Aprile 26th, 2021 Riccardo Fucile
SCONFITTO IL CARTELLO DEL CENTRODESTRA
Il Partito socialista (Ps) del primo ministro Edi Rama si avvia a vincere le elezioni
generali in Albania, elezioni seguite da vicino nelle capitali europee e considerate un test chiave nel percorso del piccolo Paese balcanico verso l’adesione all’Ue.
A metà dello scrutinio, i socialisti conquistano il 50,5 % dei voti e 75 seggi sui 140 totali in Parlamento, uno in più del 2017 (quando avevano ottenuto il 48,3% dei voti). I due principali partiti di opposizione, il Partito Democratico e il Movimento per l’integrazione socialista, si sono fermati rispettivamente al 39,2% (56 seggi) e al 7,3% (6 seggi)
Rama – nel 1998 ministro per la cultura, nel 2000 sindaco della capitale Tirana e dal 2013 primo ministro -conquista dunque un terzo mandato, il capo di governo più longevo del post-comunismo, alla guida di un Paese per 12 anni consecutivi: un traguardo che nessuno aveva mai raggiunto da quando l’Albania tenne le sue prime elezioni multipartitiche nel 1991 dopo decenni di governo comunista monopartitico.
I risultati definitivi si sapranno martedì, ma intanto Rama – 56 anni e una passione per la pittura – non ha rivendicato la vittoria ma ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una foto con l’alba accompagnata dalla frase, “Che alba a Tirana!”.
Rama aveva chiesto tempo per completare i progetti infrastrutturali interrotti dalla pandemia e per continuare a ricostruire le migliaia di case distrutte dal potente terremoto alla fine del 2019 (una ferita che aveva lasciato 51 morti e decine di migliaia di sfollati)
Potrà poi concludere la campagna di vaccinazioni che dovrebbe consentire di immunizzare, entro la fine di maggio, 500mila dei 2,8 milioni di albanesi e rilanciare l’industria del turismo, che è stata duramente colpita dalla crisi sanitaria.
Domenica sera l’opposizione ha rivendicato la vittoria, ma questa non è una novità: dalla fine del comunismo all’inizio degli anni ’90 in Albania, chi ha perso sempre messo in dubbio i risultati delle elezioni, denunciando frodi e brogli.
Il voto si è svolto senza incidenti, dopo una campagna segnata da insulti personali tra i candidati e che si è ulteriormente deteriorata nell’ultima settimana quando in uno scontro a fuoco tra sostenitori rivali è morta una persona.
Bruxelles, che aveva concesso lo status di candidato nel 2014, ha dato il via libera all’avvio, anche se senza data, dei negoziati per l’adesione dell’Albania e tutti nel Paese si erano impegnati a garantire le riforme necessarie, a partire da quella del sistema giudiziario e la lotta alla criminalità organizzata.
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO KANDAR-BILD: VERDI 28%, CDU 27%, SPD 13%
Chissà se la previsioni saranno rispettate, gli ambientalisti tedeschi hanno il vento
in poppa: dopo la nomina della loro leader per le elezioni legislative di settembre, superano i conservatori della cancelliera Angela Merkel nelle intenzioni di voto, secondo un sondaggio
Si tratta del secondo sondaggio di fila di questa settimana che evidenzia una tale inversione di tendenza che, se confermata alle urne, non avrebbe precedenti nella storia politica tedesca.
A 41 anni dalla loro creazione nel 1980, un tal caso aprirebbe le porte della cancelleria ai “Grünen”, prospettiva che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.
Il sondaggio realizzato dall’Istituto Kandar per l’edizione domenicale del quotidiano Bild dà il 28% ai Verdi, un balzo di sei punti rispetto al rilevamento precedente, che segue la nomina da parte del movimento della sua co-presidente, Annalena Baerbock, a candidata alla cancelleria.
I conservatori di Angela Merkel hanno perso due punti fermandosi al 27% sulla scia della controversa nomina del loro leader, l’impopolare presidente dell’Unione democratica cristiana (Cdu) Armin Laschet.
