Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
I MANCATI RINNOVI DEI CONTRATTI INCIDERANNO PER 60 EURO MENSILI IN BUSTA PAGA, IL TAGLIO DEI PREMI DI PRODUTTIVITA’ 30 EURO, ANCHE NEL SETTORE PRIVATO… IL 5% IN MENO AI PARLAMENTARI SARA’ SOLO SULLO STIPENDIO BASE, QUINDI APPENA 274 EURO: CONTINUERANNO A METTERSI IN TASCA 15.455 EURO AL MESE
Se ci sono cose che indignano gli italiani è essere presi per i fondelli dai politici:
soprattutto da coloro che vogliono apparire come i moralizzatori della vita pubblica italiana, esperti in falò fittizi e in inalazioni di fumo.
Di fronte alla grave crisi internazionale e al deficit pubblico italiano che non dà tregua, il ministro Tremonti preannuncia l’esigenza di recupare 25-30 miliardi di euro per rientrare nel 3% del Pil europeo.
Porte sbarrate per chi dovrebbe andare in pensione entro l’estate, con blocco delle finestre di uscita e risparmio per lo Stato di 1 miliardo di euro.
In secondo luogo i dipendenti pubblici dovranno rinunciare al rinnovo del contratto triennale, scaduto alla fine del 2009, fino alla fine del 2012.
Questa categoria di lavoratori è tutt’altro che ricca: con 26 anni di anzianità lo stipendio medio è di 1.300 euro netti al mese, tanto per chiarire.
Sgombrato il campo dagli equivoci, andiamo nel dettaglio: in pratica l’aumento contrattuale previsto era di di 60-70 euro al mese, già a partire da un anno e mezzo fa.
Costoro non vedranno un euro.
Il mancato rifinanziamento degli sgravi fiscali del 10%, riservato ai premi di produttività del settore privato (800 milioni di valore), colpirà poi non solo il settore pubblico.
Gli statali a loro volta si vedrebbero poi congelate le risorse del Fua (Fondo unico di amministrazione) con i quali vengono pagati i premi di produttività delle amministrazioni pubbliche.
Se si procedesse a taglio anche dell’indennità integrativa, la perdita media mensile sarebbe di 20-30 euro, con punte anche di 60-80 euro.
Risparmio previsto un altro milione di euro.
Ma il taglio, nella busta paga decurtata, arriverebbe a quasi 100 euro in meno.
Evitiamo qua di approfondire altri aspetti che tratteremo in successivi articoli e passiamo all’annuncio farsa di Calderoli, il ministro più inutile della storia italiana, colui a cui hanno dovuto inventarsi un ministero per semplificarne l’esistenza . Continua »
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Febbraio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
ALTRO CHE TAGLI ALLE SPESE: NEL 2007 ERANO 574.000, NEL 2008, 607.918…UNA VERGOGNA ITALIANA: NEGLI USA SONO 72.000, IN FRANCIA 61.000, NEL REGNO UNITO 55.000, IN GERMANIA 54.000…. ALTRO CHE CHIACCHIERE DI TREMONTI E BRUNETTA: 172.204 PER LO STATO, 54.219 PER LE REGIONI, 51.783 PER LE PROVINCE, 72.468 PER I COMUNI, 137.942 PER GLI ENTI PUBBLICI E COSI VIA
Era una delle promesse del governo di centrodestra appena insediato: la riduzione dei costi della Casta, un sano giro di vite al vergognoso vortice di auto blu, consulenze, sprechi, enti inutili, portaborse che ammorbano l’aria della prima e della seconda Repubblica.
Abbiamo ancora i ritagli di giornale delle dichiarazioni dei ministri Tremonti e Brunetti di oltre un anno fa: taglieremo le consulenze (sono aumentate quest’anno come da ns. articolo di qualche settimana fa), elimineremo le Provincie (mai osato, causa opposizione della Lega che deve distribuire poltrone in similpelle ai boiardi dela padagna del magna magna), elimineremo gli Enti inutili (alla fine abbiamo creato invece solo un Ministero inutile, quello della Semplificazione, per le chiappe di Calderoli).
Ma la madre di tutte le battaglie era il “taglio alle auto blu”, uno dei privilegi più odiosi della casta politica e più odiati dagli italiani.
