Febbraio 12th, 2011 Riccardo Fucile
LA RICHIESTA DEI PM DI MILANO RIPORTA SUI MEDIA INTERNAZIONALI L’ANOMALIA ITALIANA E IL DEGRADO DELLA POLITICA NEL NOSTRO PAESE… SONDAGGIO WSJ: L’80,3% PER LE DIMISSIONI DEL PREMIER
“Il processo che promette di imbarazzare perfino il primo ministro italiano”. Cioè un uomo che fino ad ora non è sembrato in imbarazzo davanti a nessuna delle accuse e delle critiche che gli sono state mosse, dalla corruzione al conflitto di interessi, dall’inefficienza del suo governo ai festini con escort, minorenni e vallette.
Così l’Economist racconta l’ultimo capitolo nella storia di Silvio Berlusconi, lasciando intendere che potrebbe diventare l’ultimo per davvero: ossia un problema insuperabile per la sua sopravvivenza politica.
E l’impressione che la richiesta dei magistrati milanesi di rinviare a giudizio il leader del Pdl sia la goccia che fa traboccare il vaso è condivisa oggi dalla maggioranza dei media internazionali.
I maggiori giornali stranieri, così come le più importanti reti televisive, dalla Bbc a Sky alla Cnn, dedicano lunghi servizi agli sviluppi della vicenda.
Il Wall Street Journal, maggior quotidiano finanziario americano, ha una pagina sulla richiesta di processare Berlusconi: un lungo articolo nota che, se il premier sarà incriminato, si tratterà del quarto procedimento giudiziario in cui si ritroverebbe imputato nei prossimi mesi, e aggiunge che il processo per concussione e induzione di un minore alla prostituzione può in ogni caso “destabilizzare” la sua fragile maggioranza di governo.
Il Wall Street Journal pubblica sul proprio sito anche un sondaggio: l’80,3 per cento dei rispondenti dicono che Berlusconi dovrebbe dimettersi, il 19,7 per cento dicono che deve restare al suo posto.
“Silvio Berlusconi mostra di non comprendere la differenza che intercorre tra il tornaconto personale e il dovere nei confronti del pubblico. Egli abusa la sua carica politica per i suoi fini e sfida chiunque a fermarlo: è da tempo passato il momento in cui questa farsa avvilente e distruttiva arrivi a una fine”. E’ la conclusione di un durissimo editoriale del Times di Londra – titolo: ‘Abuso di potere’ – dedicato alle vicende giudiziarie del presidente del Consiglio italiano.
“La volgarità – prosegue il quotidiano conservatore – è sempre stata una componente distintiva della sua avventura politica, ma un procedimento penale è un’aggiunta che oltrepassa l’ordinario squallore. Dovrebbe essere superfluo affermarlo, ma Berlusconi è distante dalla consapevolezza quanto lo è dal decoro, quindi ribadiremo l’ovvio: la sua condotta è incompatibile alla carica istituzionale che ricopre quindi dovrebbe dimettersi immediatamente”. Per il Times, poi, l’incompatibilità di Berlusconi non deriva solo da questioni di affari interni, per i quali “gli amici dell’Italia dovrebbero restare in silenzio”. “Berlusconi, oltre a degradare la politica nazionale, ha infatti ricoperto di vergogna la diplomazia”.
Segue un lungo elenco di ‘gaffe’ dall’Obama abbronzato a il gesto del mitragliatore alla giornalista russa che incalzava Putin con domande taglienti. “La tentazione di definire il primo ministro italiano come un buffone le cui azioni sono dettate da vanità e venalità è alta. Purtroppo la verità è peggiore”. Il Times dedica poi una pagina intera al caso, scrivendo che il settimanale Oggi avrebbe ricevuto l’offerta di foto e video: “Una foto del capodanno 2008 in cui il premier è con Noemi Letizia e miss Oronzo, entrambe 17enni all’epoca” e due video ripresi a Villa Certosa e quattro a Palazzo Grazioli, in uno dei quali Noemi “fa una danza sensuale su un palcoscenico”.
Berlusconi è sopravvissuto a molti scandali, osserva il Times, ma questa è “la minaccia legale più grave da quando salì per la prima volta al potere nel 1994”.
“Sta per finire in galera?” titola senza mezzi termini l’Independent di Londra, in un’analisi dettagliata di tutti i nuovi capi di imputazione contro il premier. L’Independent chiede il parere di James Watson, docente di scienze politiche all’American University di Roma, che afferma: “E’ chiaro a questo punto che Berlusconi non si libererà delle minacce legali. L’unico dubbio è se le combatterà da Roma o dall’esilio in Antigua”.
L’Economist, il settimanale globale che vende un milione e mezzo di copie in tutto il mondo, scrive: “Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, è stato raramemente fuori dai problemi nei suoi 18 anni di carriera politica, ma le ultime accuse mosse contro di lui dagli inquirenti milanesi sembrano il problema peggiore che ha mai avuto fino a questo punto”.
