Dicembre 15th, 2018 Riccardo Fucile
PRONTO UN ALTRO EDITTO BULGARO PER ELIMINARE I DISSIDENTI… IL FUTURO E’ GILETTI CON CORONA COME INVIATO SPECIALE
La Stampa racconta oggi in un retroscena a firma di Michela Tamburrino che il governo
gialloverde vuole far fuori Fabio Fazio per aprire le porte a Massimo Giletti. Il racconto prende spunto dalle dichiarazioni di Di Maio sul compenso di Fazio:
Ma l’aria è cambiata. Il ministro Salvini non manca di sottolineare quanto per lui Fazio rappresenti il nemico e i pentastellati, fino a ieri rimasti a guardare, ora segnano l’inversione di tendenza subordinata all’alleato. Ecco che il ministro Di Maio, in commissione di vigilanza, ha parlato di Fazio come di un «caso»: «Sì, certo che c’è un caso Fazio in Rai e spero che faccia parte il prima possibile delle azioni che si porteranno avanti all’interno dell’Azienda per quanto riguarda le retribuzioni e anche l’ingegneria delle società di produzione. Sicuramente è un tema che va affrontato. C’è un piano della precedente governance valido fino a marzo, ma speriamo che presto possa prevalere il buon senso»
Ecco che l’abbassamento dei cachet, secondo Di Maio potrebbe consentire un taglio netto al canone televisivo, pensato negli anni a venire. Così risorge una Rai «meno ingessata, dai progetti innovativi, in grado di favorire la produzione italiana». E in questo risorgimento, Di Maio si spinge a elencare anche i nomi di chi vorrebbe vederci dentro: «Gabanelli, Floris, Giletti, Porro, Giannini».
E Fazio colpito nel vivo subito risponde: «Gentile Sig. Ministro Di Maio, colgo al volo il suo auspicio al buon senso e Le do tutta la mia sincera disponibilità sin d’ora a parlare di televisione, di costi e naturalmente di ricavi, di opportunità , di compensi e guadagni e di ogni aspetto che riguarda la produzione dei programmi, delle produzioni esterne e del mio lavoro. E soprattutto a parlare di prodotto e di contenuto».
Dove si vuole arrivare è chiaro e in Rai già se ne parla, Salvini guarda a un secondo editto bulgaro che defenestri Fabio Fazio per mettere al suo posto Massimo Giletti che a quel punto a Canossa tornerebbe con gioia portandosi dietro i vari Corona inviati speciali.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 9th, 2018 Riccardo Fucile
VIENE FATTO PASSARE COME “COMUNE CITTADINO” LUCA MARSELLA, NOTO CONSIGLIERE COMUNALE DI OSTIA
Ieri la giornalista di Rainews Iman Sabbah, inviata a Parigi per la manifestazione dei gilet gialli, ha intervistato un cosiddetto “comune cittadino” italiano che era presente alla protesta contro Macron e l’Unione Europea.
Il “comune cittadino” in realtà è Luca Marsella, consigliere comunale a Ostia con Casapound, che sul suo profilo Twitter ha pubblicato una foto dell’intervista mentre Casapound ha fatto notare che “L’unico modo che abbiamo per avere spazio sulla tv pubblica è andare in Francia, sventolare il Tricolore e attirare l’attenzione della corrispondente Rai a Parigi. Solidarietà da parte di CasaPound ai Gilet Gialli che lottano contro la barbarie europeista di Macron”.
La parte curiosa della vicenda è che la giornalista non ha presentato Marsella come esponente di Casapound ma sostiene invece di essersi accorta soltanto successivamente della questione, quando qualcuno ha cominciato a farglielo notare sui social network.
Successivamente la giornalista si è scusata per l’errore: “Non era questa l’intenzione. Volevamo cercare di raccontare chi sono i gilets gialli, chi li sostiene, il perchè di questa protesta e il perchè della violenza. Mi dispiace che sia passato un altro messaggio”.