Vedere spesso una pletora di anonimi sfigati contendersi un’auto “di rappresentanza” non per una reale utilità , ma solo come status symbol: volete mettere il politico con autista, segretaria sculettante e magari anche scorta al seguito che impatto ha verso il cittadino comune, che soggezione può creare?
Magari il politico dice delle stronzate, ma un conto è sostenerle da un’auto blu, un altro dal marcapiede.
C’è chi si faceva accompagnare con l’auto di rappresentanza persino dai trans, il massimo della libidine insomma.
Ed ecco ora i dati ufficiali della “riduzione” promessa: se nel 2007 le auto blu erano 574.000, nel 2008 sono arrivate a 607.918, nel 2009 hanno toccato il record di 626.760 unità .
Un numero incredibile, diviso tra Stato, enti locali ed enti pubblici che corrisponde a un record mondiale.
Negli Stati Uniti infatti sono appena 72.000, in Francia 61.000, nel Regno Unito 55.000, in Germania 54.000, in Portogallo 22.000. Continua »
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Gennaio 29th, 2010 Riccardo Fucile
IL LEGHISTA MOLGORA DIMENTICA LA “ROMA LADRONA” E SI TIENE STRETTE TRE POLTRONE (DEPUTATO, SOTTOSEGRETARIO E PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BRESCIA)… GLI ALTRI SONO 9 DEL PDL E 2 DELLA LEGA: NELLA PRIMA REPUBBLICA I DOPPI INCARICHI ERANO VIETATI, NELLA SECONDA NON PIU’
Sotto la Prima, tanto vituperata, Repubblica, i doppi incarichi non esistevano: o uno faceva il
deputato o il sindaco della sua città , o il sottosegretario o il presidente della sua Provincia.
Il primo “strappo” fu concesso dalla Giunta per le elezioni della Camera, nel 2004, al sindaco di Palermo Cammarata e da lì è iniziato il doppiopoltronismo legalizzato.
Il buon senso e l’etica sono stati messi in soffitta ed è così che ieri è stato assicurato a 12 deputati, che sono anche sindaci o presidenti di Provincia, la possibilità di svolgere entrambi i ruoli per tutta la legislatura in corso, con relativo doppio stipendio (particolare non trascurabile).
La Giunta per le elezioni della Camera ha dichiarato a maggioranza (8 voti contro 3) compatibili 9 onorevoli-amministratori del Pdl e 3 della Lega (quella contro Roma ladrona e gli sperperi altrui).
Campione assoluto è stato nominato un leghista che in realtà è addirittura triplopoltronista: si tratta di Daniele Molgora che nel giro di 18 mesi è riuscito a dividersi tra l’incarico di deputato della Lega, i compiti di sottosegretario all’Economia e pure quelli di presidente della provincia di Brescia.
Ai componenti della Giunta che gli chiedeva spiegazioni, il Molgora ha spiegato che non c’è nessun problema, lui vola da Brescia a Roma come un albatros, è uno e trino, e poi basta convocare la giunta a Brescia quando non ha impegni a Roma.
Ovviamente nessun accenno alla questione morale dei tre stipendi percepiti. Sempre a Brescia, doppio incarico anche per il sindaco Adriano Paroli che è anche deputato del Pdl.
Poi a seguire abbiamo Maria Teresa Armosino, deputato Pdl e presidente della provicia di Asti, Luigi Cesaro, presidente Pdl di quella di Napoli, Edmondo Cirielli, presidente Pdl della provincia di Salerno, Nicolò Cristaldi, sindaco Pdl di Mazara del Vallo, Giulio Marini, sindaco Pdl di Viterbo, Antonello Iannarilli, presidente Pdl della provincia di Pordenone, Antonio Pepe, presidente Pdl della provincia di Foggia, Ettore Pirovano, presidente leghista della provincia di Bergamo, Roberto Simonetti, presidente leghista della provincia di Biella, Marco Zacchera, sindaco Pdl di Verbania. Continua »
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Settembre 21st, 2009 Riccardo Fucile
IN VENTI MINUTI, GIOVEDI SCORSO, LA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DELLA CAMERA HA IMBOSCATO LA PRATICA… DURANTE LE ELEZIONI VI ERANO STATE 8 PROPOSTE, ORA SI INSABBIA TUTTO… SI SAREBBERO RISPARMIATI 10 MILIARDI, MA ALLA LEGA FANNO COMODO LE POLTRONE
Solo che per spese del personale costano al contribuente italiano 2,5
miliardi di euro l’anno, un altro miliardo va per le spese generali di amministrazione.