In una corrispondenza da Roma, il settimanale nota che le 800 pagine di imputazioni descrivono Berlusconi come “uno che passa il tempo libero come se fosse uno dei più sordidi imperatori romani”.
L’Economist giudica “probabile” che il processo per il Rubygate si farà e richiama l’attenzione sul “linguaggio pericoloso” usato dal premier e dalla Lega Nord quando parlano di prepararsi a una “guerra totale”.
Anche il quotidiano progressista britannico Guardian mette l’accento sulla minaccia di “guerra totale” pronunciata dagli alleati di Berlusconi all’indirizzo di giudici, media, opposizione, mentre il conservatore Telegraph riferisce anche dell’altra vicenda emersa di recente, i presunti rapporti a pagamento tra il primo ministro e Sara Tommasi, “che prima lo chiamava ‘amore’ e poi lo ha accusato di abuso di potere”.
Il Financial Times online, accanto all’articolo di cronaca, pubblica una mappa interattiva dal titolo “La politica e gli scandali di Berlusconi” dove si ripercorrono, dal 1994 ad oggi, le vicende del Cavaliere “perseguitato da una sequenza di casi giudiziari”.
In Spagna la vicenda è tornata sui principali quotidiani.
El Pais si sofferma sulla reazione del premier e titola “Berlusconi: ‘i giudici sono uno schifo e infangano l’Italia’”.
In Francia, la notizia è ripresa da Le Figaro che si chiede “se il premier affronterà i giudici”.
Mentre per France Soir l’interrogativo è: “Berlusconi sarà presto giudicato?”.
Oltreoceano, la Cnn online ricorda che “l’accusa” per il caso Ruby “non è l’unica questione legale che sta affrontando Berlusconi” e osserva che, nonostante “il premier abbia superato due voti di fiducia negli ultimi mesi e il suo partito goda di un vasto supporto in Italia, gli scandali, uno stile di vita da playboy e una serie di gaffe ben pubblicizzate hanno esposto il premier al ridicolo. E ci sono segnali che gli italiani siano stanchi del costante focalizzarsi sulle sue faccende personali”.
Il Boston Globe, in un editoriale dal titolo “Crimini, non giochi”, osserva che gli italiani non “hanno bisogno di essere puritani per decidere che Berlusconi non è adatto a governare”.
Nel resto del mondo, la notizia è in evidenza sul canale di news australiano Abc, sul sito della tv del Qatar Al Jazeera ed è riportata anche dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua.
Mentre in Sud America i principali quotidiani, dal Perù all’Argentina, si soffermano sul caso e in Brasile diversi media riferiscono che anche “il nome di Ronaldinho è coinvolto negli scandali di Berlusconi”.
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Febbraio 11th, 2011 Riccardo Fucile
“IL PREMIER ITALIANO HA UMILIATO SE STESSO, SVALUTATO IL SUO UFFICIO E MESSO IN IMBARAZZO GLI ALLEATI DELL’ITALIA”…”LE SUE AZIONI TRADISCONO VENALITA’ E VANITA’, EGLI ABUSA DELL’UFFICIO POLITICO PER FINI PERSONALI: E’ ORA CHE QUESTA UMILIANTE FARSA FINISCA”
“Abuso di potere”.
Il Times di Londra non va per il sottile e dedica il suo editoriale di apertura al caso Ruby.
Il titolo è eloquente e il contenuto pesantemente critico nei confronti di Silvio Berlusconi.
La tesi è riassunta nel sommario: il premier “ha umiliato se stesso, ha svalutato il suo ufficio e ha messo in imbarazzo gli alleati dell’Italia”.
Aldilà delle ricadute giudiziarie, che pure per il quotidiano hanno una loro rilevanza, il Times sottolinea come le vicende emerse negli ultimi mesi non siano una questione “di carattere interno su cui gli amici dell’Italia debbano stare zitti”.
Berlusconi “ha screditato la diplomazia” scrive il giornale che poi elenca una serie di fatti: le frasi su Obama (“giovane, attraente e anche abbronzato”), l’incontro con Angela Merkel (lasciata in attesa per rispondere a una chiamata sul cellulare), l’invito alla finanza americana a investire nel Bel Paese perchè “ci sono belle segretarie”, il suo comportamento “rozzo” al ricevimento di Buckingham Palace, la conferenza stampa con Putin durante la quale “pretese di cacciare una giornalista russa che poneva domande severe”.
A tutto ciò, rileva il Times, si aggiungono le ultime notizie sull’inchiesta milanese.
“E’ facile insinuare che il Primo Ministro italiano è un pagliaccio le cui parole e azioni tradiscono vanità e venalità . Sfortunatamente la verità è persino peggiore. Il signor Berlusconi dimostra di non avere alcuna comprensione della distinzione fra ruolo pubblico e gratificazione personale. Abusa dell’ufficio politico per fini suoi e sfida chiunque tenti di fermarlo. E’ ora che questa umiliante e distruttiva farsa finisca”.
