Dicembre 14th, 2010 Riccardo Fucile
BARBARESCHI: “E’ STATA MINACCIATA: IERI SERA ERA CON NOI E DECISA A VOTARE LA SFIDUCIA, STAMANE HA DETTO “HO PROBLEMI COL CEPU” … TENUTA NASCOSTA NELLA STANZA DELL’ON. BARANI (PDL) FINO ALL’ULTIMO PER EVITARE CONTATTI, POI PORTATA SUBITO DA BERLUSCONI CON LA SCORTA
Era una delle «colombe» di Futuro e Libertà , ma il suo voto a favore della sfiducia non
era stato messo in discussione.
Invece Catia Polidori si è espressa a favore del governo e la sua scelta ha scatenato un parapiglia in aula che ha costretto il presidente Fini a sospendere momentaneamente la seduta.
Appena subito dopo il voto la Polidori è uscita dall’Aula diretta verso la sala del governo, scortata da alcuni dei parlamentari del Pdl.
La stessa cosa è stata fatta poi con Antonio Razzi, che nelle ultime ore ha lasciato l’Idv per passare a Noi Sud.
Entrambi i deputati hanno incontrato in un faccia a faccia il premier Silvio Berlusconi
Ma mentre il voto di Razzi era ampiamente annunciato, quello della Polidori è giunto inatteso.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato ironicamente che «evidentemente la notte ha portato consiglio», con riferimento alle parole pronunciate ieri al Senato dal presidente del Consiglio.
Luca Barbareschi, uno dei fedelissimi di Fini, dà una sua interpretazione dell’accaduto: «Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta succedendo? Siamo alla corruzione di Pubblico Ufficiale».
La famiglia Polidori è titolare del Cepu, l’istituto privato per la formazione a domicilio e secondo il deputato di Fli avrebbe ricevuto pressioni per un voto favorevole all’esecutivo.
«Sappiamo per certo – ha sottolineato Barbareschi – che la Polidori ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono».
Lo scorso 19 luglio Silvio Berlusconi aveva partecipato a Novedrate, nel Comasco, ad un’iniziativa presso l’Ecampus, l’ateneo telematico creato dal fondatore del Cepu, Francesco Polidori, e il suo intervento aveva fatto molto discutere sia perchè avveniva a un paio di giorni dall’approdo in Parlamento della riforma universitaria voluta dalla Gelmini, sia perchè era stata l’occasione per un nuovo attacco a Rosy Bindi sul tema della bellezza.
Oggi la Polidori è stata tenuta nascosta nella stanza dell’om. Barani (Pdl) fino al momento del voto.
In aula è scoppiata una rissa con Granata che inveiva giustamente contro chi non aveva mai fatto trapelare un voto diverso da quello del gruppo.
E miss Cepu è stata accompagnata sotto scorta dal gran sultano del governo degli Accattoni.
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Dicembre 14th, 2010 Riccardo Fucile
BOCCHINO: “HA LA FIDUCIA, E ORA CHE FA?”… FINI: “TRE NOSTRI ESPONENTI FOLGORATI DISINTERESSATAMENTE SULLA VIA DI DAMASCO”
«La vittoria numerica di Berlusconi è evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla Via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà . Che Berlusconi non possa dire di aver vinto anche in termini politici sarà chiaro in poche settimane».
Lo dichiara il presidente della Camera, Gianfranco Fini, subito dopo avere incontrato i suoi fedelissimi a Montecitorio a pochi minuti dal voto che ha sancito la tenuta della maggioranza di governo.
Proprio in ragione del voto favorevole, seppure di poco, all’esecutivo, il Pdl chiede ora al leader di Futuro e Libertà di trarre le conseguenze della fallita «congiura» contro il governo e di dare le dimissioni dalla presidenza della Camera.
Fini aveva reagito in silenzio all’esito della votazione, ma che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto lo aveva probabilmente capito vedendo due dei suoi deputati aggiungersi alle fila della maggioranza, Maria Grazia Siliquini, la cui posizione era comunque stata di fatto anticipata lunedì con la decisione di non partecipare alle riunioni del partito, e Catia Polidori.
