Marzo 7th, 2010 Riccardo Fucile
E’ ACCADUTO A FAVARA, NELL’ AGRIGENTINO, IN UN ISTITUTO ALBERGHIERO… GLI AGENTI ERANO ANDATI PER SPIEGARE COME SI DEVE COMPORTARE UN BUON CITTADINO… ALLA FINE HANNO RICEVUTO INSULTI E LANCIO DI PIETRE…LO STATO ESISTE ANCORA?
Se non fosse tristemente vera, questa storia sembrerebbe un parodosso. Due giorni fa, tre poliziotti sono entrati nell’aula magna dell’istituto alberghiero “Ambrosini” di Favara, nell’agrigentino, per tenere un lezione di legalità , su invito dei docenti.
Sono iniziative che la Polizia di Stato organizza in tutta la penisola, ma che hanno una particolare valenza in territori notoriamente ad alta concentrazione mafiosa.
Un modo per far riflettere sulla presenza dello Stato e sul rispetto delle istituzioni, una lezione di educazione civile su diritti e doveri dei cittadini. Interlocutori in questo caso erano degli studenti aspiranti chef e maitre, in teoria categoria sensibile al bon ton e alle buone maniere.
Al termine della lezione, alcuni allievi hanno però dimostrato di aver compreso ben poco gli insegnamenti educativi e gli inviti al rispetto delle regole e, tra lo stupore del dirigente scolastico, dei docenti e degli stessi poliziotti, hanno cominciato a insultare le forze dell’ordine e a lanciare sassi contro le auto di servizio degli agenti.
Pare che i vandali siano alcuni studenti tra quelli che non hanno partecipato all’incontro: dal quarto piano dell’istituto, hanno pensato bene di bersagliare gli agenti.
La direzione scolastica la commentato che “quanto è accaduto è un fatto gravissimo che non va nascosto nè minimizzato, ma condannato con forza. Abbiamo voluto portare un messaggio, una testimonianza, dando un volto a una istituzione in modo che i giovani la sentano più vicina”. Continua »
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Febbraio 25th, 2010 Riccardo Fucile
PIU’ CHE DI PALADINI, IL PDL AVREBBE BISOGNO DI IDEE , NON DI SERVI DI CORTE…SE SI CONTINUA A SPARARE CONTRO LE INTERCETTAZIONI, A NON FARE PULIZIA NELLE LISTE E A INVENTARSI “INVASIONI DI STRANIERI” ALLE PORTE, NON CI SARA’ UN “PREDELLINO 2”, MA SOLO LA DISCESA DAL TRONO SANCITA DEGLI ELETTORI
Toni, slogan, interlocutori, luoghi comuni, accuse, chiamate alle armi: ieri il Pdl è riuscito a dare il peggio di sè, in occasione della conferenza stampa del premier, accompagnato da Michela Brambilla.
Intanto ha fornito l’immagine di un partito boccheggiante che deve aggrapparsi a slogan vetusti che, come tali, possono farti vincere una competizione elettorale “una tantum”, ma poi diventano come i racconti ai nipoti di qualche nonno arteriosclerotico che ripete sempre le stesse cose tra gli sbuffi del ragazzino.
“Siamo tutti intercettati da uno stato di polizia, non emergono reati, solo fango” ha sostenuto il premier.
A parte che uno “stato di polizia” prevede di solito come mandanti almeno il Primo ministro e quello degli Interni, si dà il caso che uno sia proprio colui che ha sostenuto tale tesi e che quindi guidi lui il governo.
Prevede altresì un monopolio completo dell’infomazione, ma anche qui emerge che il governo controlla almeno 5 dei 6 principali telegiornali pubblici e privati.
Frase quindi controproducente agli occhi dell’opinione pubblica.
Quanto alle intercettazioni, non solo permettono ai magistrati di approfondire indagini che altrimenti si arenerebbero, ma consentono ai cittadini di conoscere fatti di cui sarebbero certamente tenuti all’oscuro dai “poteri forti”. Se ci sono eccessi vanno eliminati, certo, ma è altra cosa dal sostenere che da esse “non emergono reati, ma solo fango”.
