Dicembre 2nd, 2009 Riccardo Fucile
DOPO AVER DECANTATO LE AUTONOMIE SPAGNOLE, BOSSI INVITA A CENA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO CATALANO CHE NON CONDIVIDE PER NULLA LE SUE SPARATE CONTRO GLI IMMIGRATI….”NOI SIAMO FAVOREVOLI AL VOTO AGLI IMMIGRATI ALLE AMMINISTRATIVE”…. E A BOSSI VA DI TRAVERSO L’OSSOBUCO
La padagna del magna magna ha trovato la location adatta in un noto albergo milanese per
una cena in onore del presidente del parlamento catalano, Ernest Benach Pascual.
Finalmente il rappresentante di uno dei miti federalisti e autonomisti della Lega si siede a tavola imbadita con loro, curioso di conoscere le ultime novità della politica italiana.
Se il vino annebbia la vista, la Coca Cola fa forse parlare troppo il Senatur che liquida gli alleati con la solita arroganza privata: “Berlusconi? Lo controlliamo bene, senza di noi va a casa. Fini? Un ex fascista ora amico della sinistra”.
Pascual, poveretto, deve sorbettarsi le solite sparate uso gonzi del Senatur contro “chi vuole dare il voto agli immigrati, ma dovrà fare i conti con la nostra gente, prima dei diritti contano i doveri e da noi i musulmani sbatteranno sempre le corna”.
Ma, anche per Pascual, a tutto c’è un limite ed ecco che gela il Senatur con un “noi siamo favorevoli al voto agli immigrati alle elezioni amministrative”. Panico in sala, che sia anche il catalano una spia di Fini?
E Bossi fa una analisi delle sue, profonde e circostanziare : “E allora vorrà dire che li manderemo tutti da voi”.
Il leader catalano si limita a una battuta raffinata: “Lei fuma troppo” che forse non viene compresa a fondo, nella bolgia di fauci affamate. Continua »
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Novembre 27th, 2009 Riccardo Fucile
SECONDO “QUATTRORUOTE” SOLO PROMESSE: PENE MITI E PATENTI RESTITUITE…PER LA SICUREZZA STRADALE IN ITALIA SI SPENDONO 0,90 EURO A TESTA, IN FRANCIA 20 EURO, NOI FACCIAMO 1 MILIONI DI CONTROLLI, I FRANCESI 8 MILIONI
Sulle strade italiane ogni giorno gli incidenti stradali causano 55 gravi disabilità e 13 morti.
Per la sicurezza in Italia spendiamo 90 centesimi a testa contro i 20 euro della Francia, mentre i controlli con l’etilometro nel nostro Paese in un anno sono un milione, contro gli otto dei transalpini.
La patente a punti ha costituito un deterrente il primo anno della sua entrata in vigore, quando si è capito che si distribuivano punti in omaggio il suo effetto è svanito.
In Italia si discute se portare il limite di velocità a 150, mentre altri Paesi pensano di abbassarlo a 110 all’ora.
E’ questo il quadro in cui si deve valutare il tanto pubblicizzato “giro di vite” nei confronti di chi provoca incidenti stradali.
Secondo un’indagine di”Quattroruote” che ha esaminato alcuni dei più gravi incidenti avvenuti negli ultimi due anni, sono molti gli automobilisti che l’hanno fatta franca o se la sono cavata con pene miti.
E per dare sostanza a questo pensiero di flop delle solite promesse non mantenute, la rivista elenca casi emblematici.
Tra questi, il caso di un guidatore che provocò con il suo Suv uno scontro tra un tram e un autobus a Milano, con 1 morto e 21 feriti: il processo deve ancora iniziare e lui circola liberamente perchè la patente gli è stata restituita. Sono liberi e tra poco torneranno a guidare, dopo solo un anno di sospensione della patente, anche colui che nell’hinterland milanese investì un gruppo di gitanti, uccidendone due, e il croato che a Roma travolse undici persone alla fermata dell’autobus, ferendone gravemente tre.
