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LA DESTRA DELLA MERKEL IN GERMANIA RAFFORZA LA LIBERTA’ DI STAMPA: PUBBLICABILI ANCHE LE NOTIZIE RISERVATE

Agosto 30th, 2010 Riccardo Fucile

MENTRE IN ITALIA IL GOVERNO PENSA A IMPEDIRE AI GIORNALI DI PUBBLICARE LE INTERCETTAZIONI SCOMODE AL POTERE, IN GERMANIA UN GOVERNO DI DESTRA BLINDA LA LIBERTA’ DI STAMPA…CAMBIATO IL CODICE PENALE PER SOTTRARRE I GIORNALISTI ALLE PENE

Per il centrodestra tedesco di Angela Merkel, la libertà  di stampa è un valore costitutivo della democrazia, e quindi non solo va difesa ma anche rafforzata.
Il governo ha approvato un disegno di legge volto appunto a proteggere maggiormente i giornalisti, in particolare quando diffondono informazioni riservate o segreti istruttori.
La nuova legge stabilisce con chiarezza inequivocabile che solo le fonti che passano le informazioni riservate, ma non i giornalisti stessi, possono essere perseguite in base al diritto penale.
Il disegno di legge approvato prevede, con un emendamento al codice penale, che non sia più possibile per la magistratura perseguire i giornalisti per concorso nella violazione del segreto su notizie riservate.
L’esecutivo della Merkel ha deciso di privilegiare il diritto dei media a informare liberamente, e quello dell’opinione pubblica a informarsi ed essere informata.
Una decisione, quella tedesca, che va in direzione diametralmente opposta rispetto agli orientamenti del centrodestra italiano.
E’ uno strappo anche con le frequenti passate abitudini dell’establishment tedesco, sia dei conservatori sia a volte della Spd, quando era al potere, di cercare di controllare o condizionare la libertà  dei media.
La nuova legge federale voluta dalla Merkel e dal ministro della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, introduce una importante modifica, inserendo un emendamento correttivo all’articolo 335b del codice penale. Continua »

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IL GIORNALE CONSERVATORE WALL STREET JOURNAL: “CON BERLUSCONI L’ITALIA DECLINA”

Agosto 29th, 2010 Riccardo Fucile

CRITICHE DEL PRINCIPALE QUOTIDIANO FINANZIARIO STATUNITENSE AL NOSTRO PREMIER: “DOVEVA RIDURRE LO STATALISMO, SI E’ PERSO IN VOTI DI FIDUCIA, SCANDALI, STAGNAZIONE ECONOMICA E BUROCRAZIA SCLEROTICA”

E’ abitudine del nostro premier prendersela con la stampa nazionale, rea di mal interpretare sempre le sue parole e le sue iniziative politiche oppure di rimestare nel torbido delle sue frequentazioni private.
Mano a mano, i suoi anatemi hanno raggiunto anche la stampa estera, accusata di fare da cassa di risonanza delle critiche che gli vengono rivolte dai media italiani.
Fino a ipotizzare un complotto internazionale ai suoi danni, ordito da chissà  quale centrale politico-finanziaria.
Questa volta però la critica arriva da una fonte insospettabile, ovvero dal principale quotidiano finanziario statunitense, di impronta conservatore tra l’altro, quindi difficilmente accusabile di “connivenza con il nemico”.
Parliamo del quotato Wall Street Journal secondo il quale ” l’Italia sta declinando”.
Il quotidiano va giù pesante: “immaginate che cosa potrebbero ottenere gli italiani se Berlusconi non tenesse le sue promesse di dinamismo ostaggio di una lotta politica senza esclusione di colpi”.
È solo la conclusione di un editoriale che il Wall Street Journal ha dedicato alla crisi politica italiana, intitolato «Circo Romano».
Il quotidiano finanziario formula un giudizio impietoso sulla situazione del nostro Paese, dopo una sintetica ricostruzione della crisi in seno al Popolo della Libertà , con i contrasti tra il premier e il presidente della Camera Gianfranco Fini, e con l’ultimatum di Berlusconi sui cinque punti programmatici per l’esecutivo.
“Intanto – si legge nell’editoriale – l’Italia declina. Gli elettori hanno eletto Berlusconi sulla promessa di ridurre lo Stato. E ciò che hanno ottenuto, invece, è una sfilata senza fine di voti di fiducia, scandali, relativa stagnazione economica e burocrazia sclerotica”. Continua »

