Aprile 15th, 2021 Riccardo Fucile
PD 30%, CROLLO DELLA LEGA AL 18%, FDI SALE AL 12%, M5S 13%…. GIUDIZIO POSITIVO SULLA APPENDINO
A Torino il centrosinistra è sotto rispetto al centrodestra che avrebbe un vantaggio
di due punti. Una forbice del 40-41% contro il 42-43% del centrodestra.
Per vincere al primo turno è fondamentale l’alleanza con il Movimento 5 Stelle di Conte , che il sondaggio di Ipsos commissionato dal Pd nazionale dà piuttosto alto, molto più delle previsioni locali, al 13%.
Se non ci fosse l’accordo al primo turno resta la sfida al ballottaggio con tutte le incognite del caso. Il Pd è forte, al 30%, la Lega è in forte discesa al 18% e Fratelli d’Italia in ascesa, al 12%.
Il sondaggio rivela un dato piuttosto significativo, il giudizio sui torinesi interpellati sull’amministrazione di Chiara Appendino non è negativo: la maggioranza, il 55% esprime una valutazione che va da pessimo a insufficiente, ma il 45% dà un voto che oscilla tra il sufficiente e l’ottimo. Una situazione molto lontana dal “disastro” raccontato in questi anni.
Da notare il crollo della Lega che aveva numeri superiori al 30%, mentre Fdi partiva da un 6%
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2021 Riccardo Fucile
LEGA 22%, PD 19,3%, M5S 17,7%, FDI 17,3%, FORZA ITALIA 6,7%, AZIONE 3,4%, SINISTRA 3%
Il tradizionale sondaggio del lunedi di Swg per La7 vede un ennesimo calo della Lega dello 0,8% in una settimana e una crescita del Pd dello 0,9%.
La Lega scende al 22%, il Pd sale al 19,3%.
Il M5S sorpassa Fdi che perde lo 0,3%, mentre i Cinquestelle crescono dello 0,2%.
Il M5s si attesta al 17,7% in terza posizione, il partito della Meloni si ferma al 17,3%.
Cala dello 0,1% Forza Italia che scende al 6,7%.
Segue Azione (-0,1%) al 3,4%, incalzato dalla Sinistra di Fratoianni al 3% (+0,3%).
Per quanto riguarda gli altri partiti Italia Viva è al 2,2% perdendo ancora posizioni.
La rilevazione illustrata da Enrico Mentana parte con una domanda che confronta il governo Draghi e quello Conte. Per gli intervistati non c’è grande differenza.
Il quesito del sondaggio SWG è: “Facendo un confronto tra questo primo periodo del governo Draghi e l’operato del Conte 2 nel complesso direbbe che…” con la possibilità di scegliere tra le opzioni: “Non c’è particolare differenza”, “È più efficace il governo Draghi” o “È stato più efficace il governo Conte”.
Il 61% di chi è stato interpellato non trova particolare differenza tra governo Conte e Governo Draghi e solo il 21% preferisce il governo Draghi mentre il 17% degli intervistati sceglie l’esecutivo Conte.
(da agenzie)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
NIENTE ACCORDI SULLE GRANDI CITTA’
Forse sono percepite ancora come “lontane” e meno impellenti rispetto ad
altri dossier legati alla pandemia o forse, più probabilmente, gli attriti degli ultimi giorni tra Lega e Fratelli d’Italia sul dossier Copasir non aiutano a trovare una quadra su un nome comune da proporre a candidato a sindaco comune della coalizione di centrodestra per le elezioni di autunno, con oltre mille comuni al voto comprese grandi città come Napoli, Bologna, Torino e Milano.
