Aprile 14th, 2019 Riccardo Fucile
LA PENOSA LOTTIZZAZIONE DELLE POLTRONE TRA I DUE PARTITI DI REGIME ALL’ORIGINE DELLO SCONTRO
Giovanna Vitale su Repubblica racconta oggi che il pressing leghista sul Tg1 sta facendo schizzare la
tensione alle stelle in redazione. Ieri, subito dopo l’edizione delle 13,30, il direttore in quota grillina Giuseppe Carboni e il vice di fede sovranista Angelo Polimeno Bottai sarebbero quasi arrivati alle mani:
A far scattare la scintilla, una questione relativa ai turni. Esplosa però all’indomani delle promozioni decise dal direttore, ma frutto della rigida lottizzazione gialloverde.
Dei due nuovi capiredattori ad personam, infatti, uno è espressione 5S (Alberto Matano), l’altro leghista (Sonia Sarno).
Dopo essersi insultati davanti ai colleghi, Carboni e Polimeno si sono chiusi in una stanza ma i toni sono rimasti alti . Ora del caso si occuperà l’ad Salini.
Giuseppe Carboni, 57 anni, direttore del Tg1 gradito al governo di Giuseppe Conte, sembra discostarsi molto dai principi del Governo del Cambiamento enunciati in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Come ha raccontato tempo fa Marco Lillo sul Fatto, il Tg1 ha registrato con le sue telecamere martedì scorso le immagini di una parte molto delicata dell’audizione del collaboratore Giovanni Brusca al processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio.
Brusca, su sollecitazione del pm Stefano Luciani, ha rievocato un incontro dell’estate del 1995 con il boss Matteo Messina Denaro, tuttora latitante. Mentre parlava di orologi, Matteo Messina Denaro avrebbe detto a Brusca che Giuseppe Graviano (boss di Brancaccio condannato per le stragi del 1992 e 1993) avrebbe visto un orologio prezioso del valore di 500 milioni di lire “al polso di Silvio Berlusconi in un incontro a quattr’occhi (…) non lo aveva visto su una rivista”. Matteo raccontava a Brusca, secondo quest’ultimo: “Giuseppe Graviano gli ha visto un orologio a Berlusca, come lo chiamavano loro”.
Ma poi non ha mandato in onda niente.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 27th, 2019 Riccardo Fucile
DICHIARARSI SOVRANISTA RENDE, AVRA’ LA CONDUZIONE DE LA VITA IN DIRETTA
Per Lorella Cuccarini si prepara un ritorno in RAI? A parlare oggi della ballerina folgorata sulla
via del sovranismo è Il Giornale, che parla del possibile approdo della Cuccarini alla conduzione de La Vita in Diretta:
Presentatrice ideale del nuovo governo gialloverde, anche per la disinformazione dimostrata durante una puntata di Otto e mezzo, e oggi essere disinformati è un merito.
Dalla Gruber la Cuccarini ha affermato che non si votava da dieci anni (non sapeva che si vota per forza massimo ogni cinque anni), e dunque chi meglio di lei?
Non certo Heather Parisi, sebbene un governo del cambiamento, avversario della lottizzazione, avrebbe potuto scegliere lei. Solo che non è neppure italiana, la Parisi, è americana. In sostanza un’immigrata. Meglio la cucina più amata dagli italiani.
La notizia arriva mentre Canale 5 supera Raiuno nelle rilevazioni Auditel delle 24 ore: prendendo in considerazione l’intera giornata, nell’ultimo mese, per la precisione dal 24 febbraio al 23 marzo, Canale 5 raggiunge il 17,06 per cento di share con 1.789.000 spettatori medi battendo Raiuno che si ferma al 16,57 con 1.737.000 spettatori medi.
Riuscirà la ballerina sovranista a ribaltare il trend?
(da “NextQuotidiano)
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Marzo 26th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO IL FLOP DI ASCOLTI, FRECCERO SPOSTA IL PROGRAMMA IN SECONDA SERATA
Quando le cose si fanno difficili, l’ultimo rifugio è la clandestinità .
Lo sapeva bene Cesare Battisti e lo sa anche il grande Carlo Freccero, ideatore di programmi geniali che vengono sempre più apprezzati dal pubblico e dalla critica, ha deciso di spostare il primo programma che ha ideato con il suo ritorno in RAI — Popolo Sovrano — di notte.
Il programma si trasforma in una trasmissione di inchieste condotto da Daniele Piervincenzi e dalla prima serata del giovedì si sposta alla seconda serata del venerdì, nella collocazione che era di Povera Patria.
