Aprile 7th, 2010 Riccardo Fucile
UNA INFORMATIVA GIUDIZIARIA RISERVATA DELLA POLIZIA ACCUSA I VERTICI DELLA PROTEZIONE CIVILE DI OMICIDIO COLPOSO PER NON AVER DICHIARATO LO STATO D’ALLERTA, NONOSTANTE I PRECEDENTI… INTERROGATI I VERTICI DELLA “COMMISSIONE GRANDI RISCHI”
Esiste una informativa giudiziaria riservata, redatta dalla Polizia del capoluogo abruzzese, che accusa i vertici della Protezione civile di omicidio colposo per il terremoto dell’Aquila.
L’accusa che emerge è quella di non aver dato l’allarme alla popolazione prima della scossa del 6 aprile, quando il corso dello sciame sismico nei quattro mesi precedenti, con oltre 400 scosse, avrebbe invece giustificato quanto meno la dichiarazione dello “stato d’allerta”, se non l’evacuazione, come avvenne in Garfagnana nel 1985.
Il rapporto è molto dettagliato, con documenti scientifici, perizie e interrogatori ed è stato inserito nel fascicolo di indagine della Procura riservato al “mancato allarme” nei giorni precedenti la tragedia.
Il documento è stato consegnato al magistrato pochi giorni fa e non è stato pubblicizzato proprio per evitare polemiche o iniziative giudiziarie che potessero turbare la fiaccolata commemorativa di due notti fa, ma non si esclude che la Procura entro qualche giorno possa assumere qualche iniziativa.
Tra gli allegati, vi sono gli interrogatori del vice capo della Protezione civile, Bernardo De Berardinis, del presidente vicario della “Commissione Grandi Rischi” della Protezione civile, Franco Barberi, del presidente dell’Istituto di Geofisica e di Vulcanologia, Enzo Boschi, del direttore dell’Ufficio Rischio Sismico, Mauro Dolce, del direttore del Centro nazionale terremoti, Giulio Selvaggi, e di altri tre funzionari dell’ufficio Gestione Emergenze e Servizio Comunicazione. Continua »
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Marzo 23rd, 2010 Riccardo Fucile
AD ALBENGA UN ESPONENTE DELLA COMUNITA’ SICILIANA AI DOMICILIARI SCRIVE AGLI AMICI PER CONVINCERLI A VOTARE L’ASPIRANTE SINDACO LEGHISTA E UN CANDIDATO DEFINITO “UOMO DI PAROLA”…DA UN LATO GLI APPELLI ALLA LEGALITA’, DALL’ALTRO APPOGGI IMBARAZZANTI: I DUE CANDIDATI LIETI DELLA SORPRESA
In attesa dello “sfondamento” sotto la linea del Po, le truppe della padagna del magna magna sono almeno riusciti a “sfondare” il muro del carcere. Avviene in quel di Albenga, nel savonese, e ne dà notizia il “Secolo XIX”: la candidata leghista alle elezioni comunali di domenica e paladina della sicurezza, Rosalia Guarnieri, e uno dei suoi candidati, Silvio Cangelosi, entrambi siciliani, hanno incassato un sostegno “qualificato”, quello del noto esponente della comunità siciliana albenganese, Antonino Messina detto Nino, che ha voluto scrivere di suo pugno una lettera ad amici e conoscenti per perorare l’elezione dei due leghisti.
Definendo “carissima” Rosalia e “uomo di parola” il buon Silvio.
A buon intenditor, poche parole, insomma.
Peccato che il Messina non abbia potuto andare lui direttamente all’ufficio postale a imbucare le numerose lettere e non sia riuscito a fare anche qualche telefonata (“non posso rivolgermi a voi direttamente a voce”).
E’ impedito a uscire di casa: non da un attacco di gotta o non ha neanche un problema alle corde vocali.
Semplicemente perchè è agli arresti domiciliari per un tentativo di estorsione da 100.000 euro a danno di un imprenditore edile e quindi non può contattare nessuno.
