GUERRA UCRAINA, SEQUESTRATA PETROLIERA DELA FLOTTA OMBRA DI PUTIN NELLA MANICA MENTRE GLI UCRAINI COLPISCONO UN IMPIANTO PETROLIFERO E LO STABILIMENTO AZOT
PUTIN ARRANCA MENTRE GLI UCRAINI ORMAI COLPISCONO ALL’INTERNO DELLA RUSSIA
Le forze britanniche hanno messo a segno un colpo significativo contro le finanze di guerra di Vladimir Putin. Nella notte tra sabato e domenica, nella Manica, i Royal Marines hanno abbordato e sequestrato la petroliera Smyrtos, una delle navi della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali sul petrolio.
L’operazione, durata circa sei ore, è stata condotta in coordinamento con le autorità francesi e ha visto il coinvolgimento di commando dei Royal Marines, agenti specializzati della National Crime Agency e il supporto aereo della Raf. La nave, che batte bandiera camerunese, è stata fermata e resta ora sotto stretta sorveglianza al largo della costa meridionale dell’Inghilterra mentre proseguono le indagini.
Il premier britannico Keir Starmer ha commentato personalmente l’intervento: “Questa operazione conclusa con successo infligge un altro duro colpo alla Russia e ricorda a coloro che alimentano la guerra di Putin in Ucraina che non permetteremo loro di nascondersi”.
La cosidetta flotta ombra russa conta oltre 700 navi e trasporta circa il 75% del petrolio soggetto a sanzioni. Una risorsa vitale per il Cremlino. Il Regno Unito ha già sanzionato oltre 500 di queste imbarcazioni, vietando loro l’accesso ai porti britannici e proibendo alle aziende e ai cittadini del Regno Unito di fornire servizi finanziari, assicurativi o di intermediazione.
Il presidente ucraino Vladimir Zelensky ha subito ringraziato Londra su X: “È stata la superbia della Russia, alimentata dagli ingenti introiti derivanti dal petrolio e dal gas, a spianare la strada a questa guerra. Ogni decisione dei partner che priva la Russia di risorse finanziarie limita anche la guerra stessa”. Il presidente ucraino ha poi lanciato un appello all’Europa affinché adotti misure più dure, compresa la possibilità di confiscare il petrolio trasportato dalle navi fermate.
Nella stessa notte l’Ucraina ha portato avanti la sua strategia di attacchi a lungo raggio. Droni ucraini hanno colpito un importante impianto di stoccaggio di carburante nella regione di Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine ucraino, e lo stabilimento chimico Azot nella regione di Tula, uno dei principali produttori di sostanze utilizzate anche per esplosivi.
Lo stesso Zelensky ha parlato di “buoni risultati” e ha confermato che sono state imposte restrizioni al traffico aereo in sei aeroporti russi, con 28 regioni del Paese messe in stato di allerta aerea. Le autorità russe hanno ammesso incendi negli impianti colpiti (senza riferire di vittime) e dichiarato di aver abbattuto 249 droni nella notte. A Mosca il sindaco Sobyanin ha riferito di diversi attacchi respinti, con interruzioni temporanee negli aeroporti di Zhukovsky e Domodedovo.
(da Fanpage)
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