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COSA SCRIVEVA FELTRI : “IL DECRETO BERLUSCONI, SCAPPATOIA PER I SUOI COMODI”

Agosto 27th, 2010 Riccardo Fucile

ORA FA IL MORALIZZATORE PERCHE’ E’ TORNATO A LIBRO PAGA DEL PREMIER… PRIMA SCRIVEVA: “IL DECRETO SULLE TV? SAREBBE UNO SCANDALO PERSINO NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE, LA MAGISTRATURA IN UN SOPRASSALTO DI DIGNITA’ DOVREBBE CANCELLARLO”….”DATE A SILVIO ANCHE LA GAZZETTA UFFICIALE, COSI’ LE LEGGI SE LE STAMPA DA SOLO”

A proposito della certificazione di coerenza da parte dell’esperto immobiliarista Perdente Feltri, cacciatore di testimoniazione anonime o ritrattate, sospensioni dall’albo dei giornalisti e rinvii a giudizio per diffamazione, cavalli perdenti e ritrattazioni in corsa alla Boffo, collaboratori radiati e segretati, è opportuno leggere cosa Feltri scrivesse del premier Silvio Berlusconi sull’Europeo dell’11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione della legge Mammì.
Chissà  come mai avrà  cambiato idea sui presunti interessi del premier nell’approvazione delle leggi ad personam: data la linearità  del personaggio, non crediamo certo a causa del lauto stipendio che ora percepisce da “il Giornale”.
D’altronde è risaputo che la sua è una linea di piena autonomia rispetto al proprietario della testata che non risponde quindi delle sue azioni, divagazioni e approssimazioni.

Per quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia.
E il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’ cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi, in attesa che possa farseli definitivamente.
Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura in un soprassalto di dignità  e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna.
Niente.
Non soltanto non sono morti, ma sono ancora lì, in piena salute, a far danni alla collettività , col pretesto di curarne gli interessi.
Interessi che sarebbero gli stessi, secondo loro, del dottor Silvio di Milano due, il quale pretende tre emittenti, pubblicità  pressochè illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici.
Poca roba.
Perchè non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il Bollettino dei naviganti e la Gazzetta Ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?
Poichè nemmeno il garofano, pur desiderandolo, ha osato chiedere tanto per l’amico antennuto, cosa che avrebbe impedito ogni spartizione per esaurimento del materiale da spartire, eccoci giunti allo sgradito momento della resa dei conti.
Il varo dei capolavori di Mammì, che non è il titolo di una canzonetta, ma il ministro, colui che ha scritto sotto dettatura il testo per la disciplina dell’etere.
Vittorio Feltri
(da L’Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione della legge Mammì)

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FELTRI VEDE IL FANTASMA DI FINI A MONTECARLO: FINI LO SMENTISCE, IL PRESUNTO TESTIMONE QUERELA “IL GIORNALE”

Agosto 19th, 2010 Riccardo Fucile

FINI : “NESSUNA TRASFERTA, BASTA CONTROLLARE I MOVIMENTI DELLA MIA SCORTA: L’INFORMAZIONE E’ DEGRADATA A LICENZA DI DIFFONDERE PALESI FALSITA'”…. “SARA’ FELTRI IN TRIBUNALE A DOVER DARE SPIEGAZIONI”… MERETO: “MAI DETTO DI AVER VISTO FINI A MONTECARLO”

Solo fervide fantasie, confutabili con una piccola verifica.
Frutto di una campagna di “plateali falsità ” e “pettegolezzi” contro un avversario politico.
Il portavoce di Gianfranco Fini, bolla così l’ultima puntata della querelle tra il presidente della Camera e “Il Giornale”, sulla vicenda della casa An a Montecarlo.
Il quotidiano diretto da Feltri, in un articolo pubblicato oggi, aveva citato un testimone, Giorgio Mereto, che aveva detto di aver visto il presidente della Camera nel principato a dicembre, assieme alla compagna Elisabetta Tulliani.
Il testimone del quotidiano aveva sottolineato “un notevole spiegamento” della polizia monegasca a “sirene accese”.
Tutto falso ribatte il portavoce del presidente della Camera.
E per rendersene conto sarebbe bastato un semplice controllo. “Un semplice accertamento presso le autorità  monegasche e italiane che registrano i movimenti delle scorte”, scrive Alfano, “sarebbe sufficiente a dimostrare che la trasferta a Montecarlo del presidente Fini è frutto unicamente della fervida fantasia del signor Mereto”.
“Dal momento che verificare la falsità  di certe dichiarazioni”, continua Alfano, “è così facile anche per chi non è un giornalista, c’è da chiedersi per quale ragione chi ha il dovere di riscontrare la veridicità  di una notizia prima di pubblicarla trascuri sistematicamente di farlo. Viene quasi il dubbio che vi sia, a monte, la volontà  di immettere nel circuito mediatico illazioni, sospetti e accuse anche quando si ha la consapevolezza che basterebbe un controllo di routine a dimostrarne l’infondatezza”.
Volgare telenovela. Una deriva che trasforma l’informazione in gossip.
“In simili circostanze”, sostiene il portavoce del presidente Fini, “quando cioè l’informazione viene degradata a licenza di diffondere plateali falsità  e pettegolezzi per offendere un avversario politico anche sul piano personale e familiare, significa che l’inchiesta giornalistica ha smesso da tempo di essere tale ed è degenerata in volgare telenovela”. Continua »

