Luglio 18th, 2019 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA AL CORRIERE E I DISSIDI CON LA DIRETTRICE LEGHISTA DI RAIUNO
Antonella Clerici rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera per parlare della sua curiosa
situazione in RAI, dove è pagata per non lavorare a causa, si dice, di dissidi con l’attuale direttrice di Raiuno Teresa De Santis, ex Manifesto ora in quota Lega:
Che spiegazione si dà ?
«Ci sta che un direttore decida di cambiare. Ma qui ci sono anche due aspetti da valutare: c’è un contratto in corso e dovrebbe valere anche quello che uno ha fatto per l’azienda. Sono sempre stata un soldato per la Rai, ho sempre detto di sì, non mi sono mai tirata indietro, anche quando dopo il Sanremo del 2010 potevo permettermi di puntare i piedi: ma non fa parte del mio carattere e non l’ho mai fatto».
Manca la sintonia con la direttrice di Rai1 Teresa De Santis?
«Ci siamo viste a lungo, abbiamo parlato di un emotainment, valutato l’ipotesi di un Sanremo Kids… Ma dall’ultimo colloquio che ho avuto con lei sono uscita con l’idea che non fosse uno scambio di progetti ma di opinioni. Ho capito che vengo vista come una che deve essere messa da qualche parte, non come un cavallo su cui puntare».
Sull’ultima domanda dell’intervista si staglia prepotente l’ombra di Lorella Cuccarini:
Essere sovranisti magari avrebbe aiutato ad avere un posto in prima serata
«Pensare che sono di Legnano, cresciuta in piazza Carroccio… Io sono sempre voluta rimanere fuori dalla politica, l’unica cosa sovrana per me è il pubblico. Quando ti schieri hai il tuo momento, ma se non vali poi torni dove eri. E comunque a tutti fa comodo che tu sia bravo piuttosto che schierato».
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 23rd, 2019 Riccardo Fucile
BILANCIO IN ROSSO, CALANO GLI ASCOLTI, AUMENTA SOLO DI 800.000 EURO IL BADGET DEL TG2 ALIAS TELEVISEGRAD… FLOP ISOARDI CHE NON TRAINA IL TG1… SI SALVA SOLO IL TG3
La RAI sovranista con Marcello Foa presidente perde colpi ma l’a.d. Fabrizio Salini, che è stato
scelto dal MoVimento 5 Stelle, ha persino autorizzato un aumento di 800 mila euro per il budget del Tg2, la testata diretta da Gennaro Sangiuliano che rivendica con orgoglio il soprannome di TeleVisegrad.
Un altro schiaffo agli editori di riferimento grillini. Che stanno cominciando a stancarsi, spiega oggi Repubblica in un articolo a firma di Goffredo De Marchis:
Alla Rai il M5S non tocca palla. Ha un solo spazio: il Tg1 guidato da Giuseppe Carboni. Spazio che pesa ma è poco per il partito di maggioranza relativa con un amministratore amico. Il tg in più perde qualche colpo.
A maggio ha fatto il 22,6 per cento di media, il punto più basso dal 2012. Carboni ha provato a chiedere un aiuto all’ad specialmente sui traini, ossia sui programmi che precedono le edizioni delle 20 e delle 13,30, quella che soffre di più per i cattivi risultati della Prova del cuoco (eppure Elisa Isoardi sarà confermata).
Senza ottenere quanto sperato.
In attesa dei palinsesti della stagione autunnale, gli ascolti sono in calo:
C’è anche il fronte degli ascolti. Sono in calo con l’eccezione di Rai3. Rai1 perde rispetto allo scorso l’0,3 per cento e lo 0,5 in prima serata. Questo può pesare sulla raccolta pubblicitaria.
La Rai2 di Carlo Freccero guadagna un niente (0,1) ma può vantare una crescita dell’8 per cento sul target dei giovani.
La terza rete di Stefano Coletta invece mette il segno più in quattro giorni su sette e cresce dell’0,3.
Complessivamente la Rai perde l’0,1 per cento di ascolti e l’0,4 per cento in prima serata. Non sono numeri disastrosi, ma adesso si attende il responso degli inserzionisti. Per il momento filtra un certo disorientamento per via di alcune scelte recenti. La cancellazione di tre puntate di Fabio Fazio decise dalla sera alla mattina, per esempio. Su Rai1, per di più, che è la cassaforte dell’azienda, il bancomat che paga gli stipendi dei 13 mila dipendenti. C’è un tema dunque di affidabilità .
