Gennaio 23rd, 2010 Riccardo Fucile
DAL 2007 AL 2009, SCOVATI DUE MILIONI DI FABBRICATI NON DICHIARATI…SI VA DALLE CASE NON DENUNCIATE, NON CATALOGATE E NON TASSATE AGLI IMMOBILI RURALI TRASFORMATI IN VILLE, DAI FABBRICATI DENUNCIATI CON UNA CLASSE PIU’ BASSA AI TERRENI TRASFORMATI IN AREE PRODUTTIVE…POCA LA COLLABORAZIONE DA PARTE DEI COMUNI
Sfiora i 900 milioni di euro l’ammontare delle rendite catastali svelate dall’attività di controllo
dell’Agenzia del territorio nel 2009 che ha permesso di individuare “case fantasma” per un importo di 234 milioni di valore imponibile evaso.
Il fenomeno è noto, ma non forse la sua entità : in Italia vi sono migliaia di case non denunciate, non catalogate e non tassate, sulle quali nessuno versa un euro di rendita catastale.
In tempi di “Google map” e di mondo visto dall’alto, nascondere una casa non dovrebbe essere una cosa semplice, eppure in Italia evidentemente è possibile. Basti pensare che nell’arco di tre anni, tra il 2007 e ilo 2009, sono stati scovati oltre due milioni di fabbricati non dichiarati, ben 570.000 nel solo ultimo anno.
Di questi, 479.227 sono già accatastati, con un recupero di 234 milioni di rendita catastale.
Ma non vi sono solo i fabbricati in nero, emergono altri sistemi per ridurre la tassazione.
Vi sono le costruzioni dimezzate e svalutate come gli immobili rurali poi trasformati in ville, i fabbricati denunciati con una classe più bassa rispetto a quella reale, tenendo nascosti i lavori effettuati e il conseguente aumento del valore.
E ancora le case rivalutate a causa del riclassamento di nuove strutture, i terreni trasformati in aree produttive, i fabbricati che risultavano ancora in costruzione e invece erano completati da tempo, i negozi inquadrati in aree non soggette a tassa, come le stazioni e i porti. Continua »
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Gennaio 9th, 2010 Riccardo Fucile
LO STORICO QUARTIERE NERO DI NEW YORK STA CAMBIANDO FISIONOMIA…. I BIANCHI OGGI SONO IL 60% DEI RESIDENTI, MENTRE GLI ISPANICI IN 10 ANNI SONO CRESCIUTI DEL 27%…. IL MONDO E’ PIENO DI TRANSIZIONI: NEGLI ANNI ’50 IL QUARTIERE CONTAVA 250.000 RESIDENTI, TUTTI DI COLORE
Ad Harlem, lo storico quartiere nero di New York, la popolazione bianca ha ufficialmente
superato quella di colore.
In base alle ultime rilevazioni, riportate dal New York Times, i residenti bianchi nell’ultimo anno hanno superato quelli neri, mentre sono dati in forte crescita gli ispanici, aumentati del 27% dal 2000 ad oggi.
Quello che tra gli anni Cinquanta e Settanta era una sorte di simbolo del mondo, ora sta velocemente cambiando fisionomia, come hanno rilevato gli urbanisti e gli studiosi di antropologia americana.
Nel 2008 la popolazione di colore e quella bianca erano in proporzioni analoghe: su dieci residenti ad Harlem, cinque erano bianchi e cinque neri. Dal 2009 la proporzione è cambiata: per la prima volta nell’ultimo mezzo secolo, oggi su dieci residenti, i neri sono quattro, i bianchi sei.
Ancora una volta Harlem si trova sospesa nel bel mezzo di una transizione cruciale.
Sorto intorno al 1650 come insediamento olandese (prende infatti il nome dalla città di Haarlem), il quartiere in origine era bianco.
Cominciò ad accogliere i primi cittadini di colore nel 1910 e in 40 anni Harlem divenne quasi esclusivamente nera, arrivando negli anni Cinquanta a superare i 250.000 residenti, tutti di colore. Continua »
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Ottobre 14th, 2009 Riccardo Fucile
IL GOVERNO AVEVA PROMESSO DI CHIUDERE LE TENDOPOLI ENTRO FINE SETTEMBRE, MA VI SONO ANCORA 2.000 TENDE IN 20 AREE DIVERSE… I BAMBINI A SCUOLA CON IL CAPPOTTO A CAUSA DEI 5 GRADI DI TEMPERATURA… MA IN TV I SERVIZI LI FANNO SOLO PER IL TAGLIO DEI NASTRI
Sulle zone terremotate è arrivato il vento gelido dei Balcani, riportando alla luce il
dramma delle incongruenze, dei ritardi e delle promesse non mantenute da parte del Governo.
