Febbraio 11th, 2010 Riccardo Fucile
GLI ITALIANI RIMPIANGONO I TEMPI IN CUI L’ESCORT ERA SOLO UN MODELLO DI AUTO…IN CAMBIO DI APPALTI, I CAPI DELLA PROTEZIONE CIVILE RICEVEVANO AUTO, RISTUTTURAZIONI GRATUITE, MOBILI, VIAGGI E SOGGIORNI, ASSUNZIONI DI FIGLI, PRESTAZIONI SESSUALI…. SU BERTOLASO INTERCETTAZIONI INEQUIVOCABILI
Indagato Guido Bertolaso, arrestato Angelo Balducci, suo braccio destro all’epoca
dell’organizzazione del G8 della Maddalena.
Si contano altri tre arresti e quaranta indagati, tutti con accuse pesantissime: corruzione, truffa, appalti truccati in cambio di tangenti sotto forma di auto di lusso, azioni, interventi edilizi gratuiti su case di proprietà degli indagati e prestazioni sessuali di escort di lusso.
Un vero terremoto che azzera il vertice della Protezione civile quanto a credibilità , ma ognuno rimane al suo posto.
Chi rassegna le “dimissioni burla”, dopo esser certo che saranno respinte, chi in Consiglio dei ministri applaude la decisione del premier di confermare Bertolaso, senza neanche aver preso visione degli atti giudiziari (e relative intercettazioni) che lo accusano.
“Ego te absolvo, in nomine Silvio…” e tutti vanno in pace.
Stamane persino i giornali di centrodestra sono perplessi: la difesa che il premier ha fatto ieri di Bertolaso è penosa, in effetti.
I magistrati di Firenze sarebbero “pubblici dipendenti, pagati coi soldi dei contribuenti, che pensano solo a deprimere chi fa il bene del Paese”?
I soliti “magistrati di sinistra”, insomma: peccato che nell’inchiesta che ha originato il filone “lavori per il G8 alla Maddalena” e che inizialmente verteva su opere realizzate a Firenze, quei magistrati avessero invece inquisito due assessori di sinistra.
Le parole del premier non hanno avuto rispetto nemmeno del lavoro dei carabinieri che hanno indagato e intercettato Bertolaso, Balducci e Co., trovando evidenti riscontri alle accuse formulate.
Nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio, ma come conciliare la permanenza in certi ruoli chiave di fronte a intercettazioni di un certo genere? Nell’ordinanza a carico degli imputati, per Balducci si parla di 5 appalti pilotati, dalla Maddalena al Foro italico, da Tor Vergata all’aeroporto di Perugia.
In cambio avrebbe ricevuto, dall’imprenditore Diego Anemone, auto di lusso, ristrutturazioni di immobili, assunzioni di domestici e figli, favori sessuali. Anemone è di casa nella sede della Protezione civile, sistema anche il figlio di Balducci, si preoccupa dell’inchiesta sugli appalti che segue il giornalista Gatti, parla al cellulare certo di non essere intercettato. Continua »
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Febbraio 4th, 2010 Riccardo Fucile
SI TOLGONO DALLE STRADE SOLO 500 TONN. AL GIORNO, PESANTI RITARDI NELLA INDIVIDUAZIONE DEI SITI….SI PARLA DI LIBERARE 1 MILIONE DI TONN DI MACERIE ENTRO UN ANNO E DI 5 ANNI PER RIMUOVERLE TUTTE, ALTRO CHE RICOSTRUZIONE…. LE CASE NON BASTANO: ORA SI SCOPRE CHE PER 2.000 NON CI SARANNO
I dati ufficiali non riescono a dare un’idea di quanto sta accadendo all’Aquila: in Tv scorrono sempre immagini idilliache, per molti italiani in Abruzzo tutto è a posto, i terremotati vivono in case più confortevoli di prima, la gente è felice e il governo ha fatto il miracolo.
Si va a dormire contenti, pensando che quella povera gente abbia risolto i proprio problemi.
Peccato che solo metà di chi viveva nelle tendopoli abbia avuto una casetta prefabbricata e che a migliaia vivano ancora in albergo, nonostante le promesse di dare una casa a tutti entro Natale.
E per duemila di loro, si scopre ora che i conti non tornano: le casette antsisismiche, una volta consegnate, non saranno sufficienti.
Si sono sbagliati di nuovo i conti e ben duemila aquilani non potranno trovarvi alloggio. Si rimedierà coi soliti ritardi anche questa volta.