Infine, il bilancio. Con un rosso di 15 milioni di euro.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2019 Riccardo Fucile
SUI FONDI ALL’EMITTENTE I LEGHISTI VOTANO CON IL PD
Maggioranza divisa in Parlamento. Salta l’accordo fra Lega e M5s in commissione Vigilanza sul
doppio incarico di Marcello Foa a presidente di Rai e Rai Com. E l’alleanza di governo si spacca anche sul salvataggio di Radio Radicale in Commissione Bilancio della Camera.
Se fino a ieri sera sembrava che i due partiti di maggioranza avessero trovato la quadratura su Foa, questa mattina la seduta della commissione convocata alle 8 è stata sospesa, concludendosi con un nulla di fatto. Se ne riparlerà la prossima settimana.
La seduta è partita male, con i 5 Stelle divisi a litigare fuori dell’aula e l’inizio dei lavori in ritardo.
Se prima di entrare a palazzo San Macuto, il gruppo M5s aveva deciso di votare a favore dell’emendamento della Lega, una volta saliti in ascensore poi hanno cambiato idea.
La seduta è stata, quindi, sospesa per 20 minuti perchè la maggioranza non era presente e mancava il numero legale.
Il gruppo M5s a quel punto è rientrato in Aula dicendo che avrebbe votato l’emendamento originale della Lega, ma dopo 30 secondi ha nuovamente cambiato idea ed è uscito dall’Aula.
Di qui una nuova sospensione della seduta per mancanza del numero legale e le proteste di tutti gli altri commissari della Vigilanza.
Secco il commento di Michele Anzaldi, componente del Pd della Vigilanza: “Vigilanza Rai: M5s-Lega divisi su Foa fanno saltare ancora seduta. Parlamento bloccato e umiliato, maggioranza per lavorare non c’è più: uniti solo da arroganza contro istituzioni colleghi e funzionari. Stupefacente che colleghi come Di Nicola e Paragone si accodino a tale vergogna”.
Passa nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera un emendamento del Pd (a firma Sensi e Giachetti) per ‘salvare’ Radio Radicale con un finanziamento di altri 3 milioni per il 2019. Il testo è stato riformulato, spiegano i dem, su proposta della Lega ma il governo con il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, ha dato parere contrario.
Hanno votato a favore la Lega e tutti gli altri partiti, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. La misura punta a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi.
Di Maio su Facebook prima attacca la Lega anche se poi precisa che il governo andrà avanti: “Secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini.”.
Soddisfatta invece Forza Italia, come evidenzia la capogruppo Mariastella Delmini: “Governo va sotto in commissione su Radio Radicale: vittoria anche di Forza Italia e soprattutto della libertà di stampa. Radio Radicale vivrà “.
(da agenzie)
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Giugno 13th, 2019 Riccardo Fucile
SI TRATTA PER UN RITORNO ANCHE DI MASSIMO GILETTI
Repubblica annuncia oggi l’onda leghista in arrivo su Raiuno, dove, mentre le elezioni si avvicinano, la direttrice ex Manifesto Teresa De Sanctis sta apparecchiando un palinsesto di prima categoria per le esigenze del suo editore di riferimento (cit.), il governo.
Spiega Giovanna Vitale che sono tutti pronti, o quasi:
Lo è per esempio nel caso di Massimo Giletti, che domenica ha salutato il pubblico di La7 ed è volato in Sardegna per una settimana di vacanza e di riflessione. Il suo contratto con Cairo scade il 30 giugno e lui ha ricevuto un’offerta sia da Rai1 sia da Mediaset, ma deve ancora decidere. Nel caso optasse per l’emittente di Stato, avrà solo l’imbarazzo della scelta.
Al momento, nei palinsesti della rete ammiraglia la parola “fiction” copre quattro prime serate: la domenica (nella collazione che era di Fabio Fazio, traslocato lunedì su Rai2), il lunedì, il martedì e il giovedì. E a Giletti verrà lasciata la possibilità di indicare quale preferisce. Il resto del day time sarà pressochè un monocolore leghista.
Si comincia da Unomattina, che sarà condotta da Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania e primo biografo di Salvini. Neppure il tempo di capire come funziona al timone dell’edizione estiva, affidatogli fra mille polemiche, che l’hanno già confermato per tutto l’anno. E se farà flop, pazienza: il segretario del Carroccio questo vuole e così si fa.
