Aprile 2nd, 2009 Riccardo Fucile
RIVISTO E RIDIMENSIONATO D’INTESA CON LE REGIONI… DI FRONTE A PARERI DI INCOSTITUZIONALITA’, IL GOVERNO LIMITA GLI INTERVENTI ALLE SOLE ABITAZIONI RESIDENZIALI UNI E BIFAMILIARI E ALLE PALAZZINE NON OLTRE I 1.000 METRI CUBI… SARANNO LE REGIONI A STABILIRE DOVE E COME SI POTRA’ COSTRUIRE… IL GETTITO IVA ANDRA’ ALLE REGIONI PER FAVORIRE L’EDILIZIA PUBBLICA
Si profila una bozza di intesa tra Governo E Regioni sul piano casa. Esso dovrà
interessare solo le abitazioni residenziali unifamiliari e bifamiliari di volumetria non superiore a 1.000 metri cubi.
Solo in questi casi sarà possibile ampliare il volume entro il limite del 20%, aumentabile al 35% solo in casi di demolizione e ricostruzione secondo tecniche di bioedilizia.
Le Regioni avranno 90 giorni di tempo per approvare una legge in materia e le leggi regionali avranno una validità definita e comunque non superiore a 12 mesi dalla loro entrata in vigore.
Il nuovo piano casa recepisce quasi integralmente la bozza votata all’unanimità dalle regioni, frutto di un lungo confronto con l’esecutivo, che fissa paletti precisi.
I lavori di ampliamento e ricostruzione possono essere esclusi o limitati nei centri storici e nei parchi.
Berlusconi è apparso alquanto contrariato della piega che ha preso il braccio di ferro con le regioni, ma di fronte alle eccezioni di incostituzionali ha dovuto arrendersi.
Ma cosa resta del vecchio piano casa “motore per il rilancio dell’economia” ?
Non molto in effetti. Non c’è la possibilità di ampliare case e demolire edifici fuori da tutti i vincoli urbanistici, edilizi ed ambientali, come prevedeva invece la prima bozza del governo. Continua »
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Marzo 26th, 2009 Riccardo Fucile
IL TESTO PRESENTATO ALLE REGIONI, OLTRE AL PROBLEMA DELLA INCOSTITUZIONALITA’, PREVEDEVA NORME AMBIGUE ANCHE PER LE ZONE A PARCO NATURALE….GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE A CARICO DEI COMUNI E NON PIU’ DEI PRIVATI…UNA MARCIA INDIETRO CHE SA DI BRUTTA FIGURA E CHE SI SAREBBE POTUTA EVITARE
Il piano casa annunciato dal governo ha innestato la retromarcia: è arrivato il monito di Napolitano, le eccezioni di incostituzionalità minacciato da alcune Regioni, i rilievi dei tecnici e chi più ne ha più ne metta.
Una cosa è certa: la bozza (definita tale dal Governo) o il testo definitivo ( secondo le Regioni) sottoposto all’esame della Conferenza delle Regioni era pieno di errori sia formali che sostanziali.
E’ indubbio che la materia sia competenza delle Regioni e il governo si poteva solo limitare a una legge cornice, ma il “colore del quadro” normativo e procedurale avrebbero dovuto poi comporlo le Regioni.
Di fronte a una “forzatura” da parte del governo, molte regioni, compresa la Lombardia di Formigoni, e la stessa Lega hanno tirato il freno a mano.
Si sarebbe dovuta evitare la solita “politica dell’annuncio” e predisporre prima un testo condiviso, lo andiamo dicendo da tempo anche su altri temi, ma ci sembra che il brutto vizio di vendersi mediaticamente le proposte, salvo poi doversele rimangiare nella prassi, continui a imperversare nel centrodestra.
Di fronte a rilievi tecnici, dal “costruire”quasi ovunque, si è passati a escludere le città e limitarsi alle abitazioni fuori città , mono o bifamiliari, riducendo di molto l’ampiezza e l’efficacia sperata dell’iniziativa a fini anticrisi.
