Maggio 5th, 2010 Riccardo Fucile
LA REDAZIONE DI GENOVA CERCAVA LA MEDAGLIA AL MERITO FELTRIANO, MA IL CECCHINO SBAGLIA OBIETTIVO: DEFINISCE FINIANO IL VICEPRESIDENTE DEL IV MUNICIPIO CHE NON E’ NEANCHE ISCRITTO AL PDL…FORSE SONO PIU’ AVVEZZI AI MEDAGLIONI ALL’ACETO BALSAMICO
La vicenda che andiamo a raccontare è degna di una paginetta di Guareschi sui “compagni trinariciuti” di un tempo, ma invece che essere ambientata nella bassa padana e avere come protagonisti i nostalgici del regime sovietico, si svolge a Genova ed è curata dalla redazione locale de “il Giornale”, guidata dal “moderato” Massimiliano Lussana.
Poco incline alla guerriglia, abile tessitore di amicizie trasversali per quieto vivere, Lussana ha dovuto adeguarsi a malincuore al nuovo corso di Feltri, cercando di limitare i danni.
Ora, da qualche tempo, l’imput da Milano è il killeraggio politico sui “finiani”, ma che colpa ne ha la redazione locale se prima a Genova tutti i provenienti da An era prostrati ai piedi del Gianfri come gli arabi alla Mecca e ora non se ne trova più uno disposto a rischiare la poltroncina e la candidatura?
Di fronte alla carenza di finiani su piazza cui rivolgere il fuoco amico, ecco allora che una vicenda periferica viene trasformata in un vile attacco alla linea unitaria del Pdl e viene iscritto d’autorità alla lobbie finiana un vice presidente di municipio che non ha neanche la tessera del Pdl.
Il soggetto in questione, Domenico Morabito, eletto per An, è uomo noto in Valbisagno per aver aperto anni fa, per la prima volta, una sezione in una “zona rossa” e per essere sempre stato in prima linea nel rappresentare le istanze di un quartiere popolare.
Rispettato da amici e avversari per il grande lavoro politico svolto sul territorio che ha portato tra l’altro il Pdl a sfondare il 40% dei consensi, almeno dieci in più di quello che era abituato a raccogliere.
Premesso che Morabito non aveva aderito al Pdl, restando come indipendente nel consiglio di zona, arriviamo al fatto.
Qualche giorno fa si deve approvare il piano di manutenzione straordinaria (scuole , strade, verde): trattandosi di interventi necessari, il Pdl aveva sempre votato a favore in passato.
Morabito lo fa anche questa volta, ma il Pdl si astiene, tanto per dare un po’ di fumo negli occhi.
Ed eccoci al titolo de “il Giornale” il giorno dopo: “Il finiano Morabito vota con la sinistra”.
Finalmente qualcuno aveva trovato un “mostro da sbattere in prima pagina”. Clac clac, slurp slurp, il gioco è fatto. Continua »
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Maggio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
GIURANO FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA, PRENDONO GLI STIPENDI DA ROMA LADRONA E POI SPUTANO SULL’UNITA’ D’ITALIA…. CHI VUOLE FARE IL RIVOLUZIONARIO IMBRACCI IL FUCILE, CHI E’ SOLO UN VILE SI ATTACCHI ALLO SCOPINO E PULISCA I CESSI…MENTRE IL PDL DEI CACASOTTO ABBOZZA
Si avvicinano le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e qualcuno si accorge che nel nostro Paese vi è una forza politica minoritaria, ma ben rappresentata al governo, che giudica questo avvenimento, che in qualsiasi altro Stato occidentale vedrebbe unite tutte le componenti del Paese, come irrilevante.
Il ministro Calderoli, specializzato in roghi virtuali di leggi inutili almeno quanto il suo ministero, ha annunziato (dalla Annunziata) che “io non ci sarò, sarò al lavoro per risolvere i problemi”: i suoi li ha notoriamente risolti da tempo, percependo 20.000 euro al mese da quella Roma ladrona che lo sfama da anni.
Dopo aver sabotato le celebrazioni, riducendole al minimo, grazie ai cacasotto che guidano il Pdl, la Padania scrive: “l’Unità d’Italia è un relitto storico, non c’è nulla da festeggiare”: solo Napolitano reagisce a quelle che definisce “battute sgangherate”, mentre i finiani ricordano che il problema da loro sollevato ha fin troppo fondamento.
Certe affermazioni legittimano e alimentano pulsioni irrazionali e creano un clima che irride e disgrega lo spirito unitario del Paese.