Anche il Partito socialdemocratico (Spd), che oggi governa in coalizione con la destra, perde terreno con solo il 13%, così come l’estrema destra (al 10%) e l’estrema sinistra (al 7%).
(da agenzie)
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Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile
PD E FDI SI AVVICINANO… LETTA SOPRA SALVINI NEL GRADIMENTO, CONTE IL PIU’ AMATO
I sondaggi politici di Index Research illustrati da Corrado Formigli durante Piazzapulita
dicono che la Lega ha perso lo 0,9% in una settimana. Mentre guadagnano il Partito Democratico e Fratelli d’Italia, che si avvicinano sempre più al Carroccio.
La rilevazione di Index Research dice che la Lega è al 21,6% e perde lo 0,9% rispetto alla settimana precedente.
Dietro il Carroccio c’è il Pd che raggiunge il 20% guadagnando uno 0,2%.
Insegue Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che porta a casa un guadagno di mezzo punto percentuale ed arriva al 17,8%. In questa rilevazione il MoVimento 5 Stelle è la quarta forza al 16,6% e perde uno 0,2%.
Insegue Forza Italia con il 6,5%, stessa percentuale di una settimana fa. Poi c’è Azione di Carlo Calenda con il 3,5% (+0,1%).
Sinistra Italiana è al 2,5% (in crescita) e Italia Viva con Matteo Renzi al 2,3% (in calo).
Seguono i Verdi con l’1,9%, Articolo Uno-Mdp con l’1,7%, Più Europa con l’1,5% e Cambiamo! di Giovanni Toti con l’1,3%.
Vuole votare altri partiti il 5,8% del campione. L’area indecisi/non voto raggiunge quota 39,7%.
E la fiducia in Draghi? È in calo dello 0,4% ed è a quota 58,5%. Quella nei confronti del governo Draghi è in calo dello 0,2% al 43,6%.
La fiducia nei leader vede al primo posto ancora Giuseppe Conte con una percentuale di 38, seguito da Giorgia Meloni al 36. Enrico Letta, con 33, è stabilmente sopra Salvini e guadagna un punto percentuale mentre il Capitano, a quota 26, ne perde uno. Seguono Luigi Di Maio e Carlo Calenda con 17, Silvio Berlusconi con 15 e, ultimo, Matteo Renzi con 11.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2021 Riccardo Fucile
SE IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA FOSSE LUPI, IL VANTAGGIO SAREBBE DI 19 PUNTI
Il sindaco uscente di Milano Beppe Sala parte in vantaggio rispetto a Gabriele Albertini e a Maurizio Lupi. A rivelarlo è un sondaggio condotto da Ipsos sulle elezioni amministrative nel capoluogo lombardo. La rilevazione di basa su 2.250 interviste ed è stata pubblicata oggi sul Corriere della Sera.
Ipsos ha sondato due possibili sfide al ballottaggio: Sala/ Albertini e Sala/Lupi-Secondo il sondaggio, Sala è avanti su Albertini, candidato corteggiato dal centrodestra e già sindaco di Milano dal 1997–2006. Il candidato di centrosinistra vincerebbe con il 54-58 per cento dei consensi, contro il 42-46 per cento.
Ancora più netto sarebbe il distacco nel caso di una sfida con Lupi, che oltre a essere stato ministro delle Infrastrutture è stato assessore all’Urbanistica nel primo mandato Albertini: Sala vola tra il 57,5 e il 61,5 per cento contro il 38,54-42,5 dell’ex ministro.