Esaminando il testo originario erano palesi molte ambiguità che avrebbero favorito, di fatto, speculazioni. Cerchiamo di entrare nello specifico, parlando delle costruzioni nei parchi regionali liguri e non. Continua »
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Marzo 24th, 2009 Riccardo Fucile
RISCHIO SFRATTO PER 150.000 FAMIGLIE NEI PROSSIMI TRE ANNI… LA CRISI ECONOMICA AGGRAVA IL PROBLEMA DEGLI SFRATTI PER MOROSITA’… OCCORRE UN PIANO ANCHE PER GLI AFFITTI A TUTELA DEI CETI DEBOLI
Lo studio “Crisi economica e sfratti per morosità “, presentato dal sindacato degli
inquilini nei giorni scorsi, pone in evidenza le sempre maggiori difficoltà delle famiglie italiane in affitto a sostenere gli attuali livelli di mercato.
Senza misure straordinarie di sostegno al reddito delle famiglie in affitto, nel prossimo triennio si prevede che altre 150.000 nuclei familiari perderanno la propria abitazione, subendo lo sfratto per morosità , incapaci di far fronte al pagamento della locazione.
E’, infatti, la famiglia tipo che oggi subisce gli effetti della crisi economica, quella delineata tra gli affittuari. Il 20,5% dei nuclei sono unipersonali, il 67% percepisce un solo reddito.
All’interno di queste ultime, il 39,6% è rappresentato da operai, il 29,2% da pensionati, più di un quinto dei capifamiglia ha più di 65 anni e un quarto è costituito da donne.
Per le famiglie dove l’unica entrata è un reddito da lavoro dipendente o una pensione, l’affitto incide con percentuali insostenibili: tra il 40 e il 50% a Genova e Torino, tra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, tra l’82 e il 92% a Milano e Roma.
A fronte di un reddito medio da lavoro dipendente sostanzialmente invariato, gli affitti sono aumentati del 16% nel 2008. Continua »
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Marzo 15th, 2009 Riccardo Fucile
TROPPI RISCHI DI CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA SENZA CRITERI PIU’ RIGIDI… L’ITALIA NON E’ SOLO QUELLA DELLE VILLE… L’EDILIZIA POPOLARE POTEVA ESSERE IL VOLANO GIUSTO PER ASSICURARE OCCUPAZIONE DA MESI… GIUSTO SBUROCRATIZZARE, MA SENZA PERMETTERE ABUSI O SPECULAZIONI… AUMENTARE SUPERFICI E VOLUME PUO’ AVERE IMPATTI DIVERSI DA CASO A CASO, RISCHIAMO DI FAR FARE SOLO AFFARI A CHI AMPLIA PER POI RIVENDERE CON UN RICAVO DEL 400%
Il Governo ha annunciato l’intenzione di una radicale semplificazione della burocrazia
nel settore edilizio. E fin qui penso possa trovare tutti d’accordo se ciò portasse a un’eliminazione dei vari lacci e laccioli che la burocrazia del nostro Paese pone al cittadino, facendolo girare per settimane da un ufficio all’altro per avere un pezzo di carta.
Ovviamente discorso diverso se si guarda alla sostanza della materia. Non è certo ipotizzabile in Italia costruire senza tenere conto non solo dei vincoli ambientali e naturalistici, ma anche dei problemi di urbanizzazione connessi ( acque nere, impatto ambientale, mobilità urbana, servizi pubblici, aree di parcheggio, tanto per capirci).
Ora l’intervento del Governo si muove su due piani, iniziamo dal primo, il più urgente: risolvere il problema di chi aspetta l’assegnazione, ad affitto a prezzi calmierati, di alloggi popolari.
Il Governo è in ritardo sul piano annunciato sei mesi fa: costruire 20.000 nuovi appartamenti entro il 2011, con una spesa di 550 milioni di euro.
Diciamo subito che i soldi erano quelli che il Governo Prodi aveva destinato a lavori di ristrutturazione di alloggi già esistenti, il Governo Berlusconi cambia strategia e punta su costruirne di nuovi in due tranche, la prima da 200 milioni da girare alle Regioni interessate al progetto, la seconda da 350 milioni nei prossimi mesi.