Anche Silvano Moffa, leader delle colombe, alla fine aveva scelto di non votare con i propri compagni di partito e per evitare di schierarsi dalla parte del premier aveva preferito non partecipare del tutto alla votazione.
Ma proprio questi tre voti mancati all’appello, alla luce dei fatti, avrebbero finito con l’essere determinanti, in aggiunta a quelli di Calearo, Scilipoti, Cesario e Razzi, che negli ultimi giorni hanno deciso di sganciarsi dalle forze di opposizione in cui erano stati eletti.
A favore del governo ha votato anche Catone, la cui posizione era però nota ormai da un paio di giorni.
Con tutta probabilità si apre dunque un caso nel partito su quanti pur avendo sottoscritto la mozione di sfiducia poi alla fine non l’hanno votata..
Intanto il capogruppo di Fli, Italo Bocchino, si affida all’ironia per commentare l’esito del voto: «C’è un governo solido, una maggioranza ampia, che sicuramente riuscirà a mettere in pratica il programma nell’interesse degli italiani».
Poi cita Togliatti. «Quando Pajetta occupò la prefettura contro Scelba, Togliatti gli disse: bravo, ora che ci fai? Ecco, a Berlusconi bisogna dire: e mò che hai preso la fiducia per tre voti in più, che ci fai?».
“Un episodio abbastanza vergognoso nella storia del parlamento, in sostanza il governo vince per tre-quattro voti comprati, alcuni in modo palese, altri meno”.
Così Massimo D’Alema commenta l’esito del voto di fiducia per il governo alla Camera, aggiungendo che “314 voti raccattati in questo modo non sono una base per governare il paese”.
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Dicembre 14th, 2010 Riccardo Fucile
SCONTATA LA VOTAZIONE AL SENATO: 162 SI ALLA FIDUCIA, 135 NO, 11 ASTENUTI… CRESCE LA SUSPENCE PER IL VOTO ALLA CAMERA
Futuro e Libertà , con il senatore Pasquale Viespoli, rilancia l’offerta: “ci asterremo, annuncia in Aula il capogruppo, lei si astenga dalla Camera e si astenga dalla conta”, dice rivolgendosi al presidente del Consiglio.
«Se lei va alla Camera e va alla conta, segna tre sconfitte» ha spiegato Viespoli. «La prima è la sconfitta della leadership che deve saper costruire una sintesi e un compromesso alto. La seconda è che rischia di fatto il ribaltone. Infine la terza è che lei rischia di determinare l’instabilità del governo» ha concluso il senatore finiano, invitando il premier a recarsi al Quirinale dopo aver incassato la fiducia al Senato.
Quanto al quadro generale, è evidente che le speranze delle colombe che confidavano in una notte che portasse consiglio si è infranta contro l’insuperabile scoglio della volontà di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi di andare alla conta.
Il primo ha tenuto dritta la barra della nave di Fli, puntando sulle dimissioni del presidente del Consiglio.
Il secondo ribadisce di non avere nessuna intenzione di dimettersi perchè sarebbe contrario alla «costituzione materiale» introdotta con la sua discesa in campo che attribuisce solo ed esclusivamente al popolo il potere di sfiduciare il premier.
Paradossalmente, i ruoli si sono invertiti. Il presidente della Camera – nonostante la defezione di Siliquini – è convinto di avere i numeri per mandare sotto il governo e profetizza sorprese.
Mentre il premier, rispetto ai giorni passati, è più cauto: ritiene sicura la vittoria in Senato, mentre nutre qualche dubbio sulla Camera: «Vedremo come andrà a finire» si è limitato a dire ai deputati riuniti a cena.
Mentre le dichiarazioni di voto proseguono al Senato, a Montecitorio è tutto pronto per l’annunciato arrivo delle delle tre deputate in dolce attesa. Il voto di Federica Mogherini (Pd), Giulia Bongiorno (Fli) e Giulia Cosenza (Fli) è considerato determinante per la sfiducia al governo. In Transatlantico danno per certo che le tre deputate intendano essere presenti e per questo l’infermeria della Camera si è preparata per ogni possibile «lieto» evento.