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Febbraio 6th, 2011 Riccardo Fucile
IL FURTO E’ AVVENUTO NELLA SEDE DELLA NUOVA AGENZIA DI CORONA A MILANO: “I LADRI HANNO AGITO SU COMMISSIONE, MAI NOI NON ABBIAMO QUEL MATERIALE COMPROMETTENTE”…LASCIATI GLI ASSEGNI E I SOLDI, RUBATO SOLO L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO: UNA STRANA MANO STA CERCANDO DI ELIMINARE LE FOTO?….IL MERCATO DELLE FOTO E UN AVVOCATO CHE TRATTA PER CONTO DI UNA RAGAZZA CHE HA FOTO “ELOQUENTI”
L’archivio fotografico della Fenice, la nuova agenzia di Fabrizio Corona, è stato rubato la
notte scorsa a Milano.
Lo ha detto Luca Arnau, direttore della stessa agenzia, spiegando che “probabilmente è stato un furto su commissione: cercavano le foto del premier nudo di cui si parla così tanto in questi giorni”.
Queste foto comunque, garantisce Arnau, “non erano nell’archivio, visto che non sono in nostro possesso, e non c’era null’altro di compromettente”.
Corona è stato ancora più deciso: “Quello che ho subito non è un furto, chi è entrato nella mia agenzia cercava foto di Berlusconi nudo.
“Mi sono davvero rotto, sono quattro giorni che mi chiamano tutti i giornalisti – ha continuato – E tutti mi chiedono la stessa cosa: se ho quelle foto. Non è un caso che chi è entrato nella mia agenzia abbia lasciato soldi e assegni e si sia portato via l’archivio segreto e gli hard disk”.
Ma le famose foto erano custodite nell’archivio segreto?
“Va be’! Ciao”, dice il paparazzo prima di interrompere di colpo la conversazione.
Corona avrebbe già sporto denuncia per il furto in via De Cristoforis, dove si sarebbe recata per i rilievi anche la polizia scientifica.
Ma il mercato continua.
Ci sono diverse trattative in corso.
Tra queste, quella gestita da un avvocato, per conto di una ragazza che ha
partecipato a feste in Sardegna, a Villa Certosa.
La giovane racconta di esserci stata quando era presente anche Noemi,
minorenne.
Avrebbe realizzato foto e riprese con il telefonino.
La qualità non è “eccelsa”, dice l’avvocato, ma il materiale sarebbe “eloquente”.
Il legale sta trattando con diversi giornali che vorrebbero l’esclusiva,
ma naturalmente solo dopo aver visionato e valutato il materiale.
Queste settimane sono evidentemente considerate il momento più propizio per monetizzare scatti e riprese dei festini: molte delle ragazze che negli anni hanno avuto accesso alle residenze del
presidente del Consiglio estraggono infatti dai cassetti, o dalle memorie elettroniche, le immagini delle feste e cercano di piazzarle
Spesso chiedendo cifre enormi per materiale irrilevante o impubblicabile.
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Febbraio 3rd, 2011 Riccardo Fucile
DAL KENIA ALLA BOTSWANA, DAL CONGO AL MADAGASCAR, DAL SENEGAL ALLA COSTA D’AVORIO TUTTO IL MONDO RIDE DI NOI: “UN CORROTTO IMPERATORE ROMANO” , “NESSUN CAPO DI STATO AL MONDO SI COMPORTA IN MANIERA COSI’ INDEGNA”… E QUESTO SAREBBE UN GOVERNO DI DESTRA, ATTENTO ALL’ETICA PUBBLICA?
Silvio Berlusconi sostiene che l’Italia ha conquistato «prestigio e autorevolezza » in campo internazionale grazie ad un premier «che è tra i più influenti e considerati nei vertici mondiali».
Effettivamente, nessun leader politico italiano ha mai raggiunto la sua notorietà mondiale.
Il “Cavaliere” è conosciuto in ogni angolo del globo, tanto da essere diventato un vero e proprio simbolo anche per la stampa africana che, sulla questione, è però nettamente divisa a metà .
C’è chi lo disprezza con tutto il cuore e chi si limita a deriderlo.
Più spesso si limitano a pubblicare i lanci di agenzia che riportano le sue avventure “galanti”, le sue gaffes e i suoi processi,maè negli editoriali che appare tutto il «prestigio e l’autorevolezza» di cui gode il nostro premier.
Per esempio, il keniota “Daily Nation”, in un articolo dello scorso 25 gennaio, non esita a inserire Berlusconi nell’olimpo del “Club Casanova” e pubblica la foto del premier italiano tra quella del presidente sudafricano Jacob Zuma, cinque mogli e venti figli, e quella di Muhammar Gheddafi.
Nel pezzo, Mwaura Samora ricorda però che «il comportamento di Zuma rientra nei confini della cultura zulu», mentre il premier italiano non è famoso solo per le sue avventure galanti ma anche per la corruzione, per le operazioni di chirurgia estetica e per i pessimi accordi anti immigrati con la Libia: «il fasto e la pompa con cui Berlusconi conduce la sua vita privata rimanda l’immagine di un corrotto imperatore romano piuttosto che di un capo di governo».