Ma il grosso problema, di cui sui media non passa notizia, è che l’Aquila è ancora sommersa di macerie come dieci mesi fa.
Quattro milioni di tonnellate di detriti stanno ferme nelle sue piazze e nelle sue strade, come se il tempo non fosse mai trascorso.
La Protezione civile se n’è andata, sfumato il sogno di far intervenire l’esercito per allestire altri siti per il trattamento, ora la grana è nelle mani del commissario Chiodi.
Chi doveva fare passerella l’ha fatta, ora masceranno i problemi veri, quelli dello sgombero e della ricostruzione.
Finora funziona un solo sito per depositare le macerie, quello dell’ex Teges, ma le quantità trattate (500 tonn al giorno) sono talmente esigue da non liberare neanche le strade.
Ecco i dati ufficiali delle macerie: 1,5 milioni di metri cubi di quelle pubbliche, 1,5 milioni di metri cubi di quelle private, 4,5 milioni di tonn stimate come peso complessivo (ogni metro cubo pesa 1,5 tonn).
Stimato in 5 anni il periodo per completare le sole rimozioni. Continua »
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Febbraio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
DOPO AVERNE FATTO UN EMBLEMA VINCENTE SUI MEDIA, PER BERLUSCONI SAREBBE UNA SCONFITTA DALLE GRAVI CONSEGUENZE…LE PERSONE SISTEMATE NELLE CASE SONO APPENA 12.000, NE RESTANO FUORI ANCORA 13.000, PIU’ QUELLI IN ALBERGO…MENTRE LA RICOSTRUZIONE NELLA ZONA ROSSA E’ FERMA
Il Pdl all’Aquila è a rischio sismico: per fortuna la causa non sono da ricercare in nuove scosse
di terremoto, ma nelle prossime elezioni per il rinnovo della presidenza della Provincia, che vedono per la sinistra ripresentarsi Stefania Pezzopane, la minuta e combattiva presidente uscente, vista spesso in tv nei mesi scorsi.
Berlusconi, ogni volta che vicende nazionali o personali lo hanno visto in difficoltà , ci ha abituato a vederlo improvvisamente comparire all’Aquila a inaugurare qualche casa antisismica o una scuola, al fianco del fido Bertolaso, facendo della gestione della “emergenza terremoto” uno dei suoi successi da “spendere” a livello nazionale.
Tutti i media hanno decantato il “progetto impossibile”, il fatto che “nessuno al mondo è riuscito a fare quello che ho fatto io”: viene naturale immaginare che gli aquilani a questo punto vorranno ringraziarlo, portando in trionfo il Pdl alle prossime elezioni provinciali, con una percentuale bulgara.
Ma se invece non dovesse stravincere o addirittura perdere, immaginate che ripercussioni vi sarebbero a livello non solo nazionale?
Molti direbbero: “ma allora non era tutto oro quello che ci hanno fatto vedere luccicare” e per il premier sarebbe uno schiaffo peggiore che perdere in Puglia.
Perchè in fondo se vince Vendola, puoi pur sempre trovare una giustificazione politica, ma se perdi all’Aquila crolla il castello di carte abilmente e mediaticamente costruito per mesi.
Chi come noi ha seguito le vicende aquilane senza paraocchi, sa che la situazione è a rischio e anche nel Pdl lo sanno molto bene.
Perchè all’Aquila è stato fatto certo un buon lavoro, ma nessun miracolo, perchè all’Aquila sono stati commessi errori iniziali di valutazione e non sono state mantenute le promesse nei tempi di realizzazione delle casette antisismiche, tanto è vero che a tutt’oggi vi hanno trovato rifugio solo 12.000 terremotati, mentre ne restano fuori ben 13.000. Continua »
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Dicembre 10th, 2009 Riccardo Fucile
“ENTRO NATALE TUTTI I TERREMOTATI AVRANNO UNA CASA” PROMISE BERLUSCONI….ECCO LA REALTA’: 20.027 SONO ANCORA IN ALBERGO, CASERME O CASE PRIVATE, SU 4.600 ALLOGGI PREVISTI DAL PROGETTO CASE CONSEGNATI SOLO 2.737…. LE MACERIE SONO LE STESSE DI OTTO MESI FA…SU 7.906 PROGETTI PER RIPARARE LE CASE ACCORDATI SOLO 930 CONTRIBUTI DEFINITIVI
Lo avevamo promesso a suo tempo e ritorniamo sul tema a fine anno, ponendoci l’interrogativo: Berlusconi ha mantenuto la promessa che “entro Natale tutti i terremotati avranno una casa”?