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Dicembre 14th, 2010 Riccardo Fucile
INIZIATI I LAVORI AL SENATO, SI VOTA ALLE 11….ALLA CAMERA L’ESITO DEL VOTO INTORNO ALLE 13… SOLO LA SILIQUINI POTREBBE NON VOTARE LA SFIDUCIA… MA TRA LE TRUPPE DEL CAVALIERE UNO SI DISSOCIA E SI ASTERRA’… LE TRE DEPUTATE A RISCHIO GRAVIDANZA DOVREBBERO ESSERCI
“Ci giochiamo tutto, la nostra storia, la mia e la vostra, il percorso che abbiamo condiviso
in questi mesi”.
Esponenti di Fli raccontano che Gianfranco Fini durante l’incontro tenutosi ieri in serata nella sede di FareFuturo, abbia fatto un discorso per ricompattare il partito.
Nessuno di noi – si è detto sicuro il presidente della Camera – farà un passo indietro.
L’unica che non dovrebbe votare la mozione di sfiducia è Maria Grazia Siliquini mentre altri esponenti di Fli, racconta chi era presente all’incontro, sono stati contattati direttamente da Berlusconi.
“Se non ci sono ripensamenti il governo va sotto”, riferisce ancora la stessa fonte. S
Secondo quanto spiegano fonti parlamentari di Fli, un esponente dell’opposizione che aveva deciso di non votare la mozione di sfiducia alla fine ha cambiato idea.
A Montecitorio “ci sarò e voterò. Sicuramente mi astengo”.
E’ questa la dichiarazione di voto di Antonio Gaglione, deputato di Noi Sud eletto con il Pd, presente a meno del 10% delle votazioni alla Camera e il cui voto era dato per scontato a favore del Governo.
“Deciderò poco prima. Andrò in bagno dieci minuti prima della chiamata in aula, mi guarderò allo specchio e deciderò”. Così la deputata di Fli Maria Grazia Siliquini, l’unica di Fli che non dovrebbe votare la sfiducia e a cui è stato offerto un posto da sottosegretario da parte di Berlusconi.
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Dicembre 14th, 2010 Riccardo Fucile
FINI HA RECUPERATO LA COMPATTEZZA DEL GRUPPO SULLA PROPOSTA DI ASTENSIONE AL SENATO E DIMISSIONI DEL PREMIER PRIMA DELLA CONTA ALLA CAMERA….BERLUSCONI HA GIA’ DETTO CHE NON INTENDE DIMETTERSI… QUINDI I FINIANI VOTERANNO LA SFIDUCIA E SI ANDRA’ ALLA CONTA
“Da stasera la linea è quella di questo documento, che deve essere ‘chiave di lettura’ per tutti”, ha detto Gianfranco Fini ai gruppi riuniti a FareFuturo, illustrando il documento. “Il gruppo è compatto”, hanno detto i finiani alla fine dell’incontro.
“Il gruppo è compatto, in gioco c’è il progetto di Fli”.
E’ quanto afferma Benedetto Della Vedova deputato di Fli, dopo la riunione dei parlamentari con Fini.
Convinto che anche Maria Grazia Siliquini voterà la sfiducia è Gianfranco Paglia: “Non credo vi saranno problemi”.
E anche Barbareschi sempre parlando della Siliquini aggiunge: “Il gruppo è compatto. Abbiamo fatto una riunione con lei prima e spero che non ci saranno problemi”.
Ecco il testo del documento di Fini firmato da tutti.
“I gruppi parlamentari di ‘Futuro e liberta’ nella convinzione che l’imminente voto di fiducia, a prescindere dall’esito, rischia di far precipitare il Paese in un clima di instabilita’ con la conseguente difficolta’ di realizzare i provvedimenti economici e sociali indispensabili per superare la crisi e innescare la crescita, sollecitano il presidente del Consiglio ad aprire subito la nuova fase politica evocata nel suo discorso in Parlamento”.
I gruppi di Fli “chiedono al presidente del Consiglio di rimettere il mandato al Quirinale senza aspettare ‘la conta’ della Camera per dar vita ad un nuovo esecutivo che affronti le emergenze del Paese con una ampia maggioranza di centrodestra nell’ambito di un chiaro, concreto e delineato patto di legislatura” e “si impegnano a rendere esplicita in Parlamento la disponibilita’ di attivare la nuova fase senza porre pregiudiziali sul reincarico, disponibili a discutere nel concreto il programma e la composizione del nuovo esecutivo”.