Non va meglio sul “Botswana Gazette”, dove si ricorda che esistono due scelte possibili in caso di coinvolgimenti negli scandali politici.
«Quella tra il primo ministro italiano che mostra il dito medio al pubblico, rimanendo in carica indifferente alla natura e alla vastità degli scandali in cui sono implicati i suoi uomini, e l’altro, che è quello di riconoscere immediatamente la vergogna della propria politica dimettendosi spontaneamente ».
Inutile spiegare quale era consigliata.
Da altre parti, invece, da tempo si usa deridere i propri leader definendoli “piccoli Berlusconi”, “Berlusconi dei Tropici” o “Berlusconi del fiume Congo”. Si vedano al proposito le edizioni online del “Madagascar Tribune” o del congolese “Le soft”.
Ma c’è chi prende la cosa molto più seriamente.
Lo scrittore senegalese, Boubacar Boris Diop, intervistato dall’ivoriano “Abidjan.net“ chiede che si smetta di guardare solo ai guai africani e ricorda che «nessun capo di Stato al mondo si comporta in maniera così indegna come Berlusconi, che ha rapporti con minorenni e se ne vanta».
Nelle isole Mauritius, invece, si preoccupano del cattivo esempio italiano riguardo alla libertà di stampae si elencano i diversi metodi per ridurre al silenzio i giornalisti.
«In Italia — si legge su “L’Express” – Silvio Berlusconi che controlla personalmente molti media, vuole ridurre al silenzio “l’Unità ” e “la Repubblica” privandoli della pubblicità ».
In un articolo del marocchino “Aujord’hui” dello scorso 5 novembre, Driss Ajbali si dilunga sulle vicende che hanno coinvolto la sua connazionale “Ruby”, spiega il rituale del Bunga Bunga e chiude raccontando di Nadia Macrì «che accarezzava il sogno di andare in televisione ma che, tentando la fortuna è finita per trovarsi nel letto del presidente del Consiglio italiano. Sarebbe stata ricompensata con 10.000 euro.
È un buon pagamento. Grazie signore! (in italiano nel testo)».
Infine, nel lontano Zambia, un giornalista del “Saturday Post” si chiede se gli scandali sessuali non finiscano per portare voti agli implicati, ma, soprattutto, fornisce una spiegazione alla tracimante ilarità del nostro premier: «in Zambia si dice che siccome un babbuino non riesce vedere il proprio “posteriore” considera ridicola la bruttezza del posteriore altrui. Ma se solo sapesse la verità sul proprio posteriore riderebbe meno di quello degli altri».
Il tutto a fianco della foto di uno dei premier «più influenti e considerati nei vertici mondiali».
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Febbraio 1st, 2011 Riccardo Fucile
BRIGANDI’ ACCUSATO DI ABUSO D’UFFICIO PER AVER SOTTRATTO UN VECCHIO DOSSIER SULLA BOCASSINI DAGLI ARCHIVI DEL CSM E AVERLO PASSATO A “IL GIORNALE”… SALLUSTI FA IL MARTIRE E INVOCA LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE
Dopo la pubblicazione da parte de Il Giornale di un vecchio dossier, risalente agli anni ’80 e poi archiviato che riguardava l’ex pm di Milano Ilda Boccassini, oggi procuratore aggiunto, Matteo Brigandì, membro laico del Consiglio superiore, è stato accusato di abuso d’ufficio per aver passato al quotidiano le carte riservate.
Il consigliere laico della Lega al Csm è stato quindi iscritto nel registro degli indagati per il reato di abuso d’ufficio (art. 323 cp) dalla procura di Roma
Nell’ambito della stessa inchiesta in mattinata il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, che coordina l’indagine, ha ordinato una serie di perquisizioni nella redazione romana del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti e nell’abitazione della giornalista Anna Maria Greco.
L’indagine a carico di Brigandì è partita da una denuncia da parte dello stesso Consiglio superiore della magistratura dopo la rivelazione di Repubblica 2 del 28 gennaio, che sosteneva come il consigliere avesse preteso gli fosse consegnato, per documentarsi, il vecchio fascicolo della disciplinare su Ilda Boccassini.
Per la redazione del quotidiano di via Negri si tratta di “un nuovo tentativo di mettere il bavaglio alla libertà di informazione e al Giornale in particolare – si legge in una nota – dopo le perquisizioni di pochi mesi fa al direttore, Alessandro Sallusti, al vicedirettore, Nicola Porro, e alla redazione milanese del quotidiano per l’affaire Marcegaglia”.
Concezione molto personale quella di Sallusti che qualifica il killeraggio mirato ai nemici del premier come esercizio della libera informazione.
A disporre le perquisizioni nell’abitazione romana della giornalista Anna Maria Greco e nella sede del quotidiano sarebbe stata, secondo quanto ha inizialmente denunciato la direzione de Il Giornale, il pubblico ministero Silvia Sereni per la presunta violazione dell’articolo 323 del codice penale, quello relativo all’abuso d’ufficio.
