Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
COME CON BOFFO, ALLA FINE SARA’ COSTRETTO ALLE SCUSE PER EVITARE LA RADIAZIONE DALL’ALBO: LA CASA DI 40 MQ LASCIATA AD AN E’ STATA VENDUTA CON ATTO REGISTRATO E MESSA A BILANCIO DEL PARTITO… IL COGNATO DI FINI HA UN REGOLARE CONTRATTO DI AFFITTO REGISTRATO
Due giorni di serrate indagini e un pugno di mosche in mano: sul circuito di Montecarlo
è andato in onda il solito “gran premio dello sputtanamento” ad opera di Perdente Feltri, longa manus del padrone del vaporetto.
Per mesi è andata in onda la farsa dell’armatore che non sa mai la rotta che segue il capitano, ora i giochi sono evidenti.
Dopo aver killerato il direttore dell’Avvenire Boffo con accuse e documenti tarocco, salvo poi dover esprimergli pubbliche scuse per evitare la radiazione dall’albo dei giornalisti, dopo essersi guadagnato una raffica di querele da Fini e Bocchino, tanto paga il fratello del premier, ora “il Giornale”, in coincidenza con un attacco politico a Fini (che strane queste coincidenze…), ha provato lo scoop.
Che consisterebbe , in sintesi, nel sostenere o far intendere quanto segue:
che un appartamento lasciato in eredità ad An a Montecarlo e quindi facente parte del patrimonio immobiliare del partito, sia stato sottratto da Fini per farvi abitare Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, moglie del presidente della Camera, che non avrebbe quindi titolo a starci.
Questa la sintesi della prima puntata di ieri.
Peccato che il tesoriere di An e attuale responsabile della fondazione che gestisce il patrimonio di An, Donato La Morte, abbia ieri precisato:
1) L’appartamento di 40 mq (e non 75 come sostenuto da il Giornale), lasciato in eredità da Anna Maria Coleoni nel 1999 ad An, fu tenuto fermo per ben 6 anni, tanto è vero che (lo dice annche il Giornale) era in pessime condizioni.
Alla fine è stato venduto a una società monegasca e il relativo introito è stato regolamente iscritto a bilancio del partito.
Non solo: è servito per l’attività politica di quegli anni, contribuendo all’attivo: come confermato da La Morte e come risulta a bilancio.
Quindi Fini non si è fregato un bel nulla.
2) La società Timara Ltd che ha acquistato l’appartamentino ha fatto dei lavori di ristrutturazione minimi e poi lo ha affittato.
Probabilmente il Tulliani, che era a conoscenza dell’opportunità , ma non certo il solo a saperlo, visto che lo sapeva tutta Alleanza nazionale, si sarà precipitato a fare un’offerta per averlo in affitto.
I suoi legali ieri, annunciando querela a Feltri; chiariscono infatti che “Tulliani ha un regolare contratto di locazione registrato e versa regolarmente il canone”.
Contratto a disposizione quindi in sede giudiziaria.
Crolla pprtanto l’accusa di viverci, per compiacenza di Fini, gratuitamente. Continua »
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Luglio 20th, 2010 Riccardo Fucile
ARRIVA L’EMENDAMENTO ANTI-BAVAGLIO, OVVERO UN’UDIENZA FILTRO IN CUI IL GIP, D’INTESA CON ACCUSA E DIFESA, DECIDERA’ LE PARTI PUBBLICABILI DI “INTERESSE RILEVANTE” E QUELLE INVECE SECONDARIE, PRIVATE E DA GOSSIP CHE SARANNO SEGRETATE….E’ UNA VITTORIA DI NAPOLITANO, DI FINI E DELLA LIBERTA’ DI ESSERE INFORMATI
Alla fine il governo ha ceduto, allargando le maglie del diritto di cronaca, facendo venir
meno la restrizione più odiosa, il bavaglio alla stampa: saranno pubblicabili tutte le intercettazioni di “interesse rilevante”.
E’ un passo indietro clamoroso, in quanto per due anni gli uomini di Berlusconi avevano respinto ogni richiesta dei finiani in tal senso, fino ad arrivare allo scontro.
L’opera congiunta di Napolitano e Fini, unita alla tenacia di Giulia Bongiorno, presidente dela Commissione Giustizia, hanno riportato la legge a norme più ragionevoli.