Che la Rosalia, che ha fatto della sicurezza e della legalità il suo cavallo di battaglia all’esterno, ricevesse il sostegno di una persona accusata di un reato piuttosto grave, ha fatto storcere il naso a molti nella cittadina. Continua »
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Marzo 23rd, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE BELPIETRO ORA AMMETTE ERRORI E I FINIANI NON NE POSSONO PIU’…I NUOVI SLOGAN SONO BATTERE IL CANCRO, 100 MILIONI DI ALBERI E LE PISTE CICLABILI ? ….SI DOVEVA DARE UNA CASA AI GIOVANI, DOPO UN ANNO NON SI E’ NEANCHE RIUSCITI A FAR AMPLIARE QUELLE DI CHI GIA’ L’HA….E LE TASSE SONO SEMPRE PIU’ ALTE
Per una volta iniziamo con una nota interna che riteniamo giusto rendere pubblica: il
nostro/vostro sito sta aumentando sempre di più la sua visibilità e la propria fascia di lettori.
Attraverso la pubblicazione dei nostri articoli su vari forum, siamo arrivati a punte di oltre 5.000 visitatori giornalieri, segno che una “destra sociale” anticonformista e che non guarda in faccia nessuno suscita interesse e simpatia, a prescindere dalle appartenenze.
Segno evidente che esiste un elettorato che vuole essere informato e non si accontenta più delle verità ufficiali: i numeri reali (non come quelli di piazza San Giovanni) ci portano a essere ormai classificati tra i primissimi siti italiani di area, addirittura oltre alcuni tra i più celebrati.
Sentiamo quindi ancora una maggiore responsabilità , sapendo di rivolgerci a tanti amici “di destra” delusi da questa maggioranza.
Ricordiamo gli improperi e le accuse di lesa maestà che hanno accompagnato i nostri primi passi, rivolteci dai “guardiani della rivoluzione” del Pdl, coloro che non avendone mai fatta una, se non nei salotti buoni, ci accusavano di essere “prevenuti” verso il governo.
Ora leggiamo, sulle colonne di Libero, Maurizio Belpietro scrivere: “In questi mesi molte cose non sono andate per il verso giusto e la delusione è forte, ma se non si vuole dare il proprio consenso alla sinistra astenendosi, questo centrodestra rimane l’unica possibilità . Pazienza: anche se in quella casa c’è molto che non va, bisogna farsene una ragione”.
Quello che da mesi andiamo scrivendo, ora, bontà loro, diventa fonte di preoccupazione anche per gli uomini del premier.
Peccato che essa sia finalizzata solo alla scadenza elettorale: manca infatti totalmente di uno sforzo di analisi.
“Dateci il voto che poi qualcosa faremo”.
Già cosa?
Sulla base del giuramento dei governatori in Piazza San Giovanni e di quanto sostenuto sul palco, il centrodestra si impegna “a sconfiggere il cancro, a piantare 100 milioni di alberi, a costruire piste ciclabili, ad attuare il piano casa approvato da un anno e a dimezzare le liste di attesa nella Sanità “.
Contro una sinistra che “vi tasserebbe nuovamente con l’Ici, farebbe entrare milioni di immigrati e vi spierebbe mentre parlate al telefono”.
Questa sarebbe la profondità di analisi e le proposte per cambiare il Paese. Peccato che in due anni l’Italia sia riuscita a farsi conoscere in Europa per aver osteggiato ogni proposta che limitasse l’inquinamento e che tutelasse il verde, schierandosi sempre dalla parte degli inquinatori, magari attraverso richieste continue di deroghe e proroghe, e che quindi questa anima ecologista non sia mai emersa. Continua »
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Marzo 22nd, 2010 Riccardo Fucile
CI SONO VOLUTI DUE GIORNI PERCHE’ MARONI DIFENDESSE IL LAVORO DELLA POLIZIA CHE DOVREBBE RAPPRESENTARE: LUI CHE SAPEVA, PERCHE’ NON HA SMENTITO SUBITO CICCHITTO E GASPARRI?…. IL GIOCO DELLA LEGA: A ROMA PARTITO DI POTERE, A NORD FINTO PARTITO DI LOTTA… E ORA VERDINI, CICCHITTO E GASPARRI SI DIMETTANO
Avrà prima aspettato l’ordine da via Bellerio, poi quando i vertici della Lega hanno fatto i loro calcoli sull’utilità politica che gli sarebbe derivata dallo sputtanare i conti dei dirigenti del Pdl, alla vigilia delle regionali, ecco che Maroni improvvisamente ha riacquistato la memoria.