Si mai vista una “destra” seria che non tuteli la legalità , la giustizia e il rispetto delle istituzioni?
Ma veniamo alle parole che Berlusconi ha dedicato all’organizzazione interna, lanciando i “promotori della libertà ” e affidandoli alla Brambilla, l’esperta dei Circoli della Libertà .
In cosa consisterebbero?
Quello di permettere “agli iscritti del Pdl di avere un ruolo attivo nel partito: sostenere il governo, organizzare incontri per diffondere le idee del Pdl, sostenere le campagne elettorali, promuovere il tesseramento, organizzare banchetti e gazebo”. Continua »
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Febbraio 15th, 2010 Riccardo Fucile
AL GOVERNO NEGLI ULTIMI SETTE ANNI SU NOVE, ALLA GUIDA DI MILANO DA OLTRE 15 ANNI, I LEGHISTI NON HANNO FAVORITO NE’ INTEGRAZIONE NE’ SICUREZZA….240.000 IMMIGRATI, AUMENTO DEL 10% NELL’ULTIMO ANNO, NESSUN CONTROLLO PERCHE’ MANCANO GLI AGENTI..SVEGLIA! IL MINISTRO DEGLI INTERNI SI CHIAMA MARONI, NON PEPPONE
Via Padova è uno stradone diritto lungo tre chilometri, da Piazzale Loreto
punta al Naviglio Martesana, una zona ad altissima densità di stranieri, le nazionalità censite sono oltre cinquanta.
E’ in questo contesto che sabato scorso una rissa tra egiziani e sudamericani ha causato dapprima un morto ( un ragazzo di 19 anni, con regolare permesso di soggiorno) e successivamente gli atti vandalici che hanno determinato danni ad auto e negozi.
L’inefficienza dello Stato, sulla base di molte testimonianze, è risultata palese fin da subito: 47 minuti sono trascorsi prima di vedere un barlume di soccorso e di intervento.
E non è un fatto isolato, a giudicare da quanto è stato denunciato da molti abitanti, italiani e immigrati, sui media in queste 48 ore: chi in passato ha chiamato i vigili per segnalare anomalie ( tipo lavavetri agli incroci) si è sentito rispondere dai vigili “Non ce ne frega un cazzo”, chi ha segnalato una rissa tra stranieri alla polizia si è sentito buttare giù il telefono.
Storie di ordinaria follia e di abitudine a cui non si reagisce neanche più.
A differenza del quartiere di San Salvario a Torino, dove si è posta in essere una operazione di integrazione degli immigrati nel tessuto sociale del quartiere, per porre rimedio al degrado che ormai si era sviluppato, a Milano nulla è stato fatto
La politica di sicurezza, egemonizzata dalla Lega, è fondata sull’ostilità ideologica verso lo straniero, qualsiasi forma di integrazione è vista in maniera ostile, inutile nascondersi dietro un dito.
Per la Lega il problema immigrazione è solo un problema di sicurezza e di ordine pubblico: ebbene i leghisti hanno dimostrato di aver fallito anche su questo.
Dati alla mano: a MIlano vi sono 200.000 immigrati regolari, più circa 40.000 clandestini, aumentati del 10% nel corso dell’ultimo anno.
Il che vuol dire circa 20/25.000 unità di cui nessuno si è evidentemente accorto.
L’importante era respingere a Lampedusa 10.000 profughi in un anno (molti aventi diritto di asilo) per lo spottone TV, ma farne entrare più del doppio nella sola metropoli lombarda è “normale”. Continua »
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Febbraio 15th, 2010 Riccardo Fucile
SI FISSANO DEI PRINCIPI GENERICI, MA LA SCELTA DELLE OTTO LOCALITA’ SPETTERA’ AGLI OPERATORI, OVVERO ALLE AZIENDE, POI DOVRA’ ESSERCI IL VAGLIO DEL MINISTERO…CON LE REGIONALI IN VISTA IL GOVERNO NON VUOLE RISCHIARE E RESTA NEL VAGO…PERPLESSITA’ SIA DI CONFINDUSTRIA CHE DEI COMUNI
Il nucleare ritorna in Italia, per adesso solo sulla carta e avvolto nel mistero: il governo ha dato il via libera ai criteri per l’individuazione dei siti per gli impianti.