Se non si fosse perso un anno in chiacchiere sarebbe stato meglio, il piano avrebbe dovuto partire subito, sinceramente abbiamo dei dubbi che entro due anni vedremo 20.000 nuovi decorosi appartamenti a disposizione di ” giovani coppie, anziani, studenti ed immigrati regolari”. Continua »
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Dicembre 30th, 2008 Riccardo Fucile
CI SONO ALLOGGI OCCUPATI ILLEGALMENTE ANCHE DA 30 ANNI… 100MILA PERSONE IN EMERGENZA CHE AVREBBERO DIRITTO A STARCI INVECE SONO A SPASSO… ALTRI 600.000 IN GRADUATORIA IN ATTESA DA DECENNI… NON PAGANO NEANCHE IL CANONE MINIMO IL 92,5% DEGLI INQUILINI A CATANIA, IL 41,2% A ROMA… E C’E’ CHI DENUNCIA PURE REDDITI OLTRE 41MILA EURO
In Italia, rivela l’indagine realizzata da Dexia Crediop per Federcasa sul Social Housing 2008, oggi oltre 40mila case popolari sono occupate abusivamente: se venissero liberate e riassegnate a chi ne ha diritto, centomila persone in difficoltà sarebbero “fuori emergenza”.
Mentre il Governo per ora, come al solito, annuncia un piano caso, lo prevede nella Finanziaria, ma di decreti attuativi neanche l’ombra, l’unica cosa certa è che l’abitazione in Italia è davvero un’emergenza.
Sono ben 600mila, infatti, le famiglie in difficoltà che aspettano da anni in silenzio, i loro nomi compongono le lunghe liste di attesa in ogni Comune d’Italia.
Sono 30.000 a Roma, 20.000 a Milano, 10.000 a Torino, a Napoli e a Catania. Continua »
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Dicembre 8th, 2008 Riccardo Fucile
NEL PRIMO SEMESTRE 2008 IL CALO DELLE COMPRAVENDITE HA TOCCATO IL 14%, CON PREVISIONE DEL 20% A FINE ANNO… I PREZZI DEGLI IMMOBILI REGISTRANO UN MENO 2,5%… BOLOGNA ARRIVATA A UN MENO 7,7%, MILANO A MENO 5,6%
Prezzi in calo e mercato delle compravendite congelato. Questo il quadro emerso dal terzo rapporto dell’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma.
Nel primo semestre di quest’anno, il calo delle compravendite nelle 13 grandi aree urbane monitorate dal centro studi è stato del 14%.
Mentre i prezzi, al netto dell’inflazione, sono calati in media del 2,5% nell’ultimo semestre e del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
A risentire maggiormente del calo sono le città di Bologna che registra un taglio medio dei prezzi reali del 7,7% su base annuale, e Milano con un meno 5,6%.
In generale a risentire di più della contrazione dei prezzi sono le periferie delle grandi città , meno influenzati da ribassi risultano invece gli immobili di pregio e di alta qualità .
Ma a preoccupare di più il settore è lo stallo delle compravendite: nel 2008 Nomisma stima che ne verranno concluse meno di 700.000, un dato che rimanda ai livelli, decisamente bassi, del periodo 2000-2001. Continua »
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Ottobre 22nd, 2008 Riccardo Fucile
ALLA VENDITA DI APPARTAMENTI CARTOLARIZZATI EX INAIL NON POTEVANO PARTECIPARE PER LEGGE AMMINISTRATORI PUBBLICI … UN PRESTANOME, LEGATO ALLA TESORIERA DELL’IDV, OFFRE 204.085 EURO, MA VIENE SCARTATO PER IRREGOLARITA’ FORMALE… PRESENTA RECLAMO AL CONSIGLIO DI STATO… ALL’UDIENZA STRANAMENTE NON SI PRESENTANO NEANCHE L’ASSEGNATARIO E L’AVVOCATURA DI STATO: IL PRESTANOME HA VIA LIBERA… AL MOMENTO DELL’ACQUISTO IL PRESTANOME SPARISCE E COMPARE DI PIETRO CON 5 ASSEGNI… IL NOTAIO FA FINTA DI NULLA
Corre il mese di luglio del 2004, quando uno dei co-fondatori dell’Italia dei Valori
(immobiliari) diffida legalmente Antonio Di Pietro e Silvana Mura (tesoriera dell’Idv) dal continuare a usare fondi del partito “per fini diversi dalla comunione di scopo associativo”.