Molte altre voci sarebbero accorpabili ad altre strutture ( viabilità , servizi, edilizia scolastica, formazione professionale, sviluppo economico, trasporti, mercato del lavoro, promozione della cultura, servizi sociali) con un notevole risparmio dei costi.
Le indennità degli amministratori ammontano a ben 119 milioni di euro .
Secondo i calcoli dell’Eurispes, l’abolizione delle Provincie italiane comporterebbe un risparmio a regime di circa 10 miliardi di euro, pari a una manovra finanziaria di media entità .
Ovviamente ammortizzando nel tempo la riduzione e l’integrazione altrove del personale.
Nel centrodestra una testata come “Libero” ne aveva fatto una martellante campagna, raccogliendo migliaia di adesioni.
Molti anche i parlamentari del Pdl, dell’Udc, dell’Idv che avevano condiviso l’iniziativa, presentando ben 8 proposte di modifica costituzionale ( 4 alla Camera e 4 al Senato) per eliminare le Province.
L’entusiasmo però è durato giusto il tempo della campagna elettorale ( ma che strano…). Continua »
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Settembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI GENOVA FIRMA L’APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA … E DICE: “LA DENUNCIA DI BERLUSCONI CONTRO “REPUBBLICA” E’ UN ATTO GRAVISSIMO CONTRO CHI HA ESERCITATO UN DIRITTO E UN DOVERE DI INFORMAZIONE, LEDE IL PRINCIPIO DI LIBERTA’ E MINA LA POSSIBILITA’ DI CONFRONTO E GIUDIZIO”… MA ALLORA COME MAI QUANDO ABBIAMO SEGNALATO LE ANOMALIE DEI CONCORSI IN PROVINCIA CI HA CITATO PER DANNI ? … QUANDO RIGUARDA LUI, L’ETICA NON VALE?
Ma che bella coerenza ha il presidente della Provincia di Genova, Alessandro
Repetto. Di fronte alla richiesta danni al tribunale civile, nella causa intentata da Silvio Berlusconi contro il quotidiano “Repubblica”, non ha resistito dal prendere carta e penna e, in un sublime momento di enfasi, ha “scordato il suo passato” (siamo a Genova, paisà ) ed è partito lancia in resta in difesa del diritto di critica, della libera espressione e della libertà di stampa.
Ecco un estratto delle nobili righe dirette ad Ezio Mauro e pubblicate sul quotidiano “Repubblica”: “Ho firmato l’appello in difesa della libertà di stampa e pensavo fosse già grave trovarci nelle condizioni di intervenire per difendere un valore così fondamentale e rappresentativo della democrazia. La denuncia da parte di Silvio Berlusconi a “Repubblica” per aver esercitato un diritto e un dovere di informazione giornalistica è un atto gravissimo che lede i basilari principi della libertà , che mira a sottrarre la possibilità di confronto e giudizio, che, in totale spregio all’etica, rinnega e anzi calpesta quell’onestà morale e intellettuale che un politico è tenuto a rispettare e ad esprimere”.
Quindi apprendiamo che il presidente della Provincia è schierato giustamente per la libertà di stampa e di critica, è favorevole alle inchieste giornalistiche e alle denunce di comportamenti anomali, non ama chi censura la stampa e chi pone in essere atti giudiziari intimidatori nei confronti di chi scrive, in quanto il valore della democrazia è superiore a qualsiasi altra esigenza di riservatezza. Continua »
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Giugno 17th, 2009 Riccardo Fucile
FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI?… DOPO UNA DELIBERA CHE CITAVA PER DANNO ALL’IMMAGINE ANCHE “IL GIORNALE” E ALTERVISTA, OLTRE AL NOSTRO DIRETTORE, ALLA PRIMA UDIENZA TENUTA IERI IN TRIBUNALE LA PROVINCIA FA RETROMARCIA … DOPO “IL GIORNALE” VIENE RITIRATO L’ATTO ANCHE CONTRO IL PROVIDER CHE CI AVEVA ILLECITAMENTE OSCURATO… STRANO EH?… IL NOSTRO LEGALE ALL’ATTACCO: ” VERSO DESTRA DI POPOLO UN VERO ATTO INTIMIDATORIO”….
