Life Arctos – sottolinea Massimo Comparotto, Presidente dell’Oipa -. Riteniamo che tutta la vicenda, a partire dalla presunta aggressione di Daniza ai danni del cercatore di funghi, sia poco chiara e che Daniza sia stata un capro espiatorio. Resta infatti da chiarire come mai uno Stato che ha avallato un progetto per il ripopolamento degli orsi sia continuamente coinvolto nell’uccisione degli stessi per episodici problemi di incolumità pubblica. La vicenda di Daniza ha, tra l’altro, curiosamente coinciso con il momento in cui l’Italia avrebbe dovuto versare il contributo economico per il finanziamento di Life Arctos”. “Alla fine hanno vinto l’arroganza e l’antropocentrismo. Siamo sgomenti di fronte a un epilogo che abbiamo sperato fino all’ultimo di poter evitare, lottando in ogni modo e difendendo il suo diritto a vivere libera con manifestazioni e battaglie legali”, si legge ancora in una nota dell’associazione.
Lipu: “La natura non è quella della Disney”
“E’ una morte assurda ma annunciata, quella dell’orsa Daniza. Molti in fondo la volevano, altri hanno fatto poco per evitarla. Ma quello che più preoccupa è una certa cultura sommaria, se non violenta, che si sta diffondendo a livello istituzionale nei confronti degli animali. L’idea disneyana della natura non è nostra ma di chi esige che gli animali siano perfetti, come in un sogno”. Lo dichiara il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, secondo cui il decesso di Daniza “è un fatto triste, che genera in noi grande dispiacere ma anche grandi perplessità , vista la gestione di una vicenda che sin dall’inizio è stata viziata da un approccio scorretto e persino illogico. Già la cattura di Daniza andava valutata come una decisione discutibile, considerando che, a quanto risulta dalle ricostruzioni, Daniza non aveva fatto altro che fare l’orso: difendere i propri cuccioli, vivere la propria vita naturale, comportarsi come normalmente si comporta un animale del genere. A questa situazione già viziata in partenza, si è aggiunta – conclude il presidente – la gestione successiva della vicenda, confusa e incerta, fino al tragico epilogo”.
Wwf: “Sconcerto per la morte di Daniza”
“La notizia della morte dell’orsa Daniza lascia sconcertati e giunge come una tristissima conferma della inopportunità della sua cattura più volte richiesta dal Wwf Italia. Le istituzioni nazionali, che hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa situazione, forniscano celermente i risultati dell’autopsia e facciano emergere la verità su quanto accaduto, su come sia stata gestita questa delicatissima fase della cattura di un animale già spossato, perchè in fase di allevamento di due cuccioli, e si suppone in perenne stato di allerta nelle ultime settimane”. E’ quanto chiede il Wwf, che in una nota “ribadisce il proprio dissenso per la decisione infausta di catturare un esemplare come Daniza per la quale non sussistevano le condizioni di pericolosità a cui si era appellata la Ordinanza della Provincia”. “Non c’era ragione alcuna di procedere alla cattura di un animale che si era comportata secondo natura. Quanto successo rafforza ancora di più la convinzione che il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso sulle Alpi centro orientali vada completamente rivisto”.
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Settembre 1st, 2014 Riccardo Fucile
“SI AUMENTI PIUTTOSTO L’INFORMAZIONE AI TURISTI”.. L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA CLAUDIA TERZI: “AVEVO STIMA PER LE AUTORITA’ TRENTINE, DEVO RICREDERMI”
Da parte delle autorità trentine “mi aspettavo un ripensamento, un passo indietro. Ad oggi nulla è irreparabile, ma ormai dovrebbero rinunciare a questa ricerca”.
A dirlo è Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, a due settimane dall’inizio della ‘caccia’ all’orsa Daniza, che il 15 agosto aveva aggredito un cacciatore di funghi. Mentre in Trentino si sono tenute due manifestazioni di protesta contro la cattura dell’animale, “la posizione di Regione Lombardia è sempre stata chiara”, sottolinea Terzi.
Per gli orsi “stiamo portando avanti un progetto che favorisca il ripopolamento e non intendiamo fermarci”.
Si tratta di ‘Life Arctos’, sostenuto da più partner, tra cui proprio la Provincia autonoma di Trento, insieme a Wwf e Università La Sapienza, che intende tutelare la specie dell’orso bruno su Alpi e Appennini.
