Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
DATI IMPRESSIONANTI: 420 MILIARDI DI FATTURATO, EVASIONE TRA 150 E 200 MILIARDI DI EURO, PARI AL 20% DEL PIL… LA PRESSIONE FISCALE REALE NON E’ DEL 43%, MA SI ALZA COSI’ DI 10 PUNTI… IL SOMMERSO E’ DIVENUTO AMMORTIZZATORE SOCIALE E SERBATOIO DI VOTI PER I PARTITI
La riforma fiscale che Tremonti ha annunciato fra 3 anni, ovvero quando ormai il governo
in carica non ci sarà più, “non sarà platonica, ma ad alta intensità politica, non sarà facile, ma necessaria”.
Ma il ministro si è ben guardato da annunciare misure che pongano argine al problema più grave: quello dell’economia sommersa, sia nera che criminale, sottratta al controllo dello Stato.
Si calcola che siano tre milioni i lavoratori irregolari che alimentano questi canali.
A parere del “Sole 24 ore” e di Confindustria, il sommerso complessivo in Italia equivale a ben 420 miliardi di fatturato, con una evasione fiscale e contributiva pari a circa 200 miliardi di euro.
Secondo invece l’Eurispes, i due comparti, quello nero-sommerso e quello nero-criminale, sono valutabili in ben 540 miliardi di euro e il solo sommerso economico rappresenta il 27% del Pil.
Una valutazione confermata anche dal Fondo monetario internazionale: il fatturato delle mafie italiane è uguale alla somma del Pil di Estonia (25 miliardi), Romania (97), Slovenia (30) e Croazia (34).
La stima più contenuta dell’economia in nero la fornisce l’Istat che la valuta pari al 18% del Pil, con una evasione fiscale di oltre 100 miliardi e contributiva di oltre 50.
A cui va aggiunta poi la quota di economia criminale.
Ne deriva un dato certo: l’economia sommersa italiana, esclusa quella criminale, è in media più alta di quella europea del 60%.
Che senso ha quindi parlare di abbassare (solo in teoria peraltro) le tasse come se fossero una variabile indipendente dalla voragine di ricchezza illegale che è pari a un terzo di quella prodotta legalmente?
Come si fa a fare un riforma senza tenere conto di questa situazione unica in Europa?
Sarebbe più doveroso dire che la pressione fiscale ufficiale del 42/43% in realtà diventa di almeno 10/11 punti in percentuale in più. Continua »
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Aprile 11th, 2010 Riccardo Fucile
SONO 19.000 I MIGRANTI FORZATI SCAPPATI DALLA GUERRA E AVENTI DIRITTO DI ASILO POLITICO: IN CALO DEL 35,5%, A CAUSA DEI RESPINGIMENTI IN MARE ATTUATI IN VIOLAZIONE DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI FIRMATE DALL’ITALIA… SONO PER LO PIU’ AFGHANI, ERITREI, SOMALI, ETIOPI
C’è chi si rivolge agli sportelli dedicati all’orientamento al lavoro, chi chiede assistenza legale, chi partecipa a corsi per imparare l’italiano: gli uomini provengono soprattutto da Afghanistan, Eritrea e Somalia, le donne dall’Africa nera.
Il 67% ha un’età compresa tra i 21 e i 30 anni, pochi gli over 40.
A scattare la foto delle loro condizioni di vita nel nostro Paese è il Centro Astalli, un’associazione di gesuiti presente a Roma, Vicenza e Palermo che opera da centro polifunzionale per l’assistenza e la protezione dei rifugiati in Italia e che ha redatto il Rapporto 2010 sul loro stato nel nostro Paese.
Qua si parla non di immigrati, ma di “migranti forzati”, perchè scappati da una guerra.
Sono protetti da convenzioni internazionali, firmate anche dal nostro Paese e violate dall’Italia nel momento in cui ha respinto in mare, senza dare modo di verificare chi tra i profughi avesse diritto o meno a chiedere asilo politico, tutti gli immigrati indiscriminatamente.
Avremmo cioè dovuto portarli a Lampedusa e poi discernere a seconda delle richieste e delle origini.
Per dare modo a Maroni di fare i suoi spot televisivi invece, sono stati respinti in mare e riconsegnati alla Libia dove marciscono nelle galere o trovano la morte nel deserto nel disperato tentativo di un ritorno al loro Paese.
