IL FURTO DELLA TV, IL CARCERE, LA SCOMPARSA: CHI E’ MARIA DE LOS ANGELES GONZALES COLINET, MADRE BIOLOGICA DEL BIMBO ADOTTATO DA MINETTI E CIPRIANI
IL PASSATO TURBOLENTO DELLA DONNA, LE CONDANNE, IL TENTATIVO FALLITO DI RIOTTENERE L’AFFIDO DEL FIGLIO E LE INDAGINI SULLA MORTE DEL SUO LEGALE
Nessuno l’ha più vista dal 17 febbraio 2026. A quella data risale l’alert del Ministero dell’Interno uruguaiano. María de los Ángeles González Colinet, mamma biologica del bambino adottato da Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani Jr, sembra svanita nel nulla. Non ha un passato tranquillo María. Il papà di suo figlio è
detenuto e lei, nonostante abbia provato a riottenere la potestà genitoriale del suo bambino, ha perso contro Minetti e Cipriani.
La condanna per omicidio e il furto di un televisore
Nella foto segnaletica che gira in questi giorni su diverse testate uruguaiane, sfondo blu, María Colinet appare molto più giovane di come possa esser oggi. Una nuova immagine, più recente, della donna classe 1996, è stata diffusa in queste ore dal ministero. Appare con un volto più segnato. La foto sarebbe stata scattata davanti alla mensa dei poveri di Maldonado.
Secondo quanto riferiscono fonti di polizia a Montevideo Portal la donna è stata processata nel 2015 per omicidio. Per quel caso avrebbe scontato tre anni in carcere. Tornata in libertà però è stata arrestata nuovamente. Nel 2019 è stata fermata (e poi condannata) per furto aggravato. Rubò un televisore da 32 pollici e un decoder in un supermercato a Camino de los Gauchos. María de los Ángeles González Colinet, secondo quanto riporta la testata locale, è stata inoltre collegata a diversi covi di spaccio di droga a Maldonado ed è sotto indagine per traffico di stupefacenti. La donna ora ha 29 anni.
L’incendio dove morì la legale di María: Mercedes Nieto
Chi potrebbe parlare di María ma ora non può più farlo è Mercedes Nieto, che seguì lei e il padre per riottenere la potestà genitoriale del bambino. Nieto è morta carbonizzata con suo marito e collega Mario Cabrera nella loro casa vacanza a Pueblo Garzón, nel 2024. Un caso irrisolto, le cui indagini sono andate molto a rilento. Tanto che dopo il decesso, la difesa della famiglia di Nieto e Cabrera ha commissionato una perizia privata. I risultati di tale perizia, mentre alcune piste sostenevano l’esplosione di una stufa, hanno dimostrato che potrebbe non esser stato un incidente. I corpi presentavano contusioni al cranio. O perché sbalzati da una esplosione o per altra natura. Le vittime hanno bruciato per circa tre ore. Chiaramente il caso della morte di Nieto e Cabrera non può esser collegato direttamente alla scomparsa della donna e alle vicende a lei collegate. Ma giusto per dare un’idea della lentezza della giustizia nell’inchiesta nel 2025 la procura di Maldonado, guidata da Sebastián Robles, era ancora in attesa di una perizia effettuata dai vigili del fuoco: a un anno di distanza dal fatto. Juan Fagúndez, l’avvocato della famiglia, a dicembre, ha dichiarato a El Observador che un lavoro
simile non sarà ritenuto valido. «A distanza di un anno è impossibile sapere cosa sia successo. Credo che quella perizia non serva a nulla», ha sottolineato.
(da Open)
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