L’impalcatura che era stata costruita con la legge bavaglio è completamente crollata, sostituita da norme di buon senso.
Meno di un’ora fa il governo ha presentato il suo atteso emendamento al ddl intercettazioni.
Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per mercoledì mattina alle 9.
Nell’emendamento presentato dal governo si afferma il principio secondo il quale, nel corso delle indagini, l’obbligo del segreto per le intercettazioni “cade” ogni qual volta ne sia stata valutata la “rilevanza”.
La documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti da segreto fino al momento della cosiddetta «udienza-filtro».
In questo momento del processo, infatti, si selezionano le intercettazioni depositate dal Pm e si escludono quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini.
Viene soppressa tutta quella parte nella quale si prevedeva il divieto di pubblicazione delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini.
Si sopprime anche la norma che specificava il regime delle intercettazioni allegate all’ordinanza cautelare.
Si disciplinano anche i casi in cui il giudice e il Pm, prima che ci sia l’«udienza-filtro», utilizzino le intercettazioni per emettere, ad esempio, dei provvedimenti cautelari oppure per atti che riguardano la ricerca della prova (ad esempio, un’ordinanza di custodia cautelare oppure un decreto di perquisizione). Continua »
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Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile
OGNI VOLTA CHE CONVOCA I VERTICI DEL PARTITO A PALAZZO GRAZIOLI LE FRASI ESATTE VENGONO RIPORTATE DAI GIORNALI… LO STESSO ACCADE NEL CORSO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: LA TAGLIA PER PALAZZO CHIGI SALE A CINQUE MILIONI
La voce era da qualche giorno in giro, ma oggi la conferma ufficiale arriva da un giornale
vicino al premier, ovvero “Libero”.
D’accordo che Silvio parla spesso di trame internazionali a suo danno, di strani “complotti” dei poteri forti che remano contro di lui, ma che si arrivasse alle taglie interne al Pdl come nel Far West nessuno se lo sarebbe aspettato. Non sappiamo se la decisione farà più preoccupare o sorridere gli italiani, alle prese con problemi più seri della fuga di notizie da Palazzo Grazioli, ma Silvio lo aveva promesso: “ghe pensi mi”.
Ora abbiamo capito a cosa si riferiva.
Le gole profonde del Governo hanno i giorni contati: Silvio ha messo una taglia di 3 milioni di euro sui delatori di palazzo Grazioli e di 5 milioni su quelli di palazzo Chigi.
Il motivo? Ogni volta che convoca un consiglio dei ministri o un summit di partito, il giorno dopo sui quotidiani appare il resoconto completo degli incontri con tanto di suoi virgolettati.
E Silvio è furibondo perchè le frasi virgolettate sono proprio vere.
Nel Ghota di corte si annida un Giuda e Silvio è intenzionato a stanarlo: non sappiamo se trascorra le notti a esaminare le schede segnaletiche dei ministri e dei vertici pidiellini, ma certo non è riuscito a venirne a capo da solo.
A questo punto ha deciso di far scattare l’offensiva della taglia in denaro.
Tre e cinque milioni a seconda delle residenze, cifre da paura, che temiamo scateneranno falsi allarmi, delatori presunti, coltellate alla schiena tra ministri, aumentando ancora di più le divisioni e i sospetti. Continua »
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Luglio 13th, 2010 Riccardo Fucile
LE CIFRE REALI SONO BEN DIVERSE DAI 7.500.000 INTERCETTATI DENUNCIATI DA BERLUSCONI…. I CONTI DELLE SOCIETA’ PRIVATE ESTERNE PORTANO A QUESTE CIFRE…. IL COEFFICIENTE 5.3 E LE “CONVERSAZIONI NON RILEVANTI”
La storia delle intercettazioni e la necessità di una legge che ponga un freno alle
medesime ha in realtà origine nella divulgazione delle telefonate del premier in cui una volta raccomandava a Saccà qualche attrice, un’altra ragionava su feste e ragazze da invitare a palazzo Grazioli con un imprenditore barese, un’altra ancora quando se la prendeva con un commissario dell’Agcom perchè non faceva chiudere “Anno Zero”.
In questo scenario di frasi rubate e poi divulgate, nel contesto di una indagine verso terzi, è iniziato il pressing per mettere un bavaglio alla intercettazioni. Se non ci fosse stato un interesse della politica, nessuno avrebbe mai avuto obiezioni al riguardo.