E ha confermato quello che tutti, lui per primo, sapevano dalle ore 20 di sabato.
Ovvero che i partecipanti alla manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni non erano un milione, come annunciato da Verdini, ma circa 120-140.000 come da accurati accertamenti degli uomini specializzati della Questura di Roma.
Ora Maroni cerca di passare per colui che afferma: “Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali. Si sta alimentando uno scontro che non esiste, si è fatto un clamoroso autogol in materia di comunicazione”.
Ma chi l’ha alimentato e chi ha taciuto?
Chi ha autorizzato Verdini a sparare: “Siamo un milione”?
Chi aveva deciso dal giorno prima che si sarebbe in ogni caso dovuto sostenere questa tesi? Chi è salito sul palco, declamando il giuramento e rendendosi partecipe della messa in scena? Forse Cota non aveva visto nulla dall’alto?
Chi per due giorni ha accusato di falso e di essere un ubriacone il questore di Roma, creando una spaccatura con le forze dell’ordine?
Non sono forse Cicchitto e Gasparri i capogruppo del Pdl alla Camera e al Senato, quindi tra i massimi esponenti politici del Pdl?.
Quanti consensi questa ignobile sceneggiata farà perdere al Pdl tra le famiglie delle forze dell’ordine?
Magari a vantaggio della Lega che ora fa la bella figura di chi smentisce tardivamente i vertici del centrodestra?
O più probabilmente a favore dell’astensionismo di chi ha capito che non esiste la “Lega di lotta e di governo”, ma solo di cocca: a Roma complice partito di potere, al nord finto partito di lotta contro se stesso e i provvedimenti che approva a Roma. Continua »
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Marzo 22nd, 2010 Riccardo Fucile
IL SINDACATO DI DESTRA COISP : “UN GOVERNO FARSA CHE ATTACCA LA POLIZIA PER MASCHERARE IL PROPRIO FALLIMENTO E CHE SBEFFEGGIA, IN NOME DELL’IMPUNITA’, IL LAVORO DEGLI AGENTI”…”NON UNA PAROLA DA QUEL PALCO A FAVORE DELLE FORZE DELL’ORDINE, NON UN PROVVEDIMENTO”… “IL VERO COMA ETILICO E’ QUELLO IN CUI LEI PRESIDENTE TENTA DI MANDARE QUESTO PAESE”
Era prevedibile, lo avevamo scritto nel precedente articolo: non contenti di aver annunciato
la presenza di una cifra inverosimile di simpatizzanti alla manifestazione di Piazza Sa Giovanni, i vertici del Pdl hanno pensato bene, attraverso due dei migliori intellettuali di cui dispongono, Cicchitto e Gasparri, di attaccare la Polizia di Stato e il Questore di Roma, rei di aver reso noti dati peraltro fin in eccesso, che parlano di 150.000 partecipanti.
Come zitelle isteriche i due, vedendosi contestare la “palla mediatica” del milione di militanti presenti, hanno cominciato a inveire contro la Questura “poco credibile” e il il suo massimo dirigente “in preda a crisi etilica”, salvo essere sputtanati da foto e raffronti inequivocabili.
Ma avevamo sottolineato il grave errore politico di coloro che dovrebbero guidare i gruppi parlamentari del Pdl: prendersela con una categoria, gli agenti di polizia e i carabinieri, notoriamente non certo di sinistra estrema, inimicandosi definitivamente una delle poche che ancora sopportavano le balle maroniane sulla maggiore percezione di sicurezza nelle città .
