Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
IL GOVERNO OCCUPA L’INFORMAZIONE SENZA CONTRADDITTORIO
Il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) contesta alla tv di Stato lo spazio eccessivo che i telegiornali e i programmi riservano a Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
Il Garante critica anche i format della Rai, cioè il modo in cui la televisione pubblica organizza il rito dell’intervista intorno alle due nuove star politiche, Di Maio e Salvini.
La Repubblica racconta che il garante ha spedito alla RAI il secondo richiamo al rispetto del pluralismo dopo quello del 21 dicembre 2018: in un mese, il premier Conte ha parlato dagli schermi della Rai per 3 ore 17 minuti e 5 secondi.
Tutti gli altri esponenti del governo arrivano invece a più di 9 ore e 17 minuti.
E di questo enorme tempo televisivo — 9 ore e 17 minuti — la gran parte è finito a Di Maio e Salvini.
Le cose, spiega oggi Repubblica, vanno perfino peggio nelle trasmissioni di approfondimento di RaiUno, RaiDue, RaiTre e Rai News.
Qui Conte è al 3,51 per cento; mentre il resto del mondo (cioè gli altri membri del governo) addirittura al 25,15 per cento.
Il problema però non è solo nella dilatazione degli spazi. Il problema è anche come tu la organizzi, un’intervista. Il Garante suggerisce alla televisione pubblica di applicare la più antica regola del giornalismo invitando in studio il ministro e anche un esponente delle opposizioni (dal Pd a Fratelli d’Italia, da Forza Italia a Liberi e Uguali).
Invece i vicepremier Salvini e Di Maio possono prodursi nel più classico del one man show. §
Scrive il Garante che i vice premier — «di norma» — vengono ospitati «alla presenza del solo giornalista e dunque senza un effettivo contraddittorio».
L’assenza di contraddittorio e la sovraesposizione di Salvini e Di Maio allarmano il Garante ora che siamo «in vista della campagna elettorale» per le elezioni europee di primavera. Allarma anche il fatto che la Rai si sia trasformata di Tele-Salvini e Tele-Di Maio pur essendo «la concessionaria del servizio pubblico tv».
Anche il Garante nota la mancanza di contraddittorio dovuta alla troppa presenza di reggimicrofono e alla scarsa presenza di giornalisti in tv. Cambierà qualcosa o sarà come sempre succede a ogni cambio di maggioranza in RAI?
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
ALTRO TRIONFO DI FRECCERO, IL RE MIDA ALL’INCONTRARIO: 2,79% DI AUDITEL
Prosegue trionfante la rivoluzione degli ascolti di Rai2 guidata dalla professionalità , dalle capacità e dall’indiscutibile competenza di Carlo Freccero.
Il direttore del secondo canale Rai — che si finanzia con i soldi nostri in bolletta — è riuscito a bissare il clamoroso risultato della prova d’esordio di Popolo Sovrano, quando il programma condotto da Alessandro Sortino, Eva Giovannini e Daniele Piervincenzi era arrivato ultimo tra le otto reti principali.
Anche stavolta Freccero, Re Mida all’incontrario della tv italiana da anni, ce l’ha fatta a compiere il piccolo capolavoro di svuotare l’Auditel: l’ascolto di ieri sera su Rai2 per Popolo Sovrano è stato pari a 570mila spettatori e 2,79% di share (era il 2,7% una settimana fa).
Per non farsi mancare nulla, il programma non è piaciuto nemmeno alla critica ma questo è certamente secondario.
Quello che conta è che il programma, con il gemello Povera Patria — contestato dall’AGCOM per il servizio di Alessandro Giuli pieno di fregnacce sul signoraggio — rappresentavano la punta di diamante della nuova programmazione Rai in riposizionamento verso l’asse Lega-M5S.
Tanto per completare l’opera, il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, sostiene che la puntata di Tg2 Post, l’approfondimento del Tg2, ha violato la par condicio: “La puntata di ieri sera — aggiunge Anzaldi — con il leader della Lega Salvini è stata l’apoteosi del servilismo e la fiera delle irregolarità : la durata della trasmissione è stata aumentata del 50%, passando da 20 a 30 minuti, e a inizio puntata la conduttrice ha fatto riferimento a presunti sondaggi secondo cui la Lega vincerebbe in Sardegna. L’articolo 8 della Legge 28/2000 sulla Par condicio vieta espressamente di diffondere o fare riferimento a sondaggi negli ultimi 15 giorni prima del voto”.