E se qualcuno non ha ancora compreso quale sarà lo scopo del federalismo leghista, presto avrà un quadro ancora più chiaro. Continua »
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Maggio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
LA RUSSA LANCIA LA COMPONENTE DEI “TROMBONI PROSSIMI TROMBATI”, IL GRANDE IDEOLOGO SPIEGA COME ARGINARE LA LEGA AL NORD: DIRE LE STESSE COSE DEI LEGHISTI….OVVERO QUELLO CHE STA FACENDO IL PDL DA ANNI, PERDENDO VOTI A RAFFICA
Le correnti sono un cancro, non è ammissibile la prassi da “prima Repubblica” delle
componenti interne, il Pdl non sarà mai un insieme di gruppi di interessi di potere: per dieci giorni il premier e i suoi uomini più fidati non hanno detto altro, lanciando anatemi contro Fini e i suoi seguaci, rei di voler ufficializzare una minoranza interna al Pdl e discutere su alcuni questioni politiche.
Ma se la corrente la fanno gli ex An fedeli di corte allora è ammessa e gradita. Non a caso oggi i giornali vicini al premier, invece di dedicare le solite sei pagine al killeraggio su Fini, sulla moglie di Bocchino, sulla portinaia della Perina e sul barbiere di Briguglio, hanno convertito le pagine di odio (verso i finiani) in quelle di amore per La Russa che ha ufficializzato la corrente “La nostra destra nel Pdl”, con un battesimo di massa a MIlano.
Si sono riuniti in un albergo milanese tutti i tromboni ex An, futuri trombati lombardi, per fondare una loro corrente che ha, come punto qualificante, quello di “mantenere il rapporto del 30% nel peso politico interno”.
Dopo aver sostenuto in direzione l’opposto, ovvero il superamento della logica spartitoria tra ex An ed ex Forza Italia, in nome del “nuovo che avanza”, ovvero un Pdl coeso e unito dove “vinca la meritocrazia”, devono aver riflettuto che senza il 30% di posti garantiti per la maggior parte di loro sarebbe pensionamento anticipato e hanno allora rivendicato con orgoglio il diritto alle loro poltrone.
Eccoli , tutti in fila con la ciotola in mano e allineati alle direttive anticorrentizie, formare la loro brava corrente, in attesa della distribuzione del rancio.
Ma è dagli interventi degli “ideologhi” che emergono le ragioni della loro esistenza politica.
La Russa è mefistofelico: “Al nord per arginare la Lega, bisogna spingere su sicurezza e immigrazione” spiega alla corte plaudente: in pratica bisogna imitarla e dire le stesse cose.
Peccato che sia proprio quello che il Pdl sta facendo da anni, perdendo consensi a raffica.
Chiedere un “salto di qualità ” a dirigenti abituati a operare sotto le scrivanie in effetti sarebbe troppo, ma se questa è la ricetta, siamo al suicidio da setta satanica. Continua »
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Maggio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
LA DIFESA DI SCAJOLA NON CONVINCE: CINQUE TESTIMONI CONTRO DI LUI…GELO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI DI FRONTE AD ACCUSE TROPPO PRECISE E DOCUMENTATE…UN MINISTERO CON 129 MILIONI DI BUDGET E TANTO POTERE
Un ministro, un attore e una show girl: potrebbero essere gli ingredienti di un reality show.
Invece si tratta di tre noti proprietari di altrettanti appartamenti in via del Faguiale nr. 2, a Roma: Claudio Scajola, Roul Bova e Lory del Santo.
Il Colosseo e l’arco di Costantino di fronte, alle spalle la Chiesa di San Pietro in Vincoli, dove è custodita la Pietà di Michelangelo, poco più su la Torre degli Annibaldi e poco oltre il quartiere Monti.
Costruzione anni Cinquanta, la più moderna tra le palazzine della zona, appartamenti sui 200 metri quadri.
Tra gli altri condomini il segretario del partito repubblicano, Francesco Nucara, professionisti e imprenditori.
E’ su questa palazzina di lusso che si sta incentrando l’attenzione di molti italiani: e su come il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ne sia divenuto proprietario.
Secondo gli inquirenti di Perugia, le indagini della Guardia di Finanza e cinque testimoni, il ministro avrebbe pagato le sorelle Papa con 200.000 euro di anticipo, 400.000 euro con relativo mutuo (cifra totale ufficiale registata dal notaio Napoleone), ma soprattutto con 80 assegni circolari per un totale di 900.000 euro, “elargiti” dall’imprenditore Anenome (quello della cricca degli appalti per il G8, attualmente in carcere), attraverso l’arch. Zampolini, suo uomo di fiducia nell’ungere politici e funzionari.