Il 25 per cento degli intervistati, secondo il sondaggio, ritiene ottimo il lavoro svolto dal sindaco durante la pandemia. A questo va aggiunto un 42 per cento di giudizi sufficienti. In totale, il 67 per cento promuove Sala.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2021 Riccardo Fucile
ZINGARETTI VUOLE COMPLETARE IL SUO MANDATO FINO AL 2023
È stato tirato più volte in ballo dalla stampa e dalle voci interne al Partito
Democratico come nome spendibile per la candidatura a sindaco di Roma. Alcuni sondaggi lo hanno etichettato come la figura forte da cui ripartire per riportare il centrosinistra alla guida della capitale dopo l’esperienza pentastellata con Virginia Raggi. Oggi, però, Nicola Zingaretti ha rotto il silenzio e ha annunciato che la corsa al Campidoglio non è tra i sui progetti futuri e futuribili
Il Presidente della Regione Lazio, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio 24, ha spiegato che il suo obiettivo resta e rimane solo quello di portare a termine il suo mandato che si esaurirà nel 2023. Quindi, di fatto, si defila da una possibile candidatura a sindaco di Roma. Il suo nome era emerso dai pareri di molti parlamentari e rappresentanti del Partito Democratico che lo hanno avuto come segretario per due anni (dal 14 marzo del 2019 al 17 marzo del 2021).
“Adesso c’è la campagna vaccinale e voglio continuare a portare avanti questa missione che salva la vita”, ha detto Zingaretti rispondendo a una domanda sul suo futuro in politica e su una sua possibile candidatura con vista sul Campidoglio. Il Pd e tutto il centrosinistra (in attesa di delineare i progetti futuri anche per la Capitale, dove ancora non è stato definito un piano concreto in vista delle elezioni in programma il prossimo autunno).
Le primarie del Centrosinistra e l’incognita Calenda
Il nome del centrosinistra passerà comunque dalle primarie in programma nei prossimi mesi, con l’incognita Calenda. “Sono contento – ha aggiunto Nicola Zingaretti nella sua intervista a Radio 24 – che il centrosinistra abbia deciso di rivolgersi ai romani per scegliere il suo candidato e sono sicuro ci saranno delle personalità che sapranno utilizzare questo strumento”
CENTRODESTRA
Che cosa sta succedendo veramente nel centrodestra di lotta (Giorgia Meloni) e di governo (Matteo Salvini e Silvio Berlusconi)?
Ad esempio, non c’è uno straccio di nome condiviso per Roma capitale, una città che in altri tempi e vista la debolezza dei competitor, il centro-destra avrebbe fatto sua senza troppe difficoltà.
Ma ad oggi non c’è un nome condiviso, Giorgia Meloni è pronta “a valutare tutte le proposte sul tavolo”. Parole che suonano come un possibile via libera perfino per quel Guido Bertolaso finora osteggiato e sostenuto solamente da Lega e Forza Italia.
In realtà, la vera domanda che il centro-destra si pone è la seguente: che senso ha indicare adesso una candidatura se il centro-sinistra lo farà con le primarie il 20 giugno? Perché scoprire le carte ora? E se poi alla fine decidesse di scendere in campo Nicola Zingaretti per la capitale portando di conseguenza al voto anche la Regione Lazio? Perché è via Cristoforo Colombo il vero punto di caduta delle ambizioni di Fratelli d’Italia.
A quel punto la leader sarebbe pronta a dare luce verde a Salvini e Berlusconi sulla candidatura per la città di Roma a patto però di avere un “diritto di prelazione” sulla scelta del candidato governatore della Regione Lazio. In particolare la leader Fdi punterebbe tutte le sue carte sull’attuale capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, Francesco Lollobrigida, nonche’ suo cognato-
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA CANDIDATA DEI VERDI HA PIU’ VENTO NELLE VELE, IL PRESCELTO DELLA CDU E’ LOGORATO DALLA CORSA INTERNA, SCHOLZ (SPD) HA UN PARTITO DA RICOSTRUIRE
In ventiquattro ore la nebbia che avvolgeva la politica tedesca si è molto diradata,
non del tutto, ma quanto basta per mettere meglio a fuoco i prossimi passi.
Alla designazione di ieri di Annalena Baerbock come candidata dei Verdi alla Cancelleria federale nelle elezioni del 26 settembre, è seguita oggi la decisione della Cdu/Csu di schierare in campo Armin Laschet, presidente del Nord Reno-Vestfalia, il Land più popoloso e ricco della Germania.
