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LUIGI DI MAIO HA I NUMERI (E LI DA’ ANCHE)

Aprile 24th, 2017 Riccardo Fucile

LA ENNESIMA GAFFE SUI CONTI DELLO STAFF DELLA RAGGI CHE CONTRADDICE PERSINO IL M5S ROMANO CHE DICE L’OPPOSTO

Luigi Di Maio ha postato sulla sua pagina Facebook e sul blog di Beppe Grillo l’ennesima dimostrazione del fatto che ha i numeri per diventare Imperatore del Mondo, e volendo li dà  anche.
In particolare Di Maio dà  i numeri spesso e volentieri riguardo Roma e l’azione della sindaca Virginia Raggi
Solo per fare qualche esempio, a Pomezia, Comune di 66.000 abitanti, il MoVimento 5 Stelle ha vinto nel 2012 quando il bilancio era in passivo di 7 milioni di euro e oggi il risultato è in attivo di 15 milioni. A Torino abbiamo immediatamente tagliato del 30% i costi dello staff, a Roma con una centrale unica per gli acquisti abbiamo risparmiato in un lampo 40 milioni di euro e Virginia Raggi spende oggi per il suo staff meno della metà  di Marino e Alemanno. Potremmo continuare a lungo.
Di Maio infatti sostiene in primo luogo Virginia Raggi spenda MENO DELLA METà€ di Alemanno e Marino.
Sulla sua pagina Facebook il MoVimento 5 Stelle Roma ha invece spiegato che:
Questa è la pura e semplice verità . Basta andarsi a leggere i precedenti bilanci:
-Alemanno spese 6 milioni di euro;
-Marino spese 5,3 milioni di euro;
-Noi invece abbiamo fissato l’obiettivo di spendere meno di 5 milioni di euro ogni anno (la stima è stata valutata dall’assessorato di competenza)
Il che significa che il M5S in Campidoglio spenderà  almeno 300mila euro in meno ogni anno rispetto all’ultima amministrazione Pd di Marino e 1 milione di euro in meno rispetto a quella di Alemanno (sostenuta dal centrodestra e da Fratelli d’Italia).

Il MoVimento 5 Stelle quindi, secondo quanto scritto dal MoVimento 5 Stelle, NON spenderà  meno della metà  di quello che spendevano Marino e Alemanno, ma un milione di euro meno di Alemanno e 300mila euro meno di Ignazio Marino.
Non solo.
Il 5 aprile scorso abbiamo anche parlato del fatto che alcuni emolumenti di alcuni componenti dello staff sono stati aumentati.
Il M5S quindi ha finora “fissato l’obiettivo” di spendere di meno, mentre alcune scelte sembrano andare nella direzione opposta.
Per quanto riguarda invece la centrale unica per gli acquisti, questa è stata istituita nel 2015 dalla giunta Marino seguendo l’applicazione di una legge del governo Monti. Vero è che a Torino il M5S ha tagliato il costo dello staff (è il meno pagato d’Italia), ma questo decremento a Roma è del 5,6%.

(da “NextQuotidiano”)

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CASSIMATIS NON RINUNCIA ALLA CORSA CON IL M5S A GENOVA, SMENTITE LE VOCI DI UN ACCORDO

Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile

UN ARTICOLO DI “REPUBBLICA” AVEVA IPOTIZZATO CHE LA CASSIMATIS AVREBBE LASCIATO SPAZIO A PIRONDINI… PRONTA LA SMENTITA

Secondo l’edizione genovese di Repubblica la candidata che ha vinto le comunarie del M5S starebbe pensando di giungere a un accordo con Beppe Grillo per abbandonare la corsa.
Lo scrive oggi l’edizione locale di Repubblica, segnalando che la candidata che ha vinto le comunarie ed è stata poi esclusa da Beppe Grillo con un provvedimento annullato dal tribunale civile di Genova avrebbe detto: «Il 90% di quello che volevo dimostrare l’ho dimostrato. E quello che volevo rendere evidente è la totale mancanza di democrazia nel Movimento. Se quello che è accaduto a me è stato possibile, questo rappresenta un’evidenza che mi è sufficiente aver reso chiara».
Il colpo di scena, scriveva stamattina il quotidiano, arriverebbe dopo una discussione con i suoi avvenuta dopo il faccia a faccia pubblico con Luca Pirondini, il candidato “benedetto” dal blog. «Non me lo danno il logo del Movimento, tanto vale finire qui», avrebbe ribadito più volte.
L’avvocato Lorenzo Borrè, che ha rappresentato la Cassimatis nel giudizio vinto davanti al tribunale civile, interpellato sul punto, ha replicato perentoriamente che quella del ritiro della Cassimatis dalla corsa è una circostanza che non gli “risulta affatto” e conferma che il giudizio proseguirà  nei prossimi appuntamenti fissati in tribunale.
E poco dopo anche Cassimatis precisa
Sembra la tela di Penelope, qualcuno tesse di notte e poi la mattina tocca a noi disfare l’ordito. Compaiono articoli in cui si da per acquisito un nostro atteggiamento rinunciatario nei confronti della contesa con lo staff del M5s. Nulla di più sbagliato. Forse il nostro atteggiamento pacato ma determinato spiazza nell’immaginario chi aspetta slogan aggressivi e urlati ( chi urla e prevarica di più vince?
La nostra rivoluzione parte anche da qui, dal modo con cui ci poniamo nella nostra lotta pacifista, siamo forti della consapevolezza che in uno stato di diritto quale è ancora, per fortuna, l’Italia, la giustizia si afferma ed è conseguenza di azioni legali e trasparenti.
La nostra storia italica ci insegna che non si può perdere di vista il senso democratico della vita sociale e politica, basta una distrazione, un lasciar correre alcune violazioni delle regole, che la deriva antidemocratica prende il sopravvento
Lo abbiamo già  vissuto e l’epilogo è stato traumatico
A giorni si vota per il testamento biologico, nel 2016 c’è stato un voto largamente maggioritario a favore sul blog del M5s, oggi leggiamo un post ambiguo su tema della morte.
La nostra azione ha aperto un dibattito nazionale sulla democrazia diretta e sulla sua credibilità . Per questo andiamo avanti senza paura, nella piena coscienza del peso politico della nostra azione.
PS. Uso il noi perchè parlo a nome della Lista Cassimatis e dei suoi sostenitori. Che sono tanti e che colgo l’occasione per ringraziare ancora.

(da agenzie)

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LA DERIVA LEGHISTA DEL M5S, ORA DI MAIO VUOLE AFFONDARE LE ONG

Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile

PEGGIO DI SALVINI, COSA NON SI FA PER PRENDERE QUATTRO VOTI RAZZISTI: “CHI DIFENDE LE ONG E’ UN IPOCRITA”… SAVIANO REPLICA: “CERCA I VOTI DI CHI LI VUOLE MORTI”

“Le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali”: così Luigi Di Maio torna sulla polemica innescata da un suo post su Facebook con il quale definiva “taxi del Mediterraneo” le navi di alcune ong impegnate nel salvataggio dei migranti, annunciando la presentazione di un’interrogazione al ministro Minniti.
In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo si parla inoltre di un’inchiesta della Procura di Catania sull’escalation di arrivi dei migranti negli ultimi giorni – 8mila arrivi in Sicilia in 72 ore.
“Vogliamo vederci chiaro, sapere chi le finanzia – afferma il vicepresidente della Camera, a un’iniziativa del M5s in provincia di Caserta –   e a chi dice che in questo momento è inopportuno attaccarle, a Saviano e agli altri, dico che fanno parte di quella schiera di ipocriti che ha sempre finto di non vedere il business dell’immigrazione”.
Ieri Roberto Saviano aveva commentato su Twitter “definire ‘taxi del mare’ barche che salvano vite è grave, soprattutto se a farlo è il vicepresidente della Camera e non un Salvini qualunque”.
Di Maio è ridotto proprio male se arriva a manipolare persino le dichiarazioni della procura di Catania che NON HA MAI AFFERMATO che le Ong siano in combutta con i trafficanti e i criminali, basta leggere le agenzie di stampa in cui la procura parla di accertamenti che non hanno risvolti precessuali e lo stesso comandante della Gdf, in una audizione alla Camera, ha negato collusioni tra Ong e scafisti.
Ma per strizzare l’occhio alla Lega non ci si ferma neanche di fronte ai cadaveri galleggianti di esseri umani.
LA REPLICA DI SAVIANO
“Di Maio mi accosta a Mafia Capitale per i voti di chi i migranti li vorrebbe in fondo al mare. Come nel Cile di Pinochet… o era Venezuela?”, scrive oSaviano su Twitter alludendo alla ormai celebre gaffe dell’esponente M5S che su Fb collocò il regime del generale in Venezuela anzichè in Cile.
“Luigi Di Maio mi accusa senza mezzi termini di essere corresponsabile, con il mio ‘buonismo’, dei crimini commessi sulla pelle dei migranti. Mi associa di fatto al Pd e al suo coinvolgimento in Mafia Capitale, perchè di questo tratta Mafia Capitale: del business sui rifugiati, di cui mi sono occupato tra i primi attirando, inutile dirlo, l’ira del Pd. Se fossi uno di loro, un grillino o un piddino, lo querelerei. Ma non mi interessa la politica politicante, dunque non lo farò. Quello che è certo è che Di Maio, con il suo intransigente ‘cattivismo’, parla e compiace, in breve cerca i voti, di tutti quelli che i migranti li vorrebbero morti in fondo al mare”.