“Ho sempre avuto – continua Terzi – grande stima per le attività del Trentino verso tutto ciò che aveva a che fare con l’ambiente e la natura, ma adesso devo ricredermi. Non capisco questa presa di posizione”.
Secondo l’assessore regionale, piuttosto, sarebbe il caso “di sviluppare una maggiore attività di informazione ai turisti, perchè convivere non è impossibile”.
Il progetto Arctos, finanziato dalla Comunità europea “non riguarda solo il ripopolamento, ma investe proprio sull’informazione”.
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Agosto 27th, 2014 Riccardo Fucile
SULO KARJANAINEN CURA E RIMETTE IN LIBERTA’ ORSI FERITI O RIMASTI ORFANI: “SONO ANIMALI GIOCHERELLONI, BASTA CONOSCERLI”
Ogni giorno gli porta da mangiare. Gli mette la frutta – angurie, uva o arance – su un grande tavolo «da picnic» immerso nella foreste di betulle.
Poi aspetta qualche secondo. Finchè gli orsi iniziano ad arrivare. Mangiano goffamente, qualche animale salta sul tavolo, altri rimangono sull’erba.
E, dopo il pasto, ringraziano Sulo Karjalainen a modo loro, leccandogli la faccia. Mentre in Italia si discute sulla necessità o meno di catturare Daniza e MV25, in Finlandia «l’uomo orso», come è conosciuto nel Paese, da anni ci vive insieme, nella sua fattoria di Kuusamo, 800 km a nord di Helsinki.
Qui, insieme al fratello Jalo, cura e poi rimette in libertà i predatori feriti o bisognosi di cure in seguito a incidenti stradali o battute di caccia.
«Tutto è iniziato un po’ per caso», spiega. «Accolgo e tengo con me gli animali fino a quando non ridiventavano autonomi. Poi li riporto nella foresta. Quando questo non succede, restano a vivere con me».
«Animali giocherelloni»
«In Finlandia le persone mi conoscono per via degli animali, e questo mi rende felice», racconta Sulo.
Da qualche anno è uno dei testimonial di Visit Finland, l’Ente per il Turismo del Paese e la sua storia è raccontata anche in «Miesten vuoro», pluripremiato film-documentario sulle saune maschili.
«Quand’ero piccolo, trascorrevo giorni interi nel recinto delle pecore, mentre mia madre mungeva le mucche. È stato allora, avevo appena 10 anni, che ho avuto il mio primo contatto ravvicinato con un orso».
Dopo anni, non ha dubbio. «Sono animali molto giocherelloni», assicura. «Solo se non sai cosa stai facendo puoi avere problemi».
Parole che fanno eco in Italia a quanto dichiarato dall’Ente Nazionale Protezione Animali, all’indomani della nuova levata di scudi contro i due plantigradi, lombardo e trentino.
«Contro gli orsi, specie particolarmente protetta anche a livello comunitario, è in atto, in Italia, una vera e propria guerra alimentata dall’allarmismo, dai pregiudizi e dall’insofferenza», hanno detto.
«In realtà , sia nel caso di Daniza che in quello più recente di “M25”, ciò che è stato definito come aggressione o tentativo di aggressione non è stato causato da una pericolosità intrinseca degli animali ma, ancora una volta, da comportamenti avventati ed in taluni casi addirittura negligenti posti in essere dalle persone».
Federica Seneghini
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 25th, 2014 Riccardo Fucile
NELLA RELAZIONE CONSEGNATA AL MINISTERO DELL’AMBIENTE L’ESPERTO SOTTOLINEA CHE “SEMMAI BISOGNEREBBE DARE INFORMAZIONI CORRETTE SUL COMPORTAMENTO DA TENERE DA PARTE DI CHI SI INOLTRA NEI TERRITORI DELL’ORSA”
Il comportamento dell’orsa Daniza, che a ferragosto ha ferito un cercatore di funghi in Trentino,
“e’ perfettamente normale, e non e’ affatto indice di pericolosita’ dell’animale”.
E’ il parere dell’etologo Roberto Marchesini contenuto in una relazione consegnata oggi al ministero dell’Ambiente.
Secondo l’esperto, “per considerare ‘deviante’ un comportamento animale deve esserci una aggressione non motivata che avviene al di fuori dell’habitat naturale, mentre nel caso dell’orsa queste condizioni non si sono verificate.