Come no, basta crederci…
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 5th, 2018 Riccardo Fucile
IL TG2 LEGHISTA FA SPARIRE PURE CHE E’ MAROCCHINO, DIVENTA SOLO UN AMBULANTE, NON SIA MAI CHE UN ATTO DI EROISMO SI ABBINI A UN “NON ARIANO”
Mustafa El Aoudi ha salvato la vita alla donna aggredita a colpi di cacciavite. Su Tg1 e Tg2 lo
stesso servizio nel quale come prima cosa si parlava la scarsa dimestichezza con la nostra lingua dell’uomo.
Lui si chiama Mustafa El Aoudi, è marocchino di 40 anni, vive in Italia da vent’anni, ha una moglie e tre figli che sono nati tutti a Crotone. Mustafa fa il venditore ambulante e la sua bancarella è davanti ai cancello dell’ospedale San Giovanni di Dio.
E’ stato lui, con il suo intervento, a salvare la dottoressa Maria Carmela Calindro, aggredita a colpi di cacciavite da un uomo che la riteneva responsabile della morte di un suo parente. Un gesto nobile di altruismo che ha fatto di Mustafa il personaggio del giorno.
Peccato che sia Tg1 che Tg2 (che hanno trasmesso lo stesso servizio) siano stati protagonisti di quella che a tanti è sembrata una bruttissima scivolata, tanto più antipatica in tempi di xenofobia spinta ai massimi livelli con gli atti del governo pentastellato e da tanti amministratori che fondano il loro consenso sulla discriminazione e gli stereotipi.
Così il servizio sull’aggressione cominciava con Mustafa, che brevemente ha ricostruito l’aggressione e un suo intervento. A questo punto in campo la voce del giornalista che ha detto testualmente: “Racconta così l’aggressione, in un italiano stentato, Mustafa El Audi”.
In un italiano stentato? La prima cosa che il giornalista ha sottolineato è stato “l’italiano stentato” di Mustafa, che poi stentato non è (perchè si capiva benissimo il suo racconto) ma era un italiano con inflessione e un paio di parole in calabrese.
La domanda è: perchè la prima cosa che nel servizio si è voluta sottolineare è stata la (presunta) scarsa dimestichezza di Mustafa con l’italiano? Qual era il senso? Che anche se parla male l’italiano è in grado di compiere un gesto di altruismo? Che c’entra l’italiano stentato (che – ripetiamo – stentato non era nemmeno, anzi tra governo e parlamento sentiamo di peggio) con il salvataggio della dottoressa?
Nel lanciare il servizio la conduttrice del Tg1 ha detto che la dottoressa era stata salvata da un “ambulante maghrebino”. Mentre la conduttrice del Tg2 ha detto solo ‘ambulante’.
Tanto che un collega della Rai ha maliziosamente commentato: la qualifica di immigrato non manca mai se sono spacciatori o stupratori…
(da agenzie)
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Novembre 17th, 2018 Riccardo Fucile
NESSUN ACCENNO CHE LA PROTESTA SI CHIAMASSE NO SALVINI DAY
Avevate nostalgia di Emilio Fede? Avevate nostalgia di Minzolini? Avevate nostalgia dei
Tg che a colazione, pranzo e cena infilavano Matteo Renzi tra le prime notizie che nemmeno quando c’era Fanfani?
Niente paura c’è il nuovo Tg1 grillino che si appresta a battere tutti
Nel servizio sulla protesta degli studenti la nuova direzione filo-governativa si è superata: servizio in fondo al Tg (e fin qui ci sta) e nessun riferimento sul fatto che la mobilitazione degli studenti era stata chiamata No Salvini day.
Quindi nessuna immagine delle decine e decine di striscioni e cartelli contro il ministro di Polizia.
Come non bastasse nessuna immagine delle bandiere di Lega e M5s bruciate dagli studenti, perchè il ‘popolo’ non deve vedere che il ‘popolo’ non ama troppo il governo del Popolo che ha varato la manovra del Popolo che penalizza la cultura e la scuola.