Sono stati semplicemente condannati rispettivamente a due anni e mezzo e a tre anni per omicidio colposo. Continua »
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Ottobre 26th, 2009 Riccardo Fucile
PASSATE DI MODA LE ORDINANZA ANTI-LUCCIOLE, CONTRO I VU CUMPRA’ O GLI ZOCCOLI AL MARE, ORA I DIVIETI DEI SINDACI SCERIFFI PUNTANO SUI GIOVANI CHE DI NOTTE VANNO PER LOCALI…. SU 788 PROVVEDIMENTI SULLA SICUREZZA LA MAGGIORANZA RIGUARDA LA VENDITA DI BEVANDE ALCOLICHE, SCHIAMMAZZI NOTTURNI E MOVIDA
C’è un nemico che si aggira nelle strade delle città italiane e disturba il sonno dei giusti: i giovani che non vanno a dormire al tramonto.
La fondazione ricerche dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, che ha nome Cittalia, ha monitorato in un suo studio tutte le 788 ordinanze emesse nei vari comuni italiani in tema sicurezza, nel corso dell’anno.
Molto è cambiato nell’atteggiamento dei primi sindaci sceriffi rispetto a un anno fa, dove i provvedimenti riguardavano principalmente l’esercizio della prostituzione, il commercio abusivo dei vu’ cumprà , fino al divieto estivo di camminare con gli zoccoli.
In verità misure più propagandistiche che di sostanza, visto che la prostituzione continua ad esserci come prima, magari cambiando lampione, in attesa di una legge nazionale annunciata un anno fa (quella della Carfagna) e che mai ha visto la luce.
Multare i clienti evidentemente politicamente non paga ed è anche difficile da sostenere da parte di un governo il cui premier le fa accomodare in salotto.
Sul tema ordinanze comunque a dettare legge è ancora il Nord, con il 44% di norme emesse (Lombardia e Veneto in testa), ma ora si parla quasi esclusivamente di giovani, del loro tirare tardi la sera, delle loro serate a tasso alcolico, del fatto che in piazza rumoreggiano e disturbano il sonno. Continua »
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Ottobre 11th, 2009 Riccardo Fucile
ANCHE IL PROCURATORE DI TORINO CASELLI SOLLEVA IL CASO DAVANTI ALLA SUPREMA CORTE… VIOLEREBBE GLI ART. 2, 3 E 25 DELLA COSTITUZIONE… NON ERA QUESTA LA VIA DA SEGUIRE PER PERSEGUIRE I CLANDESTINI
Ormai è sempre più lungo l’elenco delle Procure italiane che hanno contestato la legge sul
reato di clandestinità , in vigore dall’8 agosto scorso: per il governo molti magistrati starebbero attuando un vero e proprio boicottaggio della legge, per altri era un fatto prevedibile in quanto la norma aveva in sè i caratteri evidenti dell’incostituzionalità e si è voluto forzare la mano per fare uno spot elettorale.
Indubbiamente la legge, alla prova delle aule di tribunale, sta dimostrando che non funziona, nessuno viene espulso in quanto nessuno viene arrestato, e nessuno quindi è presente al processo. La legge fa acqua da tutte le parti, è inapplicabile e, quando viene contestata a qualcuno, è giusto al poveraccio, non certo a chi delinque abitualmente.
E’ evidente a tutti che nessuno pagherà mai i 5.000 euro di ammenda, così come è chiaro che nessuno lascerà il territorio italiano.
Il governo è riuscito, andando dietro alle elucubrazioni maroniane, non solo a emanare una norma inefficace, ma pure a lasciarsi dietro una valanga di ricorsi per incostituzionalità che alla fine mineranno la credibilità dell’intero pacco sicurezza.
Dopo Pesaro, Bologna, Siracusa e Reggio, per citarne solo alcune, è toccato anche alla procura di Torino di sollevare la questione di costituzionalità della legge.
Il reato di immigrazione clandestina punisce l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato.