All’origine ci sarebbe l’articolo sul procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini dal titolo “La doppia morale di Bocassini” in cui si ricordava come nel 1982 il magistrato fu “sorpresa in atteggiamenti amorosi” con un giornalista di Lotta Continua.
Dove stesse il reato è chiaro solo a Sallusti, ma per sputtanare le persone va bene tutto, anche fatti di 29 anni fa e per i quali la Bocassini fu assolta dal Csm.
L’accusa più grave è però quella che ha portato a indagare per abuso d’ufficio il consigliere laico del Csm, Matteo Brigandì.
E’ in relazione a quest’inchiesta che è stata eseguita la perquisizione nell’abitazione della cronista de Il Giornale. In base a quanto si è appreso a piazzale Clodio l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilipo Laviani, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio superiore della magistratura.
Secondo l’accusa, Brigandì avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. “Non ne so nulla, e quindi non ho niente da dire”, ha detto oggi il consigliere Brigandì (Lega Nord).
Giorni fa il consigliere aveva già smentito di aver dato a Il Giornale gli atti del procedimento disciplinare sul pm di Milano.
“Se qualcuno sostiene questa cosa ne risponderà nelle sedi legali possibili”, aveva detto Brigandì.
“Ho chiesto al Csm una serie di documenti, compreso quel fascicolo, che ho letto per un quarto d’ora e poi ho restituito”, aveva precisato Brigandì, che poi aveva annunciato di aver scritto una lettera al vice presidente Michele Vietti per chiedergli di “far luce” sulla vicenda.
Secondo il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, queste perquisizioni dimostrano come “per l’ennesima volta la casta dei magistrati abbia mostrato il suo volto violento e illiberale”.
Ma forse parlava dei sistemi che adottano a casa sua.
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Gennaio 30th, 2011 Riccardo Fucile
UN COMMENTO ALLARMATO SULLA VICENDA BERLUSCONI E UN GRAFFIANTE ACCOSTAMENTO CON DUE PROTAGONISTI DEL DECLINO DELL’IMPERO ROMANO: GLI IMPERATORI ELIOGABALO E CARINUS
“L’imperatore è nudo” s’intitola un commento sulla vicenda Berlusconi nella pagina degli editoriali di ieri del Financial Times.
Il columnist Matthew Engel parte dalla constatazione che, mentre alcuni ritengono che la politica sia noiosa, nessuno ha fatto di più del premier italiano per smentire tale impressione.
“Il mondo intero assiste a bocca aperta a ogni nuova rivelazione del suo scioccante stile di vita”, nota l’editorialista, “e diventa sempre più difficile trovare precedenti di questo genere”.
Ma forse, aggiunge Engel, la storia di Roma antica fornisce qualche parallelo. Studiando il sito www.roman-colosseum.info, che elenca tutti gli imperatori romani e ne riassume succintamente la biografia, e leggendo il capolavoro dello storico Edward Gibbon, “Declino e caduta dell’Impero Romano”, il giornalista inglese crede di essere riuscito a individuare due analogie con Berlusconi.
Una è il regno di Eliogabalo (218-222 dopo Cristo): “Lussuria effeminata, cori di damigelle siriane, i più scabrosi piaceri, sperperi capricciosi, lunghi treni di concubine”.
Commenta il quotidiano della City: “Accidenti, è come il bunga-bunga!”, per poi riferire come va a finire il (breve) regno dell’imperatore: “Fu assassinato dalla sua guardia pretoriana e gettato nel Tevere”.
L’altro “contendente” per il titolo di Berlusconi dell’era romana è l’imperatore Carinus (283-285), “che divorziò da nove mogli e secondo alcune versioni ne assassinò anche alcune, trovando pure il tempo, come racconta Gibbon, per ‘appetiti sregolati’, e per riempire il suo palazzo con cantanti, danzatrici, prostitute e tutti i possibili esemplari di vizio e follia”.
C’è una piccola differenza trai due imperatori romani e il leader del Pdl, tuttavia, conclude l’editoriale del Ft.
“Eliogabalo regnò da adolescente, e Carinus era poco più grande. Il primo ministro italiano ha 74 anni”.
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Gennaio 29th, 2011 Riccardo Fucile
AL CSM INFURIA LA POLEMICA: BRIGANDI’ POTEVA SOLO PRENDERE VISIONE DEL FASCICOLO, NON TRASFERIRLO A TERZI: ORA RISCHIA UNA DENUNCIA PENALE… PERSONAGGIO CON DUE CONDANNE CHE POTREBBERO A BREVE DIVENTARE DEFINITIVE, E’ L’UOMO “QUALIFICATO” CHE LA LEGA HA DESIGNATO PER FARSI RAPPRESENTARE NEL CSM
Ha un nome e un cognome il consigliere del Csm che una settimana fa ha
preteso gli fosse consegnato, per documentarsi, il vecchio fascicolo della disciplinare su Ilda Boccassini.
Chiariamo subito: si tratta di carte riservate, perchè al tempo della discussione le sedute non erano pubbliche come oggi, ma segrete.