A questo punto è interessante la guerra dei numeri che si è scatenata per enfatizzare questo strumento di indagine e i suoi possibili eccessi.
Il premier ha parlato il 16 giugno scorso in Tv di 7,5 milioni di italiani intercettati, i magistrati hanno ribattuto che non sono più di 26.000 le persone ascoltate.
Uno studio super partes ora forse risulta più obiettivo, trattandosi di un calcolo lineare.
Le procure per intercettare è noto che si affidano a società esterne private. Quindi è stato più semplice, per gli amministratori delegati di queste società , sentirsi in questi giorni tra di loro e fare una verifica dei lavori in corso.
Ecco i risultati: la società Area ha sotto controllo 5.200 telefoni o telefonini (non persone fisiche quindi).
La società Rcs ne ha 4.500, la Sio 1.500, Radio Trevisan 1.000, Innova 3.000, le altre più piccole in tutto 3.500.
In totale gli apparecchi sotto controllo in Italia sono meno di 19.000. Continua »
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Luglio 7th, 2010 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA INTERVIENE ALLA ASSEMBLEA AGCOM E INVITA IL GOVERNO A INTRODURRE NORME A TUTELA DELA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE…CICCHITTO: “IL PDL E’ UN PARTITO GARANTISTA PER ECCELLENZA”…MA CHI GARANTISCE? IL PREMIER DAI PROCESSI, SCAJOLA, BERTOLASO, BRANCHER E COSENTINO?
“In un grande Paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente”. 
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo alla presentazione della relazione annuale dell’Agcom, torna sul tema dell’informazione, nel pieno della battaglia sul ddl intercettazioni.
E lo fa con parole che creano nuove frizioni all’interno del Pdl. “Abbiamo ancora bisogno di introdurre nell’ordinamento ulteriori norme che tutelino l’accesso ai mezzi di informazione” dice Fini.
E invita il governo a non attuare politiche di tagli “drastici” all’editoria, ma semmai a selezionare gli interventi di sostegno pubblico, bandendo “ogni forma di intervento clientelare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del presidente dell’Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò: “La libertà d’informazione è forse una libertà superiore ad altre costituzionalmente protette e come tale va difesa da ogni tentativo di compressione”.
“Il Trattato di Lisbona – ricorda Calabrò – pone il pluralismo dell’informazione alla base dei principi fondanti dell’Unione europea. Si tratta di un parametro di legittimità della legge che deve essere valutato con attenzione in qualunque intervento normativo nazionale in materia di informazione, compresi quelli riguardanti le intercettazioni. Lo stesso Trattato peraltro include tra i diritti fondamentali dell’Unione il rispetto della dignità umana e della vita privata e familiare nonchè il diritto a un processo equo”.
Il segretario della Fnsi, Siddi, plaude alle parole di Fini contro i tagli all’editoria, ma sottolinea che “governo e maggioranza sembrano molto distanti dalle riflessioni del presidente della Camera, orientati solo a nuovi tagli e ad atti punitivi nei confronti del settore. Prendiamo atto che il presidente Fini ha espresso un orientamento totalmente diverso”.
Passano poche ore e arriva il controcanto dei berluscones, affidato all’ex compagno di merende socialista Cicchitto. Continua »
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Luglio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
IL DIRETTORE DI “CHI” AVEVA CANCELLATO LA RUBRICA “DOPPIA DIFESA”, CURATA DA TRE ANNI DALLA ASSOCIAZIONE DELLA DEPUTATA FINIANA CHE TUTELA LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA… UN IMPUT DALL’ALTO PER RAPPRESAGLIA CONTRO LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA CHE REPLICA: “SIGNORINI HA DETTO IL FALSO”
Avevamo già dedicato un articolo a una vicenda in apparenza di minima rilevanza, ma che invece denota il clima che sta facendosi strada nel mondo dell’informazione.
La presidente della Commissione Giustizia della Camera, la finiana Giulia Bongiorno, personaggio stimato in maniera bipartisan nel mondo politico, sia per la sua competenza che per il suo equilibrio, aveva appena deciso di dedicare quattro giorni a nuove audizioni in commissione Giustizia, sul tema controverso della legge sulle intercettazioni, nonostante il parere negativo dei falchi berlusconiani, ed ecco che scatta una strana coincidenza.