E naturalmente Roma, la sfida “capitale” in tutti sensi, non solo per il Pd – che per ammissione del segretario, rappresenterà un vero e proprio banco di prova, innanzitutto per lo schema di alleanze, con un centrosinistra “allargato” e i 5 Stelle, a cui Letta ha detto sin da subito di puntare, e poi come test per le politiche 2023 – ma anche per il fronte opposto, in cui in gioco c’è la tenuta stessa di un centrodestra al momento diviso a livello nazionale, con la Lega e Forza Italia che appoggiano l’esecutivo Draghi e FdI saldamente all’opposizione, e unito nelle intenzioni.
Che a dire il vero appaiono sempre più flebili.
Tant’è che un nome condiviso e ufficialmente in campo ancora non c’è praticamente da nessuna parte. Nella corsa al Campidoglio sono mesi che si fa il nome di Guido Bertolaso ma è il diretto interessato, al momento impegnato nel coordinamento della campagna vaccinale della Regione Lombardia, ad aver a più riprese ribadito la sua indisponibilità, nonostante anche ieri il commissario romano di FI Maurizio Gasparri abbia dichiarato che sia una risorsa “per le istituzioni” in riferimento “alla guida di una grande città”.
Bertolaso sarebbe fortemente caldeggiato e sostenuto anche da Matteo Salvini ma non gradito al partito di Giorgia Meloni – che su Roma vanta consensi e radicamento più ampi rispetto agli alleati – che gli preferisce il manager Andrea Abodi o il presidente della Croce Rossa italiana, Francesco Rocca.
Per la corsa a primo cittadino di Napoli il favorito sarebbe il pm anti camorra, Catello Maresca, che metterebbe d’accordo tutti, a cominciare da Silvio Berlusconi e dal segretario leghista. Il problema, però, è che il magistrato non ha sciolto la riserva.
Per Torino restano alte le quotazioni dell’imprenditore vinicolo Paolo Damilano, che piace molto alla Lega ma tarda ad arrivare il via libera dagli alleati.
FdI per il momento non si espone, mentre Forza Italia rilancia il nome della deputata torinese Claudia Porchietto, più che altro perché se alla fine dovesse spuntarla Damilano, sarebbe una candidatura da segnare in quota Lega, che comporterebbe qualche casella a favore di FI in altre città italiane.
Ma Salvini, forte del fatto che nei sondaggi è ancora a capo del primo partito della coalizione di centrodestra – sebbene tallonato da FdI in costante ascesa – vuole dettare le regole un po’ ovunque e ovviamente, vorrebbe piazzare un suo nome anche a Milano dove si parla con insistenza del manager Roberto Rasia, che però non entusiasma gli alleati.
Intanto c’è da segnalare che, secondo un sondaggio realizzato da Renato Mannheimer, tra i papabili candidati del centrodestra, Gabriele Albertini è il più conosciuto con l’89%, seguito da Paolo Del Debbio all’80, Maurizio Lupi al 77, Roberto Rasia al 32, Regina De Albertis al 29 e Simone Crolla al 27. Ma sono al momento solo “suggestioni”.
(da TPI)
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Aprile 10th, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO INDEX SU POPOLARITA’: LETTA SORPASSA SALVINI
Secondo le rilevazioni di Index Research Giuseppe Conte si conferma come il
leader politico più popolare, con una leggera ripresa rispetto a sette giorni fa che lo portano al 37% dei consensi.
Segue la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, la cui posizione è rimasta invariata rispetto alla settimana scorsa. Anche per il segretario del Partito Democratico Enrico Letta nessuna variazione, ma rimane comunque più popolare rispetto a Matteo Salvini che invece scende nei consensi di un punto, per fermarsi al 28%. Più in basso nella classifica ci sono rispettivamente Luigi Di Maio, Carlo Calenda, Silvio Berlusconi e per ultimo Matteo Renzi.
Per quanto riguarda la fiducia nel governo Draghi e nel presidente del Consiglio continua a scendere, lentamente ma inesorabilmente, il consenso degli intervistati, anche se il punteggio è ancora molto alto: 59,8% per Mario Draghi e 44,3% per il suo esecutivo.