Un’opera “umanitaria”, insomma, di cui l’Italia può andare fiera, stigmatizzata dalle organizzazioni internazionali.
La flessione delle domande di asilo è stata del 35,5%, ma rispetto al 2008 gli utenti che hanno usufruito dei servizi dei Centri è cresciuto del 33%, così come i tempi di permanenza superando in molti casi i sei mesi. Continua »
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Aprile 9th, 2010 Riccardo Fucile
MALUMORI NEL CENTRODESTRA: “E’ UN TRADIMENTO, GLI ELETTORI CHIEDEVANO ALTRO”….TREMONTI SMENTISCE UNA MANOVRA ESTIVA, MA PARLA DI UNA MANOVRA DA 8 MILIARDI NEL 2011….O SI SCOMMETTE SU UNA CRESCITA LEGATA A UNA MINORE PRESSIONE FISCALE O SI AMMETTA DI AVER TRADITO IL PROGRAMMA
I soldi in cassa non bastano e il governo avrebbe in mente di varare una manovra correttiva da 4-5 miliardi prima dell’estate, per puntellare i conti pubblici e sostenere le spese nei prossimi mesi.
Le voci sono circolate in parlamento da fonti vicine al premier e si dava per scontata la smentita di Tremonti, per evitare ripercussioni sul mercato dei titoli pubblici.
In realtà i tecnici del ministero starebbero già lavorando a un decreto, con l’obiettivo di recuperare almeno 5 miliardi, per finanziare la spesa corrente e in particolare alcuni impegni indifferibili, come le missioni italiane all’estero.
In pratica è nato un problema di liquidità appena è finito l’effeto dello scudo fiscale, senza contare che anche i giochi e le lotterie hanno fatto incassare meno del previsto.
Tremonti in ogni caso ha confermato la manovra da 8 miliardi a settembre, per ridurre il deficit 2011: tutto questo finirà per condizionare i conti pubblici perchè meno crescita significa che ci saranno anche meno entrate per finanziare la spesa corrente, col rischio di portare la manovra da 8 a 13 miliardi.
Il premier aveva promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma si rende conto che i soldi veri possono arrivare solo da una manovra fiscale: c’è chi ipotizza un ritocco delle accise su prodotti come gli alcolici, chi un aumento dell’Iva di 2-3 punti, magari presentando il tutto come un anticipo della riforma fiscale federalista.
Altre ipotesi al vaglio sono altri tagli alle spese per enti locali e sanità , ma in questo caso le riperucussioni locali sarebbero pesanti, con quasi tuti i Comuni che ormai boccheggiano, a forza di veder diminuire le entrare statali.
Che l’aria sia pesante lo dimostrano anche i titoli dei giornali di area centrodestra. Continua »
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Marzo 29th, 2010 Riccardo Fucile
UNA STRANA PRASSI: SI RIDUCONO I VISITATORI PREVISTI DEL 3% PER GIUSTIFICARE UN TAGLIO ALLE SPESE DEL 25% …..TREMONTI EXPO’-SCETTICO STRINGE I CORDONI DELLA BORSA: I LAVORI SARANNO FATTI DI CORSA NEGLI ULTIMI MESI CON IL SISTEMA PROTEZIONE CIVILE?
Sarà anche che il prossimo 30 aprile, la città di Milano si registrerà ufficialmente al “Bureau international des expositions” di Parigi, con lettera di garanzia firmata dal governo italiano, ma certamente non si può dire che i lavori fervano o che i fondi siano stati messi sul piatto.
Dall’ultima riunione a palazzo Chigi sono emerse più ombre che luci: alla presenza di Letizia Moratti, commissario straordinario per il 2015, e di Lucio Stanca, amministratore delegato della società di gestione dell’Expo, il premier ha solo annunciato che “i soldi sono stati trovati”.
Ma che alla riunione sia rimasta una importante sedia vuota, quella del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, induce a qualche timore anche i più ottimisti.
Non è un mistero che Tremonti guidi da sempre la schiera degli Expo’-scettici e visto che dipende da lui scucire i soldini dalla borsa non può che destare sospetti un improvvivo ridimensionamento dei fondi a disposizione.
Il nuovo dossier predisposto ha infatti perso un miliardo di budget per strada, passando da 4 a 3 miliardi.