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FINI SULLA CASA A MONTECARLO: “NULLA DA NASCONDERE, SULLA LEGALITA’ NON MI FERMERANNO”

Agosto 8th, 2010 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA RISPONDE IN OTTO PUNTI ALLA CAMPAGNA DIFFAMATORIA DEI GIORNALI DEL PREMIER…”BEN VENGANO LE INDAGINI, IO NON SONO ABITUATO A STRILLARE CONTRO I MAGISTRATI COMUNISTI” …”L’AFFITTO A TULLIANI? LA MIA SORPRESA E IL MIO DISAPPUNTO POSSONO ESSERE INTUITE”

«In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere nè tantomeno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità  nella politica è meglio che si rassegni».
Lo afferma Gianfranco Fini in una lunga nota nella quale spiega nel dettaglio la vicenda della casa di An a Montecarlo.
Ma fa anche trasparire la propria contrarietà  quando ha saputo dell’affitto dell’appartamento a Tulliani: «La vendita dell’appartamento è avvenuta il 15 ottobre 2008 dinanzi al Notaio Aureglia Caruso e sulla natura giudica della socieà  acquirente e sui successivi trasferimenti non so assolutamente nulla – scrive Fini – Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite».
«Un’inchiesta della Magistratura accerterà  se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità  o violazioni di legge. È la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indaginì. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti…».
Inizia così una lunga nota del presidente della Camera Gianfranco Fini, in merito alla vicenda della compravendita dell’appartamento di Montecarlo che era stato lasciato in eredità  ad An. «Secondo molti la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingermi a chiarire rapidamente, senza attendere interrogatori e rogatorie internazionali, alcuni punti non facilmente comprensibili per l’opinione pubblica.
Premesso che il caso è diventato tale per l’ossessiva campagna mediatica dei giornali berlusconiani, che fingono di ignorare che la vicenda non ha ad oggetto soldi o beni pubblici ma solo la gestione di una eredità  a favore di A.N., sento comunque il dovere di fare chiarezza per cio» di cui sono a conoscenza».
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, con una lunga nota fa il punto sulla casa di An a Montecarlo.
1) L’appartamento di Montecarlo (peraltro di modeste dimensioni) fu valutato, quando venne in possesso di A.N., circa quattrocentocinquanta milioni di lire e per tale valore fu regolarmente iscritto a bilancio. La stima fu fatta dalla societa» che amministra il condominio ed è stata spontaneamente esibita agli inquirenti insieme con gli altri documenti richiesti.
2) Chi ebbe modo di visitare l’appartamento, l’On. Lamorte e la Sig.ra Marino, mia segretaria particolare, riferirono che esso era in condizioni fatiscenti, inabitabile senza cospicue spese di ristrutturazione. Continua »

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FINI: “BEN VENGANO LE INDAGINI SUL PATRIMONIO DI AN”

Agosto 5th, 2010 Riccardo Fucile

SU ESPOSTO DE “LA DESTRA” DI STORACE, LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN FASCICOLO, IN QUANTO ATTO DOVUTO, CON L’IPOTESI DI TRUFFA AGGRAVATA SULLA BASE DI QUANTO IPOTIZZATO DAGLI AMICI DI STORACE… FINI HA GIA’ PRESENTATO NUMEROSE DENUNCE PER DIFFAMAZIONE