Per quanto riguarda le intenzioni di voto infine gli ultimi sondaggi per Porta a porta realizzato da Alessandra Ghisleri di Euromedia Research, la Lega di Salvini rimane primo partito italiano con il 22%, ma perde dalla scorsa rilevazione del 17 marzo lo 0.7%. Segue il Pd di Letta che guadagna il 3.1% toccando il 19.4%. Terzo partito italiano Fratelli d’Italia della Meloni con il 17.6% che guadagna l’1.1%. Quindi al quarto posto il Movimento 5stelle che rimane stabile al 17.4%. Forza Italia di Berlusconi con un calo dello 0.4% è, secondo il campione di Euromedia, al 7.2%. Seguono: Azione di Calenda al 3.8% (-0.5%), LEU al 2.8% (-0.7%), Italia Viva di Renzi al 2.5% (-0.2%), Federazione dei Verdi 1.7% (-0.7%), +Europa 1.5% (-0.1%) ed infine altri di Centrodestra 0.8% (-0.1%)
(da agenzie)
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Aprile 7th, 2021 Riccardo Fucile
GRADIMENTO LEADER: CONTE 53%, SPERANZA 39%, MELONI 37%, LETTA 34%, SALVINI 31%, BERLUSCONI 29%, CALENDA 25%, RENZI 11%
Non sono al vertice della classifica di gradimento degli elettori. Anzi, sono proprio loro due a guidare la classifica dei meno apprezzati.
Ma quanto emerso dai sondaggi politici oggi, realizzati da Ipsos per Di Martedì sembra rappresentare un parziale ritorno al passato nella mente e nella percezione dei cittadini: c’è, infatti, da segnalare una netta rimonta di Silvio Berlusconi nei confronti dell’alleato di centrodestra Matteo Salvini.
Al vertice di questa particolare classifica, resta sempre Giuseppe Conte.
Il futuro-nuovo leader del Movimento 5 Stelle resta in vetta con il 53% del gradimento ottenuto – in media – tra gli intervistati. Ancora una volta, resta alto il gradimento del Ministro della Salute Roberto Speranza, seguito a breve distanza dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
Enrico Letta, da qualche settimana alla guida del Partito Democratico (e ieri sera ospite di Giovanni Floris) ha un gradimento maggiore rispetto a Matteo Salvini che, di fatto, è tallonato da Silvio Berlusconi. Sempre più basso, invece, il sentimento popolare nei confronti di Matteo Renzi, anche dopo le polemiche delle ultime settimane per i suoi viaggi in Medio Oriente.
I sondaggi politici oggi mostrano anche le intenzioni di voto del campione selezionato e intervistato da Ipsos per Di Martedì.
La Lega resta sempre il primo partito, ma le distanze con tutte le altre forze politiche si stanno lentamente assottigliando.
A soli due punti percentuali di distanza dal Carroccio c’è il Pd di Enrico Letta che si trova in una posizione equidistante rispetto a Fratelli d’Italia.
Poco sotto troviamo il Movimento 5 Stelle, in attesa di un reale effetto-Conte sulla percezione degli elettori.
Da segnalare, infine, come Azione di Calenda sia sempre vicinissima numericamente a Italia Viva di Matteo Renzi. Mentre Forza Italia prosegue attorno a quella boa di galleggiamento tra il 7 e l’8%.
(da agenzie)
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Aprile 5th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANALISI SULLA VOLITIVITA’ ELETTORALE
Lo sappiamo da anni ormai. La volatilità elettorale, la infedeltà cioè al proprio partito, o quanto meno all’ultimo partito votato, sta raggiungendo vette inesplorate in tutta la storia elettorale italiana.
Se si escludono le consultazioni del 1994, quando l’offerta politica era mutata in maniera significativa, fino ad un decennio fa il mutamento di voto tra una elezione e l’altra era rimasto circoscritto attorno al 10-15% dell’elettorato.