Ma il decreto di Palazzo Chigi ha creato malumore tra le trecento aziende che partecipano al piano di lavoro allestito da industriali ed Enel.
Nessuna indicazione delle località nelle quali dovranno sorgere le centrali nucleari, per quelle bisognerà attendere le scelte degli operatori che poi dovranno passare al vaglio del Ministero dello Sviluppo economico e dell’Agenzia del nucleare.
Praticamente ci si è limitati a tratteggiare vagamente, attraverso regole di buon senso, le norme per localizzare le aree adatte per la produzione e lo stoccaggio, le procedure da seguire, gli incentivi economici alle popolazioni coinvolte.
Secondo il governo, i primi lavori per i cantieri partiranno nel 2013 e la produzione di energia nel 2020.
Caso strano anche i lavori del Ponte sullo Stretto dovrebbero iniziare nel 2013, data che coincide in pratica con scadenza della legislatura.
Promettere non costa nulla, insomma.
Il non aver accennato alle otto località dove dovrebbero essere costruite le centrali nucleari è da mettere in relazione alle prossime elezioni regionali, onde evitare di mettere in imbarazzo qualche candidato governatore che dovrebbe esprimersi sull’ipotesi di ospitare o meno l’insediamento.
Meglio glissare che perdere voti… Continua »
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Febbraio 13th, 2010 Riccardo Fucile
VA IN SCENA “MILLE OCCHI SULLA CITTA”, L’ENNESIMO PROGETTO PER UN “SISTEMA DI SICUREZZA INTEGRATO”… MARONI SPACCIA PER NOVITA’ UNA COLLABORAZIONE CON LE GUARDIE GIURATE CHE GIA’ ESISTE… CRITICHE DAI SINDACATI DI POLIZIA: “CHE ASSUMA PIUTTOSTO I 20.000 AGENTI CHE MANCANO”
Ormai ci prova con tutte: gli è andata male con i militari a passeggio per le strade delle città o
impiegati a fare la guardia al bidone di benzina, non ha trovato nessuno che si sia iscritto alle ronde, quelle che, se sono gratis, non interessano più neanche al militante leghista “duro e puro”, ora ha dovuto cambiato obiettivo.
Il ministro degli spot, alias Maroni, ne ha pensata un’altra per trovare spazio sui media e spacciare “percezione” di sicurezza tra i cittadini, padani e non: si è inventato un nuovo gioco, chiamato “Mille occhi sulle città “.
Il nome sa già di thriller, buca bene il video, dà epidermicamente la sensazione di occhi vigili che proteggono il nostro sonno, che seguono i passi furtivi dei ladri, che individuano criminali seriali.
Beh, ora che avete sognato, scordatevi tutto questo: si tratta semplicemente di un protocollo di intesa, siglato da Maroni e dalle organizzazioni di guardie giurate che dovrebbe portare a un “sistema di sicurezza integrato” e che “aumenterà la sicurezza nelle città “, parola del Bobo che se ne intende.
In cosa consiste? Continua »
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Febbraio 11th, 2010 Riccardo Fucile
MESSE A CONFRONTO 154 EDIZIONI ITALIANE DI TG CON QUELLE DI ALTRI PAESI EUROPEI: NON C’E’ CORRELAZIONE CON IL NUMERO DI CRIMINI COMPIUTI REALMENTE…SI CREA COSI’ ALLARME SOCIALE UTIZZATO AL FINE DI OTTENERE CONSENSO POLITICO
Dal 2005 al 2009, nei sei telegiornali di prima serata delle reti Rai e Mediaset, abbiamo sentito parlare 858 volte del delitto di Perugia, 749 di quello di Garlasco, 497 di quello di Cogne e 457 di quello di Erba.
I Tg sono ormai da tempo un elenco di “noir” di provincia, di reati, delitti, violenze, abusi, omicidi, risse: sempre negli ultimi cinque anni abbiamo ascoltato 22.882 notizie di cronaca nera.
Solo nel 2009, ben tre per sera dalle reti Mediaset, due da quella del TG1. Un’enormità , in confronto al resto d’Europa.