Quel componente del Csm è Matteo Brigandì, notissimo esponente leghista nato a Messina ma radicalizzato in Piemonte, firmatario di una proposta di legge sul legittimo impedimento e pure di una per inasprire le norme sulla responsabilità civile dei magistrati.
Entra a palazzo dei Marescialli a fine luglio nella pattuglia dei cinque laici.
E dopo un altolà a Bossi. Il quale, fino a 12 ore prima del voto, aveva indicato per quel posto Mariella Ventura Sarno.
Brigandì lo contesta, fa circolare la voce che si tratta solo di una vicina di casa del Senatur, minaccia di nuovo le dimissioni. Entra al Csm.
Anche se su di lui pendono due condanne che potrebbero diventare definitive a breve, una per diffamazione, l’altra per non aver pagato gli alimenti alla figlia.
E per legge decadrà .
Ma Brigandì, stavolta, si appunta sul petto una medaglia non da poco.
Lui prende il fascicolo della Boccassini. Il contenuto finisce sul Giornale. Con tanto di virgolette e particolari.
Il pezzo esce e il Csm vive una delle sue giornate di maggiore tensione.
A seminare il panico è una furibonda telefonata del procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati al vice presidente Michele Vietti.
I due si conoscono da tempo. Hanno fiorettato per tre anni sulla riforma dell’ordinamento giudiziario quando il magistrato era presidente dell’Anm e Vietti sottosegretario alla Giustizia. Si stimano.
Adesso Bruti Liberati vuole capire da dove sono uscite quelle carte riservate. E vuole scoprirlo anche Vietti.
Per ricostruire come sono andati i fatti, alla fin fine, non ci vuole granchè.
Il caso Ruby scoppia il 14 gennaio. Il giorno dopo è sui giornali. Passa il fine settimana.
All’inizio di quella nuova, tra il 18 e il 20 gennaio, Brigandì si rivolge ai funzionari che gestiscono la sezione disciplinare, quella che fa i “processi” alle toghe.
Chiede il vecchio fascicolo della Boccassini.
Può farlo, il regolamento gli consente di acquisire l’antica documentazione. Ma ovviamente non gli permette di divulgarla. Il resto è noto.
Anna Maria Greco pubblica il suo pezzo sul Giornale.
Adesso, al Csm, sono furibondi.
Per tutta la giornata fervono i conciliaboli. Da una stanza all’altra.
I 16 togati non hanno dubbi su come sia andata la storia e sono intenzionati a chiedere una «punizione esemplare» per Brigandì.
Vittorio Borraccetti, toga storica di Magistratura democratica ed ex procuratore di Venezia, usa parola assai pesanti: «È stata commessa una scorrettezza enorme. Tra di noi c’è un guastatore istituzionale che lavora per danneggiare e screditare le istituzioni».
Voce pacata come sempre. Ma inderogabile durezza.
«Si può venire al Csm e dire che non si devono più votare le pratiche a tutela, ma non si può lavorare di soppiatto contro la magistratura. Questo non è consentito».
Sul tavolo di Vietti non è ancora arrivata la formale richiesta dei togati di chiarire come si sia prodotta la fuga di notizie. Ma è solo questione di ore.
Nel frattempo, alla spicciolata, i magistrati hanno protestato e chiesto accertamenti e una ricostruzione nitida di che cosa è avvenuto.
Poi il vice presidente dovrà discutere della faccenda nel comitato di presidenza, con il presidente della Cassazione Ernesto Lupo e il procuratore generale Vitaliano Esposito.
Vietti sta valutando se il primo passo non debba essere proprio quello di affrontare la “grana” con Napolitano, visto che, come alcuni togati sostengono, dietro il comportamento di Brigandì ci sarebbe anche una responsabilità penale.
Come avvenne per Cosimo Maria Ferri, oggi segretario di Magistratura indipendente, ieri al Csm, quando finì nelle intercettazioni tra Innocenzi (Agcom) e Berlusconi, ne potrebbe nascere un pubblico dibattito in cui mettere i paletti per una corretta etica di un componente del Consiglio.
Ma c’è chi, di fronte a un fatto così grave, chiede che Brigandì faccia pubblica ammenda e se ne vada.
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Gennaio 27th, 2011 Riccardo Fucile
LA PRIMA PAGINA DE “IL GIORNALE” ESCE CON UN “RECENTE” SCOOP: “NEL 1982 LA BOCASSINI SAREBBE STATA SORPRESA ‘IN ATTEGGIAMENTO AMOROSO’ CON UN GIORNALISTA DI LOTTA CONTINUA” E TITOLA “AMORI PRIVATI DELLA BOCASSINI”… SIGNOR SANTANCHE’, CI CONSENTA DI DIRLE: “NON CE NE FREGA UN CAZZO”
«Ilda Boccassini, una degli accusatori del Cavaliere, nel 1982 fu sorpresa in
“atteggiamenti amorosi” con un giornalista di Lotta Continua e finì al Csm». Così l’attacco dell’articolo di apertura del Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi oggi in edicola.