Nelle ultime due Politiche e nelle ultime due Europee, al contrario, i tassi di infedeltà sono almeno raddoppiati, avvicinandosi quasi al 40% del corpo elettorale, il che significa che soltanto poco più di un elettore su due ha confermato la propria scelta di partito fatta nella consultazione precedente
La storia della fedeltà elettorale è piuttosto lunga e complessa, ed ha vissuto tre fasi particolarmente significative.
Fino agli anni Ottanta il sistema partitico è stato caratterizzato da un’estrema staticità, con incrementi o decrementi dei consensi limitati a pochi punti percentuali: l’elettore aveva un alto livello di vischiosità (si è per questo coniato il termine di “fedeltà pesante”), derivante o da appartenenza (sub-culturale) o dal voto di scambio, che permetteva il costante processo di allocazione mirata delle risorse economiche, determinante soprattutto nel meridione a favore del partito egemone, la DC.
A partire dagli anni Novanta, con il deciso incremento del voto d’opinione, il concetto di “fedeltà leggera” diviene un patrimonio interpretativo particolarmente efficace per leggere i risultati elettorali.
L’idea si basa sul presupposto che, da un parte, il credo politico non sia più così fondamentale, per il cittadino-elettore, nella formazione della propria personalità, come lo era stato al contrario nei decenni precedenti (da qui, l’idea di una sorta di “leggerezza” nel proprio coinvolgimento elettorale); dall’altra, che permanga comunque una forte fedeltà di voto, legata non già al partito quanto alla propria coalizione o alla propria area politica di riferimento.
Il voto riacquistava dunque una nuova forma di stabilità, motivata non più dall’importanza che il partito rivestiva come rappresentante dei propri interessi, o della propria sub-cultura di riferimento, quanto dalla condivisione delle ideologie che le due aree politiche rappresentavano: destra contro sinistra, stato contro mercato, berlusconismo contro anti-berlusconismo sono state, fino alla fine del primo decennio del nuovo secolo, le fratture che determinavano maggiormente la scelta di voto dei cittadini.
Dal secondo decennio del secolo, infine, con la comparsa di nuove valide alternative di voto (a cominciare dal Movimento 5 stelle) da una parte, e con il progressivo ridimensionamento politico di Berlusconi dall’altra, una parte considerevole di elettori inizia a sperimentare nuove strade, legate più a motivazioni contingenti, episodiche, che a forti legami con i partiti. Così, volta per volta, il cittadino sceglie i partiti personali, gli slogan più convincenti, i temi di attualità, senza più alcuna logica di fedeltà.
Oggi le ultime stime di voto ci raccontano dunque che, rispetto alle ultime europee, soltanto un elettore su tre ha intenzione di ribadire il proprio voto passato. Un mercato elettorale che somiglia sempre più alla scelta di quale serie Tv guardare, nelle lunghe serate di lockdown.
(da Infosannio)
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Aprile 2nd, 2021 Riccardo Fucile
GUALTIERI IN TESTA E VINCEREBBE ANCHE AL BALLOTAGGIO
Secondo gli ultimi sondaggi di BiDiMedia pubblicati da RomaToday sulle elezioni
a Roma e realizzati sulla base del parere di 1.700 cittadini romani: “La corsa per il Campidoglio vede tutt’ora un quadro politico non definito sia per quanto riguarda i candidati sia riguardo alle possibili coalizioni. Abbiamo quindi selezionato, per poter realizzare il sondaggio, uno scenario di base ritenuto ad oggi solo il più probabile tra i tanti possibili, consapevoli che potrà mutare anche in maniera significativa”.
I risultati ottenuti mostrano Roberto Gualtieri come vincitore del primo turno e di tutti i ballottaggi.
Bene anche Virginia Raggi che vincerebbe al primo turno, ma perderebbe nel secondo turno contro Guartieri e Carlo Calenda.