Ora il Pdl c’è brillatemente riuscito, se è vero come è vero che tutte le organizzazioni sindacali hanno avuto severe parole di critica verso il governo. Ma quello che è significativo è che parole più pesanti non vengano dal Siulp, vicino alla Cgil, ma da un sindacato indipendente di destra, il Coisp,il cui segretario generale, Franco Maccari non ha peli sulla lingua: “Un governo che sfila contro un altro potere dello Stato (gli slogan contro la magistratura) e che smentisce i propri organismi (i dati della Questura, composta da uomini della polizia che si chiama non a caso di Stato) è un paradosso kafkiano., il festival dell’assurdo”. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
LA PROTEZIONE CIVILE VOLEVA PREMIARLI PER GLI INTERVENTI ALL’AQUILA, PURCHE’ SI PAGASSERO LA MEDAGLIA: 130 EURO A TESTA…I TERREMOTATI INDIGNATI FANNO UNA COLLETTA E SI OFFRONO DI DONARLE LORO (COSTO 18 EURO)…. I VIGILI: “SIAMO ONORATI, MA I SOLDI RACCOLTI DESTINATELI AD AIUTARE LA POPOLAZIONE”
Tutti li abbiamo visti scavare a mani nude tra le macerie, per cercare di salvare i vivi e
recuperare i morti: all’Aquila e dintorni hanno fatto 26.000 sopralluoghi e un totale di 203.352 interventi.
Li hanno chiamati “gli angeli del terremoto” per la loro opera instancabile: parliamo dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti in Abruzzo fin dalle prime ore del terremoto per cercare di prestare aiuto alla popolazione.
Come avevamo già scritto, a distanza di un anno, il governo, attraverso la Protezione civile, ha pensato bene di premiarli con una medaglia di benemerenza, ma ad una condizione: che se la pagassero.
Esattamente 130 euro per il kit intero, preparato e venduto da una società collegata alla Protezione civile.
Da qui la denuncia del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, il Conaco: “Molti hanno ricevuto una lettera della protezione civile con le indicazioni per ritirare il kit “insegne e benemerenze”, seguendo le quali e rivolgendosi alla System Data Center Spa, si sarebbero potute acquistare le onoreficenze pagando 130 euro”.
I Vigili sono inferociti: “O lo Stato ritiene che ce le meritiamo, e quindi non ce le fa pagare, oppure non ci dia nulla, se le tenga”.
La notizia delle medaglie a pagamento a 130 euro ha creato indignazione tra gli aquilani che si sono così offerti di pagare di tasca propria le onoreficenze. “Saremo noi aquilani a dare le medaglie ai nostri angeli, ognuna costa 18 euro e abbiamo già attivato un punto di raccolta fondi per realizzare quante più medaglie possibile”. Continua »
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Marzo 17th, 2010 Riccardo Fucile
SI SONO VENDUTI SUI MEDIA L’OPERAZIONE RESPINGIMENTO DI 15.000 PROFUGHI, MA IN UN ANNO GLI IMMIGRATI SONO AUMENTATI DI 360.000 UNITA’…REGALATI 5 MILIARDI ALLA LIBIA PER FARE L’OPERAZIONE SPORCA, IN VIOLAZIONE DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI FIRMATE ANCHE DALL’ITALIA…LE RONDE SENZA PAGARLE SONO NAUFRAGATE.. SOLO OPERAZIONI D’IMMAGINE SENZA SOSTANZA
Non siamo tra coloro che si fermano alle apparenze, siamo gente che badiamo alla sostanza:
non ci interessa che il popolo italiano abbia “la percezione” di una maggiore sicurezza solo perchè vede due militari passeggiare per le città , accompagnati da un agente altrimenti si perdono per strade che non conoscono.
Non amiamo soprattutto essere presi per i fondelli dai seguaci della”padagna del magna magna” che spacciano sostanze “stupefacenti”, confidando nella buona fede degli acquirenti.
Esaminiamo gli interventi che Maroni ha adottato per aumentare la “percezione” di sicurezza tra i cittadini.