(da agenzie)

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A GENOVA CI SONO DUE CANDIDATI SINDACO DEL M5S: AI DIBATTITI SI PRESENTANO ENTRAMBI

Aprile 22nd, 2017 Riccardo Fucile

MA IN REALTA’ LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI GENOVA NON AUTORIZZA PIRONDINI A DEFINIRSI TALE, VISTO CHE LA SUA ELEZIONE E’ STATA ANNULLATA

Beppe Grillo ha così a cuore il futuro di Genova e del MoVimento 5 Stelle genovese da avere attualmente due candidati sindaco.
La situazione, come molte vicende che riguardano il M5S, è paradossale e nasce dalla decisione di Grillo di annullare d’imperio il risultato delle comunarie di Genova dalle quali era emersa vincitrice Marika Cassimatis.
La storia è nota: Grillo ha chiesto ai suoi di fidarsi di lui ed è finita come sempre in questi casi ovvero con il M5S costretto a difendersi in tribunale con la Cassimatis che il 10 aprile vinceva il ricorso contro Grillo annullando la decisione del Capo Politico e Garante del M5S di escludere la Cassimatis e anche la seconda votazione che aveva incoronato Luca Pirondini.
È abbastanza ovvio che nonostante il giudizio del Tribunale il MoVimento non accetterà  mai di correre per la Cassimatis e Grillo ha scritto in modo chiaro che la professoressa «non è nè sarà  candidata» ma il problema vero è che Pirondini — nonostante quello che vanno ripetendo i pentastellati genovesi, prima su tutti Alice Salvatore — non può essere considerato il candidato del MoVimento perchè non è mai stato eletto candidato sindaco.
Attualmente quindi il M5S ha due candidati ma nessuno dei due sembra per ora in grado di poter correre per le Amministrative.
I tempi però stringono perchè si andrà  al voto l’11 giugno e il M5S dovrà  espletare le necessarie pratiche burocratiche per la presentazione della lista.
Il 12 maggio è il giorno in cui scade il termine per la presentazione delle liste per le amministrative.
Inoltre resta ancora poco tempo allo scadere del termine dei 15 giorni entro i quali i 5 Stelle possono fare appello per chiedere al tribunale di annullare la decisione del giudice e ottenere così un ulteriore rinvio di venti giorni.
In un modo abbastanza curioso quindi Pirondini e Cassimatis sono accomunati dallo stesso destino ovvero l’essere non-candidati (da intendersi à  la Grillo) del MoVimento 5 Stelle a Genova.
Oggi all’Adnkronos Luca Pirondini ha rotto un silenzio che durava ormai da diversi giorni dichiarando che “il candidato del MoVimento 5 Stelle a Genova sono io”. Pirondini dice che i cavilli giudiziari non lo riguardano e che “il blog ha detto che il candidato sono io”.
Peccato che la decisione del blog sia proprio quella annullata dal tribunale perchè frutto di una violazione del regolamento del MoVimento da parte del Garante.
Nessuno dei due sembra però intenzionato a cedere: sia Pirondini che la Cassimatis partecipano all’incontro tra candidati sindaco per Genova organizzato all’Anaci (l’associazione degli amministratori di condominio).
La Cassimatis replica a Pirondini ricordando che al momento fa testo l’ordinanza del Tribunale ha annullato il ripescaggio della lista Pirondini: “Al momento non ci sono altre sentenze, e quindi va applicata quest’ordinanza del Tribunale, che è molto precisa. Si tratta di fatti, non di opinioni” ed infatti iniziando il suo intervento la professoressa si è presentata come capolista della “lista Cassimatis che ha vinto le primarie del MoVimento 5 Stelle“.
Prima dell’inizio della conferenza alla domanda se non trovasse singolare che ad un dibattito tra candidati sindaco partecipino due persone che vogliono correre per il Movimento 5 Stelle la Cassimatis aveva risposto che “La stranezza risiede nel fatto che una votazione democratica, quella del 14 marzo, in cui la mia lista è stata giudicata vincitrice, è stata annullata”.