I risultati sono così entusiasmanti che per completare l’opera ora a Freccero non resta che dare un programma a Marione. Giusto per chiudere in bellezza.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 15th, 2019 Riccardo Fucile
ALTRO GRANDE SUCCESSO PER CARLO FRECCERO E LA SUA TV SOVRANISTA
Un altro grande successo per Carlo Freccero dopo i risultati di C’è Grillo e C’è Benigni: Popolo Sovrano, la trasmissione al cui trailer avrebbe dovuto partecipare il figlio di Travaglio, ieri è stato l’ultimo programma preferito dai telespettatori tra quelli delle grandi emittenti tv. Il comunicato di Auditel:
Rai1 si è aggiudicata gli ascolti della prima serata di ieri grazie al doppio appuntamento con “Che Dio ci aiuti”.
La fiction con Elena Sofia Ricci ha ottenuto infatti 5.427.000 telespettatori e il 22,05% nel primo episodio, e 4.856.000 e il 24,19% nel secondo, per una share media del 23%.
Canale 5 con il film ‘L’ora legale’ ha totalizzato 3.165.000 telespettatori pari al 14,13% di share. Ancora sul podio TV8 che con l’incontro di Europa League Zurigo-Napoli ha conquistato 1.337.000 telespettatori e il 5,5% di share.
Su La7 ‘Piazzapulita’ è stato visto da 1.194.000 telespettatori pari al 6,8%, seguito a breve distanza da Rai3 dove il film ‘The Founder’ ha registrato 1.011.000 telespettatori e il 4,3%. Retequattro con ‘Freedom — Oltre il confine’ ha ottenuto invece 999.000 telespettatori e il 4.7%, mentre il film ‘Survivor’ su Italia 1 ha conquistato 968.000 telespettatori e il 4,15% di share e il debutto di ‘Popolo Sovrano’ su Rai2 è stato visto da 521.000 telespettatori pari al 2,7% di share.
Chiude la classifica degli ascolti del prime time di ieri Nove con il film ‘Donne, regole e… tanti guai!’, seguito da 272.000 telespettatori pari all’1,2% di share.
Dopo gli insulti (“merda“) ai giornalisti che si permettevano di far notare l’infelicità dei tagli su The Wolf of Wall Street Freccero aggiunge un altro tassello alla sua fama di Re Mida all’incontrario.
Freccero, che già ha il merito di aver ideato “Povera Patria”, trasmissione che si è coperta di ridicolo grazie al servizio di Alessandro Giuli sul signoraggio, oggi si ritrova con il secondo grande successo di programma ideato per “accordare” Rai2 alla nuova maggioranza sovranista. Adesso però ci vuole il colpo di grazia: visto che Maria Giovanna Maglie dopo le critiche a Sanremo è stata salutata da Rai1, perchè non recuperarla?
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 8th, 2019 Riccardo Fucile
TAPPETINI DI SALVINI E DI MAIO: DAL FURTO DELLA GIOCONDA AI MONDIALE DEL 2006, UN SERVIZIO SCANDALOSAMENTE FAZIOSO
È un servizio veramente scandaloso quello propinato dal Tg2 sulla situazione di tensione Italia-Francia, ma d’altronde cosa c’era da aspettarsi dalla Rai assoggetata al governo del cambiamento
Senza alcuno straccio di approfondimento politico, il servizio è in sostanza un grande collage di luoghi comuni sui francesi e su rivendicazioni da terza media (o da sovranisti medi, dato che la differenza non è poi così tanta) che spaziano dalla Gioconda ‘rubata’ dai francesi fino, incredibile, alla testata di Zidane nei mondiali del 2006.
Tutte ‘prove’ che noi, l’Italia, siamo meglio di quei spocchiosi francesi che in queste ore, dopo che due rappresentanti del nostro governo sono andati ad incontrare una forza politica violenta come i gilet gialli, andando a intrometterci negli affari di un paese straniero e tra l’altro sbagliando persona, hanno avuto – giustamente – da ridere.
Le rivalità da stadio e le argomentazioni dei sovranisti si annullano in questo gran pezzo di giornalismo dilettantesco, e allora sono d’uopo i suggerimenti, che su twitter iniziano a fioccare: “tanto valeva prenderli in giro perchè non hanno il bidet”; “vi siete scordati di dirgli che puzzano”; “Ma non vi vergognate a essere così faziosi? Fede in confronto era grande giornalismo?”.
Insomma, in un momento in cui bisognerebbe fare di tutto per distendere i rapporti, il Tg2 getta benzina sul fuoco, giocando a chi ce l’ha più lungo con i rivali francesi.