La rubrica che curava, insieme a Michelle Hunziker, co-fondatrice della associazione a difesa delle donne vittima di violenza “Doppia Difesa”, viene improvisamente eliminata dal settimanale “Chi”, diretto da Alfonso Signorini, edito dalla Mondadori di Marina Berlusconi.
Una rubrica di successo, con centinaia di lettere ogni mese, presente da tre anni, chiusa senza preavviso alcuno.
Alla Huzinker prima viene detto che la scelta è stata dell’editore, poi, di fronte alle polemiche politiche, Signorini rilascia una intervista a “il Giornale” dove sostiene che la scelta è stata sua e che le due curatrici della rubrica sono state avvisate.
Signorini precisa che il motivo del taglio della rubrica sta nel fatto che “il settimanale è di intrattenimento e svago e una pagina che parla di stupri allontana il lettore”.
Una tesi che lascia sociologicamente allibiti: meglio due tette al vento in più e una lettera di donna violentata in meno?
Questo, secondo Signorini, vuole la lettrice tipo del suo settimanale.
In ogni caso questa sarebbe la sua giustificazione “da Doppia Sberla”.
La Bongiorno tace per 5 giorni, poi, di fronte all’intervista di Signorini, non ce l’ha più fatta. Continua »
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Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
DOPO DUE ANNI DI GOVERNO MONOINCOLORE LEGHISTA, CON L’APPOGGIO ESTERNO DEL PDL, E’ GIUNTA L’ORA DELLE “DECISIONI IRREVOCABILI”…. IL PREMIER VUOLE ANDARE “FINO IN FONDO” CONTRO FINI, DOPO AVERCI PORTATO A FONDO… NON SIAMO COME BOSSI CHE DICE: “A SILVIO QUALCOSA BISOGNA PUR DARE”: LA DESTRA VERA NON E’ ABITUATA A VENDERSI
Nonostante i sondaggi, a lui tanto cari, dicano chiaramente che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla legge sulle intercettazioni (secondo un test di Sky addirittura l’80%), nonostante le critiche che giungono da tutti gli operatori del settore (magistrati, forze dell’ordine, stampa, esperti di diritto), Berlusconi insiste con la “legge bavaglio”.
Non solo, per fare buon peso, aggiunge anche un lodo Alfano retroattivo che lo protegga ancora dai processi, escludendo però i ministri in quanto “mi spiegate come facciamo poi a dire di voler difendere Scajola o Brancher?”.
In pratica, i ministri si arrangino, l’importante che sia tutelato lui.
Il premier sul Titanic che affonda continua a ripetere: “Io ho il 68% dei consensi, il governo è fermo al 40%”: quindi il popolo ama solo lui.
Mentre Tremonti lo avverte che se apre alle Regioni, 25 miliardi non basteranno più, Fini distrugge l’ex comunista Bondi, redento sulla via di Arcore, alla presentazione di “Rivista di politica”.
Il presidente della Camera attacca senza pietà : “Un partito liberale non può prescindere da un congresso: col pensiero unico non c’è vera democrazia. C’è un problema Lega, i cui obiettivi sono diversi da quelli del Pdl: sul federalismo c’è da discutere”.
E ancora: “Serve una riflessione sulle intercettazioni, perchè il valore della legalità deve essere centrale nel nostro partito: è giusto che esse non finiscano sui giornali, ma non per questo si può vietare alla polizia di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso”.
Fini ancora a voce alta: “Nel mio partito non ci deve essere nemmeno il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non andare in tribunale. Qua ci siamo trovati di fronte a un Cosentino che è ancora sottosegretario dopo essere stato raggiunto da una richiesta di arresto.
I valori non si mettono ai voti, si vivono”
La faccia paonazza di Bondi esplode: “ma gli amici bisogna pur difenderli, bisogna dar loro la nostra solidarietà …”
In queste tragiche parole sta la differenza tra le due anime del Pdl: quella finiana che dice cose di destra (legalità , rispetto delle istituzioni, valori morali) e quella dei falchi berlusconiani che amano difendere i compagni di merende “a prescindere”, compresi intrallazzatori, collusi, poltronisti e puttanieri. Continua »
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Giugno 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE FINIANA DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA PUNITA PER AVER CERCATO DI PORRE UN FRENO ALLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI…. CHIUSA LA RUBRICA IN DIFESA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA….IL VATE SIGNORINI: “ERA POCO ADATTA A UNA SETTIMANALE DI INTRATTENIMENTO”… MEGLIO LE ASPIRANTI VELINE IN TUBINO NERO?