Se Berlusconi rifiutera’ la mediazione offerta “gli esponenti di Futuro e liberta’ voterebbero compatti la mozione di sfiducia, e ove questa fosse approvata, escludono ogni ipotesi di governo che possa prefigurare ‘ribaltoni’ contro l’indicazione del corpo elettorale e si impegnano, quali forze responsabili del centrodestra, alternative alla sinistra, a sostenere un nuovo governo di centrodestra affidato ad altra personalita’.
Qualora il governo ottenesse comunque la fiducia i gruppi di Fli si comporteranno quale forza responsabile di centrodestra, valutando le iniziative dell’esecutivo in base esclusivamente all’interesse del Paese”.
Un documento che nei fatti media tra le varie visioni interne.
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Dicembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
POI LA GARANZIA DI UN BERLUSCONI BIS: IN PRATICA NON CAMBIA NULLA, ATTO FORMALE DELLE DIMISSIONI A PARTE… PER FARSI RICATTARE DA DUE COLOMBE SENZA STRATEGIA POLITICA, TANTO VALEVA NON CHIEDERE LA SFIDUCIA…. L’ULTIMA SPERANZA E’ CHE BERLUSCONI CAPISCA ANCORA MENO DI LORO E NON ACCETTI LA PROPOSTA: ALLORA FORSE SI ANDREBBE ALLA CONTA (PER PERDERE), SE MOFFA NON SE NE INVENTA UN’ALTRA
Ultima proposta per scongiurare la rottura definitiva. 
Futuro e libertà offre a Silvio Berlusconi l’astensione al Senato e gli chiede di dimettersi prima del voto alla Camera.
In cambio, i finiani propongono di dar vita a un Berlusconi-bis garantendo che non ci saranno “trabocchetti” nè “imboscate”.
È questo, in estrema sintesi, quanto Silvano Moffa e Adolfo Urso hanno messo sul tavolo dell’ultima trattativa, incontrando il presidente del consiglio nella sala del governo a Montecitorio.
Fonti parlamentari di Fli spiegano che proprio la presenza di Urso, coordinatore di Fli, all’incontro è il segnale di garanzia che si vuole dare a Berlusconi sull’esito della trattativa.
Quest’ultima proposta, spiegano sempre le stesse fonti, ha l’obiettivo di mantenere unito il gruppo dei finiani che, nelle ultime ore, ha vissuto momenti di fibrillazione con le colombe che continuano a spingere per non arrivare alla rottura definitiva con Berlusconi.
Chissà coastoro che sono andati a fare a Perugia qualche settimana fa: a prendere per i fondelli i congressisti?
Il documento sarà sottoposto al vaglio dei gruppi che si riuniranno stasera con Fini presso la sede di Farefuturo.
«È una buona mediazione – dice in Transatlantico un futurista di spicco – ci consente di offrire una soluzione al premier fino all’ultimo momento utile. Dopodichè, se non accetta, il cerino resterà in mano a lui e noi voteremo compatti».
Soddisfazione anche tra i “falchi”, che fanno questo ragionamento: «È chiaro che Berlusconi non accetterà mai una condizione del genere, ottenendo l’effetto di ricompattarci definitivamente: sfiducia assicurata».
Anche i falchi ci sembrano troppo ottimisti.
In ogni caso una stretegia perdente, a nostro avviso, e da prima repubblica.
In pratica tutti e 35 i deputati di Fli hanno sottoscritto compatti – dopo una lunga trattativa di Fini con le colombe e i vertici futuristi – il documento di mediazione .
Le ‘colombe’ sono così rientrate in una logica unitaria del gruppo, accettando
però che, se il premier non dovesse cogliere questo estremo appello, i gruppi Fli voteranno compatti la mozione di sfiducia presentata “escludendo – recita il documento – ogni ipotesi di governo che possa prefigurare ribaltoni, per sostenere di fatto un governo di centrodestra presieduto da un’altra personalità “.
Tante voci si erano oggi rincorse.
Compresa quella che vedrebbe per la Siliquini pronta la poltrona di sottosegretario e per Moffa quella da ministro.