Passa solo un mese, siamo ad agosto 2004, e Di Pietro decide di servirsi di un prestanome per concorrere, senza apparire, all’acquisto dell’appartamento bergamasco in via Locatelli, 29 ( 9 vani, 178 mq) che rientra tra quelli “cartolarizzati” dalla società Scip-Inail.
La legge è chiara: a questa vendita “di favore” non possono partecipare gli amministratori pubblici, qual era, ai tempi dell’acquisto, Antonio Di Pietro, già europarlamentare, divenuto poi nel 2006 anche deputato e ministro.
L’11 aprile, giorno in cui Di Pietro era deputato da un giorno, il perfezionamento dell’atto di acquisto non aveva ancora terminato il suo iter, mancando ancora la trascrizione presso i pubblici registri immobiliari.
Se il notaio incaricato dall’Inail avesse controllato i requisiti di “legittimazione delle parti” avrebbe scoperto che Di Pietro non avrebbe potuto concorrere all’acquisto dell’immobile, in quanto pubblico amministratore. Continua »
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Ottobre 22nd, 2008 Riccardo Fucile
DA CURNO A BRUXELLES, DA BERGAMO A ROMA, DA MILANO A MONTENERO DI BISACCIA, … LE TANTE PROPRIETA’ IMMOBILIARI DI ANTONIO DI PIETRO, VALUTATE INTORNO AI 4 MILIONI DI EURO
Non si può dire che Antonio Di Pietro non ami gli appartamenti: sono passati i tempi in cui si aggirava per il Tribunale di Milano con abiti non propriamente “firmati”.
Oggi il suo patrimonio in mattoni spazia da Curno a Bruxelles, transitando per Bergamo, Montenero di Bisaccia e Roma ed è valutato intorno ai 4 milioni di euro.
Oltre all’immobile comprato a un prezzo scontato dall’Inail, di cui parliamo a parte, l’ex pm a Bergamo ha trovato casa per i suoi figli Anna e Toto: 190 mq in via dei Partigiani, più un immobile e un altro piccolo appartamento di 48mq ( entrambi comprati formalmente dalla moglie) in via Pradello.
A Milano, in via Felice Casati, Di Pietro possiede un appartamento di 190 mq, acquistato nel 2004 per 620mila euro dalla società An.to.cri, di cui è amministratore.
Sempre nel capoluogo lombardo l’ex pm ha comprato la scorsa primavera un appartamento di 60mq alla figlia in piazza Dergano.
Destino diverso per l’abitazione di 300mq a Busto Arsizio, girata al partito.
Anche a Bruxelles, durante il suo mandato di europarlamentare, Di Pietro ha pensato di fare un altro affare, acquistando un bilocale per una cifra non nota. Continua »
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Maggio 27th, 2008 Riccardo Fucile
I PRIMI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO: COSA CI CONVINCE E COSA NO.
Alcuni provvedimenti erano parte integrante del programma elettorale del Pdl, altri hanno preso forma più definita nel corso dell’ultimo mese: nella prima riunione del Consiglio dei Ministri, tenutosi a Napoli nei giorni scorsi, il Centrodestra ha cercato sicuramente di dare una immagine “decisionista” di sè, favorito anche dallo sfascio completo in cui verserà la sinistra ancora per qualche mese. Con cipiglio aziendalista, Berlusconi ha così mantenuto qualche promessa e, pur con la prudenza del caso, ha preso anche impegni per il futuro.
L’unica nota stonata, i toni eccessivi e trionfalistici di certi ambienti e di certa stampa attigui al Premier, un mondo di lecchini e miracolati che sono solo di danno al realismo con cui Berlusconi sta cercando di affrontare le questioni. La nostra indipendenza di giudizio ci porta a sottoporre ai nostri sempre più numerosi lettori una serena riflessione sui vari provvedimenti, evidenziandone pregi e limiti.
Abolizione dell’ Ici
Le famiglie proprietarie di abitazioni in Italia sono 17,5 milioni, l’anno scorso hanno pagato di Ici in media 152 euro ( 221 nelle città capoluogo di provincia). Continua »
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