La dottoressa Boccassini è una dei tre pm che conduce l’inchiesta sul caso Ruby nella quale il presidente del Consiglio è accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.
Il titolo de Il Giornale, sopra la foto del pubblico ministero è: «Amori privati della Boccassini».
L’attuale procuratore aggiunto di Milano portò a un procedimento davanti al Csm al termine del quale il magistrato fu assolto.
Il procuratore di Milano, Bruti Liberati, a proposito di questo articolo reagisce con una nota ufficiale: «Ogni attività della magistratura – e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano – in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l’attacco personale ai magistrati si qualificano da soli, e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima».
Poi aggiunge: «In considerazione della delicatezza della vicenda, il Procuratore della Repubblica segue costantemente e compiutamente tutta l’attività di indagine, di cui ha assunto personalmente il coordinamento e conseguentemente piena responsabilità ».
E conclude: «I due inviti a comparire (per Silvio Berlusconi e Nicole Minetti, ndr) firmati dai magistrati sono stati vistati dal procuratore, pur non essendo richiesto il visto per tale tipo di atti».
Il linciaggio mediatico nei confronti della Bocassini continua, di pari passo a quello rivolto a Fini.
I giornali di famiglia del leader del partito degli accattoni proseguono con il metodo Boffo nel tentativo di punire i magistrati e i politici scomodi e di intimidirli.
Il signor Santanchè, guardando dal buco della serratura o forse dotato di binocoli a raggi infrarossi come i più attrezzati guardoni di coppiette, ha colto “Ilda la rossa” in “atteggiamento amoroso” nel 1982, ovvero 29 anni fa, pensate che scoop da sbattere in prima pagina.
E con un gionalista di sinistra, tiene a precisare il guardone.
Se fosse stato di destra forse avrebbe chiuso un occhio e si sarebbe eccitato di meno, ma volete mettere una vista del genere?
Direte: “ma a un lettore normale che gliene può fregare della datata notizia?”.
Nulla infatti, ma qua parliamo dei lettori de “il Giornale”.
Ai quali forniamo allora noi un vero scoop nella foto accanto: un inedito Sallustri “privato”, vittima a sua volta di due “cattivi maestri” del voyeurismo che studiano attentamente i suoi “atteggiamenti amorosi”.
Pronti a integrare il dossier su di lui con foto compromettenti: chissa che prima o poi non gli tocchi…
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Gennaio 23rd, 2011 Riccardo Fucile
DALL’AUSTRALIA ALL’INDIA, DALLE AMERICHE A PARIGI, LE ESCORT DI SILVIO E I SUOI COMPORTAMENTI STANNO GETTANDO DISCREDITO SUL NOSTRO PAESE…UN QUOTIDIANO CONSERATORE USA GLI CONSIGLIA DI ISCRIVERSI NEL CLUB DEI PEDOFILI DI ROMAN POLANSKI
Gran Bretagna 
I quotidiani e le riviste del Regno Unito dedicano ampio spazio al Ruby gate. Per The Independent “Nemmeno Silvio stavolta può cavarsela”.
Il quotidiano dà il primo ministro italiano per prossimo alle dimissioni perchè “travolto da una valanga di prove schiaccianti” su uno stile di vita “inconciliabile con la figura del primo ministro di un Paese occidentale”.
Il Times invita Berlusconi a dimettersi. “La sua presenza a Palazzo Chigi è ormai ritenuta un grave danno di immagine per l’Italia e a pensarla così è anche la Chiesa cattolica”.
The Guardian si sofferma sarcasticamente sui travestimenti che tanto piacevano a Silvio: “Ma poliziotti e infermiere cosa aspettano a scendere in piazza?”.
Francia
Le Monde è andato ieri in edicola con una inchiesta dal titolo che è tutto un programma: “Sesso, bugie e Silvio”.
Berlusconi ormai “non è più in grado di opporsi alla valanga di dichiarazioni, allusioni, ricatti”.
Le Figaro punta il dito sul “degrado della vita pubblica italiana” e sullo squallore di “genitori che spingono le figlie nel letto di Berlusconi”
Spagna
El Paìs, oltre alla cronaca, ospita un articolo di Antonio Elorza: “Il ritorno di Sade”. Scrive Elorza: “Anche nel ’68 si sognava ‘l’amplesso universale’, l’amore di tutti con tutti.
Ma si trattava allora di un messaggio egualitario, non di un invito al libertinaggio… il ruolo della donna nella vita di Berlusconi fa invece pensare ad un ritorno di Sade. L’appetito sessuale è un aspetto del meccanismo di affermazione della potenza di Berlusconi e le giovani donne che si prostituiscono sono lo strumento di tale affermazione”.
El Mundo nel pezzo “Le 7 bugie di Silvio”, smonta la linea di difesa di Berlusconi.