Non è previsto l’arresto ma un’ammenda dai 5.000 ai 10.000 euro, convertibile in espulsione. Secondo il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, la legge contrasta con alcuni articoli della nostra Costituzione, in particolare con il principio di uguaglianza (art. 3), la violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano (art.2) e il principio di legalità sotto il profilo della punibilità di condotte materiali ascrivibili alla volontà di un soggetto (art. 25). Continua »
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Ottobre 7th, 2009 Riccardo Fucile
NELLA ZONA DEL PORTO ANTICO REGNA IL DEGRADO NOTTURNO E MOLTI CLIENTI DEGLI HOTEL SE NE SONO ANDATI… L’ASSESSORE ALLA SICUREZZA NON TROVA NEANCHE PIU’ GLI ALPINI E ACCUSA CHE SI TRATTA SOLO DI UNA OPERAZIONE DI IMMAGINE… LA POLIZIA NON HA UOMINI SUFFICIENTI
La denuncia la si può leggere sulle pagine del quotidiano genovese “il Secolo XIX”, e se non
fosse tragica la cosa, avrebbe fin dei risvolti umoristici.
Per risolvere il problema della sicurezza, un mesetto fa il Governo, invece che potenziare in uomini e mezzi le forze dell’ordine, ha pensato bene di inviare 31, dicasi 31, alpini del 1° reggimento di artiglieria di montagna di Fossano, suddivisi su più turni.
In pratica due alpini e un agente dovevano coprire tre zone, tra cui quella adiacente al Porto antico. Era stata divertente anche la scelta degli alpini come corpo militare: dato che i centro sociali non amano la presenza di militari, si erano scelti gli alpini, in quanto di minor impatto, e poi a Genova il corpo aveva celebrato la tradizionale festa annuale tempo fa e sono ben visti dalla popolazione. Insomma una scelta dettata da prudenza, ma che aveva fatto gridare il centrodestra: “città finalmente sicura”.
Il “Secolo XIX” ospita invece diverse dichiarazioni di albergatori della zona Porto Antico: “Alla vigilia del Nautico sono aumentati spacciatori e prostitute, le forze dell’ordine rispondono che non hanno uomini da mandare, gli alpini non si sono mai visti, alla fine abbiamo dovuto assumere una guardia giurata per piantonare l’hotel di notte: non può fare nulla, ma speriamo che almeno la divisa serva a qualcosa. Gli operatori del Nautico rientrano anche dopo mezzanotte e a vedere certi spettacoli, diversi se ne sono andati e quattro persone hanno perso il posto di lavoro”.
Altri hotel confermano: “Abbiamo assunto guardie giurate, per tutelare i nostri clienti”.
A questo punto il giornalista del “Secolo XIX” chiede spiegazioni all’assessore comunale alla sicurezza che precisa che gli accordi prevedono ” che siano gli alpini a dover pattugliare la zona, anzi dovrebbero passare ogni dieci minuti, essere in servizio 24 ore su 24 e nelle zone assegnate”. Continua »
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Ottobre 6th, 2009 Riccardo Fucile
SONO 22.800 IN TUTTA ITALIA, LA META’ DI QUANTO RICHIESTO DALLE NORME EUROPEE, DA ANNI NESSUNA ASSUNZIONE… IL 30% DEI MEZZI INVIATI DALLA LIGURIA IN ABRUZZO NON E’ MAI ARRIVATO: SI SONO ROTTI PER STRADA, L’80% HA PIU’ DI 20 ANNI… E DA DUE ANNI IL CONTRATTO E’ SCADUTO
Troppo pochi, troppo vecchi e con mezzi inadeguati: è la situazione dei Vigili del Fuoco in
Italia, secondo la denuncia dei sindacati di categoria, in occasione dell’apertura del Salone Nautico a Genova.
Sono gli “eroi” per cui il popolo italiano piange in Tv, quando sacrificano la loro vita per aiutare gli altri in occasione di terremoti, alluvioni, incendi, disastri ambientali.
Sono padri di famiglia che hanno scelto di dedicare la loro vita a una professione rischiosa, spesso al limite della sicurezza, lavorando in condizioni estreme.
Vengono portati ad esempio di abnegazione e “servizio al Paese” dai politici di turno, quando costa poco una medaglia e una pacca sula spalla, ma poi lo Stato si dimentica di loro, come di tanti altri.
I Vigili del Fuoco operativi nel nostro Paese sono appena 22.800, mentre secondo le norme europee di sicurezza dovrebbero essere quasi il doppio, il loro contratto nazionale è scaduto nel 2007 e le condizioni di lavoro sono sempre più difficili.
La loro età media è ormai arrivata a 44 anni, troppo alta per un lavoro faticoso come il loro.