Quest’ultimo, condotto da Annalisa Bruchi con Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli (quello del servizio sul signoraggio), dal primo aprile si trasferisce invece nella seconda serata del lunedì.
I maligni diranno “PhotoFlop“, ma la scelta dell’erede di Marshall McLuhan è strategica.
Freccero è al lavoro per «preparare un palinsesto autunnale di Rai 2 degno di Rai 1». Con almeno cinque produzioni nuove, assicura Italia Oggi, che ricorda anche come Raidue sia in crescita di ascolti sul prime time.
Peccato che i buoni ascolti derivino dai programmi ideati dalla precedente direzione, come Made in Sud (9,9%), La porta rossa 2 (12,4%) o The good doctor (9,4%), già incardinati dalle precedenti direzioni.
Restiamo quindi in attesa di scoprire quali saranno le cinque nuove produzioni che Freccero ha in mente per sfondare definitivamente a Raidue, un po’ come il mitico Ramon Monchi, ds della Roma, che decise di dire addio a Salah, Strootman, Alisson e Nainggolan per fare posto a Pastore, Karsdorp, Nzonzi e Coric.
I risultati saranno diversi?
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 24th, 2019 Riccardo Fucile
IN CRISI DI ASCOLTI FIN DALL’INIZIO, ORA E’ STATA SOSPESA
Su Popolo Sovrano Carlo Freccero non ha ancora deciso. Una delle due trasmissioni che
l’autoproclamato genio della televisione italiana ha ideato per Raidue (l’altra è Povera Patria) è ormai in crisi d’ascolti palese ed è stata sospesa dalla programmazione a causa degli scarsi ascolti.
E Repubblica ci racconta che anche le altre programmazioni non hanno risultati importanti. Fanno eccezione le cose che non ha ideato lui:
Non c’è pace per l’ex consigliere del cda, scelto dal Movimento 5 stelle per contrastare il potere leghista in Rai. Le cose che vanno meglio in termini di ascolti sono le serie tv La porta rossa, di Carlo Lucarelli, già alla seconda stagione, e l’americana The good doctor, concessa da Raiuno.
Il dopo tg gestito dal direttore sovranista Gennaro Sangiuliano va molto peggio della trasmissione che l’ha preceduto,
Quelli che dopo il Tg, con Luca e Paolo e Mia Ceran (neanche quando ha avuto in studio Matteo Salvini è riuscito a raggiungere il 4 per cento).
La scelta di una trasmissione con i pezzi storici degli spettacoli di Beppe Grillo, pagata al manager del fondatore del Movimento 5 stelle 30mila euro per i diritti, si era rivelato un altro fallimento in termini di ascolti: 4,3 per cento.
E così su Popolo Sovrano Freccero è indeciso:
«Lunedì decido se chiudere Popolo sovrano o se spostarlo in seconda serata», dice il direttore di Raidue Carlo Freccero. Che si arrende all’insuccesso del talk show del giovedì sera senza difenderlo dagli ascolti impietosi. E che deve trovare ora una soluzione per onorare il contratto con Fremantle, la società esterna con cui il programma era prodotto.
D’altro canto a tracciarne un ritratto che assomiglia a una fotografia in altissima risoluzione, oggi su Repubblica, è proprio Luca Bottura:
Debordista senza limitismo, Carlo non ha mai realmente sposato una tesi in vita sua. Esteta del reggipetto ai tempi de La Cinq, inventore della Italia 1 movimentista nell’era Mediaset (tipo Raitre, ma con le ragazze Fast Food al posto di Sandro Curzi), gauchista d’assalto nella Raidue di Santoro e Luttazzi, al solo scopo di vendicarsi dalla cacciata berlusconiana, oggi sovranista catodico sempre su quello che fu il secondo canale, interpreta di volta in volta l’onda dominante e la percorre a proprio esclusivo beneficio intellettuale in entrambe le direzioni. Quest’ultima, a favore di vento.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
AL POSTO DELLA MAGLIE, GIUBILATA DOPO LE SUE USCITE SUL FESTIVAL DI SANREMO, ANDRA’ IL CONDUTTORE DI UNOMATTINA
Sarà Franco di Mare a prendere il posto di Maria Giovanna Maglie nella striscia informativa che il Tg1 ha deciso di mandare in onda dopo il notiziario. La Maglie, che qualche giorno fa ha debuttato su Facebook con la sua Maglie Strette, è stata giubilata dopo le sue uscite sul festival di Sanremo e la giuria popolare e così al suo posto si è piazzato l’attuale conduttore di Unomattina che piace da pazzi al M5S, che voleva piazzarlo anche come direttore del Tg1.