La sicurezza chi la garantisce in uno stato democratico? Le forze dell’ordine. Primo atto significativo di questo governo è stato tagliare di 3 miliardi i fondi a loro disposizione: questo si è tradotto in meno mezzi a disposizione, meno uomini, questure che non pagano neanche più l’affitto, straordinari non remunerati, auto senza benzina e pezzi di ricambio.
Un esempio per tutti: la famosa “squadra catturandi” della mobile di Palermo che ha dovuto compiere interventi con auto personali degli agenti, senza neanche l’indennità mensa e il riconoscimenti degli straordinari derivanti da lunghe notti di appostamento.
Con i servizi igienici guasti per mesi perchè non c’erano neanche i soldi per chiamare un idraulico.
Di fronte alle immagini degli sbarchi a Lampedusa che colpivano l’opinione pubblica, si è pensato bene di porre in atto, d’intesa con la Libia, la politica dei respingimenti.
Abbiamo regalato alla Libia (per la terza volta) un risarcimento per presunti danni di guerra di cento anni fa, pari alla modica cifra di 5 miliardi (per l’Abruzzo si è, fino ad ora, speso solo 1 miliardo).
Dati a fondo perso a un regime dove vengono negati i diritti umani, con massacri nelle carceri, affinchè qualcuno facesse il lavoro sporco di affogare i profughi per conto terzi.
In violazione delle convenzioni internazionali che l’Italia stessa ha firmato: il profugo in mare deve essere condotto al più vicino porto italiano, gli si deve dare la possibilità di chiedere asilo politico che per legge è riconosciuto a chi proviene da Paesi in guerra o dove esistono guerre civili in atto.
Ovviamente poi si può concedere o meno, ma la prassi di respingerli in mare senza alcun accertalemento è illegale.
Siamo riusciti anche in questo.
Il tutto per dimezzare da 35.000 a 18.000 le entrate in Italia di clandestini via mare, molti dei quali avrebbero avuto diritto al riconoscimento di asilo politico. Mentre l’Italia di Minzolini e Mimun faceva clack clak con le manine e Maroni spacciava dati a fronte telecamere, sono arrivati in aereo o in treno al nord quasi un milione di romeni. Continua »
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Marzo 16th, 2010 Riccardo Fucile
IL PROBLEMA NON E’ L’ASPETTO GIUDIZIARIO, MA QUELLO POLITICO: UN LEADER POLITICO NON SI ATTACCA AL TELEFONO PER FAR CHIUDERE TRASMISSIONI SCOMODE, NEGLI USA SAREBBE COSTRETTO A DIMETTERSI… LA DESTRA ITALIANA DOVREBBE CITARLO PER DANNI, ALTRO CHE REGGERGLI LO STRASCICO
Ci rendiamo conto che solo un 30% degli elettori di centrodestra pensa
sommessamente quello che invece noi diciamo apertamente: in Italia il conformismo impera da secoli, così come il trasformismo.
Finchè vinci e trascini i mediocri ai posti di potere, troverai intorno a te solo una corte di miracolati e di signorsì, pronti a decantare le epiche gesta del condottiero.
Alla prima sconfitta, molti di costoro saranno i primi a criticarti in nome del “io lo avevo detto che ci avrebbe trascinato nella rovina”.
Poi ci sono gli uomini scomodi, quelli che vanno controcorrente e criticano con lealtà e a tempo debito: spesso finiscono con una corda al collo prima di poter vedere avverate le loro profezie.
Qualche volta gli va bene e vengono addidati come saggi a futura memoria. Essendo tra coloro che sono a destra da una vita, senza bisogno di leggere il libro sul comunismo di Berlusconi e neanche gli scoop di Novella 2000, non essendosi forgiati alle teorie dei neoconservatori a stelle e a strisce e neanche seguendo gli insegnamenti di Signorini, ma essendo uomini di destra “liberi”, non amiamo essere intruppati in armate Brancaleone e rivendichiamo il diritto a chiedere i danni al premier.
Per una volta Berlusconi non si potrebbe appellare ai giudici comunisti: preferiamo un tribunale del popolo elettore di centrodestra per la nostra causa.