Il ministro afferma che non esiste alcun nero e di aver pagato solo la cifra che risulta agli atti, ovvero 600.000 euro, sostendendo che si trattava del suo valore commerciale.
Smentito però da un altro condomino: “Se avesse pagato solo 600.000 euro, vorrebbe dire aver pagato 3.000 euro a metro quadro in una zona come la nostra dove invece si viaggia tra i 15.000 e i 20.000 euro al metro”.
Scajola viene smentito dalle ammissioni di Zampolini che ha confermato di aver consegnato gli assegni al ministro Scajola, su incarico di Anemone, dettagliando come avesse convertito il contante in 80 assegni circolari di importo inferiore ai 12.500 per evitare i controlli antiriciclaggio.
Viene altresì smentito da un uomo di fiducia di Anemone che ha ammesso la consegna dei soldi a Zampolini per quel fine e soprattutto viene smentito dalle due sorelle che hanno venduto l’appartamento al ministro.
Nella relazione del Nucleo di Polizia tributaria di Roma, pubblicata sulla stampa, si legge che le sorelle Barbara e Beatrice Papa hanno dichiarato “di riconoscere gli assegni in parola, nonchè la girata stessa da loro effettuata per il versamento in banca e che gli furono consegnati dal ministro Claudio Scajola all’atto della vendita dell’immobile”. Continua »
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Maggio 1st, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE CIAMPI SI E’ DIMESSO DA UN COMITATO CHE NON DECIDE NULLA, PER ORA HANNO FATTO SOLO IL LOGO… DEI 150 MILIONI PROMESSI NON E’ ARRIVATO ANCORA UN EURO: LA LEGA LI AVRA’ DIROTTATI ALTROVE….NON CI RESTA IN AUTUNNO CHE LA TRASMISSIONE SU RAI1 DI PIPPO BAUDO
Il “Comitato dei garanti” per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è in
pieno caos, dopo la rinuncia del presidente Carlo Azeglio Ciampi, motivata da “ragioni anagrafiche” cui non crede nessuno.
Altri cinque dei trenta componenti del Comitato hanno preannunciato le proprie dimissioni per “motivi di profondo disagio”, creato dalla mancanza di fondi con conseguente svuotamento delle iniziative e il tentativo in atto di sminuirne il significato attraverso una lettura in linea con l’ideologia leghista”. In un’intervista rilasciata al “Secolo XIX”, il regista Ugo Gregoretti rivela: “Quei pochi quattrini stanziati a suo tempo da Prodi si sono ora ridotti a zero, chissà Tremonti li avrà spesi per togliere l’Ici. Il risultato è l’assoluta impotenza a progettare iniziative, ormai il Comitato è un’entità priva di potere economico, possiamo solo definire dei piani virtuali e teorici. Questo governo è rimasto latitante per un anno, poi due mesi fa si è fatto vivo Bondi, con suggerimenti governativi fiacchi e senza un quattrino. L’unica cosa da salvare è il logo”. Ripercorriamo la nascita del Comitato per le celebrazioni dell’Unità del nostro Paese.
Fermo restando che ognuno può avere le proprie motivazioni storiche per giudicarlo un evento positivo o meno, o avanzare critiche storiografiche, rimane il fatto che in qualsiasi altro Paese occidentale e non, una ricorrenza del genere sarebbe oggetto di celebrazioni e attenzioni degni dell’evento. Voluto da Prodi con uno stanziamento minimo di 150 milioni, il Comitato avrebbe dovuto gestire, insieme all’allora ministro Rutelli, una serie di interventi.
Nel calderone erano stati messi anche finanziamenti a capocchia, tipo la pista ciclabile a Imperia e l’aeroporto di Perugia che non c’entravano una mazza. Ma quando è subentrato l’attuale governo, la prima cosa che ha fatto è aumentare il numero dei componenti del Comitato, un atto non proprio qualificante. Continua »
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Aprile 30th, 2010 Riccardo Fucile
A GAVARDO (BS) IL SINDACO INVIA UNA CIRCOLARE AI DIPENDENTI DOVE LI INVITA ALLA “FORMALITA’ DEL SALUTO”, ANCHE “ALZANDOSI SE CI SI TROVA SEDUTI” E “DICENDO BUONGIORNO E BUONASERA”… CHI NON OTTEMPERA COMPIE “UN ILLECITO DISCIPLINARE” SANZIONABILE
Ormai i sindaci, stressati dalle mancate entrate statali, sono notoriamente sull’orlo di
una crisi di nervi, presi tra autovelox contestati, carenze di organico, emanazione dei divieti più disparati e multe fantasiose.