Partiamo dalla notizia: Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera ed esponente di punta dei finiani contro la legge sulle intercettazioni, non avrà più la sua rubrica che sul settimanale “Chi” teneva da tre anni con Michelle Hunziker, cofondatrice dell’associazione “Doppia difesa”.
L’appuntamento fisso dedicato al problema delle violenze e degli abusi sulle donne è stato cancellato nello stesso giorno in cui la Bongiorno aveva prolungato il calendario delle audizioni a Montecitorio, suscitando l’ira dei falchi del Pdl.
In una intervista al “il Giornale” Alfonso Signorini, direttore di “Chi”, respinge ogni accusa di “rappresaglia” e si lancia un una profonda disamina sociologica dei suoi lettori.
In pratica , sostiene, il suo settimanale è di intrattenimento e svago, parla di spettacolo, flirt, scandaletti, è ricco di tette al vento: una lettrice resta seccata della presenza di una pagina dove si parla di stupri e si rovina la sana lettura. Forte di un non meglio noto sondaggio in tal senso della casa editrice Mondadori, peraltro a uso e consumo interno, meglio quindi alleggerire il settimanale di una rubrica “pesante” e concedere due pagine in più a qualche chiappa abbronzata.
D’altronde, sostiene Signorini, la Bongiorno e la Huzinker erano al corrente della decisione.
Ma la “doppia difesa” di Signorini pare fare acqua da tutte le parti.
Smentito dalla meno politica delle due cofondatrici, la bionda Michelle, che ha dichiarato di aver appreso della soppressione della rubrica solo aprendo l’ultimo numero della rivista e non trovandola più.
Non solo: Michelle e Giulia hanno fatto numerosi tentativi per conoscerne i motivi e, solo dopo varie insistenze, è stato detto loro che non si tratta di “una scelta del direttore”, ma di una “scelta editoriale”, ovvero della Mondadori. L’opposto di quanto ha sostenuto Alfonso Signorini che ha rivendicato come sua l’iniziativa. Continua »
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Giugno 20th, 2010 Riccardo Fucile
LE CRITICHE DI “FREEDOM HOUSE”, ISTITUTO DI RICERCA USA, FONDATO DA ROSSEVELT NEL 1941, CHE SI OCCUPA DELLA PROMOZIONE DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE NEL MONDO…I SUOI RAPPORTI SULLA LIBERTA’ NEI VARI PAESI SONO CONSIDERATI IMPORTANTI IN TUTTO IL MONDO….E’ VICINO AL CONGRESSO USA
Nella valutazione del decreto legge sulle intercettazioni, al centro delle polemiche nel
nostro Paese, pesano spesso in Italia le posizioni politiche. Difficile talvolta discernere tra le critiche preconcette, se pur legittime, e quelle che invece emergono dal’esame delle singole norme.
In tal senso riteniamo opportuno dare spazio alle considerazioni di un organismo “super partes” di carattere internazionale.
Parliamo di “Freedom House”, un istituto di ricerca statunitense, finanziato con fondi governativi e con sede a Washington.
Si occupa attivamente della promozione della democrazia liberale nel mondo.
I suoi rapporti sulla libertà nei vari Paesi sono tenuti in grande considerazione e citati spesso dai media di tutto il mondo.
Fondato nel 1941 per riaffermare i valori della democrazia e della libertà di fronte alla minaccia nazista (tra i fondatori anche Eleonor Roosevelt, moglie del presidente), Freedom House ha uffici sparsi in tutto il mondo.
Karin Deutsch Karkekar è la responsabile per le inchieste sulla libertà di stampa nel mondo e ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano genovese “Secolo XIX” , in cui conferma che il disegno di legge presentato dal governo italiano è da tempo sotto stretta osservazione.
“Siamo totalmente d’accordo con l’Osce che ha dichiarato la sua contrarietà . E’ inaccettabile impedire ai media di fornire informazioni ai cittadini su inchieste in corso, suscettibili di sfociare in provvedimenti giudiziari. Significa impedire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro, minacciando multe spropositate”. Continua »
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