Questo grazie al fatto che da innumerevoli anni lo Stato risponde alle loro esigenze con nessuna assunzione, niente forze giovani, niente turn over.
Come per le forze dell’ordine, c’è una grave emergenza, quella dello stato di salute degli automezzi di soccorso, valga un esempio per tutti: il 30% dei mezzi di soccorso inviati in Abruzzo, in occasione del terremoto, partiti dalla Liguria, non sono mai giunti a destinazione, a causa delle pessime condizione in cui versano: si sono scassati per strada.
L’80% dei mezzi ha addirittura più di 20 anni, in un anno in Italia sono stati spesi solo 8 milioni di euro per la loro manutenzione e questo è il risultato.
Da loro si pretendono miracoli e non si è in grado neanche di rinnovare loro il parco automezzi e di proporgli un aumento dignitoso da due anni. Continua »
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Settembre 30th, 2009 Riccardo Fucile
PASOLINI EBBE IL CORAGGIO NEGLI ANNI ’70 DI DIRE CHE I VERI PROLETARI ERANO I POLIZIOTTI E NON GLI STUDENTI BORGHESI… DI FRONTE ALLE CONTESTAZIONI A MARONI, GLI AGENTI DEL SUD DEVONO GARANTIRE L’INCOLUMITA’ A CHI LI TRATTA DA ITALIANI DI SERIE B E PROPONE LORO, CON 21 MESI DI RITARDO, UN CONTRATTO CON 40 EURO LORDI DI AUMENTO
Erano gli anni della contestazione e dei “poeti maledetti”, quando una destra d’avanguardia comprese la carica ideale di un “movimento anti-sistema” e una destra reazionaria bruciò a Valle Giulia ogni speranza di cambiamento.
Erano gli anni della contestazione studentesca, degli scontri tra una larga fascia di studenti di sinistra, ma di origine borghese, contro gli odiati “questurini”, simbolo dello Stato, ma formati in prevalenza da poveri proletari del Sud che per un salario da fame rischiavano ogni giorno la pelle per governi che in Meridione non garantivano lavoro e occupazione, ma solo solidi agganci con la mafia.
E mentre molto ragazzi meridionali arrivavano al nord con la speranza di fare gli operai alla Fiat o alla Pirelli, altri indossavano la divisa come fonte di vita e speranza di riscatto.
Di fronte a quegli scontri tra studenti e agenti, fu Pier Paolo Pasolini a denunciare il conformismo di certa sinistra borghese che faceva finta di non capire che i veri “proletari” stavano tra i questurini e non tra gli studenti: i primi per poche lire la sera rientravano in squallide caserme, i secondi nello loro spesso ricche case borghesi.
Sono passati tanti anni, sono cambiati i protagonisti, qualcuno è un po’ meno povero, qualcun altro è un po’ più ricco, ma il palcoscenico non cambia.
Si rappresentano sempre due Italie, anche negli scontri simbolici che stanno accompagnando le “uscite pubbliche” del ministro degli Interni leghista Maroni.
E per una volta non parliamo degli spot televisivi del peggiore ministro degli Interni dell’Italia repubblicana, ma delle sue sortite conferenziali.
Contestato verbalmente a Milano, con scontri tra gli studenti e la polizia a Bologna ( tra manganellate e due agenti feriti), Maroni attacca tutti, dalla magistratura che ostacolerebbe l’applicazione del reato di immigrazione clandestina all’Unione Europea che si permette di ricordargli che l’Italia è fuorilegge con la pratica dei respingimenti, senza l’accertamento del diritto di asilo politico. Continua »
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Settembre 12th, 2009 Riccardo Fucile
A NIGUARDA, PERIFERIA DI MILANO, OCCUPARE UNA CASA POPOLARE COSTA DAI 1.500 AI 3.000 EURO DA PAGARE A UNA FAMIGLIA MAFIOSA CHE GESTISCE IL BUSINESS… SONO 70 GLI APPARTAMENTI GESTITI DA 15 ANNI DA TRE CLAN… I CITTADINI SONO ANNI CHE SEGNALANO LA COSA AL COMUNE, ALLA CIRCOSCRIZIONE, ALL’AZIENDA, ALLE FORZE DELL’ORDINE, MA NESSUNO HA FATTO MAI NULLA
Certe cose succedono, secondo certa stampa, solo nel profondo Sud, ma basta guardarsi
intorno e anche nel progredito e ricco nord non è che le cose vadano poi così meglio.