(da “NextQuotidiano”)

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GRILLO RESPINGE LA PROPOSTA ZAGREBELSKY DI ALLEANZA CHIARA PRIMA DEL VOTO E SI SPUTTANA

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

PRIMA DEVE PRENDERE PER IL CULO GLI ELETTORI E POI ALLEARSI CON SALVINI, ORMAI LO AMMETTONO: “DIRLO PRIMA LA PAGHEREMMO CON LA NOSTRA BASE”

Divisi tra chi dice che quello apparso oggi sul Fatto Quotidiano “è il pensiero di Zagrebelsky e basta” e chi invece pensa che in fondo il costituzionalista, da sempre punto di riferimento dei 5stelle, “ha ragione”.
L’intervista di Gustavo Zagrebelsky, professore che i grillini avevano posizionato tra i nomi per la corsa al Colle, arriva a sorpresa in un momento in cui — viene spiegato ai piani alti del Movimento 5 Stelle — il mondo pentastellato si guarda allo specchio e si rende conto che tutto ciò che in questi anni è stato detto, se davvero si vuole arrivare a Palazzo Chigi, potrebbe risultare difficile da mettere in pratica.
Difficile quindi non pensare ad alleanze.
Su un punto però i grillini, per ora, sembrano essere tutti d’accordo: non è opportuno un accordo pre elettorale “su dei punti programmatici, chiari e concreti” come consiglia il costituzionalista.
Piuttosto si fa strada l’idea di un’alleanza post elettorale con la Lega Nord e il programma che M5S sta stilando va proprio in questa direzione.
Non ultima l’uscita di Beppe Grillo sul blog a proposito delle Ong che soccorrono i migranti e che avrebbero “un ruolo oscuro”. “Da dove prendono i soldi?” chiede il comico genovese.
Ma anche la proposta di indire il referendum sull’euro e la richiesta di una maggiore sovranità  strizzano l’occhio al Carroccio.
“Da un po’ di tempo M5S non attacca apertamente la Lega Nord”, viene fatto notare, “e non è un caso”.
Da qui a poter uscire allo scoperto con un’alleanza prima del voto però ce ne vuole. “In termini di voti — si ragiona — non ripagherebbe”.
La base in pratica non apprezzerebbe un’alleanza con un altro partito perchè in fondo l’andare da soli contro tutto e tutti è sempre stato il punto che ha contraddistinto i grillini dagli altri.
Si pensa casomai ad aggirare il problema facendo comunque i conti con la realtà  e con la legge elettorale. Al momento, se M5S risulterà  essere il primo partito ma non arriverà  al 40% per avere l’incarico dovrà  dire al Capo dello Stato su quali voti, oltre ai propri, può contare in Parlamento.
Ed è qui che potrebbe entrare in gioco la Lega Nord. Ma anche in questo caso nulla si può dare per scontato.
I più realisti osservano: “In cambio i leghisti ci chiederanno delle poltrone, degli incarichi di governo, in quel caso si farà  un appello alla rete per spiegare che se vogliamo governare non possiamo fare a meno di un accordo, ma il programma resterà  il nostro” (altra presa per i fondelli…n.d.d.)
Tutto questo comunque a campagna elettorale conclusa e a voti già  incassati.
Anche se, a qualcuno tra i grillini, non sfugge che Zagrebelsky ha forse voluto lanciare un sasso nello stagno per avviare una discussione. “Se lo diciamo noi — osserva una deputata pentastellata — è un conto, ma se a proporre un’alleanza per andare al governo è un costituzionalista con cui spesso abbiamo dialogato il concetto ha un altro peso”.