Questi sono i dati ufficiali che emergono dal terzo rapporto sulla Sicurezza in Italia, realizzato da Demos PI. per la Fondazione Unipolis, in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia.
I ricercatori hanno semplicemente monitorato e messo a confronto 154 edizioni dei Tg italiani con quelli andati in onda contemporaneamente sulle più importanti reti pubbliche e private d’Inghilterra, Germania, Spagna e Francia.
Ne emerge che l’Italia batte tutti.
In sole tre settimane, mentre il Tg tedesco della Ard ha trasmesso 3 notizie di cronaca nera, il Tg1 ne ha date 64, venti volte di più, il doppio della Tv pubblica spagnola e della BBC, anche se in Inghilterra si commettono più reati che in Italia.
Secondo i ricercatori, non c’è correlazione tra il numero di notizie di nera annunciate sul piccolo schermo e il numero di crimini perpetrati nella penisola.
E ascoltare queste storie contribuisce a renderci sempre più insicuri.
Ma le notizie vengono date perchè c’è un interesse del pubblico per il genere noir o per altre scelte strategiche? Continua »
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Gennaio 30th, 2010 Riccardo Fucile
LA CRISI SPINGE A RIDUZIONI FINO AL 50%, MA SI CORRE IL RISCHIO DI PROGETTAZIONI LACUNOSE….LE GARE AL MASSIMO RIBASSO STANNO INQUINANDO IL MERCATO: QUALITA’ SCADENTE, SICUREZZA A RISCHIO E AUMENTO DEI CONTENZIOSI…UN RIBASSO MEDIO E’ DEL 18%, IN ALTRI PAESI NON SUPERA MAI IL 5%
Il fenomeno in parte è da imputare alla crisi economica che spinge le imprese a praticare prezzi inverosimili, in parte alle amministrazioni pubbliche, alle prese con bilanci sempre più ridotti che le porta a risparmiare su tutto. Certamente le gare al massimo ribasso stanno inquinando il mercato, rendendo il settore edilizia ancora più pericoloso di quanto già non sia.
Ormai non è una novità quella di ditte che offrono ribassi anche del 50%, sconti con i quali non è certo possibile fare un lavoro in condizioni normali. Spesso così ci si trova di fronte a un’opera di qualità scadente, senza misure adeguate di sicurezza, con un aumento dei contenziosi notevole.
Le stesse progettazioni sono carenti e incomplete, vi sono casi di imprese che un lavoro lo iniziano e poi abbandonano persino il cantiere.
Vi sono amministrazioni che bandiscono opere di un determinato costo preventivabile, pur avendo solo l’80% dei fondi disponibili: se in corso d’opera non riescono a integrare la somma, i lavoro rischiano di bloccarsi definitivamente.
Le associazioni edilizie hanno proposto al governo di alzare la soglia massima delle gare sottoposte alla regola del massimo ribasso, nel rispetto della normative europea.
Al giorno d’oggi vi sono infatti due tipi di gare: sotto il milione di euro, vige la regola del ribasso medio, vince chi si avvicina di più alla media per difetto. Sopra il milione di euro vige invece il massimo ribasso che in tempi di crisi è pericoloso. Continua »
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Gennaio 30th, 2010 Riccardo Fucile
E’ DELL’1,23% TRA GLI STRANIERI REGOLARI CONTRO LO 0,75% DEGLI ITALIANI, SOPRA I 40 ANNI E’ ADDIRITTURA INFERIORE AL NOSTRO….IL 70-80% DEGLI STRANIERI DENUNCIATI E’ IRREGOLARE, MA L’87% RIGUARDA NON UN REATO SPECIFICO, MA LA MERA CONDIZIONE DI CLANDESTINITA’….IL PREMIER DIMENTICA CHE GLI IMMIGRATI PRODUCONO IL 10% DEL PIL E VERSANO 7 MILIARDI ALL’INPS
Due giorni fa in Calabria, in occasione del Consiglio dei ministri dedicato ai problemi della
Calabria, il presidente del Consiglio ha pronunciato una frase che ha suscitato non poche polemiche: “La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”. Forse in quel momento la vicinanza con Maroni gli ha fatto pensare di essere il segretario della Lega, cosa che peraltro ormai nella politica governativa accade spesso, e non il premier del Paese.