Dopo aver detto che avrebbero avuto un tetto entro metà settembre, poi a novembre e infine a Natale, la triste constatazione è che si è trattata dell’ennesima promessa non mantenuta.
Come avevamo ampiamente previsto e denunciato: se si fosse scelta la strada dei casette prefabbricate in legno, ordinandole otto mesi fa, a settembre tutte sarebbero state pronte.
Si è voluto optare per la soluzione da smargiassi del “progetto Case” (che chiaramente richiede più tempo ma si “vende” meglio in Tv) e il progetto ha fatto flop.
Come ora Bertolaso, ormai prossimo alla pensione e libero di dire qualche verità in più, ha dovuto ieri ammettere ai media, incolpando i fornitori.
Ma era evidente a tutti che i tempi non sarebbero mai stati quelli promessi, in quanto incidono troppi fattori, ivi compresi le condizioni ambientali e meteo.
Si sono fatte promesse sapendo che non si sarebbe stati in grado di mantenerle, quando sarebbe bastato dire la verità : i tempi sono quelli di tutti i terremoti precedenti, anzi peggio rispetto agli ultimi.
I primi moduli provvisori abitativi che sono stati messi a disposizione dei terremotati collocano infatti l’Abruzzo al quarto posto come tempestività rispetto ad altri eventi sismici italiani.
Quindi nessun Superman, solo normale (ed efficiente) prassi della Protezione civile.
Per chi avesse dei dubbi, facciamo parlare i numeri, dati ufficiali come sempre.
Primo dato: quanti sono i terremotati ancora fuori casa? Sono 20.027, di cui 11.185 in alberghi della costa, 7.292 in case private, 1.550 nelle caserme di Coppito e di Campomizzi. Destinati a restarci a lungo.
Secondo dato: il progetto Case (quelle prefabbricate “con Tv e frigo pieno”) prevedeva entro Natale la consegna delle chiavi di 4.600 alloggi.
Ne sono stati consegnati 2.737, non si è tenuta affatto la media di 300-400 alloggi alla settimana come promesso, ma molti meno. Continua »
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Dicembre 1st, 2009 Riccardo Fucile
LA REGIONE LOMBARDIA HA FINANZIATO CON 7,5 MILIONI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI UN’OPERA CHE TRA 30 ANNI DIVENTERA’ DI PROPRIETA’ DELLA CURIA…. L’IPOTESI DI REATO E’ PECULATO E DISTRAZIONE DI FONDI PUBBLICI
Il governatore lombardo, Roberto Formigoni, l’ha definita “il simbolo dell’amicizia tra l’Aquila e Milano”: costruita a tempo di record, in novanta giorni, dalla Regione Lombardia, ovviamente inaugurata dal premier il 4 novembre, la nuova Casa dello Studente, costata 7,5 milioni di euro, dovrebbe sostituire la struttura crollata durante il sisma del 6 aprile e divenuta palazzo simbolo per la morte di otto studenti tra le macerie.
Con altrettanta rapidità però la nuova struttura è finita nel mirino dei magistrati: due le indagini aperte, una penale e l’altra contabile.
La procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo nei quali si ipotizzano i reati di peculato e di distrazione di fondi pubblici: sono stati acquisiti atti e incartamenti negli uffici regionali della Lombardia e dell’Abruzzo, nella diocesi e nel comune dell’Aquila.
Un’altra inchiesta è stata aperta dalla Corte dei Conti competente.
La contestazione di fondo è la stessa: la Regione Lombardia, finanziando un’opera che tra trent’anni diventerà di proprietà della Curia, avrebbe in pratica regalato alla Chiesa un bene realizzato con fondi pubblici. Continua »
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Novembre 23rd, 2009 Riccardo Fucile
ALTRO CHE “SOCCORSO VERSO LA CAPITALE DEL DOLORE”, COME DISSE IL PREMIER: SU 300 MILIONI DI AIUTI PROMESSI NE SONO ARRIVATI APPENA 15….SOLO FRANCIA, GERMANIA, RUSSIA E KAZAKISTAN HANNO ADOTTATO UN MONUMENTO, GLI ALTRI SE SONO FREGATI, USA IN TESTA
Ricordate la kermesse del G8 all’Aquila, coi capi di Stato attoniti e in lacrime che confortavano il nostro premier e assicuravano aiuti economici tangibili e a breve?