Protesi a incassare eurini in ogni modo per salvare la cassa comunale, in attesa del federalismo fiscale che li autorizzerà a stangare ancora di più i cittadini, basta un niente e si sentono offesi anche da un battito di ciglio. Forse in tal senso va interpretata una circolare per ora unica in Italia, emanata il 14 aprile dal sindaco di Gavardo (Bs) e stilata in bella forma, dopo una consultazione del galateo, dal segretario comunale.
La circolare è indirizzata ai dipendenti comunali, vigili compresi, che vengono invitati alla “formalità del saluto ad autorità militari, civili e religiose, sindaco e superiori”.
Saluto da compiersi “anche alzandosi, se ci si trova seduti” e avendo cura di “dire buongiorno o, nelle ore postmeridiane, buonasera”.
Non è prevista la soluzione intermedia del “buona mattinata” e del “buon pomeriggio”, almeno in questa fase sperimentale.
Per la polizia locale invece, al passaggio del sindaco “è obbligatorio il saluto militare”, non è indicato se è consigliato anche lo sbattere degli stivali.
Sarà anche un richiamo alle buone maniere, come ha dichiarato il sindaco, Emanuele Vezzola, ma il fatto che chi non si adegua compia “un illecito disciplinare sanzionabile”, apre le porte a provvedimenti punitivi.
Ora, notoriamente la buona educazione “se uno non l’ha già in sè, nessuno gliela può insegnare”, ma viene naturale il dubbio che forse un sindaco avrebbe cose più rilevanti da seguire, nell’interesse dei suoi amministrati, che creare in Comune un clima da caserma. Continua »
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Aprile 29th, 2010 Riccardo Fucile
AMMISSIONI DEL BRACCIO DESTRO DI ANEMONE: HA CONSEGNATO ASSEGNI CIRCOLARI DELL’IMPRENDITORE (SOTTO INCHIESTA PER IL TERREMOTO), PER PAGARE LA DIFFERENZA TRA IL VALORE REALE DELL’APPARTAMENTO (1,5 MILIONI) E QUELLO DICHIARATO DAL MINISTRO (0,6 MILIONI)…A CHE TITOLO SCAJOLA AVREBBE ACCETTATO QUELLA SOMMA?
La vicenda sta assumendo contorni pesanti e il ministro Scajola fino ad oggi non ha dato sinceramente risposte convincenti.
Parliamo dell’appartamento che, nel luglio 2004, il ministro ha acquistato a Roma, in via del Fagutale da Barbara e Beatrice Papa, proprietarie dell’alloggio.
Scajola ha dichiarato di averlo pagato 600.000 euro, attraverso un piccolo anticipo e poi accendendo un grosso mutuo.
In realtà , per l’acquisto, secondo i magistrati di Perugia, sono serviti anche 900.000 euro in nero messi a disposizioni dal costruttore Anemone (quello inquisito per il terremoto dell’Aquila), attraverso il suo architetto e progettista Angelo Zampolini.
Circostanza che non è più un’ipotesi investigativa, ma che è stata confermata dalle dichiarazioni a verbale dell’architetto e dalla minuziosa ricostruzione del tragitto del denaro, effettuata dalla Guardia di Finanza.
Zampolini ha ammesso in pratica di aver versato, nel luglio 2004, 900.000 euro in contanti sul proprio conto, nella filiale 582 della Deutsche Bank di Roma, cifra consegnatali da Anemone.
Quindi Zampolini dà disposizione alla banca di trasformare la somma in 80 assegni circolari intestati a Barbara e Beatrice Papa, proprietarie dell’appartamento di via del Fagutale che Claudio Scajola, allora ministro per l’Attuazione del Programma, aveva deciso di acquistare.
Il 6 luglio, giorno del rogito, gli 80 assegni circolari vengono incassati dalle sorelle Papa, insieme ai 600.000 euro del “prezzo in chiaro” pagato dal ministro (importo ufficiale per cui era stato registrato l’atto notarile). Continua »
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Aprile 29th, 2010 Riccardo Fucile
IL SANTONE DEL “PARTITO DEL’AMORE CHE VINCE CONTRO L’ODIO” DECAPITA LA PRIMA TESTA DI CHI OSA CRITICARE LA SUA “SETTA ASSATANATA”…. COME MAI IERI, QUANDO IL GOVERNO E’ ANDATO SOTTO ALLA CAMERA, ERANO ASSENTI 11 LEGHISTI E 95 DEPUTATI DEL PDL? DOV’ERANO CICCHITTO, GHEDINI, VERDINI, GELMINI, FITTO, COSENTINO? TUTTA COLPA DEI FINIANI?