Giustificato da un ridimensionamento dei visitatori previsti, che da 21 scende a 20 milioni, mentre gli ingressi calerebbero da 29 milioni a circa 24-28 milioni. Continua »
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Marzo 28th, 2010 Riccardo Fucile
UNA DIRETTIVA EUROPEA PREVEDE CHE ANCHE LE GRANDI CATENE DELLA DISTRIBUZIONE POSSANO PARTECIPARE ALLE GARE PER AVERE SPAZI NELLE PIAZZE….A RISCHIO 170.000 IMPRESE E 380.000 POSTI DI LAVORO: IN BALLO 1.100 MERCATI, 100.000 POSTEGGI, 4,4 MILIONI DI AREA COMMERCIALE….GLI SPAZI SARANNO CONCESSI AL MIGLIOR OFFERENTE
Gli ambulanti sono in rivolta: un piccolo esercito composto da 170.000 imprese e 380.000
addetti sono pronti a bloccare le città di fronte all’ipotesi che nelle piazze dei mercati italiani possano campeggiare presto le insegne delle principali catene della grande distribuzione.
Tutto in seguito a una direttiva europea, la Bolkestein, sulle liberalizzazioni, recepita dal Consiglio dei ministri e ora inviata alle Regioni.
La norma Ue prevede che nei mercati rionali, una volta scadute le licenze, anche le Coop e le società per azioni potranno partecipare alle gare per l’assegnazione dei posti nelle piazzuole, finora riservati alle ditte inidividuali. Chi si sveglia da una vita in piena notte per montare il banco al mercato, non avrà alcun diritto di prelazione o punteggi speciali.
Gli spazi verrano concessi al miglior offerente.
Con la potenza economica delle grandi catene distributive, se esse decidessero di investire in questo settore, per i piccoli ambulanti sarebbe la fine commerciale.
Molti si chiedono che interesse avrebbero i grandi marchi a entrare nei mercati rionali.
Le cifre parlano chiaro: lo spazio commerciale è enorme, 4,4 milioni di metri quadri nella penisola, concentrati nei capoluoghi di provincia dove si contano 1.100 mercati e 100.000 posteggi.
L’interesse sarebbe indirizzato non tanto al settore alimentare, ma nell’abbigliamento, nei casalinghi e negli accessori, creando un canale alternativo dove magari indirizzare un certo tipo di merce o le giacenze a prezzi ridotti. Continua »
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Marzo 24th, 2010 Riccardo Fucile
LE MISURE DEL GOVERNO SUGLI INCENTIVI HANNO DELUSO TUTTI: SINDACATI, CONFINDUSTRIA E CONSUMATORI….POCHI SOLDI E MECCANISMO FARRAGINOSO: E’ PREVALSA SOTTO ELEZIONI LA VECCHIA LOGICA DA PRIMA REPUBBLICA
Neanche è entrato in vigore (la data fissata è il 6 aprile) e il pacchetto del governo con gli
incentivi per i settori in crisi è già al centro delle polemiche. Secondo Bonanni (Cisl) “i soldi sono pochi”, per Epifani (Cgil) “non si fa politica industriale con 300 milioni di euro”, storce il naso la Confindustria, deluse sono anche le associazioni dei consumatori.
A sorpresa il presidente della Camera, Gianfranco Fini, solleva non tanto una questione di entità della somma, ma di logica ispiratrice e di strategia del governo, cogliendo nel segno: “Invece di utilizzare la vecchia logica e concedere gli incentivi a chi compra un motorino o una lavastoviglie, perchè non pensiamo a un incentivo per le imprese che assumono i giovani usciti dall’Università ?”.
Non crediamo che il premier abbia apprezzato le parole di Fini, anche se ormai è evidente che qualsiasi cosa dica il co-fondatore del Pdl, risulti indigesto a chi se ne ritiene il monarca assoluto.
La verità è che la differenza tra i due, fermo restando che si può essere o meno d’accordo su quanto affermano di volta in volta, è che Fini almeno parla di politica, Berlusconi parla principalmente dei problemi suoi.
Sugli incentivi il fine è chiaro: erano settimane che il premier pressava Tremonti perchè scucisse qualche euro da potersi spendere in campagna elettorale.
E’ quanto si è verificato in queste settimane in molte Regioni, sia governate dalla sinistra che dalla destra: improvvisamente, a fine mandato, sono state deliberate milionate di stanziamenti clienterali per potersi assicurarsi i voti.
Nulla di nuovo sotto il sole, tipica mentalità italica, da nord a sud.
Ma il governo ha interesse a seguire questa prassi?