Cercare funghi e’ ovviamente un’attivita’ che porta l’essere umano a frequentare luoghi silvestri dove e’ possibile entrare in rapporto con gli animali che vi dimorano sulla base di precise esigenze ecologiche — scrive l’esperto — come peraltro compreso dai piani di reintroduzione.
Sia chiaro: se si mette in discussione questo punto e’ lo stesso progetto di reintroduzione che decade”.
Piu’ che l’allontanamento delle specie, continua Marchesini, sarebbe utile dare informazioni corrette sui comportamenti per chi si inoltra nei loro territori.
”E’ certo che l’incontro debba aver avuto quel margine di sorpresa che si presta a essere equivocato da una mamma che sente come primo obbligo naturale e istintuale di difendere i propri cuccioli — sottolinea l’etologo — Un comportamento umano siffatto sarebbe salutato come il piu’ grande gesto di autentica generosita’ e non si capisce perche’ lo stesso comportamento debba tradursi nella stigmatizzazione di pericolosita’ dell’animale in questione. O Daniza era pericolosa a prescindere, per il fatto di appartenere a una specie di grossa mole, o non puo’ diventarlo a seguito di questo episodio. Ma c’e’ di piu’: se consideriamo la forza che puo’ mettere un orso in un comportamento di aggressione, e se paragoniamo l’esiguita’ delle ferite riportate dall’aggredito, non possiamo non dedurre che l’orsa non voleva affatto produrre seri danni ma solo spaventare e allontanare. Anche in questo caso — conclude Marchesini — cio’ depone per un grande equilibrio comportamentale”.
(da “Meteoweb”)
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Agosto 24th, 2014 Riccardo Fucile
IL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO DENUNCIA: “ORDINE PUBBLICO NON E’ STATO GARANTITO, LA CONTROMANIFESTAZIONE NON SPONTANEA MA ORGANIZZATA DALLA LEGA, DENUNCEREMO FUGATTI E I FACINOROSI ALLA PROCURA”
La manifestazione di ieri a Pinzolo per chiedere la revoca dell’ordinanza catturaorso determinata
dal presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, si è conclusa nel peggiore dei modi. Infatti è stata interrotta dalle Forze dell’ordine per motivi di ordine pubblico e sicurezza pubblica.
Il partito animalista europeo in una nota parla di «vera e propria imboscata organizzata ad arte dagli abitanti non solo di Pinzolo ma anche dei comuni limitrofi con l’intento di ostacolare con la violenza il corteo pacifico. Insulti, spintoni, calci e pugni, minacce di morte da parte di circa millecinquecento locali hanno indotto l’interruzione dell’evento costringendo i manifestanti ad andarsene con i pullman messi a disposizione con urgenza dal sindaco di Pinzolo».
Gli animalisti europei smentiscono il consigliere leghista Maurizio Fugatti, lanciano pesantissime accuse «l’assembramento della gente di tutta la val Rendena non è stato nè spontaneo nè disorganizzato ma su indicazioni del medesimo consigliere che sta magistralmente strumentalizzando la vicenda per contestare la Giunta. Fugatti presente sul posto non era assolutamente preoccupato per i tafferugli in corso anzi valutava compiaciuto quanto fosse ingente il bacino elettorale su cui attingere voti nuovi».
Ma il partito animalista europeo non si ferma qui e affonda anche su Giacomo Bezzi, «Faziosa anche la ricostruzione dei fatti del consigliere di Forza Italia che, anch’esso per attaccare la Giunta di centrosinistra, descrive una versione opposta a quanto è avvenuto ed esattamente gli incivili e beceri nonchè violenti ed arroganti sono stati solamente gli autoctoni così come dalle prove video che stiamo trasferendo in Procura, inoltre, in riferimento all’accusa di sdoppiamento al proprio interno la deve indirizzare al mittente visto che è stato smentito dalla senatrice Manuela Repetti di Forza Italia».
Anche la questura non è immune da critiche da parte degli animalisti europei che intendono conferire un mandato al loro ufficio legale per una denuncia all’autoritò giudiziaria, al fine di individuare e punire i responsabili.
«La Questura – riporta la nota – che non ha saputo organizzare un adeguato dispiegamento di forze al fine di garantire l’incolumità pubblica per tutta la durata del corteo mettendo a rischio non solo i manifestanti perlopiù donne, anziani e bambini ma gli stessi agenti presenti in numero sottodimensionato nonostante fosse preventivamente informata e tutti i media avessero denunciato l’alta probabilità di scontro fisico».