(da “Huffingtonpost”)

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ALICE SALVATORE, NON SON DEGNO DI TE

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

ALLA GRILLINA NON SI POSSONO FARE DOMANDE IN TV E MINACCIA: “NE RISPONDERA'”

Spassoso — o inquietante, dipende dai punti vista — siparietto oggi in tv. Primocanale mi chiede di intervenire a una trasmissione cui partecipavano Sergio Cofferati e Alice Salvatore (in ordine alfabetico, non c’è nessun complotto).
Comincia con Alice Salvatore che — munita di dizionario Garzanti — spiega al gentile pubblico che cos’è il populismo.
Si prosegue con Alice Salvatore che spiega al signor Cofferati, per otto anni segretario nazionale della Cgil, che cosa sono i sindacati.
Poi, anche se odio parlare di me stesso, tocca a me. Metto in fila quelli che mi sembrano i punti deboli del centrosinistra ligure, poi del centrodestra.
Finchè — Dio mi perdoni — tocco il Movimento Cinque Stelle. Per essere più precisi il Movimento Cinque Stelle ligure dominato da Alice Salvatore.
Quello, per intenderci che ha inanellato una serie impressionante di batoste, dalle regionali, alle comunali di Savona. Fino alla figuraccia delle primarie genovesi.
Ricordo che il Movimento a Genova ha cercato in tutti i modi di candidare Luca Pirondini, già  addetto stampa della Salvatore (che mi sembra proprio una cosa da vecchia Dc).
Aggiungo che l’esito delle primarie è parso a mezza Italia sconcertante (roba da vecchia Dc). E concludo che Pirondini da mesi si sottrae alle domande dei giornalisti, comprese quelle sul suo curriculum (roba da Forza Italia).
Critiche dure, cui Alice Salvatore poteva rispondere duramente. Ma rispondere.
La critica e l’espressione di fatti e opinioni sono la base della democrazia.
Invece Salvatore esordisce: “Sansa risponderà  di quello che ha detto”.
Premesso che io da anni rispondo di quello che dico, non mi sembra esattamente un comportamento da uomini nuovi quello di non rispondere e velatamente minacciare.
E poi che cosa si intende con “ne risponderà ”?
Una querela… o magari anche peggio… solo perchè ho fatto una domanda e ho espresso delle critiche?
Ormai le redazioni dei giornali sono ingolfate da diffide, querele e annunci di cause della Salvatore.
Poi Alice Salvatore dà  il meglio di sè: “Noi non rispondiamo a Sansa perchè non è degno”.
E qui verrebbe da pensare a uno sconfinamento nell’operetta.
Ora… mi si può accusare di tutto, perfino di abigeato (Salvatore, guardi pure il dizionario…). Ma non di essere un fiancheggiatore del Pd o del Pdl, basta — per chi avesse proprio tempo da perdere — andare a rileggersi i miei articoli degli ultimi anni.
Però in questi mesi ho collezionato esperienze davvero sorprendenti con i Cinque Stelle liguri.
Prima racconto le gesta di un militante genovese che minaccia e insulta i compagni di partito che osano dissentire. Un militante, va detto, che conosce Salvatore e con lei va agli appuntamenti del Movimento (ci sono le foto su Facebook).
Ecco, per questo articolo ritrovo il mio numero di telefono privato su Facebook, vengo ricoperto di insulti e minacce. E ricevo telefonate insolenti da militanti. Non mi era mai successo.
Nessuno del Movimento Cinque Stelle pensa bene di prendere le distanze da questo comportamento.
Ora ecco la sorprendente lezione di Alice Salvatore che spiega il suo concetto di stampa: si risponde soltanto alle domande dei giornalisti “degni” (cioè, par di capire, quelli che non la criticano). Neanche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi erano arrivati a tanto.
Quelli “indegni”, come il sottoscritto, vengono definiti “sedicenti cronisti”. E le loro domande e critiche vengono liquidate come “falsità ”, senza ovviamente rispondere.
Queste affermazioni sì, sono offensive. Sono diffamazioni. Ma le affermazioni di Alice Salvatore forse non meritano nemmeno la rabbia.
O forse invece sono una questione molto seria. Visto che Salvatore rappresenta il partito di maggioranza in Italia e anche in Liguria.
Chissà  se qualcuno nel Movimento prenderà  le distanze dalla Salvatore…
Viene da chiedersi — visto Salvatore impartisce lezioni di onestà  — dove fosse Alice quando qualche sedicente cronista scriveva inchieste su Claudio Burlando, Claudio Scajola, la Carige, la ‘ndrangheta in Liguria, la cementificazione delle nostre cose.
Dov’era?