Nella fattispecie, il rischio è che un provvedimento inadeguato si trasformi in un boomerang, soprattutto se le risorse finiranno per esaurirsi in poche settimane. Qua si tratta di “incentivi ad esaurimento”: in teoria valgono dal 6 aprile al 31 dicembre 2010, con un meccanismo farraginoso di controllo, voluto da Tremonti sulla falsariga di quello sperimentato per le biciclette.
Chi vuole ottenere uno sconto su cucine componibili, motorini ed elettrodomestici dovrà sbrigarsi, andare da un commerciante per fare la prenotazione, sperando che l’incentivo risulti ancora disponibile.
Il commerciante dovrà a sua volta chiedere il via libera all’acquisto scontato presso un “Centro di prenotazione” del ministero, in collaborazione con le Poste. Il negoziante potrà poi recuperare la somma anticipata al Cliente andando a riscuotere l’equivalente agli sportelli della Posta. Continua »
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Marzo 23rd, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE BELPIETRO ORA AMMETTE ERRORI E I FINIANI NON NE POSSONO PIU’…I NUOVI SLOGAN SONO BATTERE IL CANCRO, 100 MILIONI DI ALBERI E LE PISTE CICLABILI ? ….SI DOVEVA DARE UNA CASA AI GIOVANI, DOPO UN ANNO NON SI E’ NEANCHE RIUSCITI A FAR AMPLIARE QUELLE DI CHI GIA’ L’HA….E LE TASSE SONO SEMPRE PIU’ ALTE
Per una volta iniziamo con una nota interna che riteniamo giusto rendere pubblica: il
nostro/vostro sito sta aumentando sempre di più la sua visibilità e la propria fascia di lettori.
Attraverso la pubblicazione dei nostri articoli su vari forum, siamo arrivati a punte di oltre 5.000 visitatori giornalieri, segno che una “destra sociale” anticonformista e che non guarda in faccia nessuno suscita interesse e simpatia, a prescindere dalle appartenenze.
Segno evidente che esiste un elettorato che vuole essere informato e non si accontenta più delle verità ufficiali: i numeri reali (non come quelli di piazza San Giovanni) ci portano a essere ormai classificati tra i primissimi siti italiani di area, addirittura oltre alcuni tra i più celebrati.
Sentiamo quindi ancora una maggiore responsabilità , sapendo di rivolgerci a tanti amici “di destra” delusi da questa maggioranza.
Ricordiamo gli improperi e le accuse di lesa maestà che hanno accompagnato i nostri primi passi, rivolteci dai “guardiani della rivoluzione” del Pdl, coloro che non avendone mai fatta una, se non nei salotti buoni, ci accusavano di essere “prevenuti” verso il governo.
Ora leggiamo, sulle colonne di Libero, Maurizio Belpietro scrivere: “In questi mesi molte cose non sono andate per il verso giusto e la delusione è forte, ma se non si vuole dare il proprio consenso alla sinistra astenendosi, questo centrodestra rimane l’unica possibilità . Pazienza: anche se in quella casa c’è molto che non va, bisogna farsene una ragione”.
Quello che da mesi andiamo scrivendo, ora, bontà loro, diventa fonte di preoccupazione anche per gli uomini del premier.
Peccato che essa sia finalizzata solo alla scadenza elettorale: manca infatti totalmente di uno sforzo di analisi.
“Dateci il voto che poi qualcosa faremo”.
Già cosa?
Sulla base del giuramento dei governatori in Piazza San Giovanni e di quanto sostenuto sul palco, il centrodestra si impegna “a sconfiggere il cancro, a piantare 100 milioni di alberi, a costruire piste ciclabili, ad attuare il piano casa approvato da un anno e a dimezzare le liste di attesa nella Sanità “.
Contro una sinistra che “vi tasserebbe nuovamente con l’Ici, farebbe entrare milioni di immigrati e vi spierebbe mentre parlate al telefono”.