Perchè certe frasi ad effetto e qualunquiste sono patrimonio dei forchettoni leghisti, ma non certo del popolo del centrodestra istruito che sa leggere le statistiche e ne trae le doverose conseguenze.
Frasi infondate alimentano, come ben sappiamo, un diffuso razzismo nel Paese che non giova neanche al vivere civile e alla sua economia.
Basta documentarsi e non sparare banalità : sono i numeri a dire che gli immigrati non delinquono più degli italiani.
Secondo i dati Istat infatti, il tasso di criminalità degli immigrati regolari in Italia, è dell’ 1,23%, contro lo 0,75% di quello dei nostri connazionali.
Se si considerano le persone oltre i 40 anni è addirittura inferiore al nostro.
La maggior parte dei reati commessi da stranieri è opera piuttosto di immigrati irregolari, ma i dati ufficiali evidenziano che sul totale delle denunce, ben l’87% riguarda solo la mera condizione di clandestinità . Continua »
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Gennaio 29th, 2010 Riccardo Fucile
SI DOVEVA RECEPIRE UNA DIRETTIVA COMUNITARIA CHE PREVEDE LA CONCESSIONE DEL PERMESSO DI SOGGIORNO TEMPORANEO AI CLANDESTINI CHE EMERGONO O DENUNCIANO IL DATORE DI LAVORO E IL CAPORALE CHE LI SFRUTTA…IN EUROPA SI STA CON GLI SFRUTTATI, IN ITALIA CON GLI SFRUTTATORI
Quello che è accaduto ieri al Senato è grave e merita un resoconto oggettivo. Esiste una legge delega alla direttiva comunitaria 2009/42 che era stata approvata in commissione dalla stessa maggioranza di centrodestra.
Si tratta dell’art. 48 che prevede una delega al governo per l’attuazione di una direttiva comunitaria sull’emersione del lavoro nero, comprese sanzioni per i datori di lavoro che impiegano cittadini extracomunitari irregolari.
A chi si autodenuncia viene concesso un permesso di soggiorno temporaneo, in modo di permettergli di cercare un altro lavoro regolare in quel lasso di tempo.
Se si autodenuncia invece un datore di lavoro, non si applicano le sanzioni per il lavoro nero cui ha sottoposto il dipendente, purchè da domani lo regolarizzi.
In pratica tutti i Paesi europei hanno deciso che era opportuno far emergere il lavoro nero degli irregolari e dare una stretta al capolarato.
Si legge nel testo: “Al fine di favorire con tutti i mezzi concessi dalla legislazione vigente, la comunicazione da parte del lavoratore clandestino alle autorità competenti della propria posizione di irregolare, bisogna introdurre meccanismi per facilitare la denuncia dello sfruttamento lavorativo e delle condizioni di illegalità del suo rapporto di lavoro, anche prevedendo che venga concesso un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca di lavoro, trascorso il quale si potrà procedere ad espulsione”.
Attualmente l’art 18 del testo unico sull’immigrazione garantisce tale possibilità solo in caso di “grave sfruttamento da parte di organizzazioni criminali” (casi estremi insomma nell’ambito della prostuzione).
La nuova direttiva invece permetterebbe un discorso più ampio con sanzioni anche per i datori di lavoro sfruttatori e per i caporali che reclutano manodopera illecita.
La norma europea prevede una stretta sulle sanzioni, meccanismi per garantire il pagamento delle retribuzioni arretrate, delle imposte e dei contributi previdenziali evasi.
Qualsiasi Paese civile vedrebbe in questa norma europea un fatto positivo. Invece ieri in aula, a nome della maggioranza, ecco improvvisamente Gasparri che annuncia il voto contrario del gruppo, chiede uno stralcio e il rinvio in commissione “anche alla luce del nuovo atteggiamento del governo dopo i fatti di Rosarno”.
Che cosa c’entri Rosarno, lo sa solo Gasparri, a corto di argomenti. Continua »
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