Si è tenuta ieri la prima udienza presso il tribunale civile di Genova che vede “Destra di Popolo”, nella persona del suo direttore, citata e convenuta in giudizio per presunto “danno all’immagine” per alcuni articoli relativi allo svolgimento di concorsi pubblici indetti dall’Ente di cui abbiamo ampiamente trattato, esponendo anomalie evidenti.
Rei di aver indovinato 4 vincitori su 6 di un concorso, ancor prima che si svolgesse la prova finale. Come ampiamente riportato dal quotidiano “il Giornale”.
A suo tempo la Provincia, con apposita delibera, aveva citato “Destra di Popolo”, “il Giornale” e il provider del nostro sito, Altervista.
Stranamente quella delibera non viene rispettata perchè, dopo un invito a pranzo, salta la chiamata de “il Giornale”, mentre ieri tocca ad Altervista essere “graziata”.
Probabilmente si è ritenuto che il provider, avendo oscurato illecitamente il sito, per timore di conseguenze e senza alcuna autorizzazione dell’autorità giudiziaria che lo legittimasse, abbia meritato l’esenzione dal giudizio. Promozione sul campo per servizio reso, insomma.
A tal proposito ( e la corrispondenza tra noi e l’amministratore di Altervista lo testimonia) sottolineiamo che mai Altervista ha oscurato il nostro sito ritenendo diffamatorio il contenuto dei nostri articoli, ma solo per quieto vivere, di fronte al timore di avere guai. Continua »
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Marzo 23rd, 2009 Riccardo Fucile
L’OPERAZIONE SCATTATA STRANAMENTE VENERDI’ DOPO LE DECINE DI MAIL DI SOLIDARIETA’ PERVENUTECI IN SEGUITO ALLA RIAPERTURA DEL NOSTRO SITO…IN PROVINCIA E’ STATO DICHIARATO IL COPRIFUOCO? …SOLO GMAIL L’UNICA POSTA ELETTRONICA A CUI DALLA PROVINCIA NON SI POTEVA PIU’ ACCEDERE…BLOCCATI ANCHE I GRUPPI POLITICI CHE MINACCIANDO DENUNCE HANNO COSTRETTO ALLA RITIRATA TAFAZZI
I nostri migliori alleati nella battaglia di trasparenza che stiamo conducendo da mesi nei confronti di alcuni “gestori” dell’Amministrazione della Provincia di Genova – rimarcava un paio di giorni or sono un amico, profondo conoscitore dell’Ente – sono i “tafazziani” gestori stessi che ogni giorno se ne inventano una per bloccarci nell’esposizione dei fatti reali che accadono e finiscono immancabilmente per darsi delle martellate sugli attributi, aumentando la sensazione di avere sempre di più qualcosa da nascondere.
Prima cercando di farci tacere per sempre, seppellendoci nell’oscurità della violazione del diritto di cronaca e di critica sancito dalla Costituzione, ora con escamotage che fanno sbellicare dalle risate tutti i dipendenti.
Ma vediamo i fatti.
Dieci giorni fa riapriamo il nostro sito, oscurato illecitamente, e ci giungono oltre 50 mail di solidarietà per l’iniqua azione di cui siamo stati oggetto. Diverse ci giungono da dipendenti dell’Ente ( le potete leggere in uno degli articoli che seguono).
La nostra casella di posta elettronica è GMAIL, ovvero quello che Wikipedia definisce “un servizio gratuito di posta elettronica via web, gestito da Google”.
Ebbene che succede nei giorni seguenti?
Qualcuno in Provincia venerdì dà ordine al Centro elettronico interno di disabilitare Gmail, non anche altre caselle tipo Libero o Alice o altri.