Stefano Fucelli presidente del partito Animalista Europeo intende denunciare il consigliere della Lega Nord, Fugatti, che con la sua partecipazione tra i contro manifestanti non autorizzati li ha avallati disattendendo e non riconoscendo quindi le disposizioni della Questura e Il sindaco di Pinzolo per non avere preventivamente messo in sicurezza i luoghi previsti per il corteo.
«Visto inoltre che i contro-manifestanti fuorilegge sono tutti a favore dell’abbattimento dell’orsa Daniza – ha dichiarato Fucelli – unicamente e soltanto per motivi di incolumità pubblica dei frequentatori dei boschi (unico lieve ferito in 14 anni) senza prendere alcuna posizione anzi ignorando i circa 560 morti ed 840 feriti per mano dei cacciatori (per lo stesso periodo) è chiaro che si tratta esclusivamente di mera strumentalizzazione politica, di spartizioni di potere e denaro pubblico che vede come unico capro espiatorio l’orsa Daniza».
Fucelli conferma inoltre che per sabato 30 agosto è prevista a Pinzolo una nuova manifestazione
«Preso atto che il precedente corteo è stato interrotto e sospeso ingiustamente contro la nostra volontà , riorganizzeremo una nuova manifestazione a Pinzolo sabato 30 agosto ore 14 unitamente alle stesse associazioni. Inoltre in caso di autorizzazione negata faremo come i cittadini di Pinzolo e valligiani limitrofi che hanno ignorato tale disposizione. Continueremo ad oltranza affinchè l’orsa sia considerata il male minore»
(da “La Voce del Trentino“)
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Agosto 22nd, 2014 Riccardo Fucile
SI MOLTIPLICA LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA SUA CATTURA… ORA ANCHE FORZA ITALIA E SEL SI SCHIERANO CON I DIFENSORI DI DANIZA: LA VERGOGNA DI TRENTO RESTANO PD E LEGA.. SONDAGGIO DI UN SITO TEDESCO: IL 90% VUOLE DANIZA LIBERA
Lei continua ad essere libera, ma la sua vicenda sta acquistando risvolti internazionali.
Dopo l’ordinanza della Provincia autonoma di Trento per catturare l’orsa Daniza – che il 15 agosto avrebbe aggredito un sedicente cercatore di funghi per difendere i suoi cuccioli -, un gruppo di animalisti ha occupato la sede dell’amministrazione.
E ha chiesto la revoca del provvedimento — avallato dal ministero dell’Ambiente — che prevede la cattura dell’animale e l’uccisione nel caso in cui l’orsa rappresenti un pericolo per gli operatori.
Una ventina di militanti del Partito Animalista Europeo, del Fronte Animalista e degli Irriducibili Toscani è entrata nell’ufficio dell’assessore provinciale all’Ambiente, Michele Dallapiccola, e ha appeso dalla finestra della stanza uno striscione con la scritta “Daniza libera“.
L’assessore Dallapiccola ha precisato che ogni decisione dovrà essere presa dall’intera Giunta provinciale, che si riunirà giovedì prossimo.
Gli animalisti hanno però rifiutato ogni dilazione e hanno detto di essere decisi a continuare l’occupazione fino a che la Provincia non annullerà l’ordinanza.
”Il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha determinato l’ordinanza di cattura dell’orsa Daniza con l’unico obiettivo di salvaguardare l’incolumità pubblica — ha commentato il presidente del Partito animalista europeo, Stefano Fuccelli – ma di fatto il risultato ottenuto è tutt’altro. Ha soltanto generato odio sociale con probabili rischi di scontri tra le opposte fazioni, e quando l’orsa verrà catturata, o peggio uccisa, la probabilità si trasformerà in certezza”.
Intanto Daniza continua a sfuggire alla cattura.
Nella notte tra giovedì e venerdì (22 agosto) l’animale si è tenuto lontano dalla trappola a tubo. A
lcuni testimoni l’hanno vista vicino al lago Serodoli, sopra Madonna di Campiglio, ma per ora l’orsa non si è fatta prendere.
Per cercare di farla avvicinare, gli agenti provinciali hanno utilizzato anche del pesce ma lei non ha abboccato. Daniza è dotata di radio collare, per questo gli esperti della forestale riescono a monitorare ogni suo spostamento.
Ma il trasferimento della trappola da un’area all’altra non è facile e richiede tempo.