Col beneplacito dei nostri governanti, che trasformano in politica le battute che hanno più ragione di trovarsi in un’aula delle elementari.
(da Globalist)
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Gennaio 23rd, 2019 Riccardo Fucile
LA NEO-SOVRANISTA FU ALLONTANATA DALLA RAI PER AVER PRESENTATO UNA NOTA SPESE DI 150 MILIONI DI LIRE IN 18 MESI QUANDO ERA CORRISPONDENTE DEL TG2 NEGLI USA… ORA E’ DIVENTATA SOVRANISTA
Maria Giovanna Maglie dovrebbe tornare a lavorare alla RAI in primissima serata, con un approfondimento d’informazione quotidiano in onda alle 20.30, dopo il Tg1.
Il medesimo spazio televisivo de “Il Fatto ”di Enzo Biagi che secondo il quotidiano di Travaglio si starà rivoltando nella tomba, evidentemente perchè l’autore Gianluca Roselli non ricorda che i rivoltamenti, se ci sono stati, sono già cominciati quando venne sostituito da Pigi Battista.
La giornalista sarebbe la cantrice perfetta del Nuovo che è avanzato a Viale Mazzini:
Maglie, infatti, da anni passa da una testata all’altra (Libero,il Giornale,il Foglio, Ra dio 24), spesso chiudendo i rapporti con immancabili litigate, sempre su quel fronte della barricata.
E dopo i lustri del berlusconismo imperante e della lotta senza frontiere al terrorismo arabo, da tempo è abile e arruolata dall’esercito sovranista, filo-Trump e filo-Putin, veemente voce degli oltranzisti del refrain “popolo contro èlite”. Quelli che appena vedono un migrante (o qualcosa di sinistra) mettono mano all’Ak-47. E nel suo mirino è finito anche Sergio Mattarella
Per lei si tratterebbe di un ritorno, dopo l’uscita di scena poco onorevole da Viale Mazzini a seguito di un caso di “spese pazze”.
All’inizio dei Novanta, infatti, Maglie era la corrispondente negli Usa del Tg2 di Bettino Craxi. Le sue pirotecniche corrispondenze, però, erano costose: 150 milioni di lire di note spese in un anno e mezzo, dal gennaio del ’92 al giugno del ’93. Un’esagerazione per cui fu oggetto di un audit interno dell’azienda e di un’indagine della magistratura per truffa aggravata.
L’inchiesta finì con l’archiviazione (spese molto, ma non falsificò le fatture). Dalla Rai, però, dovette andarsene nel 1994.
E ora, a 25 anni di distanza, il possibile ritorno.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 11th, 2019 Riccardo Fucile
I TG PAGATI DAGLI ITALIANI NON RACCONTANO LA STORIA DI SOLIDARIETA’ DEL POPOLO CALABRESE… GUAI A DISTURBARE I RAZZISTI
Onore al Corriere. La versione on line del giornale il giorno dopo ha giustamente tenuto in aperura la straordinaria catena di solidarietà della gente di Calabria: un paese intero, Melissa, che non ci ha pensato un attimo, tutti in acqua, sindaco in testa, per salvare uomini, donne, bambini e un neonato, profughi curdi arrivati in Italia su una barca a vela di due scafisti russi, arrestati.
Onore al Corriere, dunque.
A fronte, la scandalosa censura di uno dei Tg del servizio pubblico che nell’edizione centrale, quello della sera, ignora la straordinaria catena di solidarietà .
Lo ha fatto il Tg2 che ha depennato l’emozionante slancio della gente di Calabria, aprendo il Tg con la cronaca nera della Magliana, a Roma (dove si era fiondato Salvini con codazzo) e sostituendo il gesto di umanità di Melissa con una massiccia dose di “Salvini pensiero”. Su tutto e di più.
Come ogni sera, come ogni giorno, a scapito del racconto delle cose che a Salvini non piacciono, come appunto quel che di bello è accaduto a Melissa.
Scandalo a parte, quel che è emerso da una rapida rilettura dei Tg e dei Gr Rai di ieri in rapporto alla piccola, “magica” umanità della gente di Melissa, è la sostanziale timidezza, se non paura, a raccontare e documentare la bontà
Siamo arrivati a questo, anche perchè Tg e Gr ancor prima di conoscere la censura, conoscono bene e applicano l’autocensura. “Per prudenza…”. “Non si sa mai…”. “Sono tempi difficili…”. “Basta poco…”. “Se quelli vedono e sentono…”.”Via Mazzini…”.