Ma la rottura, interna, non arriva. Arriva invece il testo comune che denota la frattura politica in Fli tra 30 che volevano la sfiducia senza se e senza ma e 3 che sanno solo rompere i i coglioni.
“Attendiamo risposte” dicono i finiani.
“Arrivano tardi” li gela Umberto Bossi.
Stasera si replica.
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Dicembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
SE CONDIVIDEVANO LA POLITICA DEL GOVERNO POTEVANO RESTARE NEL PDL, INVECE CHE FARE LA PARTE DEI “DURI E PURI” A PERUGIA E POI TRADIRE LA BASE FUTURISTA… FINI ERA STATO CHIARO SULLE DIMISSIONI DEL PREMIER: ORA FANNO FINTA DI AVER CAPITO MALE?… MOFFA CI SPIEGHI COS’HA IN COMUNE IL SUO CARO PDL CON LA DESTRA
La posizione ufficiale dei finiani, per il momento, è quella espressa dal coordinatore del
partito, Adolfo Urso, che commentando il discorso di Silvio Berlusconi al Senato ha parlato di un intervento «deludente, sostanzialmente difensivo, poco attento alle esigenze di sviluppo e crescita che interessano agli italiani» e che ha indicato nella simbiosi con Bossi, manifestata ancora oggi in aula, il tratto più evidente del cambiamento avvenuto nel centrodestra negli ultimi due anni.
Tuttavia una decisione definitiva su quale sarà la posizione che il gruppo esprimerà al momento del voto verrà presa solamente in serata, alla riunione dei gruppi parlamentari già convocata.
Futuro e Libertà rischia però di essere meno compatto di quanto annunciato ancora domenica da Gianfranco Fini.
Si tratta in particolare di capire cosa faranno le cosiddette «colombe» del partito, i cinque deputati che avevano tentato una mediazione in extremis firmando un documento congiunto con 10 esponenti del Pdl chiedendo sostanzialmente una «tregua» tra i due (ex) alleati.
In particolare resta da vedere come si comporteranno Maria Grazia Siliquini e Silvano Moffa.
La Siliquini esprime in una nota «pieno sostegno a Moffa e alla sua azione» e annuncia che «non parteciperò questa sera alla riunione dei parlamentari di Fli» mentre «chiederò oggi a Moffa di riunire i firmatari del documento per giungere ad una posizione comune nell’imminente voto di fiducia».
Moffa, dal canto suo, in mattinata si è incontrato con Gianfranco Fini, a cui ha espresso perplessità per le dichiarazioni rilasciate domenica dallo stesso leader durante il programma di Lucia Annunziata, ovvero l’aver definito «tardiva» l’iniziativa di riappacificazione.
Anche lui sarebbe propenso a disertare l’incontro di questa sera.
Al riguardo esprimiamo alcune considerazioni.
1) Il percorso di Futuro e Libertà era stato ben definito a Perugia, nella richiesta di dimissioni al premier e nell’apertura di una fase nuova, attraverso la formazione di un nuovo governo con un programma nuovo e l’ingresso dell’Udc per compensare lo strapotere leghista nella coalizione.
A Moffa e Co. non andava bene?
Potevano andarsene allora per coerenza.
Invece hanno fatto interventi da “duri e puri” per raccogliere gli applausi della base, salvo ora giustificarsi: “ma noi pensavamo che si sarebbe arrivati a un’intesa”
2) Ma quale intesa visto che il loro amato premier non ha accettato alcuna mediazione?
O qualcuno vuol far finta all’ultimo minuto di inventarsi qualche palla come alibi per giustificare un voto a favore del governo?
Basta con i sofismi, se vi ha promesso qualcosa, ditelo, e amici come primi. Ma non venite a dare lezioni di mediazioni non richieste.
3) Non si firma un documento di sfiducia, non si fa parte di una comunità umana dove rappresentate il 5% del gruppo e lo 0,1% dell’elettorato di Fli per poi fare da quinta colonna di La Russa e Gasparri.
Ci si conforma alle decisioni della maggioranza.
4) Ricordando l’amicizia personale con Moffa ai tempi di Linea Futura, non possiamo dimenticare quando illustrò con enfasi la mozione congressuale della destra sociale.
Cosa ha quel documento in comune con le stronzate razziste di questo governo?