Questa sarebbe la profondità di analisi e le proposte per cambiare il Paese. Peccato che in due anni l’Italia sia riuscita a farsi conoscere in Europa per aver osteggiato ogni proposta che limitasse l’inquinamento e che tutelasse il verde, schierandosi sempre dalla parte degli inquinatori, magari attraverso richieste continue di deroghe e proroghe, e che quindi questa anima ecologista non sia mai emersa. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
TRA LE CAUSE, SIA LA CRISI CHE IL RICORSO AI FINANZIAMENTI PER PAGARSI LA CASA O LE VACANZE…. BOOM DEL CREDITO AL CONSUMO, CRESCIUTO DEL 5,5%….LE SOFFERENZE DI CHI NON RIESCE A FAR FRONTE AI PROPRI IMPEGNI SONO ARRIVATE A 46,1 MILIARDI.. AUMENTA DEL 19% LA RICCHEZZA DEI PAPERONI, DETENTORI DI PATRIMONI SUPERIORI A 500.000 EURO
La fotografia è stata scattata dalla Banca d’Italia: il totale del debito delle famiglie italiane, a
fine gennaio scorso, sfiorava i 500 miliardi di euro, con un incremento del 6,4% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Il Bollettino statistico evidenzia un incremento dei prestiti per l’acquisto della casa pari al 6,8%, a quota 282 miliardi, mentre il credito al consumo è cresciuto del 5,5% (57 miliardi di euro) e i prestiti per altri scopi sono aumentati di 10 miliardi, fino a raggiungere il tetto dei 160 miliardi.
In discesa invece i tassi di interesse: sui mutui casa, il tasso medio è passato dal 2,88% di dicembre 2009 al 2,75% di gennaio, mentre il Taeg (ovvero tutti i costi accessori di un finanziamento) è sceso sotto il 3%.
La forza della crisi ha fatto però aumentare il numero delle famiglie che non riescono a far fronte ai propri impegni: a gennaio le sofferenze delle famiglie italiane e delle società non finanziarie ammontavano a 46,1 miliardi contro i 45,4 di fine dicembre.
In pratica aumentano i debiti e le rate non pagate puntualmente, ma nello stesso tempo anche i super ricchi.
Secondo l’Osservatorio permanente dell’Università di Parma, la ricchezza dei Paperoni (ovvero di coloro che dispongono di patrimoni finanziari superiori a 500.000 euro) è aumentata del 19%, raggiungendo quota 882 miliardi. Secondo gli esperti, le cause dell’incremento della ricchezza finanziaria sono legate in parte ai successi delle attività (+ 7,3% in media), ma in maniera ancora più corposa ai risultati delo scudo fiscale che hanno rimesso in circolo 85 miliardi, di cui oltre il 60% proveniente dalla Svizzera. Continua »
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Marzo 8th, 2010 Riccardo Fucile
GABINETTI CHE PERDONO, VASCHE DA BAGNO DA SISTEMARE, DIVANI E LIBRERIE: I COSTRUTTORI INTERVENIVANO GRATIS A CASA DEI DIRIGENTI…DOMESTICI A DISPOSIZIONE, ASSUNZIONI, BMW DA 71.000 EURO, RISTRUTTURAZIONE DI CASE, RIFACIMENTO DI PISCINE NELLE VILLE : IL PRONTO INTERVENTO ANEMONE
Quando il vice capo della Protezione civile, Angelo Balducci, gli telefonò per dirgli che aveva urgente bisogno di un divano per la sua villa di Montepulciano, l’imprenditore Anemone arrivò persino a privarsi di quello che aveva nel suo ufficio e dove si faceva nel pomeriggio una pennichella.
Ma fu solo uno dei tanti favori che Anemone era abituato a fare ai dirigenti della Protezione civile per ingraziarseli e ottenere quindi appalti.
A scorrere le migliaia di pagine dell’inchiesta “Grandi Appalti”, viene quasi da solidarizzare con i costruttori come Anemone, Piscitelli, Rocco Lamino e Riccardo Fusi: gli alti dirigenti pubblici e i loro figli, le loro mogli, sorelle e fidanzati volevano tutto subito e gratis.
Nelle telefonate del filone “Case & arredi”, la parte del leone la fa la famiglia Balducci.
Nella villa di Montepulciano, l’ex braccio destro di Bertolaso dispone di una coppia di custodi romeni “regolarmente stipendiata da Anemone”.
Quando i due chiedono un aumento, Anemone si infuria: “Ci penso io…gli faccio un bel discorsetto”.
Poi c’è il grave problema del gabinetto che perde nella casa del figlio Filippo e della sua fidanzata romena.
I due non avevano un lavoro? E Anemone li assume.
Non avevano un’auto? E lui gli mette a disposizione una Bmw da 71.000 euro.
Vivevano in una casa fatiscente? E Anemone la ristruttura a sue spese. Continua »
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