Le tendopoli dovevano essere chiuse entro fine settembre, ma a tutt’oggi le cose non stanno così, con l’aggravante delle temperature che sono precipitate e del maltempo che sta flagellando la regione.
La Protezione civile lancia l’allarme per le condizioni degli sfollati che, per chi guarda i Tg taroccati, dovrebbero essere tutti ormai sistemati in comode case superaccessoriate, mentre la realtà è ben diversa: sono ancora seimila gli sfollati che vivono nelle 2.000 tende distribuite in 20 aree di accoglienza.
A parte le migliaia che hanno trovato ospitalità negli alberghi della costa.
Il governo parla di “rivoluzione berlusconiana” e di “rispetto degli impegni presi”, ma i ritardi si stanno accumulando e se con le temperature miti di settembre la vita nelle tende era ancora sostenibile, con il maltempo siamo al limite della sopravvivenza.
Nelle tendopoli fa freddo e le montagnesi sono innevate. E cresce il malcontento, anche perchè le casette prefabbricate sono già slittate per l’ennesima volta da fine dicembre a fine gennaio.
Con l’inizio delle condizioni metereologiche avverse, nessuno è in grado di prevedere quante giornate lavorative si potranno avere quest’inverno.
Le scuole sono ricominciate, ma sembrano celle frigorifere: c’e’ stata ieri una protesta dei genitori dei bambini della scuola elementare di Pianola ( 80 studenti) che fanno lezione con il cappotto e una temperatura interna di 5 gradi.
I moduli abitativi promessi non sono ancora pronti e si vive al freddo. Continua »
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Settembre 29th, 2009 Riccardo Fucile
OGGI VENGONO CONSEGNATI 500 APPARTAMENTI AL SUON DELLE FANFARE, MA NESSUNO DICE CHE 85 TENDOPOLI SU 171 SONO ANCORA APERTE.…QUALCUNO NON AVEVA PROMESSO CHE ENTRO SETTEMBRE SAREBBERO STATE CHIUSE?… LA PROTESTA NEI CAMPI: TROPPI RITARDI, ARRIVA IL FREDDO… SE AD APRILE SI FOSSERO ORDINATE LE CASETTE DI LEGNO…
Oggi non ci sarà lo speciale di “Porta a Porta” ( visto che l’esito non è stato dei più felici, raccogliendo 10 punti in meno di share dell’odiato “Anno Zero”), ma state tranquilli che tutti i Tg pubblici e privati daranno ampio risalto al taglio del nastro.
In occasione del compleanno del premier, infatti, avverrà l’inaugurazione di 600 case prefabbricate a Bazzano e Cese di Preturo, con relativa consegna a qualche famiglia di terremotati.
Il problema è che ciò avrebbe dovuto avvenire contestualmente alla definitiva chiusura delle 171 tendopoli, dove ormai comincia a fare freddo.
“Entro il 30 settembre chiuderemo tutte le tendopoli” aveva annunciato da Vespa il premier, ma oggi glisserà sul fatto che in realtà ne sono state chiuse solo 86, mentre 85 restano come prima. Nonostante il “trasbordo” forzato che interi nuclei familiari hanno dovuto subire verso alberghi lontani.
Tra l’altro giovedì scorso è arrivata una nuova scossa di 4.1 scala Richter, del tipo per capirci che se fosse giunta durante il G8, avremmo visto tutti i capi di Stato caricati di corsa sugli elicotteri ed costretti ad abbandonare l’Abruzzo. Continua »
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Agosto 24th, 2009 Riccardo Fucile
LA SCOMODA TESTIMONIANZA DI UNA MADRE TERREMOTATA CHE PARLA DI ANZIANI, DI CONTRIBUTI MENSILI IRRISORI, DI MUTUI DA PAGARE PER UNA CASA CHE NON ESISTE PIU’, DI ESPROPRI, DI FALSE PROMESSE… ACCUSE A STAMPA E TV CHE TRASMETTONO UNA VISIONE DI COMODO… IL G8 HA BLOCCATO I LAVORI PER DUE MESI, I SOLDI RACCOLTI, I TERREMOTATI NON LI HANNO MAI RICEVUTI… MOLTI DATI SAREBBERO FALSI
Tutto quello che viene trasmesso in televisione o è scritto sui giornali non corrisponde alla realtà . La stampa d’Italia ci appare imbavagliata.Il contributo mensile per i single è di 200 euro, per una famiglia di 4 persone arriva a un massimo di 400 euro, le famiglie numerose non sono contemplate.