Abbiamo poi prestigiose nuove entrate, anche se nel frattempo è sfumata purtroppo Maria Giovanna Maglie:
Subito dopo, ecco un’altra new entry, sempre di provata fede: la giornalista ex Mediaset Monica Setta, specializzata nei like a Salvini (il suo è quasi sempre il primo di tutti) che avrà la striscia quotidiana dedicata all’economia. Titolo provvisorio: Segui i soldi! ma potrebbe cambiare.
Non cambia invece la programmazione successiva, fino al Tg delle 13,30, compresa La prova del cuoco officiata dall’ex Elisa Isoardi.
Mentre nel pomeriggio torna a imporsi la narrazione sovranista: alla Vita in diretta ecco la Cuccarini, c’è chi dice affiancato dal vicedirettore di rete Milo Infante (in quota leghista), chi dal mezzobusto Alberto Matano (per riequilibrare).
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
“E’ UN MERCATO DELLA VACCHE, ALTRO CHE FUORI I PARTITI DALLA RAI”: LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE LAGANA’, INDIPENDENTE ELETTO DAI 13.000 DIPENDENTI
“Io davvero non so più cosa rispondere ai colleghi che, preoccupati, mi chiedono che sta
succedendo in Rai. Non so spiegare come mai, in un’azienda che conta più di 1.700 giornalisti, per condurre i programmi di punta della prima rete sono stati preferiti due esterni, senza un curriculum specifico e la cui professionalità è quanto meno tutta da dimostrare”.
Riccardo Laganà , il primo consigliere di amministrazione eletto in rappresentanza degli oltre 13mila dipendenti del servizio pubblico, è a dir poco “sconcertato” dell’assalto sovranista alla diligenza di Viale Mazzini.
Consigliere, provi a fare uno sforzo.
“La Rai sta diventando una polveriera. L’ad Salini ha pure tentato di dare un segnale, chiedendo ai direttori di rete di valorizzare le risorse interne. La verità è che se ne sono infischiati. In barba al contratto di servizio e sfruttando l’autonomia editoriale hanno preferito appaltare l’ufficio del personale ai partiti. Che stanno usando la mano pesante. Autori e conduttori vengono scelti non in base al merito, bensì alla fedeltà politica”.
Ma non erano quelli che urlavano “fuori i partiti dalla Rai”?
“Se è per questo l’hanno pure scritto nel contratto di governo, c’è un paragrafo intero in cui si dice che in Rai bisogna dare spazio agli interni, seguendo criteri di trasparenza e abbandonando la lottizzazione. Invece avviene il contrario. Come e peggio di prima. Senza ritegno”.
Si riferisce a Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania e primo biografo di Salvini, a cui la direttrice De Santis ha pensato bene di affidare la conduzione di Unomattina Estate?
“È una scelta che mortifica le professionalità presenti in azienda, mina la credibilità del servizio pubblico agli occhi degli spettatori, vanifica la possibilità di sperimentare. Una volta i palinsesti estivi a questo servivano: a testare come conduttori i più bravi giornalisti Rai, a cui poi eventualmente affidare i programmi invernali. Era una grande scuola di formazione, ma è saltato tutto”.
E ora?
“Spero che i leghisti siano coerenti. Hanno presentato una interrogazione in Vigilanza per sapere in base a quali criteri Salini ha nominato i dirigenti della Corporate, mi aspetto che facciano lo stesso per la scelta dei conduttori. Se c’è una regola deve valere sempre, non solo quando fa comodo a loro”.
Morale della favola?
“Ormai in Rai sembra di stare al mercato delle vacche: questo autore a me, questo conduttore a te, un regista a te, un capo-progetto a me. La sola domanda che viene da porsi è: ma a Lega e M5S quanto interessa il buon andamento dell’azienda e del servizio pubblico?”.
(da “La Repubblica”)
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Giugno 4th, 2019 Riccardo Fucile
OTTIMI ASCOLTI IN SECONDA SERATA SU RAI 3: OLTRE UN MILIONE DI SPETTATORI… L’EDITTO RUSSO DI SALVINI HA AVUTO L’EFFETTO CONTRARIO
Le polemiche scatenate da Matteo Salvini, che si era lamentato del rientro in Rai di Gad Lerner scrivendo su Facebook “se la Rai del cambiamento passa dal ritorno in video di Lerner, Fazio e Saviano… manca solo Santoro”, vengono polverizzate dagli ottimi ascolti de L’approdo, la trasmissione diretta e creata dal giornalista, insieme a Laura Gnocchi, in onda su Rai 3.
Ieri sera, nella puntata del 3 giugno, l’esordio del talk show in seconda serata ha infatti guadagnato il vertice della fascia grazie al gradimento di 1 milione e 174mila spettatori, con il 7,4% di share.