Ferruccio Sansa
(da “LiguriTutti”)

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LA GRILLINA CON LA PISTOLA: LA CANDIDATA SINDACO M5S A ORISTANO SOPRANNOMINATA “LA COLT”

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

SI DEFINISCE “CAMPIONESSA OLIMPICA DI BURLESQUE INDOSSANDO PIGIAMI DI FLANELLA”, HA PRESO 31 VOTI

Si chiama Patrizia Cadau, è candidata sindaca con il MoVimento 5 Stelle a Oristano e di lei rimane impressa soprattutto la foto che la ritrae con una pistola e il soprannome La Colt che troneggia sul suo profilo Facebook privato.
Ha vinto con 31 preferenze espresse via blog contro le 28 raccolte dalla sfidante Lucia Tomasi; un piccolo dettaglio che vale la pena di sottolineare: la votazione è stata indetta con un preavviso di 24 ore, come vogliono le regole dei 5 Stelle e a differenza di quanto fatto in tutte le altre comunarie del 2017.
Annalisa Cuzzocrea su Repubblica oggi tratteggia così La Colt:
Quarantaquattro anni, ligure di nascita, ma con radici sarde, laureata a Genova in psicopedagogia, in rete si trovano suoi racconti, poesie, un romanzo dal titolo “L’amore che ti sceglie”, uno scritto erotico e post in cui si mette nei panni di donne uccise dai loro compagni. Molte foto, anche, ma a un quotidiano on line che ieri ne ha pubblicata una in costume da bagno Cadau ha replicato subito via Facebook: «Succede che un giornale dia la notizia di una donna che si candida a sindaco per la sua città . Vado a vedere l’articolo, e vedo un testo che ammicca a soprannomi piccanti, bum bum, hard boiled anni 40, sensuale. Con 6 immagini a corredo».
La sentenza, corredata da hashtag, è subito «#sessismo #disuguaglianzadigenere #macchinadelfango».
A riprova del fatto che la colt del soprannome, come ha detto lei stessa, è riferita al rapporto col linguaggio: «Con quello sparo e colpisco».
In ogni minibiografia presente in rete si descrive come «campionessa olimpica di tornei di Burlesque indossando pigiami di flanella».
Come amministratice si vedrà , di certo come personaggio ha già  fatto colpo.

(da “NextQuotidiano”)

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ZAGREBELSKY AI CINQUESTELLE: “APRITE AD ALLEANZE CHIARE PRIMA DEL VOTO”

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

IL CONSIGLIO DEL PROFESSORE: “COMPROMESSO NON VUOL DIRE PER FORZA INCIUCIO”… CERTO, DIPENDE DA CHI LO FA… SE GRILLO RIVELASSE L’ALLEANZA CON SALVINI PRIMA DEL VOTO IL M5S SI SPACCHEREBBE

I Cinque Stelle dovrebbero “darsi da fare per un compromesso ‘non inciucista’: punti programmatici chiari, concreti, pochi.
Ne bastano cinque o sei per riempire, oltre alla routine, un’intera legislatura.
Su questi si lavori per creare convergenze politiche e potenziali maggioranze prima del voto affinchè i cittadini di cui si chiedono i voti sappiano per che cosa votano”.
È il consiglio di Gustavo Zagrebelsky al Movimento Cinque Stelle, che in un’intervista al Fatto Quotidiano lancia una ‘proposta anti-inciucio’.
Più che un suggerimento, Zagrebelsky la definisce “una riflessione”:
“La purezza in politica non è una qualità . Porta all’esclusione, all’insignificanza oppure, se e quando si arriva al potere, all’integralismo e all’intolleranza”
Secondo il professore, “è pericoloso quando la politica diventa la professione dei duri e puri. Non necessariamente il compromesso è l’inciucio, come si dice oggi. Può esserlo, e c’è il timore che lo sia, dopo le elezioni, quando arriveranno”.
Questo, dunque, il suggerimento: “Coloro che temono l’inciucio si siano da fare per un compromesso ‘non inciucista’ basato su pochi “punti programmatici chiari”, così da garantire chiarezza ai potenziali elettori.
Il professore finge di non aver compreso il problema di fondo: se Grillo rivela l’accordo con Lega e Fdi prima del voto, perde almeno un terzo dell’elettorato e della sua classe dirigente e il Movimento si spacca.
Meglio l’inciucio dopo, dome nella migliore tradizione italiana.