La procura di Roma ha aperto un fascicolo, in quanto atto dovuto, tiene   a precisare, in seguito all’esposto presentato da due esponenti locali del gruppo La Destra.
L’ipotesi di reato segnalato dagli “esponenti” è quello di truffa aggravata – al momento contro ignoti – sulla vicenda dell’appartamento di Montecarlo, lasciato in donazione ad Alleanza Nazionale e poi venduto a una società  off shore.
L’intenzione della Procura al momento è quella di acquisire tutta la documentazione relativa alla vendita dell’immobile.
ll fascicolo è stato affidato al procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani.
A proposito delle illazioni sulla proprietà  di quell’appartamento, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto “Ben vengano le indagini sul patrimonio An, anche se la denuncia proviene da avversari politici” e ha poi annunciato di aver presentato alcune denunce per diffamazione.
“Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società  che hanno acquistato l’immobile – si sottolineava in un comunicato – del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà  l’autorità  giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si sofferma sulle inchieste partite dai giornali vicini a Berlusconi contro Gianfranco Fini: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio nei confronti del Presidente della Camera. Se uno è un delinquente, lo è sempre. Una persona non è delinquente se fa una scelta oppure santa se ne fa un’altra”. Continua »

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“LIBERO” FA UNA FIGURA DI CACCA: SCAMBIA IL DEPUTATO TONINO GENTILE PER IL FINIANO SILVANO MOFFA

Agosto 4th, 2010 Riccardo Fucile

“LIBERO” DEDICA UN ARTICOLO DI ACCUSE DI “FURBETTO DELLE POLTRONE” A MOFFA PER AVER DETTO A “REPUBBLICA” COSE CHE HA DICHIARATO UN ALTRO, COME PERALTRO ERA EVIDENTE NELL’ARTICOLO… O NON SANNO LEGGERE O SONO STRESSATI DAL FUTURO (E LIBERTA’) CHE AVANZA

Oggi “Libero” ha veramente dato il meglio di sè, dando una esempio di mirabile giornalismo pataccaro.
Grave non soltanto per il penoso errore di Filippi Facci che ha scritto l’articolo, ma anche per chi dovrebbe controllarne perlomeno il testo.
Sotto il titolo severo “Ci sono finiani e opportunisti” e sotto il monito “I furbetti delle poltrone”, ecco cosa scrive stamane Facci a pagina 12 di “Libero”.
“L’on. Moffa è caduto in un trappolone di “Repubblica” e la nuova casacca finiana l’ha motivata così: “In Calabria assieme a mio fratello ho raccolto un mucchio di voti senza che ciò sia valso un posticino nel governo”.
Ah ecco, allora non è per le posizioni dell’esecutivo sui temi bioetici e sulla legalità , capito. E’ per il mancato posticino.
E pensare che Moffa sembrava un personaggio di spirito e di respiro internazionale: non fu lui a proporre Silvio Berlusconi per il Nobel per la pace? Bando al passato, occhi al futuro.
Il mercato delle vacche ha di buono che è sempre aperto”.

Peccato che su Repubblica di ieri a pagina 6, sotto il titolo “Il momento d’oro dei peones ‘Ora mi aspetto un posticino’ si legga invece quanto segue:
“Io non mi muovo dal Popolo della Libertà , ma è anche da considerare che ho fatto vincere al Presidente le elezioni in Calabria, perchè insieme a mio fratello raccolgo un mucchio di voti, senza che ciò sia valso un posticino al governo. Promisero qualcosa, ora mi hanno dimenticato”. La voce è quella di Tonino Gentile, senatore di Cosenza, che solo qualche anno fa propose il Nobel per la pace a Silvio Berlusconi. Lui vede nero: “Comunque il premier è sempre in grado di stupirci, aspettiamo fiduciosi”. Continua »

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SONDAGGISTI CONCORDI: UN PARTITO DI FINI VALE GIA’ OGGI IL 10%, MA SE CREA UNA COALIZIONE SFONDA IL 20%

Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile

I DUE MAGGIORI SONDAGGISTI PARLANO DI “FUTURO E LIBERTA” COME DI UNA REALTA’ CON CUI FARE I CONTI… SE SI RADICA SUL TERRITORIO CON LE SUE STRUTTURE, E’ DESTINATO A CRESCERE ANCORA… IL PDL SCENDE AL 28,5%… L’ELETTORE DI FINI PROVIENE PER IL 55% DAL PDL, PER IL 22% DALL’ASTENSIONISMO, PER IL 15% DALLA SINISTRA