Infine – tenetevi forte – spazio per dare conto della dichiarazione di un politico. Che casualmente era la grillina Barbara Lezzi (che forse a scuola dovrebbe tornare). Una Lezzi allo zucchero che dava ragione agli studenti. Che casualmente protestavano contro il governo di cui lei fa incredibilmente parte.
Per la cronaca, solo dando una breve occhiata alle agenzie di stampa sulla protesta degli studenti hanno parlato Notarianni, Verducci, Laura Boldrini, Fassina, Zingaretti, Maurizio Martina. Ma è stata citata solo Barbara Lezzi.
Prodigio del Tg1 grillino, ma molto accomodante con Salvini, tanto che nessuno spettatore è stato informato che quella manifestazione si chiamava – appunto – No
Salvini day
Se così deve essere meglio andare direttamente dal produttore al consumatore e mettere alla guida Rocco Casalino
(da Globalist)
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Novembre 11th, 2018 Riccardo Fucile
LA GIORNALISTA: “DI MAIO VA ESPULSO DALL’ORDINE, VERGOGNOSO CHE I VERTICI DEL POTERE MINACCINO I GIORNALISTI”
Tiziana Ferrario, giornalista e storico volto del tg1, ha parole di fuoco per gli insulti di Di Maio e Di Battista ai giornalisti, avvenuti ieri dopo l’assoluzione di Virginia Raggi. A Di Battista la giornalista ha riservato un breve ma conciso post, in cui scrive: “Di Battista “giornalisti puttane” te lo rispedisco al mittente e fanne buon uso tra le persone a te più care” e continua: “ti sei fatto pagare da il Fatto Quotidiano per i tuoi ridicoli reportage tra gli indios del Guatemala e per fare le tue lunghe vacanze in America Latina come fossi un giovane studente in gap year ( anno di viaggio alla scoperta del mondo che si fa di solito a 18 anni) Cresci! e impara un vero lavoro.”
Per Di Maio, la Ferrario scrive un post più preoccupato: “Attaccare i giornalisti non è mai un buon segnale per lo stato della democrazia di un paese. Se poi l’attacco arriva da chi occupa posti al vertice delle istituzioni non promette nulla di buono. È la storia a testimoniarlo e quella del nostro paese purtroppo ha precedenti drammatici”.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 11th, 2018 Riccardo Fucile
PARLA SENZA CONTRADDITTORIO PER CRITICARE I GIORNALI, NON UNA PAROLA SU UNA CITTA’ CHE CADE A PEZZI
Una premessa è doverosa: abbiamo detto a suo tempo peste e corna della Rai
inginocchiata a Berlusconi, dei Porta a Porta con i baciamano e del contratto con gli italiani (a testimonianza che i contratti, come quello attuale, sono delle sonore fregature per i cittadini)
Abbiamo pubblicato decine di articoli per criticare i Tg della Rai servizio pubblico che in ogni edizione e con grande rilievo dovevano dare conto anche della più inutile dichiarazione di Renzi nonostante la guerra in Siria, l’Isis e tantissimi altri accadimenti in anni densi di fatti, misfatti guerre, terrorismo e protesta sociale.
Per questo è difficile non vedere che il Tg1 grillino -alla faccia delle promesse che volevano i partiti fuori dalla Rai – ai suoi esordi ha rifilato ai poveri spettatori un’intervista-spot nella quale Virginia Raggi è stata libera senza contraddittorio di dire sciocchezze ma, soprattutto, sempre senza contraddittorio spiegare quanto lei stia amministrando bene Roma e poteva dare buone notizie ai romani.
Pochi minuti imbarazzanti, immaginiamo innanzitutto per la redazione del Tg1 nella quale ci sono ottimi e stimati professionisti che meriterebbero di poter lavorare senza lacci e laccioli.