Perchè il quadro post-Prodi era ideale per risanare l’Italia sia dal punto di vista etico che sociale, sia da quello istitituzionale che economico.
Una strada spianata dallo sfascio che avevano lasciato le divisioni della sinistra, un susseguirsi di segretari che duravano lo spazio di pochi mesi, un vuoto politico che si sarebbe colmato solo dopo anni.
Eppure Silvio e i suoi esegeti sono riusciti nell’impresa impossibile.
Che non è quella di aver saputo gestire il terremoto dell’Aquila, che in realtà è stato pieno di errori.
“Nessuno al mondo avrebbe potuto fare meglio e più di me”: in questo caso concordiamo, nessun leader politico sarebbe riuscito nell’impresa, dopo solo due anni di governo, di resuscitare i defunti della sinistra italiana dai sepolcri in cui riposavano.
Un misto di presunzione e di arroganza in crescendo quoridiano, una corte di lecchini intemerati, una gestione dei media che rivaluta i cineluce del ventennio.
In mezzo il “ciarpame senza pudore” di una gestione della vita privata su cui non avremmo nulla da dire se riguardasse il presidente di Mediaset (sarebbero affari suoi), ma che diventa insostenibile se riguarda invece un presidente del Consiglio (diventano affari nostri). Continua »
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Marzo 15th, 2010 Riccardo Fucile
ABBIAMO TOCCATO IL FONDO: AMMONTA A 130 EURO LA SOMMA CHE VIGILI DEL FUOCO, MILITARI E VOLONTARI ACCORSI PER IL TERREMOTO DOVRANNO PAGARE PER RITIRARE LA MEDAGLIA DI “PUBBLICA BENEMERENZA” ASSEGNATA DALLA PROTEZIONE CIVILE..I VIGILI DEL FUOCO INDIGNATI RIFIUTANO L’INSULTO DI UNO STATO ACCATTONE
Se vuoi metterti al collo la medaglia al valore, prima metti la mano al portafoglio.
Questa la morale e l’implicito invito che i vigili del fuoco, i militari, le forze di polizia, i volontari accorsi per prestare aiuto agli aquilani, colpiti dal tragico terremoto di un anno fa, si sono visti recapitare dalla Protezione civile di questo nostro sgangherato Paese.
In America, dopo la vicenda delle Torri Gemelle, le autorità degli States hanno riempito di attestati di benemerenza, di commossi ringraziamenti e di medaglie d’oro al valore i vigili del fuoco che tanto si prodigarono nelle prime ore successive al disastro, sacrificando anche la loro vita.
In Italia, la Protezione civile ha invitato le categorie che abbiamo elencato a ritirare un attestato gratuito firmato dalla Presidenza del Consiglio e dal dipartimento, unitamente alla “medaglia di pubblica benemerenza”, per ottenere la quale però occorre rivolgersi a una società privata e pagare la bellezza di 130 eurini per un kit che comprende”medaglia,nastro, rosetta, distintivo, astuccio e fascetta”.
Quanto sopra è indicato sul sito benemerenze.it, collegato all’indirizzo web della Protezione civile.
E per una operazione del genere hanno pure emanato un decreto dove si legge che “gli oneri per la realizzazione e la spedizione dei diplomi sono a carico della Protezione civile, quelli connessi a medaglie e insegne a carico dei beneficiari”.
Le associazioni dei Vigili del Fuoco sono sommersi da centinaia di lettere di indignata protesta da parte degli iscritti che, dopo essersi fatto un mazzo così per aiutare i fratelli aquilani, senza nulla chiedere, ora devono subire la beffa di una lettera in cui la Protezione civile li invita a ritirare una medaglia a pagamento, attraverso un appalto dato a una società privata che gestisce le benemerenze.
Per ottenere un riconoscimento da questo Stato accattone, in pratica, devi pagartelo.
Il tutto in un bel cofanetto con il logo della Protezione civile e senza poter neanche chiedere solo la medaglia.
O compri il kit completo dalla System Data Center SpA o te la scordi. Continua »
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