Dall’1 gennaio ricominceremo a pagare le tasse e dovremo restituire nel tempo il 100% di quanto non abbiamo pagato durante la sospensione.
E per i mutui, possiamo rinegoziarli, ma dobbiamo continuare a pagarli, anche se non abbiamo più la casa. A noi va ancora bene, avevamo solo due anni, ma ci sono famiglie che devono pagare dieci, quindici anni di mutuo per una casa che non hanno più.
E poi ci sono gli espropri: per costruire le “piattaforme” (dimensioni di 52 mq, inadatte a una famiglia normale, peggio che mai per una numerosa) lo Stato può espropriare a suo piacimento.
Noi rischiamo di vederci espropriare un campo coltivabile che, con la mancanza di lavoro che c’è, è l’unica speranza di reddito.
Servirebbero 13.000 piattaforme, ma ne verranno pronte 508, a novembre. Non smantelleranno i campi, ne resteranno 56. Dovremo passare l’inverno nelle tende. Continua »
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Agosto 18th, 2009 Riccardo Fucile
IL CANONE MEDIO E’ SALITO A 1.000 EURO NEI GRANDI CENTRI URBANI… IN DIECI ANNI AFFITTI AUMENTATI DEL 150%… ROMA, MILANO E VENEZIA LE CITTA’ PIU’ CARE… MA IL 77% DELLE FAMIGLIE IN AFFITTO HA REDDITI SOTTO I 20.000 EURO
Le offerte delle abitazioni in affitto sono sempre più ampie, ma il livello del
canone rimane ancora troppo alto per la capacità di reddito di molte famiglie.
Nelle grandi città il canone medio arriva a superare i 1.000 euro con punte di 2.000 euro a Milano e Venezia.
Crescono le offerte per alloggi di taglio minore (monolocali e bilocali rappresentano il 60% delle offerte, i trilocali il 35%) situati in zone periferiche.
Contemporaneamente però non si riduce il livello dei canoni: per una casa di circa 80mq nei grandi centri urbani il canone medio nel primo semestre 2009 è risultato pari a 1.030 euro.
Nel 2008 il canone medio per lo stesso tipo di abitazione era stato di 740 euro, sulla base dei contratti registrati.
Tra il 1999 e il 2008 i canoni rilevati sono aumentati in media del 150%, con punte ancora più alte nelle grandi città .
Roma, Milano e Venezia sono le più care, Bari, Palermo e Catania quelle con i canoni più bassi.
Per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro a Bari a un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano.
Il livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni è quasi ormai incompatibile per le famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro ( il 77,1% delle famiglie in affitto), mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui ( solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 35.000 euro). Continua »
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Agosto 4th, 2009 Riccardo Fucile
SONO DUECENTO I CASI DI TRENTENNI CHE SI SONO MESSI IN LISTA PER UNA CASA POPOLARE E POI L’HANNO RIFIUTATA PERCHE’ NON ABBASTANZA BELLA… O PERCHE’ 60MQ SONO TROPPO POCHI PER LE LORO ESIGENZE, O PERCHE’ NON HA SIA BOX DOCCIA CHE VASCA DA BAGNO, O PERCHE’ NON C’E’ L’ASCENSORE… E PENSARE CHE PER 40 MQ IL PREZZO E’ APPENA DI 150 EURO, PER 80MQ DI 700 EURO IN ZONA SAN SIRO
L’emergenza abitativa tocca le grandi città , Milano compresa. Ad aggravare la situazione e ad allungare le liste di attesa per una casa che ormai arrivano a sfiorare le 20.000 richieste, c’è anche la puzza sotto il naso di chi un alloggio se l’è visto offrire, ma l’ha rifiutato perchè “non adeguato alle sue aspettative”.