Dopo una logorante sfida con il rivale Markus Söder, leader della Csu e presidente della Baviera, il responso del presidio del partito è stato per la tranquilla continuità di Laschet piuttosto che per l’impulsiva assertività di Söder. E lo sconfitto, seguendo la prassi, si è subito messo a disposizione del vincitore per la battaglia comune che li attende nei prossimi mesi.
Il maggior partito tedesco avrà poco tempo per elaborare il lutto per l’uscita di scena di Angela Merkel. Occorrerà serrare i ranghi e predisporsi a un confronto duro.
Se nei mesi scorsi la gestione competente e rassicurante della pandemia da parte della Cancelliera aveva fatto schizzare in alto i consensi personali per lei e trainato i sondaggi per il partito (quasi al 40%), oggi le difficoltà di domare i contagi e le troppe incertezze su chiusure o aperture delle attività hanno ridimensionato al 27% le intenzioni di voto per la Cdu.
Per giunta, il confuso dibattito interno, con il lungo braccio di ferro tra Laschet e Söder, è stato un passaggio tutt’altro che felice. La schermaglia personale, protrattasi per settimane, non è stata ben vista da quanti chiedevano che la politica desse priorità al contrasto della crisi pandemica, anziché alle ambizioni di questo o di quello.
Poi, a complicare la scelta del candidato, è stata anche la mancanza di una procedura codificata, sempre apprezzata oltralpe, per giungere alla decisione.
Laschet voleva affidarsi all’ufficio di presidenza del partito maggiore, Söder insisteva per una pronuncia dell’intero gruppo parlamentare ritenendolo più favorevole.
Alla fine si è imposto il primo, pur se con qualche smagliatura a sostegno del bavarese, il che imporrà al prescelto un’azione di ricucitura interna e di consolidamento del suo profilo.
In ogni caso, sciolto il nodo delle persone, resta da definire il programma delle cose da fare, da proporre agli elettori. E’ lì che si avvertirà l’assenza di Merkel e si potrebbe rimpiangere la sua capacità di smussare, mediare, conciliare, a volte persino rendendo incolore o impalpabile la strategia, ma preservando consensi e sottraendo spazi a alleati e avversari
Anche se in Germania si vota per il Bundestag, non per il Cancelliere, la personalità dei candidati al governo ha certo la sua importanza. Armin Laschet farà leva sulla sua esperienza alla guida di un Land impegnativo, che è riuscito a strappare alla Spd. Annalena Baerbock giocherà la carta della novità e dell’economia verde, per smarcarsi dallo status quo.
Olaf Scholz sarà alla prese con il rilancio del partito socialdemocratico, a metà strada tra continuità di governo e rinnovamento dei suoi obiettivi. Dei tre, al momento è Baerbock ad avere più vento nelle vele.
Sospinta da un crescente consenso per i Verdi (al 23%, ben oltre il doppio di quattro anni fa: anche in Germania oggi la politica è volatile), da un’agenda politica maturata in profondità rispetto agli anni del primo antagonismo ideologico, oltre che da competenza, determinazione e carisma, a settembre Annalena Baerbock potrebbe guidare il suo partito in una nuova coalizione, dopo i sette anni di coabitazione con Schröder (1998-2005). Solo che questa volta le alleanze di governo possibili sono varie e la nuova leader dei Grünen è stata sinora attenta a non escluderne nessuna.
Quel che invece è sin d’ora certo è che in Germania non ci saranno smottamenti o sorprese sulla via della costruzione europea. Tutti i partiti, a eccezione di Afd e Linke entrambi ai margini del campo da gioco, e l’opinione pubblica restano saldamente impegnati nel progetto europeo e per molti aspetti nel suo rafforzamento.
Baerbock lo dice con grande determinazione, gli altri due le fanno eco con messaggi univoci. Non è difficile prevedere che chiunque siederà alla Cancelleria, nella “lavatrice” sulla riva della Sprea, per i prossimi quattro anni, resterà un interlocutore fondamentale per quanti vogliono un’Europa più solidale e più forte.