Anche sul fronte politico rimane alta la tensione sulla storia di Daniza.
Forza Italia si schiera ufficialmente in suo favore, compiendo così una retromarcia rispetto alla posizione espressa dopo l’aggressione, quando il consigliere provinciale azzurro, Giacomo Bezzi, aveva dichiarato: “Ormai il numero di orsi presenti sul territorio è diventato incontrollabile”.
Adesso la senatrice Manuela Repetti si è appellata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, chiedendo la revoca dell’ordinanza per catturare Daniza. ”La proposta di Legambiente di monitorare il comportamento dell’orsa per poi intervenire con maggior razionalità , mi pare la scelta più giusta” ha sottolineato l’onorevole.
Anche la parlamentare Serena Pellegrino, capogruppo Sinistra ecologia e libertà in Commissione ambiente, è intervenuta: “La vicenda dell’orsa Daniza è l’ennesima dimostrazione dell’incoerenza delle politiche ambientali in Italia, in senso generale e nelle dislocazioni delle diverse competenze territoriali: in questo caso, si aderisce al progetto europeo per la reintroduzione degli orsi nell’habitat alpino salvo poi ritenere che proprio quell’habitat debba avere la fruibilità di un parco giochi cittadino”.
Mentre il caso sta interessando la stampa internazionale per la superficialità con la quale le autorità locali stanno gestendo la vicenda, ad appoggiare la cattura dell’orsa sono rimasti ormai solo gli amici di Renzi e di Salvini.
E ora c’è pericolo anche per l’ordine pubblico.
Chi non ha mai avuto dubbi su quale debba essere la sorte di Daniza è il web.
L’orsa va salvata: lo dice un sondaggio condotto dal sito in lingua tedesca stol.it.
Per gli intervistati l’animale ha semplicemente reagito a quella che credeva una minaccia per i cuccioli che aveva con sè.
Il 13% degli intervistati è invece dell’avviso che Daniza possa essere ricoverata in un centro apposito, ma assieme ai suoi piccoli.
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Agosto 19th, 2014 Riccardo Fucile
SOLO I PISTOLA A GRAPPA DELLA LEGA LA VOGLIONO MORTA
A difesa dell’orsa Daniza, colpevole di aver difeso i suoi due cuccioli dall’incursione di uno sprovveduto nel suo habitat naturale, alcune associazioni ambientaliste e animaliste hanno avviato a Trento, davanti al palazzo della Provincia, un presidio no stop a staffetta fino a sabato 23 agosto.
Scopo dell’iniziativa è chiedere il ritiro dell’ordinanza della Provincia di Trento che ordina la cattura dell’orsa, definita «llegittima, inaccettabile nonchè sbagliata, presa sull’onda dell’emotività dai nostri amministratori».
Un gruppo di animalisti e ambientalisti aderenti a Lac, Oipa, Lav, Eticanimalista, Enpa e Animaliamo ha acceso delle fiaccole, «simbolo di speranza di libertà per Daniza ed i suoi cuccioli».
Intanto il gruppo Facebook “Salviamo l’orsa Daniza” ha superato i 10.000 sostenitori e la petizione da inviare alle autorità locali ha quasi superato le 35.000 firme.
Mentre prosegue la fuga dell’Orsa Daniza, continua ad aumentare il fronte di personaggi pubblici che si schierano al suo fianco e si dichiarano contrari al suo abbattimento
Dopo aver suscitato le simpatie di Licia Colò che aveva lanciato un video-appello su Youtube, di Reinhold Messner e del WWF Italia, aa favore dell’orsa Daniza si schierano anche esponenti politici della politica: per Michela Vittoria Brambilla, parlamentare di Forza Italia e presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, “abbatterla sarebbe un crimine”.
Per questo annuncia un’interrogazione parlamentare in cui chiederà che il Ministero dell’Ambiente intervenga per garantire la libertà dell’animale.
Sulla faccenda si esprime anche il Movimento 5 Stelle che, in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo a firma Filippo Degasperi (consigliere Ms5 in Trentino), chiede il “ritiro immediato dell’ordinanza e l’interruzione delle operazioni in corso” per la cattura.
Va ricordato che l’orsa era stata immessa in quel territorio ben 18 anni fa, proprio allo scopo di evitarne l’estinzione e favorire cosi il ripopolamento. Ha un sensore che permette di seguirne gli spostamenti: a maggior ragione è assurdo che le stesse autorità che avrebbero avuto il compito di monitorarla e tutelarla, oggi invochino il suo abbattimento o cattura solo perchè ha difeso i suoi piccoli.