Nella breve intervista, dopo essere auto-incensata, la sindaca più scarsa di Roma fin dai tempi dei Visigoti di Alarico (metafora delle nuove invasioni barbariche che si stanno abbattendo sulla civiltà e cultura italiana) prima ha spiegato ai media (sempre senza contraddittorio) come la stampa dovesse fare la stampa.
E poi, quando timidamente le è stato fatto notare che le opposizioni (non i romani esasperati) la criticassero la sindaca ha detto:
Le opposizioni pensassero a lavorare, polemiche sterili io rispondo con i fatti
Abbiamo stanziato i soldi per comprare i nuovi bus
Stiamo o realizzando le corsie preferenziali
Stiamo realizzando lue corsie ciclabili
Ai romani voglio dare buone notizie: abbiamo aggiudicato le gare per il verde e quindi si vedranno dalle prossime settimane i primi risultati, abbiamo già portato la differenziata a oltre 150 mila cittadini e nelle prossime settimane saliremo a oltre 200.
Insomma in politica i risultati si ottengono con la costanza, la perseveranza e soprattutto perseguendo la legalità .
Inutile dire che invece di parlare di quello che (non) ha fatto nei due anni e mezzo precedenti la sindaca si è affidata ai soliti gerundi (realizzando, comprando) e al solito futuro: si vedranno, saliremo.
Non una parola su una città che cade a pezzi, invasa dai rifiuti, allagata dopo ogni mezzo temporale e dove la giunta naviga a vista, quando non fa naufragio.
Quanto alla legalità un giorno Virginia Raggi dovrà politicamente spiegare il ruolo dell’avvocato in quota grillina Luca Lanzalone, il Mr Wolf portato da Di Maio e Bonafede e faceva e disfaceva, impastocchiava, prometteva, prendeva, otteneva. Alla faccia della legalità . Come la storia di Parnasi e dello Stadio della Roma stanno lì a dimostrare.
Ma questo a Virginia Raggi lo chiederà , eventualmente un telegiornale libero.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 4th, 2018 Riccardo Fucile
DONNE E OVER 65 TRADISCONO LA ISOARDI… E SALVINI ORA VUOLE PIAZZARE L’AUTORE ALLA DIREZIONE RAI (EVVIVA LA MERITOCRAZIA)
Si sta molto chiacchierando, in questi giorni, di uno storico programma di Rai1 – «La prova del cuoco» – che quest’anno ha cambiato la conduttrice (Elisa Isoardi dopo Antonella Clerici, che l’ha lanciato).
Fra gli autori c’è Casimiro Lieto, che è stato candidato a una direzione Rai (Rai1 o Rai2, o forse niente), con seguito di molte polemiche.
Da osservatori del tutto imparziali, ci è venuta la curiosità di verificare – dati alla mano – la buona salute del programma, anche per capire il senso della «candidatura». Stupisce un po’ constatare che il programma non è mai andato così male come quest’anno: a settembre e ottobre (due mesi di messa in onda) il programma registra 1.282.000 spettatori, per una share media del 12,9%.
L’anno scorso, nello stesso periodo, gli spettatori erano 1.745.000, per una share del 15,7% (con una perdita secca di più di due punti e mezzo di share).
L’anno prima, nel 2016, gli spettatori erano 1.539.000, per una share del 14,2% (dunque più di un punto percentuale oltre l’edizione di quest’anno).
Nel 2015, gli spettatori erano 2.002.000, per una share del 16,6% (tre punti e mezzo in più di quest’anno).
È evidente che la «Prova» navighi in acque agitate, e abbia ceduto lo scettro della leadership del pranzo a «Forum», con Barbara Palombelli, che su Canale 5 raccoglie una media di 1.370.000 spettatori, per una share del 16,9%.
Come si spiega l’arretramento della «Prova»?
La conduzione Isoardi e la nuova impostazione voluta dagli autori soffre soprattutto sui due target centrali per la trasmissione: scendono di quasi tre punti di share le donne, e di oltre tre punti gli spettatori con più di 65 anni. Insomma, il core target. Questi sono i dati di un programma, quanto poi alle nomine, come sempre, rispondono a criteri per noi insondabili.