Il Fatto Quotidiano racconta i dettagli della carriera di Di Mare in RAI:
L’unico legame degli ultimi anni a lui ascrivibile è quello con Mario Orfeo, quindi, per traslazione, qualcuno l’ha fatto passare per renziano. Sugli smartphone dei giornalisti Rai circola un gustosissimo video in cui Di Mare e Francesca Fialdini sono intenti a piazzare candeline su una torta arrangiata per fare una sorpresa di compleanno all’allora direttore del Tg1, Orfeo appunto. “Tanti auguri direttoreee…”.
L’unico vero scivolone in carriera, da valergli il soprannome di Mister Pampers, avviene nel 2008, quando confeziona una finta edizione del Tg1 con Attilio Romita, che dallo studio dà la linea a un Di Mare inviato al centro congressi di Pescara dove, con un megaevento, si festeggiano i 50 anni di Fater, azienda produttrice di Pampers, Lines e Tampax. E poi via a servizi con i grandi della terra a far l’elogio dei pannolini. Bush jr (“dietro a una grande uomo c’è sempre un grande pannolone”), Putin, Prodi, fino a Benedetto XVI, che benedice i Pampers durante l’An gelus.
Vette sublimi del giornalismo marchettaro, ma illegali, visto che ai giornalisti è vietato fare pubblicità .
L’Odg però verso Di Mare e Romita,dopo un balbettìo di scuse e “io non sapevo”, è stato magnanimo limitandosi alla censura.
La vita privata di Di Mare viene spiattellata poi sui rotocalchi nel 2017 quando, dopo avere lasciato la moglie, viene paparazzato con la sua nuova compagna. “Di Mare lascia la moglie per una barista”, titolano i giornali. La ragazza in questione si chiama Giulia Berdini e, per la precisione, è la responsabile dei servizi bar alla mensa della Rai. Ventisette anni lei, 63 lui, beccati da un fotografo mentre si sbaciucchiano a Fregene. Tutto molto esotico, appunto.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 2nd, 2019 Riccardo Fucile
PAESE IN RECESSIONE MA GIGGINO SULLA RAI SPIEGA CHE TUTTO VA BENE
Ve lo ricordate? Giornalisti sciacalli. Bugiardi, giornalai, servi del potere e delle èlite. E tanti insulti e parolacce di storie di invasati che popolavano i social grillini
E lo stesso Di Maio che si era lasciato andare a contumelie
Però non è tutto vero. C’è una Rai che adesso piace tanto a “Giggino” e ai miracolati del governo e a tanti parlamentari della maggioranza, quelli che vanno in Tv per leggere le veline preparate dal Grande Fratello.
Ad esempio questa: Intervista del #Tg2rai al vicepremier e ministro del lavoro @luigidimaio che annuncia entro pochi giorni un decreto per sbloccare i cantieri.
Prudente invece sulle autonomie regionali. E sul costo del lavoro dice: “Lo taglieremo risparmiando sulla pubblica amministrazione”.
Mentre l’Italia è in recessione, mentre M5s è in crollo verticale di consensi, mentre lo spread continua a viaggiare su numeri alti, sul servizio pubblico è andata in onda un’intervista dalle domande comode.
Mancava solo un elogio alla Casaleggio Associati e si sarebbe chiuso il cerchio.
(da Globalist)
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Marzo 1st, 2019 Riccardo Fucile
“LA RIFORMA LEGA-M5S HA SOLO MOLTIPLICATO LE POLTRONE AI PARTITI”… “FA PIU’ ASCOLTI PROTESTANTESIMO CHE IL PROGRAMMA DI FRECCERO IN PRIMA SERATA SU RAI DUE”
La Rai dei direttori di rete – dei sovrani di RaiUno, RaiDue e RaiTre – potrebbe non esistere più. Questi super direttori, che tuttora fanno il buono e il cattivo tempo nei loro canali, forti anche del budget per la spesa, scenderanno molti gradini.
Il Piano industriale dell’ad Fabrizio Salini li declasserà a semplici “coordinatori di palinsesto”.
Questi coordinatori – per realizzare il mosaico del palinsesto tv – dovranno pescare i programmi dentro alcuni “serbatoi”, nove Direzioni che saranno suddivise per generi televisivi (come l’intrattenimento, le fiction e i film, le serie tv, i ragazzi, i documentari).