Parliamo di alloggi popolari: a Niguarda, all’estrema periferia settentrionale di Milano, occupare una casa popolare costa dai 1.500 ai 3.000 euro.
Basta contattare Giovanna Pesco, una pregiudicata di 57 anni, soprannominata “Gabetti”, e versare la somma richiesta dal clan siciliano; nel giro di pochi giorni il racket provvede ad individuare l’alloggio nei palazzi gestiti dalla Romeo.
La malavita, in questa zona, controlla circa 70 appartamenti, assegnati a italiani o immigrati clandestini in cambio di denaro.
A rivelare la vicenda è stata l’associazione “Sos racket ed usura”: prima ha agganciato la “Gabetti” attraverso un suo volontario che si è finto in cerca di un alloggio, quindi ha filmato il colloquio con la richiesta di denaro.
Secondo l’associazione il racket va avanti da ben 15 anni: occupano le case in piena notte, sfondano le porte degli alloggi liberi e intimidiscono le persone perbene.
Il business è coordinato da tre famiglie mafiose, già distributori di droga nel quartiere.
Ora il video è arrivato in Procura, ma l’associazione denuncia che già da tempo le istituzioni sapevano e nulla hanno fatto per por fine all’illegalità .
“Nessuno ha mai mosso un dito contro il racket – attacca il leader di Sos Racket – abbiamo una copia di tutte le lettere inviate dai cittadini al consiglio di zona, agli amministratori di condominio, alla giunta, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Perchè nessuno è mai intervenuto?”
La Romeo che gestisce gli stabili dal 2003 si difende: “Prima del nostro arrivo, le famiglie siciliane già occupavano senza titolo alcuni alloggi, abbiamo segnalato tutte le irregolarità , ma il nostro raggio di azione è limitato. Davanti a centinaia di occupazioni, possiamo programmare solo 3 sgomberi al mese”. Continua »
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Settembre 12th, 2009 Riccardo Fucile
PER IL GIUDICE “NON AVREBBE COMMESSO ALTRI REATI”: SCARCERATO, DOPO TRE MESI HA ACCOLTELLATO A MORTE UN RAGAZZO DI 18 ANNI… IN PRECEDENZA ERA STATO ARRESTATO PER VIOLENZA SESSUALE… MA NESSUNO AVEVA MAI PENSATO AD ESPELLERLO
Per i giudici del tribunale di Firenze che lo avevano scarcerato il 30 giugno scorso, sospendendogli la pena di due anni, non c’era più il rischio che Fation Dine, albanese di 21 anni, residente a Borgo San Lorenzo (Fi), potesse compiere altri reati.
Appena dopo tre mesi ha accoltellato un ragazzo di 18 anni che è morto dopo tre giorni di agonia all’ospedale di Careggi.
Dopo 10 minuti che aveva sferrato la coltellata, Fation è stato arrestato dai carabinieri mentre era seduto tranquillamente ai tavoli di un bar con il coltello ancora sporco di sangue.
Il paese è sotto shock e tutti si chiedono che sicurezza e giustizia ci sia mai, quando un condannato per violenza sessuale viene scarcerato dopo 5 mesi e una volta libero uccide.
Fation Dine, regolare ma senza lavoro, il 24 gennaio aveva avvicinato una ragazza italiana di 20 anni chiedendole una prestazione sessuale.
Al rifiuto della ragazza l’aveva aggredita e tentato di violentarla.
Per questo motivo era stato condannato a 2 anni di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Nel concedere le attenuanti che avevano portato alla sospensione, il tribunale di Firenze ha spiegato che “il prolungato stato di detenzione cautelare fa ritenere che abbia ricevuto un monito sufficiente e adeguato rispetto al rischio di reiterazione dei reati della stessa specie o di altra natura”…
In base a quale argomenti o relazioni psicologiche non lo sappiamo.
Anzi, in paese, il ragazzo albanese era conosciuto come un soggetto violento, con diversi episodi di bullismo alle spalle. Continua »
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