Diccelo Silvano: cosa ha in comune quella destra che abbiamo sognato con gli amici di Cosentino, di Brancher, con chi piazza famiiari e parenti , con chi corrompe, con i puttanieri di Stato, con i cortigiani di Palazzo?
Se la tua destra è quella, restaci, ma risparmiaci lezioni da gran mediatore: Non hai tradito, hai solo rinnegato la tua vita.
Il che è anche peggio.
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Dicembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
IN UN PAESE CIVILE UN PREMIER SI SAREBBE DIMESSO DI FRONTE AI NUMERI CHE LO SFIDUCIAVANO… FINI HA DETTO PERCHE’ BERLUSCONI NON MOLLA LA POLTRONA: DEVE EVITARE I PROCESSI A QUALSIASI COSTO… VINCERE CON VOTI COMPRATI ACCADE SOLO IN ALCUNI CORROTTI REGIMI SUDAMERICANI
Non siamo mai stati teneri in passato con Gianfranco Fini, avendo condiviso quasi nulla del suo percorso politico prima nel Msi e poi in An.
Non solo per i contenuti che esprimeva e che spesso non ci trovavano d’accordo, ma anche per la forma e la coerenza.
Ma le persone vanno valutate per quello che dicono e fanno nel contingente, altrimenti non si salverebbe nessuno.
E per la corenza con cui portano avanti le proprie idee.
Inutile dire che An non avrebbe mai dovuto fondersi con Forza Italia nel Pdl, sarebbe vero ma limitativo.
Probabilmente se An avesse avuto contenuti più marcati e più solide radici culturali, il problema non si sarebbe neanche posto.
La storia della destra italiana ha poco a che vedere con un partito aziendalista, nato per necessità del suo leader, formato da venditori di Publitalia, fondato su spot e lustrini, nonchè da personaggi equivoci.
La destra sociale poi non ha nulla da spartire con un partito di reazionari borghesi, di conservatori, non di valori, ma solo di privilegi.
Non a caso,mentre qualche ragazzo veniva massacrato sotto casa negli anni di piombo, qualcun altro finanziava Craxi o assumeva come stalliere un mafioso.
Altri ambienti, altre frequentazioni, altri valori, altri ideali.
Concetti che a suo tempo Fini non seppe mai interpretare per limiti suoi e di quella accozzaglia di caporali che lo ha circondato per anni.
Se si cercasse anche solo un motivo pragmatico per appoggiare Fini in questa fase politica, sarebbe già sufficiente la speranza di liberarsi di quell’esercito di squallidi servi che mai lo contraddicevano e che ora hanno trovato un nuovo (e ricco) padrone da servire.
Ma Fini oggi ha saputo guardare oltre, oltre il berlusconismo, oltre una destra reazionaria, bigotta e xenofoba, ha saputo rimettersi in gioco.
Non ci interessa se ci sono fatti anche personali all’origine delle sue scelte, ci preme sottolineare la possibilità che in Italia, dopo 15 anni di rincoglionimento delle coscienze, esista la possibilità concreta che emerga una destra di cui non vergognarsi.
Una destra pluralista, sociale, solidale, liberale, attenta ai bisogni dei più deboli, che riaffermi il concetto di unità nazionale, di legalità , di politica al servizio del proprio popolo.
Non sappiamo se Fini la spunterà per un voto o perderà questa battaglia per due, non ha rilevanza: anche se la dovesse perdere, in parlamento le truppe di Antigua non avranno tregua, è solo questione di tempo e torneranno a casa.
Ci conforta l’idea che Fini abbia invece detto chiaramente che Futuro e Liberta starà all’opposizione, una opposizione seria di destra fera, troncando ogni trattativa con un premier inaffidabile che ci sta spuattanando in tutto il mondo.
E’ forse un governo con radici di destra quello in cui un premier riceve prostitute a Palazzo, dove il Paese viene ridicolizzato dalle sue frequentazioni di minorenni, dove un capo di governo interviene presso una questura per far liberare una ragazza accusata di furto?
O dove si nomina ministro un politico solo per evitargli un processo?
O dove due ministri nominano figli acquisiti o fidanzati in posti remunerati dell’amministrazione?