Pare che di tutte le questione politiche poste da Gianfranco Fini sul tavolo del dibattito
interno al Pdl e su cui il presidente della Camera chiede un confronto, la cosa che abbia fatto andare più in bestia il premier sia averlo sentito sostenere che quel demenziale inno “Meno male che Silvio c’è” non gli piace.
Silvio era stato zitto quando Bossi disse che “con il tricolore della bandiera mi ci pulisco il culo”, ma in questo caso non ammette che qualcuno possa criticare quello che per lui potrebbe anche sostituire l’inno nazionale, magari attraverso un provvedimento musical-canoro ad personam, uno dei tanti.
Come si permette Fini di andare in Tv e arrivare non solo a contestare il partito ma persino lo “spartito”?
Frutto di notti insonni dei cortigiani di corte e dei menestrelli del reame.
Oggi ha dato mandato a Cicchitto, da lui peraltro criticato spesso perchè “veste male”, di lordarsi l’abito non firmato con gli schizzi di sangue della testa di Italo Bocchino, decapitato in diretta alla Camera per aver vincolato le proprie dimissioni di vice-capogruppo a quell del suo capo Cicchettone.
Il santone della “setta assatanata” non ammette dissensi: chi viene meno al giuramento assatanico va eliminato.
“Fuori subito Bocchino, poi tocca al suo capo” ha ordinato alle sue sgangherate truppe multietniche di dubbia provenienza.
E pazienza se ieri alla Camera il governo è uscito battuto di un voto sull’arbitrato del lavoro: è sicuramente colpa dei sabotatori finiani.
Ma diamo un’occhiata agli assenti: nel centrosinistra era latitanti in 35, nel centrodestra erano uccel di bosco 95 pidiellini e 11 leghisti.
Mancavano meno di 10 finiani in tutto, ma dov’erano gli 11 della Lega?
In qualche mensa di asili nido a sottrarre i panini ai bambini indigenti forse? Dov’erano Cicchitto, Ghedini, Verdini, la Biancofiore, la Gelmini, Berruti, Fitto, Cosentino e altri fedelissimi del premier?
Metà in missione e metà assenti ingiustificati? Continua »
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Aprile 28th, 2010 Riccardo Fucile
IL NOSTRO SITO E’ VISITATO ORMAI OGNI GIORNO DA MIGLIAIA DI AMICI E RAPPRESENTA, COMUNQUE LA PENSIATE, UNA VOCE LIBERA NEL DESERTO DEL CONFORMISMO DELLA DESTRA…ECCO COME POTETE DARCI UNA MANO PER FARCI CONOSCERE ANCORA DI PIU’
In un momento in cui finalmente a destra qualcosa si muove e il dibattito delle idee prende forza, per un sito come il nostro è motivo di orgoglio rappresentare da quasi tre anni una nicchia di approfondimento e di analisi fuori dagli steccati e un’isola di libera espressione senza padroni.
Tante cose che abbiamo sostenuto si stanno avverando, tante critiche che avevamo avanzato in tempi non sospetti stanno diventando patrimonio comune di tanti amici di area.
Abbiamo raggiunto traguardi impensabili: 540.000 visite, 2.000 articoli, punte giornaliere anche sopra le 5.000 entrate.
Dati che ci pongono tra i primi siti italiani di destra e che ci fanno monitorare da agenzie di stampa, quotidiani, istituzioni, enti locali.
Sicuramente non tutti quelli che ci leggono sono d’accordo con noi o sono riferibili alla nostra area politica: non è un difetto, è un valore aggiunto.
Non amiamo una destra chiusa, bloccata, autoreferenziale, riteniamo piuttosto che solo attraverso il confronto delle idee si possa crescere insieme, fermo restando le proprie personali convinzioni di fondo.
Abbiamo scelto la strada della coerenza a una visione del mondo e a una concezione di destra sociale, vicina ai più deboli, che sappia coniugare legalità e solidarietà , valori di unità nazionale e rispetto degli avversari.
Siamo scomodi, ce ne rendiamo conto: questo è un paese delle fazioni, non del confronto e delle sintesi.
E’ un Paese dove i partiti cercano di “carpire” il voto, non di dimostrare di “meritarlo” e in cui assistiamo a una trasposizione dei valori dell’avere, non di quelli dell’essere.
Una politica dove conta ciò che appare e non la sostanza, la percezione non la realtà . Continua »
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