Usa
Mentre il New York Times che nei giorni scorsi è stato tra gli organi di informazione più duri con Silvio, pubblica sottotitolato in inglese il video di “Elio e le Storie Tese” e il Washington Post dà spazio alla posizione della Chiesa cattolica che “per vie diplomatiche e in modo molto cauto preme perchè si arrivi alle dimissioni del premier”, Newsweek parla di “Imperatore al tramonto” e di “Paese del bunga bunga nel quale le donne vengono ferite, offese e mortificate”.
Time elenca alcune affermazioni di Silvio: “Nemmeno una volta in vita mia ho pagato una prostituta”.
“Una sola mai; questo è vero”, commenta Time. “Sarei meglio di Superman se in una notte avessi fatto sesso con 24 donne”. “Ah, ma erano 24?”, risponde Time.
Il pezzo dedicato a Berlusconi sul San Francisco Chronicle si conclude con un “niente paura dottore. Se per qualche ragione dovessero condannarla per aver fatto sesso con una prostituta minorenne può sempre chiedere consiglio al noto violentatore Roman Polanski, che potrebbe decidere di ammetterlo nel suo esclusivo club in Svizzera”.
Argentina
El Clarin di Buenos Aires commenta che l’Italia sembra da mesi appesa ad una parola: “Culo”.
Su La Nacion, Elisabetta Piquè scrive amara “mentre il premier balla il bunga bunga molti italiani non riescono ad arrivare alla fine del mese e molti giovani laureati sono senza lavoro”.
Australia
Il Daily Telegraph ospita le foto delle “donne di Berlusconi” dedicando a ciascuna una dedica particolare. Ci sono tutte, moglie compresa.
Il Sydney Morning Herald è lapidario: “È ora di dire addio a Berlusconi”. E aggiunge: “Difficile sostenere che Berlusconi possa essere vittima di un complotto dei media perchè Berlusconi ‘è i media’”
Marocco
Libèration titola: “Il Cavaliere nuovamente nei guai per una faccenda di donne”. L’articolo prosegue: “La giovane ‘mannequin’ marocchina della ‘scuderia’ del famoso Lele Mora, agente di escort, ha accusato Berlusconi di aver abusato di lei per anni quando era ancora minorenne. Secondo alcune Ong marocchine che operano in Italia, Ruby avrebbe fornito particolari precisi sulla residenza di Berlusconi ad Arcore. Gli piacevano giovanissime tanto che persino la moglie quando aveva deciso di separarsi lo aveva accusato di pedofilia. Parlando con una operatrice umanitaria marocchina Ruby ha detto di aver ceduto ai desideri di Berlusconi perchè le aveva promesso una brillante carriera nel mondo dello spettacolo, ma dopo qualche anno aveva perso interesse perchè “ero diventata troppo vecchia per soddisfare le voglie di Silvio”.
Sud Africa
“Bunga bunga è diventato il refrain, la colonna sonora della politica italiana”, titolano The Mail e Guardian.
Nell’occhiello la sentenza: “Uno solo dei tanti scandali che hanno investito Berlusconi in questi anni sarebbe bastato in quasi tutti i Paesi del mondo a decretare la sua morte politica”.
Sul suo sito Al-Jazeera scrive: “Berlusconi nei guai a causa di una minorenne. Lui nega. Una cosa è certa: Berlusconi ha veramente telefonato alla polizia milanese per far rilasciare una minorenne arrestata per furto e ha veramente detto, mentendo, che si trattava della nipote di Mubarak”.
Libano
Il quotidiano L’Orient, Le Jour si dice sconcertato per il comportamento dei genitori che spingevano le loro giovani figlie “nel letto del premier”.
Arabia Saudita
Arab News dà un certo risalto alla campagna “Basta” promossa da 2.000 donne indignate per il modo in cui Berlusconi tratta le donne.
Emirati Arabi
The Gulf Today, quotidiano degli Emirati, parla di “offesa al senso morale quando si viene a sapere che erano spesso i genitori che spingevano le giovani talvolta minorenni a ‘darsi’ a Berlusconi”.
India
I giornali indiani insistono molto sul Pm Ilda Boccassini. “Berlusconi di nuovo alle prese con ‘Ilda la Rossa’, ma questa volta le prove contro di lui sono schiaccianti”, titola The Times of India. Che prosegue: “Quello che Berlusconi aveva organizzato alle porte di Milano era un vero e proprio harem nel quale erano ospitate 14 belle ragazze sempre pronte a servirlo”.
Gli fa eco Hindustan Times: “Ilda la Rossa alla riscossa. Berlusconi ha sempre detto che gli piacciono le donne, tutte le donne, ma forse nel caso del Pm Ilda Boccassini è disposto a fare una eccezione”.
Cina
ll China Daily parla di “tramonto del carisma di Berlusconi tradito proprio da una delle sue passioni: le donne”.
Corea del Sud
The Korea Herald di Seul non risparmia la Minetti: “È scandaloso e inaccettabile che una donna politica si occupasse di trovare le prostitute al primo ministro Silvio Berlusconi”.
argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Giustizia, governo, PdL, Politica, radici e valori, Stampa | 2 commenti presenti »