O dove viene mantentuto ad alti incarichi di partito un ex sottosegretario colpito da diversi mandati di arresto per collusioni mafiose?
E potremmo riempire paginate intere di fatti e persone.
Ecco perchè, comunque vada, onore a Fini che ha saputo spezzare questa catena che avrebbe azzerato la destra italiana per decenni.
Poteva vivere nell’ombra e goderne i benefici, come hanno fatto tanti.
Ha avuto uno scatto di dognità : non ha importanza se vincerà questa battaglia, l’importante è vincere la guerra.
E soprattutto è meglio in ogni caso perdere dalla parte giusta che vincere da quella sbagliata.
E gli uomini e le donne di destra vera, non di quella taroccata, state certi che sanno da che parte stare.
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Dicembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
SE QUALCHE COLOMBA FINIANA TRADISCE, IL PREMIER OTTIENE LA FIDUCIA PER POCHI VOTI… MA SE SPUNTASSE QUALCHE ASSENTE NEL FRONTE OPPOSTO?
Se la politica italiana non avesse la memoria corta, basterebbe ricordare che Silvio Berlusconi fino a pochi mesi fa poteva contare su una maggioranza schiacciante.
Ora, alla vigilia del voto di fiducia in Parlamento, deve sperare nelle assenze o nel ripensamento – più o meno interessato – di un paio di onorevoli.
Le maternità .
Potrebbe essere decisiva la presenza o meno delle tre deputate in stato interessante, che proprio in queste ore finiscono il tempo della gravidanza.
E che sono tutte per la sfiducia al governo.
Si tratta di Giulia Bongiorno e Giulia Cosenza, di Futuro e Libertà , e Federica Mogherini del Pd.
Se saranno tutte in aula, potrebbero far pendere la bilancia per l’apertura formale della crisi.
La colomba inquieta.
Fini non ha dubbi sulla compattezza del suo gruppo, ma su Silvano Moffa nessuno, in queste ore, è disposto a giurare.
Il voto del “pontiere”, autore della lettera con cui chiedeva al premier e al presidente della Camera di sedersi a un tavolo, non è scontato.
Lui si dice molto “amareggiato”, una frase che potrebbe preannunciare almeno una stensione.
Calearo, Scilipoti e Cesario.
Nei giorni scorsi hanno annunciato la nascita di un “movimento di responsabilità ” e tre voti diversi. Rispettivamente astensione, sfiducia e fiducia.
Eppure negli ambienti della opposizione si dà per scontato che i tre voteranno tutti la fiducia all’esecutivo.
Paolo Guzzanti.
Il deputato del gruppo misto voterà la fiducia solo se il premier dirà in aula che l’attuale legge elettorale è morta. Ieri il Cavaliere ha parlato di cambiamenti ma ha anche ribadito la necessità del premio di maggioranza, e ciò dovrebbe tagliare la testa al toro: il parlamentare liberale dovrebbe votare no.
I radicali.
Pannella ha annunciato – a suo modo – la sfiducia. Ma tra i sei suoi deputati in aula almeno uno, secondo la maggioranza, sarebbe indeciso.
Catone.
Il deputato di Fli dice che la sua scelta non è scontata, ma è certo che non voterà la sfiducia al governo.
Svp, astensione sicura.
Negli ultimi giorni si è paralto di un serrato pressing, con promesse di fondi per l’autonomia. Ma tranne clamorose sorprese in extremis i deputati sudtirolesi si asterranno.
Le smentite Pd.
Nelle ultime ore dal Pdl sono circolate voci di almeno due possibili “defezioni” tra i democratici. L’ultima, quella dell’onorevole Cuomo, è stata smentita seccamente dall’interessato.
Le variabili imprevedibili.
La politica – e la compravendita – non sono tutto. Ci sono anche aerei in ritardo, slogature alle caviglie, problemi familiari o altre varie ed eventuali. Con tali numeri, e tanta incertezza, l’esecutivo potrebbe passare o cadere per un banale imprevisto.
L’asso nella manica
Aleggia tra gli strateghi del Pdl un timore: cheBocchino abbia preparato una trappola. Ovvero che un paio di deputati “coperti” e insospettabili del Pdl alla fine non votino la fiducia al premier.
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