(da agenzie)

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ALTRO SUCCESSO DELLA GIUNTA RAGGI: SMENTITI DALLA CORTE DEI CONTI SUGLI SFRATTI ALLE ONLUS

Aprile 20th, 2017 Riccardo Fucile

“NON C’E’ DANNO ERARIALE PER GLI AFFITTI AGEVOLATI ALLE ASSOCIAZIONI CULTURALI E DI PUBBLICA UTILITA'”… MA IL COMUNE LI STA CACCIANDO

Ad Andrea Mazzillo, assessore al bilancio di Roma Capitale, non la si fa: l’altroieri la Corte dei Conti ha emesso due sentenze importanti sul caso Affittopoli nelle quali sostanzialmente si dice che era legittima l’applicazione del canone di affitto scontato all’80% applicato a due Onlus, ovvero l’associazione teatrale Agorà  80 (che gestisce il teatro di Trastevere) e la onlus Insieme con te impegnata nell’assistenza ai malati mentali e alle loro famiglie.
Di fatto queste sentenze, che assolvono i funzionari comunali accusati di danno erariale spalancano le porte alla possibilità  per il Comune di bloccare l’esecuzione di sfratti, sgomberi e richieste di pagamento degli affitti arretrati (parametrati al canone di mercato) nei confronti delle Onlus romane.
La Corte dei Conti ha riconosciuto quello che da mesi sostengono le associazioni colpite ingiustamente dalla delibera 140/2015 approvata dalla giunta Marino e successivamente confermata sia dal prefetto Tronca che dalla Raggi.
Dal momento che le Onlus svolgono attività  di pubblica utilità  sociali e culturali per i magistrati contabili era possibile “una utilizzazione a prezzo ridotto e agevolato per finalità  sociali e culturali” con il pagamento di un canone d’affitto pari al 20% del prezzo di mercato.
Questo significa che anche per le altre Onlus sotto sfratto (o già  sfrattate) la situazione cambia e il Comune non è più legittimato a richiedere il pagamento degli arretrati non pagati.
Una sentenza che per l’avvocato Stefano Rossi, legale del Cesv (Cento servizi per il volontariato) potrebbe portare al rigetto di tutti i provvedimenti di sfratto: «Nella sentenza si rileva che la scadenza del termine senza che fosse intervenuta la concessione definitiva o senza che la stessa fosse stata rinnovata “non cambiava la natura del bene e la sua utilizzabilità  alle stesse condizioni agevolate attuate con il provvedimento originario con conseguente impossibilità  di praticare, per esso un prezzo di mercato”.
Si arriva così ad escludere la sussistenza del danno erariale.
Motivazione che, potenzialmente, porterà  al rigetto di tutti gli altri procedimenti». Mazzillo, che in questi mesi ben poco ha fatto per fermare gli sgomberi ed anzi in più occasioni ha detto che il Comune aveva le mani legate e che l’Amministrazione non poteva fare nulla per fermare la macchina che si era ormai messa in moto.
Da quanto è assessore al Bilancio Mazzillo si è limitato semplicemente a promettere di aprire al più presto un bando per riassegnare gli spazi liberati e di creare un tavolo per la stesura di un regolamento condiviso per l’assegnazione degli spazi di proprietà  del Comune alle associazioni.
Nel frattempo il Tribunale Civile di Roma riconosceva che le riacquisizioni erano illegittime ma ancora Mazzillo e la giunta Raggi non avevano preso una posizione che andasse oltre il riconoscimento che “c’era un problema”.
Ed è vero che c’è, ma ci si aspetterebbe che l’Amministrazione comunale si adoperasse per trovare una soluzione, soluzione che non può che essere politica (ad esempio cancellato la 140/2015).
Anche perchè quando era all’opposizione il MoVimento 5 Stelle aveva fortemente criticato la delibera 140 e combattuto per chiedere una moratoria sugli spazi sociali per dare il tempo di stilare un regolamento che consentisse di salvaguardare quelle associazioni che svolgono comprovate attività  socialmente utili e di interesse cittadino. Da quando si è insediata la Giunta di Virginia Raggi però nulla è stato fatto per l’approvazione di un nuovo regolamento e come hanno testimoniato numerose Onlus romane le notifiche di sfratto e gli sgomberi hanno continuato a procedere senza che dal Campidoglio venisse detto nulla.
In poche parole il Comune ha sempre temporeggiato mantenendo un atteggiamento più che cauto sulla questione, segno forse che non c’era la volontà  politica di prendere una decisione a tutela delle associazioni.
Qualche settimana fa le associazioni hanno presentato al Presidente e al procuratore generale della Corte dei Conti e al procuratore della Corte dei conti del Lazio «una richiesta di deferimento del Vice Procuratore della Corte Regionale del Lazio Dott. Guido Patti alla Commissione Disciplinare».