“Gli ottimi ascolti per la prima puntata de L’approdo di Gad Lerner su Rai3 sono la miglior risposta a tante inutili polemiche: giornalismo e informazione sono graditi al pubblico. La Rai servizio pubblico farebbe bene a ricordarlo più spesso”, ha scritto su Twitter il deputato Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.
(da agenzie)
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Giugno 2nd, 2019 Riccardo Fucile
GUADAGNA QUASI LA META’ DI QUELLO CHE PERCEPIVA OGNI MESE SALVINI AL PARLAMENTO EUROPEO CON UNA DIFFERENZA: IL CONDUTTORE E’ SEMPRE PRESENTE, SALVINI NO
La Rai smentisce le voci secondo cui Gad Lerner percepirebbe 60mila euro a puntata per il suo nuovo programma L’Approdo in onda da domani alle 23.10 su Rai Tre per cinque puntate.
E in un comunicato ufficiale dichiara in via ufficiale quanto già chiarito dallo stesso giornalista, finito sotto attacco da parte della Lega.
“Si tratta di una nuova serie, in linea con le precedenti già realizzate da Gad Lerner sulla stessa rete – si legge nella nota Rai – Il compenso complessivo riconosciuto a Lerner è di 69mila euro lordi per l’intero programma. Lerner è autore, conduttore di studio (produzione interna Rai) e realizza interviste sul campo. Il suo compenso è comprensivo del periodo di preparazione e ideazione della trasmissione. Il valore è rimasto invariato dal suo rientro in Rai nel 2016”.
“Tutti gli altri costi – precisano ancora da Viale Mazzini – sono relativi all’utilizzazione di maestranze e scenografie del Centro di produzione televisivo di Torino, dove “L’approdo” viene realizzato, al fine di avere il contributo di dipendenti e squadre di lavoro interne in un centro di eccellenza Rai che andrà sempre più valorizzato: in tal senso, i costi delle squadre di lavoro sono dipendenti dal limitato numero di puntate del programma”
Matteo Salvini non rinuncia alla replica da comizio: “Poverino, solo 69mila euro per cinque puntate. Fa la fame”, dice in piazza a Tivoli.
Ma 69.000 euro lordi fanno 40.000 euro netti diviso 5 puntate 8.000 euro a puntata nella triplice veste di ideatore, autore e conduttore, una inezia se paragonati ai 13.000 euro al mese percepiti da Salvini al Parlamento europeo.
E con una differenza: Lerner li ha percepiti essendo sempre presente, Salvini no.
(da agenzie)
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Maggio 26th, 2019 Riccardo Fucile
SIAMO ALLA FOLLIA, PUR DI DIFFONDERE ODIO L’ITALIA FINISCE ISOLATA IN EUROPA
Nell’ottica di renovatio che sta portando avanti in Rai il presidente sovranista scelto dalla Lega
Marcello Foa con l’aiuto decisivo del MoVimento 5 Stelle riveste un ruolo di primo piano il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano.
Portato in viale Mazzini da un nome che è sicura garanzia di qualità (Augusto Minzolini), l’ex iscritto al Fronte della Gioventù, da quando è diventato direttore del Tg2, ha collezionato un’importante serie di successi: ha dichiarato guerra alla Francia, se l’è presa con Fazio che non intervistava bene Macron ed è stato diffidato dall’Agcom per plurime e continuate violazioni della par condicio.
Oggi è il momento di superare un altro ostacolo nella resistibile ascesa dei sovranisti a viale Mazzini: l’ambasciata di Svezia in Italia ha inviato al telegiornale e pubblicato sulla sua pagina facebook una richiesta di rettifica piuttosto puntuta dopo un servizio andato in onda il 22 maggio scorso e firmato dall’inviata Manuela Moreno.
Cosa racconta il servizio, pubblicato alla vigilia delle Europee affinchè fischiassero le orecchie agli elettori prima del voto?
In primo luogo che “un paese accogliente ha dovuto fare i conti con un’immigrazione incontrollata” (questa l’avete già sentita, vero?), “un modello che ha fallito ha specchio”, perchè “alcune zone sono totalmente fuori controllo”, visto che ci sono “oltre sessanta quartieri come questo, detto Mogadiscio, dove vige la sharia“, c’è “una criminalità in forte crescita e il più alto numero di stupri d’Europa”.