E così, un fatto come quello di Melissa, se non si ha rossore si cestina, se resiste rossore, lo si da, ma con prudenza, “senza enfasi”.
Con queste linee guida, il Tg1 delle 20 ne parla dopo 20 minuti, puntando soprattutto sull’arresto degli scafisti
Di seguito, e solo di seguito, le parole del sindaco di Melissa che racconta quel che ha fatto la gente del paese. Cronaca stretta sulla cronaca, guai a raccogliere i sentimenti. La gente che è scesa in spiaggia e si è buttata in acqua, probabilmente salvando la vita a parecchi dei profughi, non l’abbiamo vista e sentita
Al Tg3 Melissa arriva dopo 6 minuti e 30 secondi. Il servizio è realizzato in redazione sfruttando il racconto del sindaco. Con tutta la buona volontà di chi realizza il servizio, oltre non si può andare, oltre non si è andati. La gente di Melissa non l’ha cercata nessuno. “Teniamoci sul prudente, mala tempora currunt…”
Stessa linea di misura al Giornale Radio Rai Per sapere del bel gesto della gente di Melissa si devono attendere 10 minuti. Anche in questo caso, il sindaco sembra il primo cittadino di un paese fantasma.
Se così è, chi si è buttato in acqua? Ah, saperlo…
L’avremmo voluto sapere dai Tg e dai Gr del servizio pubblico, magari inviando loro qualcuno a Melissa.
Ma Melissa è distante, è più vicina Dubai dove, per una recente, discutibile passerella di campioni, lo Sport del Giornale Radio ha mandato un inviato.
Trasferta di diversi giorni. Non male.
(da Globalist)
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Gennaio 4th, 2019 Riccardo Fucile
LA SATIRA DI LUTTAZZI VA BENE, NON QUELLA CHE TOCCA LA KASTA GRILLINA
L’esclusione di Luca e Paolo (Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu) da Rai2, perchè Quelli che dopo il Tg lascerà lo spazio a un programma di approfondimento.
“Mi dispiace per Luca e Paolo ma l’informazione è centrale” è stata la spiegazione di Freccero. Il Partito democratico però non crede a questa versione.
A sollevare il caso è il deputato Andrea Romano: “Un violento editto Freccero contro chiunque critichi il governo Lega/M5S: via Luca e Paolo da rai2, colpevoli di averci fatto ridere su toninelli. Una gag straordinaria, da rivedere prima che l’epurator freccero la tolga anche dal web”, scrive su Twitter
Anche la parlamentare dem Alessia Morani punta il dito contro il neodirettore di raidue: “il buongiorno di freccero: epurati Luca e Paolo per leso Toninelli e leso Casalino, sfrattato Costantino della Gherardesca che faceva ascolti, smembrato Nemo. Calata la scure sovranista su raidue”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL SERVIZIO PUBBLICO E’ AL SERVIZIO DEL GERARCA, PASSANO SOLO LE BUFALE PRO-LEGA
Si parla tanto di cambiamento, cambiamento, cambiamento poi nella ‘miglior’ tradizione (che
non è certo cominciata adesso) i direttori nominati dai partiti tendono il più possibile a nascondere le notizie relative a chi li ha nominato e, nello stesso tempo, a esaltarne le virtù
Vecchia storia che ora con M5s-Lega al governo ha avuto un’impennata.
Così mentre l’altro giorno il Tg1 grillino ha magnificato la manovra del governo, presentandola come una ‘dote per le famiglie’, frutto più di Babbo Natale e la Befana messi insieme che di Di Maio e Salvini,
Oggi è stata la volta del Tg2 a dare la copertura allo speracchiato Salvini che mentre la ‘Ndrangheta uccideva il fratello di un pentito e a Catania c’era il terremoto non aveva trovato nulla di meglio da fare che annunciare su twitter il suo pane e nutella a colazione. Peggio del peggior Toninelli
Una omissione che è stata criticata da Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Il Tg2 censura vergognosa gaffe selfie Salvini con la nutella mentre la terra trema sull’Etna e la ‘ndrangheta uccide in centro a Pesaro: neanche un cenno alle 13, mentre il caso e’ in apertura di tutti i siti. Non basta l’occupazione M5s-Lega, ecco la Rai che elimina anche le notizie”.
(da Globalist)
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Dicembre 24th, 2018 Riccardo Fucile
IL 60% DEI TG MONOPOLIZZATI DAI DUE GERARCHI, IL GARANTE DELLE COMUNICAZIONI RICHIAMA AL PLURALISMO E AL CONTRADDITTORIO
Il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) richiama tutti i telegiornali italiani (di Rai, Mediaset,
La7 e Sky) a un maggiore pluralismo.