(da Huffingtonpost)
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Aprile 19th, 2021 Riccardo Fucile
LEGA CALA AL 21,2% (-0,8%), PD 19,1% (-0,2%), M5S 18,4% (+ 0,7%), FDI 18% (+ 0,7%), FORZA ITALIA 6,4% (-0,3%), AZIONE 3,7% (+ 0,3%), SINISTRA 2,8% (-0,2%, ITALIA VIVA 2,1% (-0,1%), VERDI 1,9%, + EUROPA 1,7%, MDP 1,7%
Il sondaggio settimanale di Swg per La7 presenta una lotta sempre più serrata tra i primi quattro partiti italiani.
L’ennesimo crollo della Lega che perde lo 0,8% porta il partito di Salvini alla quota più bassa da anni, il 21,2%, segno evidente dello scollamento del suo elettorato a favore di Fdi che guadagna questa settimana lo 0,7% portandosi a quota 18% al quarto posto.
Mentre il Pd flette in modo contenuto (- 0,2%) e si conferma secondo partito con il 19,2%, la novità è la risalita del M5S (+ 0,7%) che con quota 18,4% mantiene il terzo poto e tiene a distanza Fdi.
Forza Italia è in calo al 6,4% (-0,3%) mentre Azione di Calenda sale al 3,7% (+0,3%).
Italia Viva cala ancora al 2,1%
(da agenzie)
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Aprile 19th, 2021 Riccardo Fucile
CHI E’ ANNALENA BAERBOCK: GIOVANE, ECOLOGISTA, CARISMATICA ED EX CAMPIONESSA DI TUFFI
Il partito tedesco dei Verdi ha annunciato che alle prossime elezioni politiche che si
terranno il 26 settembre 2021 candideranno la parlamentare Annalena Baerbock all’incarico da cancelliera, oggi ricoperto da Angela Merkel.
Baerbock è l’altra persona oggi alla guida del partito insieme a Robert Habeck.
Quello dei Verdi è un boom rispetto alle ultime elezioni: i sondaggi li danno sopra al 20 per cento, secondi solo all’alleanza cristiano-democratica Cdu/Csu e davanti rispetto a Spd.
Annalena Baerbock sarà l’unica donna a concorrere per la cancelleria, si confronterà con il socialdemocratico Olaf Scholz e il candidato che verrà fuori dal braccio di ferro nell’Unione.
Le prime dichiarazioni
“Inizia oggi un nuovo capitolo per il nostro partito e in caso di vittoria per il nostro Paese – ha dichiarato Baerbock in conferenza stampa – Sono convinta che questo Paese abbia bisogno di un nuovo inizio”.
Baerbock è deputata dal 2013, ma non ha esperienza di governo: “Sì, non sono stata cancelliera e neppure ministra. Io scendo in campo per il cambiamento. Per lo status quo si battono altri“. E ancora: “Vorremmo guidare questo governo ma poiché la politica non è un esercizio di realizzazione di desideri, spetterà agli elettori decidere chi uscirà (vincitore) da queste elezioni e con quanta forza”.
Chi è Annalena Baerbock
Giovane leader 40enne e carismatica che riflette una parte importante dell’elettorato ecologista del Paese, Baerbock lavora nel parlamento nazionale da 8 anni ed è co-presidente del partito dal 2018 insieme a Habeck, 51 anni, già ministro dell’Ambiente per sei anni nel Land dello Schleswig-Holstein. Invece di litigare, come sta accadendo nel blocco Cdu-Csu, i due leader ecologisti hanno preferito collaborare nel momento della scelta.
Ex campionessa di trampolino, nota per la volontà di ferro, il pensiero rapido e il talento nel fare rete.
Prima di entrare in politica si è laureata in diritto internazionale alla London School of Economics (LSE). Fino a qualche anno fa Baerbock era praticamente sconosciuta, ma da quando è diventata leader dei Verdi si è fatta riconoscere per la sua retorica sobria ed efficace, e per la sua autorevolezza. “Tutti o quasi nel partito la considerano una persona competente e operosa”, ha notato di recente il quotidiano tedesco Die Welt. Nei sondaggi la sua popolarità è superiore a quella di Habeck, sia fra i sostenitori del partito sia fra gli elettori tedeschi in generale, abituati da anni ad avere leader donne in politica.