Sembra incredibile di questi tempi, ma è vero.
Vi sono trentenni che hanno rifiutato un appartamento al terzo piano in zona San Siro perchè la casa non ha l’ascensore, altre famiglie che respingono l’offerta di un alloggio appena sistemato perchè il bagno è striminzito e magari ha il box doccia ma non la vasca da bagno.
Ci sono anche coppie con figli piccoli che dicono no a una casa di 60mq perchè troppo piccola rispetto a loro presunte esigenze.
L’aneddotica dei rifiuti è ricca di casi che hanno dell’incredibile, come denuncia il segretario del Sicet di Milano, il sindacato degli inquilini della Cisl. Continua »
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Luglio 23rd, 2009 Riccardo Fucile
GLI ALLOGGI DI EDILIZIA SOCIALE DISPONIBILI IN ITALIA SONO 952.800, LE FAMIGLIE CHE NE AVREBBERO DIRITTO SONO 2.580.000… IL 78% DELLA DOMANDA RESTA INSODDISFATTA…IN 9 ANNI IMPENNATA DEGLI AFFITTI DEL 114%….200 MILIONI NON SERVIRANNO A NULLA….OCCORRE ALLARGARE L’AFFITTO SOCIALE, NON LA PROPRIETA’
Varato il piano casa del Governo: l’obiettivo è costruire 100.000 alloggi in 5 anni, favorire la fascia più debole della società , aumentare l’occupazione nel settore edile. Duecento milioni sono stati stanziati subito, altri 350 nei prossimi 3 anni per un totale di 550 milioni.
Il decreto prevede finanziamenti pubblici e privati, incentivi e agevolazioni fiscali, destinati a nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani, sfrattati e immigrati regolari residenti in Italia da almeno 10 anni, che potranno diventare proprietari o accedere ad affitti agevolati.
Fin qui la teoria, ora vediamo la realtà .
Intanto il governo non ha stanziato risorse nuove, ma si è limitato a sbloccare i primi 200 dei 550 milioni già stanziati per questi scopi dal governo Prodi.
Il centrosinistra aveva destinato l’importo all’ampliamento dell’offerta di immobili pubblici in affitto, i fondi erano stati ripartiti tra le Regioni, e da queste ai comuni, per costruire nuovi alloggi pubblici e per riqualificare quelli in disuso.
Ora il centrodestra dispone una destinazione in parte diversa: non si tratta più di ampliare solo l’affitto sociale, ma genericamente di “incrementare il patrimonio a uso abitativo attraverso l’offerta di abitazioni di edilizia residenziale”.
Ovvero gli alloggi dovrebbero essere destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sociale. Continua »
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Luglio 19th, 2009 Riccardo Fucile
EURO FORTE E PREZZI BASSI E SI TORNA A INVESTIRE ALL’ESTERO: VANNO FORTE MIAMI E LONDRA..…CHI HA POCHI SOLDI COMPRA UNA CAMERA DI ALBERGO A VITA… ANCHE IL SUDAFRICA TIRA PER VIA DEL MONDIALE
Il mattone estero torna ad attrarre le famiglie italiane: nel secondo bimestre
di quest’anno gli acquisti oltre frontiera hanno segnato un + 15%, con previsioni per fine 2009 di arrivare a un +19%. Si compra ma si evitano scommesse e avventure.
Continua la corsa al mattone Usa, merito della flessione dei prezzi delle case e della forza dell’euro rispetto al dollaro.
La località più richiesta è Miami, dove i prezzi hanno registrato un calo medio del 35% rispetto allo scorso anno, con punte fino al 50%.
In aumento gli acquisti nelle principali località della costa ovest, quali Santa Monica e Malibù.
Le famiglie che hanno una cifra limitata da investire guardano invece all’acquisto di una o più camere d’albergo con la formula condo-hotel.
Il forte calo dei prezzi in Gran Bretagna ha comportato un ritorno degli acquisti di case a Londra, Birmingham e Manchester.
Nel primo semestre 2009 sono stati acquistati molti mini appartamenti anche nelle zone centrali di Parigi che garantiscono in affitto un buon reddito.
Crescono gli acquisti anche in Spagna e in Grecia dove i prezzi nelle principali località turistiche sono calati vistosamente. Continua »
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