Ricordate quanto Berlusconi ci avesse tenuto a fare ad ogni costo la riunione del G8 all’Aquila, definendolo “un soccorso alla capitale del dolore italiano”?
Il summit solidale è ormai lontano: vediamo di fare un bilancio dei promessi interventi delle potenze mondiali che, ricordiamo, si erano impegnate ad adottare un monumento e a provvedere al suo restauro.
Su 45 monumenti interessati solo dieci hanno ricevuto “promesse” concrete di finanziamento e solo cinque sono in fase avanzata di progettazione. Nell’ordine hanno mantenuto le promesse la Francia che si è impegnata a restaurare la chiesa di S. Maria del Suffragio (3,2 milioni di euro), la Germania con la chiesa di S. Pietro (3 milioni), la Russia con palazzo Ardinghelli e la chiesa di S. Gregorio (7,4 milioni di euro), il Kazakistan con la chiesa di San Biagio (1,5 milioni).
Tutti gli altri soffrono di amnesie o ci hanno preso per i fondelli.
Il governo ci aveva assicurato che aveva senso fare il G8 all’Aquila ( altra spesa di 50 milioni di euro, più quelli spesi alla Maddalena), perchè ci sarebbe ritornata una dote di 300 milioni di euro.
E il ministro dei Beni culturali Bondi aveva pure fatto una “lista di nozze”, con i 45 monumenti da adottare ad opera delle potenze internazionali.
Dal 29 maggio ad oggi non si è visto un euro e ciò ha indotto il consiglio regionale abruzzese a chiedere al ministro degli Esteri Frattini “di far rispettare gli impegni e a rappresentare la necessità di intervenire rapidamente per il recupero del patrimonio storico ed architettonico compromesso dal terremoto”. Continua »
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Novembre 16th, 2009 Riccardo Fucile
LA PROTESTA DI MILLE AQUILANI CHE VIVONO ANCORA NELLE TENDE….LA LORO RABBIA TRA PROMESSE NON MANTENUTE E QUOTIDIANE PRESSIONI PER ANDARSENE….I RITARDI E LA MANCANZA DI MODULI ABITATIVI TEMPORANEI …QUELLO CHE LA TV NON DICE
Sono ancora mille gli aquilani che vivono nelle tendopoli nella città terremotata e nei dintorni. Mille che attendono ancora una sistemazione provvisoria, che arriverà , assicura la Protezione Civile entro il 31 dicembre.
L’alternativa è seguire l’esempio di altri ottomila aquilani che hanno scelto di vivere “temporaneamente” negli alberghi della costa.
Ma mille aquilani, invece, vogliono rimanere nella loro città e resistono.
Per questo hanno scritto una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (firmata “gli sfollati delle tendopoli aquilane”) sottoscritta anche da tutti i comitati cittadini del capoluogo terremotato.
Un appello accorato per denunciare di essere stati “abbandonati dalla Protezione Civile”.
Ecco di seguito il testo:
“Caro Presidente Napolitano,
nella Sua recente visita nella nostra Terra sottolineò la fiducia riposta nelle istituzioni dalla nostra popolazione.
E si, di fiducia ne abbiamo avuta tanta, nelle amministrazioni centrali e locali. Abbiamo vissuto mesi nelle tende per non abbandonare la nostra Terra perchè ognuno di noi aveva ed ha i suoi buoni motivi per restare.
Abbiamo per questo sopportato mesi di vita nelle tende, invece che in moduli provvisori come si era sempre fatto per gli altri terremoti, avendo fiducia nella promessa “a settembre un tetto per tutti”.
Settembre è passato da un pezzo, siamo entrati nell’ottavo (!) mese di tenda, le promesse non sono state mantenute e la temperatura, come la fiducia, inevitabilmente scende sotto-zero.
Ci viene proposto di trasferirci in alberghi lontani dalla nostra città .
Chi non è stato evidentemente capace di gestire l’emergenza, ora vorrebbe che dopo otto mesi abbandonassimo il nostro territorio. Se non una casa, chiediamo quanto meno una soluzione per restare qui e non morire di freddo. Lo chiediamo da maggio. Ci viene risposto che i tempi non permettono soluzioni tempestive.