“Quello che era a destra andrà a sinistra, quello che è sopra finirà sotto”, dice ora sconsolata Rita Borioni, consigliera della Rai in quota progressista, “la televisione di Stato, che già mi sembra discretamente fuori controllo, rischia il caos vero”.
Salini modificherà il baricentro della Rai, che da verticale (le reti tv al comando) diventerà orizzontale, con le 9 Direzioni suddivise per genere a fare da nuovo pilastro dell’azienda. Funziona così anche in Francia. Ora potrebbe funzionare anche da noi.
“Le 9 Direzioni segnano, intanto, una moltiplicazione degli incarichi. Soluzione che risveglierà gli appetiti dei partiti, mai troppo sopiti. I 9 direttori, aggiungo, dovrebbero avere una conoscenza estrema dell’azienda per prenderne le redini e farla funzionare. Il mio pronostico è uno solo: finiremo nel caos. E temo poi un effetto contagio”.
Effetto contagio?
“Oggi può capitare che una persona incapace sia nominata alla guida di una rete tv. L’inetto finirà con il penalizzare il suo canale e solo il suo canale. Ma se un incapace dovesse finire alla guida di una delle Direzioni di genere, quella supponiamo dedicata ai film, allora l’intera offerta aziendale ne risentirà drammaticamente. I nostri film, ogni giorno, saranno pessimi. Uno scenario da brivido”.
Ci sarà anche una Direzione per i programmi di approfondimento giornalistico?
“Putroppo sì. E anche questa cosa mi allarma discretamente. Oggi i programmi di approfondimento godono di una sostanziale autonomia editoriale. E questo ha permesso alla Rai di eccellere nel giornalismo di approfondimento e d’inchiesta: penso a Petrolio, a Report. Mettere tutti i programmi sotto la vigilanza di un unico direttore significa imbrigliare le trasmissioni più scomode e coraggiose”.
Poteva andare anche peggio.
“Poteva succedere che tutti i programmi finissero sotto il controllo dei direttori dei telegiornali, che tante volte sembrano avere nei partiti i loro veri editori. Almeno questa l’abbiamo sventata”.
La Rai finalmente avrà un canale in lingua inglese, per descrivere l’Italia al mondo.
“Finalmente, certo. Ma il Piano dell’ad Salini mette questo canale sotto l’ombrello sbagliato. Il canale avrà come editore una società controllata dalla Rai, che è RaiCom. Si tratta della nostra società a più forte vocazione commerciale. Trovo questo innesto dunque assai innaturale e preoccupante”.
Il programma Grillo c’è in onda una volta e quindi una seconda, su RaiDue. Il caso Sfera Ebbasta scelto come giurato di The Voice, e poi cassato dall’ad Salini. La gestione del direttore del canale, Carlo Freccero, con tutti questi incidenti, la allarma?
“Houston, abbiamo un problema. Su RaiDue c’è del bello e c’è del nuovo. Ma – lo diceva Rossini – quello che è nuovo non è bello, quello che è bello non è nuovo”.
Gli ascolti, poi..
“Lunedì, il programma di Lucci – Lucci incontra Funari – ha fatto meno ascolti di Protestantesimo. Trasmissione che ammiro, per carità . La circostanza conferma però che abbiamo un grande grande problema”.
Carlo Freccero, una scelta personale dell’ad Salini.
“Salini si è fatto prendere la mano dall’entusiasmo, ma ha commesso un errore di grammatica industriale. Non si nomina un direttore di rete per un solo anno. Freccero andrà via dopo soli 12 mesi dal suo insediamento. Non si ingaggia una figura apicale senza poi pagarla”.
Freccero è pensionato, dunque lavora gratis
“Non ci si dimentica di chiamare davanti al cda i direttori di rete perchè tengano le loro audizioni sul progetto editoriale. Voglio bene a Freccero, ma nessuno sa dove stia andando, come e perchè”.
(da “La Repubblica“)
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Febbraio 28th, 2019 Riccardo Fucile
I GERARCHI SOVRANISTI PUTINIANI AMANO LA TV DI REGIME, ALTRIMENTI NON POTREBBERO DIFFONDERE LE LORO CAZZATE QUOTIDIANE… SONO ABITUATI AI GIORNALISTI SERVI
“Contro di me iniziativa senza precedenti dalla Lega”. Pubblichiamo la lettera inviata da Michele Santoro al Presidente della Camera, al presidente della Commissione di Vigilanza Rai e al presidente Rai.