Il centrodestra invece va male: il candidato più probabile, Andrea Abodi, perderebbe sia al primo che al secondo turno.
Il candidato appoggiato dal centrosinistra sarebbe quindi il favorito per guidare la capitale per i prossimi 5 anni piazzandosi in testa al primo turno, per poi vincere al ballottaggio sia con la stessa Raggi, che con Andrea Abodi, la figura più accreditata al momento per il centrodestra.
(da TPI)
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Marzo 31st, 2021 Riccardo Fucile
TRA I LEADER POLITICI CONTE STACCA NETTAMENTE SALVINI E LA MELONI… LA FORBICE TRA LEGA E FDI IN DUE ANNI DAL 28% SI E’ RIDOTTA AL 5%
Mentre la popolarità di Draghi subisce una lieve flessione il sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli per Dimartedì conferma ancora una volta che tra i leader politici Conte è il più popolare
L’ex presidente del Consiglio è il leader di cui si fidano di più il 39% degli intervistati, staccando così di 11 punti netti Giorgia Meloni e di 16 Matteo Salvini. A poca distanza il neo segretario del Partito Democratico Enrico Letta a un punto da Salvini.
Alla domanda «chi preferirebbe al governo per il dopo Draghi?», posta dall’Istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli per la trasmissione DiMartedì su La7,gli elettori rispondono con un sorprendente risultato: il 40% vorrebbe l’abbinata Conte-Letta, il 35% quella Salvini-Meloni
Pagnoncelli sottolinea inoltre che la forbice tra Lega e Fratelli d’Italia che solo due anni fa (elezioni Europee) vedeva una differenza di 28 punti percentuali a vantaggio del Carroccio, infatti, si è ristretta a poco più di 5.
Ma in una stagione in cui sono state fatte scelte opposte (uno al governo, l’altro all’opposizione) lascia trasparire una possibilità di sorpasso di Meloni su Salvini
(da agenzie)
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Marzo 30th, 2021 Riccardo Fucile
A FORZA DI VOLER RIAPRIRE TUTTO, SALVINI HA PERSO QUEL POCO DI CREDIBILITA’ CHE GLI RESTA
I sondaggi politici sulle intenzioni di voto degli italiani di SWG per TGLa7 di oggi raccontano quando
gli intervistati abbiano apprezzato la Lega negli ultimi 7 giorni: la posizione di Salvini, che ha spinto per riaprire a Pasqua, con il risultato che è tutto chiuso a Pasqua, ha trovato consenso? Pare di no.
Non è un caso se è la Lega a perdere di più nell’ultima settimana, secondo le rilevazioni SWG: lo 0,7% che la porta, pur rimanendo ancora la prima forza politica al 22,6%.
E non è un caso se è proprio l’unico partito all’opposizione, Fratelli d’Italia, a intercettare il consenso perso da Salvini.
Giorgia Meloni ha buon gioco dall’esterno a tuonare contro decisioni difficili ma necessarie come quella di tenere ancora chiusi bar, ristoranti ed esercizi commerciali. Salvini invece si trova in difficoltà dopo aver perorato le riaperture può solo continuare a perorarle, ma con la certezza che senza dati confortanti le sue rimarranno solo aspettative.
Per quanto riguarda gli altri due partiti di goveno, PD e Movimento 5 Stelle, c’è solo un assestamento, in negativo. Il Partito Democratico scende dello 0,2% e il M5S dello 0,1.
Nonostante Matteo Renzi globetrotter anche Italia Viva non subisce grandi scossoni, scendendo di un decimo di punto percentuale.
In generale tutti gli altri partiti, da Azione di Carlo Calenda a Forza Italia vedono oscillazioni di pochi decimi. Fanno eccezione Più Europa, che però ha un rimbalzo dopo il crollo successivo all’addio della Bonino, Cambiamo di Toti, che cresce dello 0,4% e i Verdi che recuperano 0,3 punti percentuali.
(da agenzie)
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