Quanto vale Gianfranco Fini in percentuale?
Ora che la divisione da Berlusconi è visibile a tutti, quanti voti prenderebbe alle elezioni politiche la sua nuova formazione politica?
Nessuno può rispondere con precisione, perchè sono troppe le variabili da valutare all’interno di una situazione politica in costante evoluzione e in periodo vacanziero.
Ma se valutiamo i rilievi fatti da Renato Mannheimer e da Crespi Ricerche emerge un dato comune: Fini è intorno al 10% per entrambi.
L’Ispo di Renato Mannheimer vede un Fini che può arrivare al 10% se decide di correre da solo: se poi mettesse a punto una coalizione più ampia e aggregasse altre forse centriste, potrebbe tranquillamente sfondare il muro del 20%.
Crespi Ricerche è andato più a fondo, indicando anche le percentuali degli altri partiti, in caso si presentasse un partito di Fini.
Al presidente della Camera viene dato un prudente 9,5% sicuro, con forbice fino al 12%, mentre il Pdl scenderebbe al 28,5%, la Lega ferma al 12%, il Pd al 25%, Idv al 6,5%, Udc al 6%, sale Vendola al 5,5%, intorno all’1% i partiti minori.
Crespi ha poi sondato l’elettorato che nel 2006 votò per l’ultima volta per Alleanza Nazionale: il 48% sceglie ancora Fini, il 26% Berlusconi, il 17% la Destra di Storace che però oggi sta con il premier (e questo non gli giova al momento del voto), il 5% vota Udc e solo il 2% la Lega.
Dimostrazione quest’ultimo dato di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa”, in base al quale i voti di An al nord sarebbero andati alla Lega.
Ma Crespi risponde a un’altra domanda: da dove vengono gli elettori di Fini? Per il 55% dal Pdl (quindi Fini non recupera solo gli ex An, ma pesca anche negli ambienti di Forza Italia), per il 22% dal mondo dell’astensione (dato molto rilevante) per il 15% dalla sinistra, per un altro 8% da Udc e Lega.
Vi sono poi molte variabili che giocano a favore di Fini: Continua »

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FINI QUERELA “IL GIORNALE”: NON E’ TITOLARE DELLA CASA A MONTECARLO

Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile

PER FELTRI ERA GIA’ STATO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO DAL TRIBUNALE DI MONZA PER UNA QUERELA PER   DIFFAMAZIONE PRECEDENTE… IL METODO BOFFO NON PAGA: CERCANO DI COLPIRE I FINIANI MA NON AZZECCANO UN COLPO

“Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società  che hanno acquistato l’immobile. Del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo.
Sarà  l’autorità  giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.
E’ Fabrizio Alfano ad affermarlo nella nota in cui il portavoce del presidente della Camera annuncia che “il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha conferito incarico all’avvocato Giulia Bongiorno di agire in sede legale contro ‘il Giornale’ e il suo direttore per aver pubblicato negli ultimi giorni una serie di notizie false e diffamatorie riguardo alla cessione da parte di Alleanza Nazionale di un immobile ubicato a Montecarlo”.
“Nonostante la falsità  delle notizie e delle accuse già  rivolte al presidente Fini da Vittorio Feltri – prosegue Alfano – in un editoriale del 14 settembre 2009 dal titolo ‘Il Presidente Fini e la strategia del suicidio lento’, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Monza, ‘il Giornale’ e il suo direttore hanno ritenuto di proseguire la loro campagna diffamatoria nei confronti del presidente Fini e in un articolo pubblicato questa mattina, ‘Prime crepe nel muro di omerta’ sulla casa dei Fini a Montecarlo”, gli attribuiscono la titolarità  dell’appartamento in Montecarlo, indicando anche la cifra alla quale l’immobile sarebbe stato venduto”.
Di qui la decisione di adire le vie legali, affinchè la verità  venga accertata, mettendo a disposizione dell’autorità  giudiziaria tutti i documenti e le testimonianze necessarie ad acclarare i fatti.
Dalle dichiarazioni del tesoriere di An, Francesco Pontone, e dell’ex capo della segreteria politica del partito, Donato La Morte, oggi responsabile della fondazione che cura il patrimonio immobiliare di An, emerge una semplice versione.
La famosa casa di 40mq lasciata in eredità  ad An a Montecarlo era decisamente da ristrutturare e i fondi per farlo non erano nella disponibilità  del partito. Continua »

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