Al Presidente della Camera
Al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai
e p.c. al Presidente della Rai
Gentili Presidenti,
in questi giorni si è parlato di un’interrogazione o di un quesito presentato (non so se, non so quando e in quale forma) in Commissione Parlamentare di Vigilanza da esponenti della Lega. In estrema sintesi si chiedeva alla Rai “di sapere se a Santoro sia stato affidato dal Direttore di Raidue, Carlo Freccero, il compito di lavorare a un programma d’informazione e con quali compensi”.
Ho deciso di sollecitare la vostra attenzione perchè si tratta di un’iniziativa senza precedenti.
Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso.
In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia.
A scanso di equivoci, voglio precisare che discutere della conformità dei contratti e dei contenuti delle trasmissioni agli indirizzi parlamentari rientra perfettamente nelle prerogative della Commissione; ma ciò non può permettere di interferire sui diritti individuali e sulla libertà d’informazione che, fino a prova contraria, restano principi costituzionalmente garantiti.
Ricordo, prima di tutto a me stesso, che la Rai è un Servizio Pubblico della cui autonomia è custode il Parlamento e non il Governo, anche se i partiti ieri come oggi hanno spesso provato a trasformarlo in un organo della maggioranza.
Ciò contrasta con la legge, che indica la rappresentazione plurale della società come l’obiettivo da perseguire; e il fatto che il Governo sia stato decisivo nel rinnovare i vertici della Rai non libera i nuovi dirigenti dal dovere di provvedere all’offerta televisiva in piena autonomia e respingendo pressioni indebite.
In un’altra epoca la magistratura è dovuta intervenire per sanzionare duramente la Rai per aver chiuso una mia trasmissione senza valide ragioni editoriali.
Penso che, da qualunque prospettiva guardiamo a quei giorni, riprodurre un clima che pensavamo di esserci messi definitivamente alle spalle non serva al Paese.
“È vero che Santoro tornerà a collaborare con la Rai? E con quali compensi?”. Sono domande improponibili, ledono il diritto privato e impediscono a un professionista di svolgere liberamente la sua attività ; inoltre una siffatta formulazione assume un grado di deterrenza nei confronti non di una collaborazione esistente ma di qualsivoglia ipotetica futura collaborazione, quando la Costituzione Italiana “riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Vi chiedo scusa di aver distratto la vostra attenzione dai vostri impegni istituzionali; ma ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perchè sento messi in discussione princìpi fondamentali.
Noi giornalisti, in particolare quelli che lavorano o collaborano con la Rai, siamo sempre richiamati al rispetto di regole e regolamenti elaborati dai parlamentari in quanto espressione del popolo.
Ma nemmeno il popolo può conferire loro l’autorità di agire offendendo i principi fondamentali a cui si ispira la nostra Repubblica.
Almeno fino a quando resteremo una democrazia.
Spero che il vostro intervento possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese.
Michele Santoro
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Febbraio 27th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO I DUE RICHIAMI DEL GARANTE DELLE COMUNICAZIONI E I DATI DELL’OSSERVATORIO DI PAVIA CHE DENUNCIANO LO SQUILIBRIO A FAVORE DEL GOVERNO
La Commissione di deputati e senatori che vigila sulla Rai chiama in audizione l’amministratore
delegato della televisione pubblica, Fabrizio Salini. Tema: il pluralismo dell’informazione.
Il presidente della Commissione, il senatore forzista Alberto Barachini, scrive a Salini ricordando i due richiami che il Garante (l’AgCom) ha inviato alla Rai lamentando la parzialità del servizio pubblico tv.
Le contestazioni del Garante – di dicembre e, l’ultimo, di venerdì scorso – preoccupano molti parlamentari perchè siamo in vista della “campagna elettorale per le Europee”.
Oltre alle bacchettate del Garante, Barachini ricorda anche i dati dell’Osservatorio di Pavia che la Commissione parlamentare ha discusso, sempre in tema di presenze dei politici nei notiziari e nei programmi del servizio pubblico tv.
Infine, nella sua lettera a Salini, il presidente Barachini cita “l’imminente approvazione”, da parte della Rai, “del suo Piano industriale”. Varo che arriverà nella riunione del Consiglio di amministrazione del 6 marzo.
Barachini, dunque, chiede a Salini di dare la sua disponibilità a un’audizione (“con cortese sollecitudine”).
(da “Huffingtonpost”)
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