No, solo Gmail…ma che strano. Continua »
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Marzo 17th, 2009 Riccardo Fucile
PER 11 GIORNI IN ITALIA SONO STATI SOSPESI I DIRITTI COSTITUZIONALI, LESO IL DIRITTO DI CRITICA E DI CRONACA, VIOLATA L’APPLICAZIONE DELLA NORMA VIGENTE… TUTTO PER AVER SEGNALATO ANOMALIE NEI CONCORSI IN PROVINCIA… ORA CHE POSSIAMO CONSERVARE GLI ARTICOLI NE TOGLIAMO 17 DI NOSTRA INIZIATIVA… SI CAMBIA STRATEGIA, SAREMO IMPREVEDIBILI
Molti amici, negli 11 undici lunghi giorni di “silenzio forzato” cui ci ha costretto
l’illecita chiusura del ns. sito da parte di Altervista, ci chiedevano come fosse possibile che in un mondo ( quello di internet) dove si contano a centinaia di migliaia i siti pedopornografici, a milioni quelli pornografici, a decine di migliaia quelli attraverso i quali si incita alla violenza razziale o al terrorismo e altrettanti quelli che spacciano droga, oscurassero proprio il nostro.
Dovete sapere che, al di là della illecita chiusura da parte di Altervista di cui qualcuno risponderà , siamo stati citati per due articoli sui concorsi, ma in un contesto, secondo la Provincia, di una serie di “pezzi tendenziosi che ledono il decoro, l’onore, l’immagine e la reputazione della Provincia”, “determinando il sorgere di un diritto al risarcimento del danno”.
Evidentemente il diritto alla cronaca in Italia è stato sospeso, quello alla critica messo agli arresti domiciliari, quello costituzionale al libero pensiero soggetto a corte marziale.
Ma quello alla satira, tanto caro alla Sinistra, cari amici e ex compagni ed ex sagrestani che correte ad abbeverarvi alla fonte della Guzzanti, di Crozza, di tanti valenti e ispirati censori del Silvio nazionale, che fine ha fatto?
Eh sì, perchè un valente stratega della Provincia ha messo sotto accusa anche alcuni nostri articoli dal titolo, pensate… “Repetto vale un Perù” ( su un viaggio di ampio respiro culturale del presidente), “Le vacanze bollenti di tre consiglieri prov. tra le bionde svedesi”, dove facevamo satira sulla partecipazione di un esponente di Forza Italia al convegno dei no global a Malmoe, “Lista nera di Brunetta sulle consulenze”, dove riportavamo un’agenzia Ansa, pensate un po’, sui dati trasmessi al Ministero della P. A. circa gli Enti locali che non avevano ancora proveduto. Continua »
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Marzo 16th, 2009 Riccardo Fucile
VIETATO PARLARE DEI CONCORSI IN PROVINCIA: CITATI PER DANNI ALL’IMMAGINE … NON ASPETTAVAMO ALTRO… LORO LA CAUSA NON LA PAGANO DI TASCA, LA FANNO PAGARE AL CONTRIBUENTE…NOI OSCURATI ARBITRARIAMENTE E COSTRETTI A CAMBIARE PROVIDER… RITORSIONI SU DIPENDENTI SOSPETTI E PRESSIONI SU STAMPA E POLITICI PER ISOLARCI… LA PAURA FA NOVANTA… QUESTA E’ LA LIBERTA’ DEI SOVIET, MA QUALCUNO E’ ARRIVATO AL CAPOLINEA
Le nostre centinaia di lettori sono troppi intelligenti per non aver capito come funziona la democrazia e la libertà in Italia. Tutti i politici parlano di necessità di trasparenza negli atti della Pubblica Amministrazione, ma quando qualcuno poi segnala fatti documentati e certi che cominciano a destare preoccupazione nella Casta, ecco che scattano le contromisure.
Nel nostro caso la vicenda è così riassumibile: da mesi riportiamo segnalazioni interne all’Ente e riprese anche dall’opposizione di centrodestra in Provincia, nonchè dalla stampa cittadina, di anomalie nei concorsi pubblici indetti dall’Ente.
Non teorie campate in aria, fatti documentati e precisi. Con allegati, documenti, testimonianze che inducono a porsi una domanda fondamentale: come è possibile che si sappiano i nomi dei vincitori dei concorsi, ancora prima che si svolgano?
Abbiamo fatto un’inchiesta giornalistica e non una campagna diffamatoria, come sostiene il Presidente della Provincia. E se danno all’immagine ci fosse stata, il buonsenso induce a chiedersi chi, tra me e lui, abbia danneggiato l’immagine dell’Ente. Continua »
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