(da “Il Corriere della Sera”)
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Ottobre 29th, 2018 Riccardo Fucile
LO SFOGO DELLO CHEF KUMALE’: “MI HANNO CHIESTO DI PARLARE SOLO DI CUCINE REGIONALI, SONO PREOCCUPATO PER L’ARIA ASFITTICA CHE SI RESPIRA IN ITALIA”
Quando gli hanno chiesto di preparare la parmigiana di melanzane, Vittorio Castellani, alias
chef Kumalè ha capito che la sua esperienza alla Prova del Cuoco era finita.
E così, lo chef di cucine del mondo che da 27 anni gira l’intero globo terrestre alla scoperta di sapori che raccontano culture diverse, ieri sera ha affidato a un post su Facebook le ragioni del suo addio alla trasmissione Rai, con cui aveva collaborato anche in passato negli anni di Antonella Clerici, da questa stagione condotta da Elisa Isoardi.
“Domani mattina avrei dovuto tornare a La Prova del Cuoco su RAI 1, ma l’idea di andare in televisione per raccontare poco più di niente e per fare lo slalom tra termini e definizioni da evitare, ricette fusion e rivisitazioni strampalate, non fa per me – ha scritto sul suo profilo Chef Kumalè – Dopo avermi cercato e voluto, mi hanno detto che la trasmissione preferisce dare spazio al multiregionalismo italiano piuttosto che al multiculturalismo a tavola. Come se i due contenuti non potessero convivere all’interno della stessa trasmissione”.
Vittorio Castellani assicura di “non voler fare alcuna polemica” ma il suo pensiero è chiaro: “Non sono preoccupato per me, posso tranquillamente esprimermi altrove e gli spazi certo non mi mancano – precisa – Sono preoccupato piuttosto per l’aria asfittica che si respira in questo Paese, per questa forma di povertà culturale, che in modo silente ma sostanziale sta rinforzando sentimenti e scelte che reputo molto pericolose per la nostra povera Italia”.
Castellani era tornato quest’anno a La Prova del Cuoco dopo aver lasciato la trasmissione nel 2014, quando era diventato “un programma troppo incentrato sullo spettacolo della cucina” ed era tornato quest’anno “per un viaggio tra le cucine del mondo che partiva dalle spezie per raccontare la varietà culturale che si nasconde dentro i piatti – racconta – In queste settimane però mi sono arrivate richieste strane, mi hanno chiesto di puntare di più sulla cucina regionale e meno su quella etnica. E quando mi hanno chiesto di preparare la parmigiana con l’aneto ho capito che non era più il posto per me”.
Kumalè non parla di razzismo, nè vuole creare collegamenti tra le richieste della produzione e il fatto che la conduttrice Elisa Isoardi sia la compagna del ministro degli interni Matteo Salvini. Nel suo post su Facebook però lancia un messaggio: “Anche in cucina oramai mi sembra chiaro il concetto di: ”Solo gli Italiani!”, che rappresenta un’estensione dello slogan “Prima gli Italiani!”.
(da agenzie)
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Ottobre 16th, 2018 Riccardo Fucile
E QUESTO SAREBBE IL NUOVO PRESIDENTE DELLA RAI
Marcello Foa è sicuramento noto anche per l’uso disinvolto dei social per attacchi
politici, perfino alle alte cariche dello Stato.
Ma in questa circostanza la gaffe riguarda un evento drammatico per la memoria del Paese.
Il presidente della Rai è in Israele, dove deve partecipare anche a una conferenza su “manipolazione dei media e fake news”.
E twitta sull’anniversario del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma.
Annuncia la sua partecipazione a iniziative per ricordare quella pagina vergognosa della storia italiana solo che, invece di parlare di commemorazione, usa la parola sbagliata: “celebrazioni”.
Ma soprattutto sbaglia la data. Parla di 65esimo anniversario.
Per Foa dunque il rastrellamento sarebbe avvenuto nel 1953
(da agenzie)
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