Il servizio prosegue spiegando che la polizia “non fornisce dettagli e nazionalità di chi commette i crimini”. Segue dichiarazione in voce di David Thurfjell, professore di storia delle religioni alla Sodertorns University, il quale afferma che “al momento non esiste una legge che vieti di essere un foreign fighter” — e vabbeh — “non è illegale in Svezia essere membro di un’organizzazione terroristica” (LOL). Casualmente, quello che dice il servizio del Tg2 ricalca una serie di dichiarazioni di Trump sulla Svezia.
Insomma, un’interessante serie di colorite affermazioni che varrebbe la pena di factcheckare. E l’ambasciata di Svezia ieri ha deciso di farlo, segnalando che quella della sharìa è ovviamente una fregnaccia:
Per esempio nel servizio si parla di oltre 60 quartieri “totalmente fuori controllo”, dove la polizia non entra e dove vige la sharia, la legge islamica.
“Questa descrizione corrisponde a quelle che vengono comunemente definite “no go zones”. Non esistono “no go zones” in Svezia. Come nella maggior parte delle grandi città esistono aree socialmente vulnerabili dove, al contrario di ciò che si afferma nel servizio, è stata rafforzata la presenza della polizia negli ultimi anni. Queste aree sono una priorità assoluta per il governo svedese che ha stanziato considerevoli fondi per sovvenzionare progetti per favorire l’inserimento sociale in queste aree. Per esempio con attività rivolte ai bambini e ai giovani, investimenti nell’istruzione, maggiore sicurezza, aumento dell’occupazione. Desideriamo inoltre precisare che in Svezia viene applicata la legge svedese in tutto il paese e la legge è uguale per tutti. Non esistono aree dove viene applicata la legge della sharia.”
E poi ricordando perchè il numero di stupri in Svezia è così alto: si tratta di una questione statistica:
La statistica in questo caso dà un immagine errata della situazione. Il malinteso nasce da tre fattori principali. In Svezia ogni atto di violenza sessuale viene registrato come una denuncia a sè stante. Una denuncia può contenere un gran numero di stupri, come per esempio chi denuncia di essere stato violentato più volte dalla stessa persona.Anche in questi casi la polizia deve registrare ogni atto di violenza come un singolo crimine. Un altro fattore che contribuisce al malinteso è la nuova legge sul consenso esplicito, entrata in vigore nel 2018 e che sancisce che il sesso se non è consensuale è illegale, quindi passibile di denuncia. Inoltre la definizione giuridica svedese di cosa è considerato stupro è più ampia che nella maggior parte degli altri paesi e le persone vengono incoraggiate a denunciare le violenze. Per questi motivi la frequenza delle denunce è molto alta e tante persone hanno il coraggio di denunciare le violenze, ritenendo lo stato intenzionato ad aiutarle e in grado di farlo.
Con il record di beccarsi una smentita persino dall’ambasciatore, il Tg2 supera i confini della fregnaccia toccati soltanto all’epoca del pentapartito, quando era appaltato al Partito Socialista.
Il bello è che può peggiorare ancora. E molto.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 21st, 2019 Riccardo Fucile
TAGLIATA UN’INTERVISTA PROPRIO NEI SECONDI IN CUI SI FACEVA RIFERIMENTO AI RAPPORTI CON SALVINI
L’ormai ex vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache ha fatto una figura di merda
epocale dopo la pubblicazione del video in cui vende l’Austria alla nipote di un oligarca russo e questo lo ha anche costretto a disertare il palco di Piazza Duomo dove era invitato per manifestare insieme a Matteo Salvini sabato.
Eppure i legami tra il FPOE e la Lega di Salvini rimangono e sono noti e palesi a tutti.
A tutti, tranne che al Gr1: nell’edizione delle 8.45 del Gr3 di ieri veniva trasmessa un’intervista a Nicoletta Pirozzi dell’Istituto Affari internazionali, durante la quale veniva fatto esplicito riferimento agli stretti rapporti tra la Lega di Salvini e la Fpoe di Strache.
Al Gr1 delle ore 9, però, è stata mandata in onda la stessa intervista senza più alcun riferimento a Salvini.
Alle 9 sono rimasti i legami con la Le Pen ma non con Salvini, sebbene è evidente che i telespettatori italiani siano molto più interessati a un partito italiano che francese.
“Chi ha deciso questa censura? La Rai chiarisca subito, chi ha sbagliato e ha censurato deve assumersene la responsabilità ”, dice la Quartapelle, che aggiunge: “Si tratta di un disservizio grave, una vera e propria disinformazione. E’ opportuno che l’azienda chiarisca. Abbiamo chiesto ai membri PD in Vigilanza RAI di intervenire”.
(da agenzie)
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