Nella richiesta le associazioni chiedono di verificare se con il “record” di atti di citazione nei confronti dei dirigenti del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale “non siano stati travalicati i principi che tutelano e garantiscono l’autonomia e l’indipendenza dell’organo inquirente”.
Fino alla data della presente istanza — si legge nella richiesta — “risultano notificati circa 200 inviti a dedurre e circa 132 atti di citazione” inoltre “secondo quanto appreso dal personale della Procura Regionale del Lazio sono stati confezionati circa altri 650 atti di citazione”.
Questo però non ha impedito ad Andrea Mazzillo di intestarsi la decisione della Corte dei Conti scrivendo su Facebook che le due sentenze sono in linea con la posizione dell’Amministrazione a 5 Stelle: «Le pronunce dei giudici contabili sono in linea con la posizione che la nostra amministrazione ha sostenuto negli ultimi mesi».
Per la cronaca poco meno di due mesi fa Mazzillo intervenendo durante un’assemblea al Rialto occupato — sede del Forum dell’Acqua — aveva spiegato così la situazione:
Quindi noi ci siamo ritrovati, io come assessore e la giunta Raggi in linea di massima tutta, un problema che non si era gestito nel tempo. Ci siamo ritrovati un mancato regolamento abbiamo chiesto un supporto agli uffici e abbiamo cercato di capire cosa stava succedendo. Però vi ripeto ci sono diversi punti di vista e il primo è quello della magistratura: cioè c’è la magistratura ordinaria ma anche quella contabile che dicono “scusate ma se dei soggetti stanno negli immobili pubblici, non pagano a questo punto devono andare via. Non solo: a questo punto devono pagare tutto ciò che non hanno pagato e siccome non avevano il titolo lo devono pagare con l’indennità  di occupazione a titolo di mercato. Questa è la regola generale che è stata portata avanti dalla magistratura ed è questo quello che sostanzialmente gli uffici hanno fatto. Perchè gli uffici non fanno altro che rispettare quella che è la norma, se poi un magistrato gli dice “fai così” loro si muovono così.
Mazzillo in quell’occasione disse anche che era necessario rispettare le regole, e le regole in quel caso prevedevano che il Rialto (ma la cosa era valida anche per altre associazioni) venisse sgomberato e che si procedesse invece alla creazione di un regolamento condiviso per poi poter mettere a bando regolarmente gli spazi e gli immobili di proprietà  comunali. L’assessore al bilancio disse anchee che l’amministrazione comunale aveva già  stabilito nella 140 una priorità  agli sgomberi di quelle associazioni che non svolgono funzioni utili per la collettività  e di interesse pubblico:
Allora cosa è successo la 140 dava un ordine di priorità  e ovviamente le realtà  che lavorano e operano nell’interesse pubblico erano all’ultimo e quindi si pensava che attraverso un’opera veloce di costruzione di un regolamento, fatto il regolamento subito si mettevano a bando tutti gli spazi ed era risolto il problema. Il regolamento lo stiamo ancora facendo, quello che è uscito fuori dagli uffici è risultato — da parte della Commissione — non applicabile cioè non era utile per le finalità  di cui ci stiamo parlando adesso.
Dal momento che il Comune si è mosso tardi i provvedimenti di sfratto nel frattempo hanno raggiunto le associazioni che operano nell’interesse pubblico e si è venuta a creare la situazione che è sotto gli occhi di tutti e che rischia di azzerare l’associazionismo romano.
Questa quindi era la linea dell’Amministrazione comunale. Si può dire anzi che la linea della Giunta è quella di seguire quello che dicono i magistrati: se i magistrati dicono che bisogna procedere agli sfratti e al pagamento del canone arretrato Mazzillo dice che bisogna fare così, se la Corte dei Conti stabilisce che gli sgomberi vanno fermati allora la linea di Mazzillo è di fermare gli sgomberi.
È evidente che qui a tracciare la linea non è nè Mazzillo nè la Giunta ma i giudici, il che se non altro significa che la politica romana ha da tempo abdicato al suo ruolo di guida della città .
La domanda è semplice: cosa ha fatto in questi mesi la Giunta Raggi per tutelare l’esistenza delle Onlus romane?
La risposta è sotto gli occhi di tutti: ha temporeggiato.
Vediamo se ora se la Giunta sarà  in grado di tradurre in atti concreti la sentenza dei magistrati contabili, bloccando le richieste di pagamento degli arretrati che partono dagli uffici comunali.

(da “NextQuotidiano“)

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