La riscossa dei Verdi
Secondo diversi osservatori della politica tedesca, negli ultimi tempi i Verdi si sono fatti sempre più largo nel panorama nazionale. Il partito è riuscito ad aumentare i propri consensi sia per la prolungata irrilevanza dei Socialdemocratici, che a settembre secondo i sondaggi otterranno il il peggior risultato della loro storia, sia per le difficoltà della CDU, il partito di centrodestra di Angela Merkel, coinvolto nel complicato sforzo di trovare il sostituto dell’attuale cancelliera.
Il dopo Merkel tanto atteso in Germania
Con le elezioni di settembre si aprirà una nuova pagina politica per la Germania, visto che Angela Merkel non si ricandiderà per la Cdu/Csu dopo 16 anni ininterrottamente alla guida del Paese. La candidatura di Baerbock dovrà essere confermata formalmente al congresso del partito a giugno. Oggi i Verdi, sempre secondo quanto rilevano i sondaggi, incassano più del doppio delle preferenze rispetto all’8,9 per cento delle elezioni del 2017.
(da TPI)
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Aprile 16th, 2021 Riccardo Fucile
RAGGI ULTIMA PER FIDUCIA… BERTOLASO PERDEREBBE SIA CON ZINGARETTI CHE CON CALENDA
Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti è la carta vincente su cui dovrebbe
puntare il Pd per riconquistare il Campidoglio. Sette Romani su dieci esprimono un giudizio negativo relativamente all’operato dell’amministrazione Raggi, mentre Fratelli d’Italia nelle intenzioni di voto sfiora il 23 per cento.
Ad evidenziarlo è il sondaggio realizzato da Winpoll e pubblicato oggi sul Sole 24Ore. Il sondaggio, svolto dal 12 al 14 aprile su un campione di mille cittadini maggiorenni residenti nel comune di Roma, fotografa l’attuale situazione politica in vista delle prossime elezioni comunali. Nel frattempo, oggi è uscita la notizia che il Pd di Roma proporrà il 20 giugno come data per le primarie.
Il sondaggio condotto da Winpoll evidenzia il tasso di conoscenza e fiducia di alcuni esponenti politici.
Ad eccezione di Fabio Rampelli, deputato di FdI noto al 51 per cento dei romani, i nomi sondati sono molto conosciuti: Roberto Gualtieri (79 per cento), Carlo Calenda (87 per cento), Guido Bertolaso (94 per cento), Nicola Zingaretti e Virginia Raggi (99 per cento ciascuno).
Zingaretti risulta essere anche il politico di cui si fidano maggiormente i romani (44 per cento), seguito a pari merito da Bertolaso e Calenda (43 per cento), Gualtieri (42 per cento), Rampelli (33 per cento) e a chiudere Raggi (28 per cento).
Calenda e Zingaretti risultano essere i politici che godono di maggior consenso trasversale. Il primo più nel centrodestra (3,7 dalla Lega e 4,7 da Fratelli d’Italia nella propensione al voto), Zingaretti tra i 5 Stelle (4,1).
Ipotizzando Guido Bertolaso come candidato del centrodestra che raggiunge il turno di ballottaggio (forte di quasi il 42 per cento sulle intenzioni di voto per le politiche), risulterebbe ampiamente vincente contro Virginia Raggi (57,9 a 42,1) e contro Roberto Gualtieri (54,3 a 45,7).
In caso di ballottaggio contro Calenda e Zingaretti avrebbe però la peggio (46,6 a 53,4 contro Zingaretti e 48,3 a 51,7 contro Calenda).
Sulle intenzioni di voto per le politiche il Pd è il primo partito col 24,2 per cento seguito da Fratelli d’Italia (22,8 per cento). Deboli i 5 Stelle (14,3 per cento) e non esaltante il risultato di Azione al 3,3 per cento nonostante la forza del suo leader. Complessivamente tra le coalizioni il centrodestra supera il centrosinistra di circa 5 punti (41,7 per cento a 36,8 per cento).
(da TPI)
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