Dopo otto mesi! Dopo aver constatato che le Istituzioni, quando vogliono, possono procedere con la massima urgenza e rapidità : in occasione del G8 vennero di fatto costruite strade e un aeroporto in men che non si dica. Le situazioni di emergenze vanno affrontante con sforzi eccezionali. Continua »
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Ottobre 14th, 2009 Riccardo Fucile
IL GOVERNO AVEVA PROMESSO DI CHIUDERE LE TENDOPOLI ENTRO FINE SETTEMBRE, MA VI SONO ANCORA 2.000 TENDE IN 20 AREE DIVERSE… I BAMBINI A SCUOLA CON IL CAPPOTTO A CAUSA DEI 5 GRADI DI TEMPERATURA… MA IN TV I SERVIZI LI FANNO SOLO PER IL TAGLIO DEI NASTRI
Sulle zone terremotate è arrivato il vento gelido dei Balcani, riportando alla luce il
dramma delle incongruenze, dei ritardi e delle promesse non mantenute da parte del Governo.
Le tendopoli dovevano essere chiuse entro fine settembre, ma a tutt’oggi le cose non stanno così, con l’aggravante delle temperature che sono precipitate e del maltempo che sta flagellando la regione.
La Protezione civile lancia l’allarme per le condizioni degli sfollati che, per chi guarda i Tg taroccati, dovrebbero essere tutti ormai sistemati in comode case superaccessoriate, mentre la realtà è ben diversa: sono ancora seimila gli sfollati che vivono nelle 2.000 tende distribuite in 20 aree di accoglienza.
A parte le migliaia che hanno trovato ospitalità negli alberghi della costa.
Il governo parla di “rivoluzione berlusconiana” e di “rispetto degli impegni presi”, ma i ritardi si stanno accumulando e se con le temperature miti di settembre la vita nelle tende era ancora sostenibile, con il maltempo siamo al limite della sopravvivenza.
Nelle tendopoli fa freddo e le montagnesi sono innevate. E cresce il malcontento, anche perchè le casette prefabbricate sono già slittate per l’ennesima volta da fine dicembre a fine gennaio.
Con l’inizio delle condizioni metereologiche avverse, nessuno è in grado di prevedere quante giornate lavorative si potranno avere quest’inverno.
Le scuole sono ricominciate, ma sembrano celle frigorifere: c’e’ stata ieri una protesta dei genitori dei bambini della scuola elementare di Pianola ( 80 studenti) che fanno lezione con il cappotto e una temperatura interna di 5 gradi.
I moduli abitativi promessi non sono ancora pronti e si vive al freddo. Continua »
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Settembre 29th, 2009 Riccardo Fucile
OGGI VENGONO CONSEGNATI 500 APPARTAMENTI AL SUON DELLE FANFARE, MA NESSUNO DICE CHE 85 TENDOPOLI SU 171 SONO ANCORA APERTE.…QUALCUNO NON AVEVA PROMESSO CHE ENTRO SETTEMBRE SAREBBERO STATE CHIUSE?… LA PROTESTA NEI CAMPI: TROPPI RITARDI, ARRIVA IL FREDDO… SE AD APRILE SI FOSSERO ORDINATE LE CASETTE DI LEGNO…
Oggi non ci sarà lo speciale di “Porta a Porta” ( visto che l’esito non è stato dei più felici, raccogliendo 10 punti in meno di share dell’odiato “Anno Zero”), ma state tranquilli che tutti i Tg pubblici e privati daranno ampio risalto al taglio del nastro.
In occasione del compleanno del premier, infatti, avverrà l’inaugurazione di 600 case prefabbricate a Bazzano e Cese di Preturo, con relativa consegna a qualche famiglia di terremotati.
Il problema è che ciò avrebbe dovuto avvenire contestualmente alla definitiva chiusura delle 171 tendopoli, dove ormai comincia a fare freddo.
“Entro il 30 settembre chiuderemo tutte le tendopoli” aveva annunciato da Vespa il premier, ma oggi glisserà sul fatto che in realtà ne sono state chiuse solo 86, mentre 85 restano come prima. Nonostante il “trasbordo” forzato che interi nuclei familiari hanno dovuto subire verso alberghi lontani.
Tra l’altro giovedì scorso è arrivata una nuova scossa di 4.1 scala Richter, del tipo per capirci che se fosse giunta durante il G8, avremmo visto tutti i capi di Stato caricati di corsa sugli elicotteri ed costretti ad abbandonare l’Abruzzo. Continua »
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