Come anticipato da Repubblica il 21 dicembre, il Garante non lamenta solo un oscuramento delle opposizioni parlamentari. Si accorge anche di un fenomeno del tutto nuovo. E’ forse la prima volta che due ministri (Di Maio e Salvini) sovrastano il presidente del Consiglio.
Ed è la prima volta che due ministri sono rappresentati più come capi dei loro partiti, che come voci istituzionali.
Mario Morcellini, commissario AgCom e curatore del richiamo alle reti tv.
Che cosa vi colpisce della rappresentazione di Salvini e Di Maio nell’informazione tv italiana?
“La novità più radicale che osserviamo, tra giugno e novembre del 2018, sta nel doping di notizie che riguardano il governo e i due vicepremier. Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il modo in cui i due vicepremier impongono il loro modello comunicativo. Troppo spesso, i loro interventi sui media sono senza un reale contraddittorio”.
Salvini e Di Maio, forse, sono più bravi a conquistare visibilità e attenzione.
“Noi non censuriamo il talento comunicativo. Poniamo un’altra questione. In questa fase, il governo non trasferisce informazioni istituzionali sui risultati che raggiunge o persegue, come leggi o provvedimenti noti al grande pubblico. Interviene, invece, sul processo di formazione di decisioni contendibili, su cui sarebbe legittimo attendersi un libero confronto di voci e non il monopolio dell’esecutivo”.
Lei dunque pensa che i telegiornali e i programmi d’informazione, mentre danno voce a Salvini e Di Maio, non organizzino un efficace contraddittorio.
“Al cospetto di un vicepremier, il contraddittorio non può essere assicurato solo dal giornalista, dall’intervistatore. La testata – prima ancora che il contraddittorio – deve costruire la cornice. Solo in questo modo il telegiornale ma soprattutto i programmi di approfondimento informativo si qualificano come super partes rispetto ai temi che trattano”.
I vari telegiornali privati sono tutti sullo stesso piano, tutti ugualmente responsabili
“La posizione di Mediaset è meno seria. La visibilità di Forza Italia si giustifica, almeno in parte, con lo spazio che due esponenti del partito come il sindaco di Genova Bucci e il governatore ligure Toti hanno ricevuto in coincidenza con la tragedia del Ponte Morandi”.
La7 e SkyTg24?
“Registriamo un tempo di parola ai soli soggetti istituzionali pari ad oltre il 60%. Un tempo così sproporzionato, nell’arco di 6 mesi, riduce inevitabilmente la possibilità di un equilibrio e stressa qualunque idea di pluralismo. Con buona pace delle preoccupazioni del presidente della Repubblica Mattarella, in materia di equilibrio dell’informazione”
La legge sulla par condicio, che voi applicate, è al passo con i tempi?
“Parliamo di norme del 2000. Naturale che segnino il passo. Basti pensare che, in quell’era, non esistevano la Rete e i social come oggi noi li conosciamo. E le televisioni stanno pagando un prezzo alto a Internet. I politici privilegiano il web e i social per raggiungere direttamente gli elettori e condividerne il linguaggio. Così le redazioni sono indotte a dare conto della diretta Facebook di questo o quel leader senza avere poi gli strumenti per puntualizzare o controbattere. Ne consegue un deficit di comunicazione politica equilibrata che noi denunciamo”.
Quindi la legge andrebbe cambiata?
“Non spetta a noi farlo, semmai al Parlamento. Noi possiamo solo segnalare un problema a Camera e Senato. Nell’attesa, ovviamente, applichiamo rigorosamente le regole in vigore”.
I telegiornali rischiano qualcosa. Che cosa dovranno fare dopo il vostro richiamo?
“Non sono previste sanzioni. Quantomeno la multa non è il primo strumento di dissuasione. Noi chiediamo alle testate – che hanno direttori esperti e redattori mediamente scrupolosi -. di ristabilire le regole del gioco. Chiediamo imparzialità , equilibrio, parità di trattamento. Chiediamo che il contraddittorio diventi il protocollo abituale e certo di relazione tra politica e giornalista. Questo vale per la Rai, come per le reti private. Senza distinzione di responsabilità “.
E vale anche in una fase non elettorale?
“L’imparzialità deve valere sempre. Ora che le elezioni europee sono alle viste, il vincolo deve essere ancora più stringente”.
(da agenzie)
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