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Giugno 17th, 2014 Riccardo Fucile
“CI SIAMO RESI CONTO CHE MAMMA GABBIANO ERA MORTA QUANDO IL COMPAGNO HA COMINCIATO A LANCIARE VERSI STRAZIANTI”
Li ha aspettati, covandoli, e protetti come soltanto una madre può fare.
E quando, finalmente, sono nati ha iniziato a nutrirli con quello che passa la natura, insegnando loro i primi «trucchi» per la sopravvivenza.
Ma non ha fatto in tempo a vederli crescere fino al punto di rendersi autonomi, capaci di librarsi in volo.
Qualche giorno fa si è accasciata vicino alla «casa» ricavata in cima alla torretta di un edificio alle porte di Ospedaletti.
Sembrava solo stanca, e i suoi piccoli le si sono stretti attorno, per darle calore e forza sperando che si riprendesse in fretta.
Ma, purtroppo, non è servito a nulla: la gabbianella si è addormentata per sempre. Chissà perchè.
È una storia triste, molto triste, quella raccontata dai «dirimpettai» di questa famigliola alata. Gente che vive nei palazzi vicini, spettatori inermi della vicenda.
«Ci siamo resi conto che mamma gabbiano era morta quando il compagno, l’altra sera, ha cominciato a lanciare versi strazianti», raccontano.
Ma nessuno osa avvicinarsi al nido perchè da quel momento il maschio ha iniziato a prendersi tutte le responsabilità del caso, non permettendo intrusioni di qualunque tipo.
Comprese quelle dei suoi simili, incuriositi dalla sagoma immobile della gabbianella. Magari allenterà la guardia quando i suoi piccoli spiccheranno il primo volo. Nell’attesa, al calar del sole, si accoccolano intorno alla mamma, come lei faceva con loro, forse sperando che si risvegli.
Gianni Micaletto
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Marzo 30th, 2014 Riccardo Fucile
DAL CAPPELLO A CILINDRO ESCE LA CAMPAGNA DI ADOZIONE DI ANIMALI ABBANDONATI… MA QUANDO ERA AL GOVERNO CHE HA FATTO PER ELIMINARE IL RANDAGISMO?
Un “papà e una mamma” per migliaia di cani e gatti abbandonati in giro per l’Italia. 
A due mesi dalle Europee Silvio Berlusconi tira fuori dal cilindro la carta “animalista” per provare ad allargare il bacino degli elettori e conquistare la simpatia dei “10 milioni” di italiani che hanno in famiglia un cagnolino o un gattino.
Il Cavaliere annuncia la sua strategia parlando ad un club Forza Silvio di Roma e spiega di aver tratto ispirazione addirittura da un brano di Madre Teresa di Calcutta, “scoperto questa notte”.
“Se impariamo ad amare gli animali “come meritano, saremo molto vicini a Dio”, è la lezione di Madre Teresa, che Berlusconi prontamente cerca di trasformare in un “jolly” elettorale.
La macchina dei club Forza Silvio, è l’esortazione del Cavaliere, deve mettersi in moto anche per trovare dei “genitori adottivi” ai “150mila cani” abbandonati nei canili.
Canili che, tra l’altro, “costano alla collettività 260 milioni all’anno”, sottolinea il leader di FI.
In questo modo, è l’idea dell’ex premier, i tanti amanti degli animali “non potranno che guardarci con una rinnovata simpatia e anche questo aiuterà il popolo dei moderati a diventare forza e maggioranza politica”.
E Berlusconi corona la sua mossa postando, su Facebook, il brano di Madre Teresa con una foto del cane di casa, Dudù, ad una convention di Forza Italia.
L’idea, però, non sembra entusiasmare gli animalisti, a cominciare dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa) che, mettendo in guardia da strumentalizzazioni elettorali, rileva come quello dei cani abbandonati – al quale vanno aggiunti i “750.000 randagi” – sia un problema che merita “misure concrete”.
A meno che Berlusconi “non venga da noi a fare il dog sitter”, osserva con ironia l’associazione, che per ben due volte si è offerta di ospitare proprio il Cavaliere nel caso in cui, il 10 aprile, venga affidato ai servizi sociali.
(da “Huffingtonpost”)
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