IL MINISTRO DELLA SALUTE, ORAZIO SCHILLACI, CONFERMA CHE IL GOVERNO, NELL’OTTOBRE 2025, HA VERSATO 100 MILIONI DI EURO ALLA SOCIETÀ “JC ELECTRONICS ITALIA” DI DARIO BIANCHI PER CHIUDERE IL CONTENZIOSO SULLA FORNITURA DI MASCHERINE NEL PIENO DELL’EMERGENZA COVID CON LA STRUTTURA COMMISSARIALE GUIDATA DA DOMENICO ARCURI
DI QUELLA TRANSAZIONE LA COMMISSIONE PARLAMENTARE COVID NON È MAI STATA INFORMATA. COME MAI? IN PASSATO LA SOCIETÀ HA FINANZIATO FRATELLI D’ITALIA, E IL SUO FONDATORE È PRESENZA RICORRENTE AD ATREJU
Cento milioni di euro. È la cifra con cui il governo di Giorgia Meloni ha chiuso già otto mesi fa il contenzioso con JC Electronics Italia, la società dell’imprenditore Dario Bianchi diventato negli ultimi mesi uno dei principali accusatori della gestione della pandemia davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
La notizia, anticipata ieri da Repubblica, è stata confermata oggi dal ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo nell’Aula del Senato a un’interrogazione del Partito democratico.
Una conferma destinata ad alimentare lo scontro politico non solo per l’entità della somma, ma anche per il momento in cui l’accordo è stato raggiunto. La società ha infatti ottenuto, nel novembre 2024, un risarcimento in primo grado di 203 milioni in relazione alla risoluzione di un contratto per la fornitura di mascherine nel pieno dell’emergenza Covid (la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri aveva ritenuto che i dispositivi non rispettassero i requisiti richiesti).
Lo Stato ha impugnato la sentenza, chiedendone la sospensione. Ma la transazione che chiude la causa, ha rivelato Schillaci, è stata perfezionata dal governo il 31 ottobre 2025, prima che la Corte d’appello potesse pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva. E per rendere possibile l’operazione, il governo ha approvato un decreto legge “ad hoc” per assegnare al ministero della Salute i 110 milioni di euro necessari a copertura dell’accordo con JC Electronics.
Di quella transazione, infatti, la commissione parlamentare Covid non è mai stata informata. Eppure proprio la causa intentata da JC Electronics è stata più volte richiamata dalla maggioranza come uno dei casi simbolo della gestione delle forniture durante il governo Conte
E Dario Bianchi è diventato uno dei protagonisti delle audizioni parlamentari, indicando l’avvocato Luca Di Donna come il mediatore che gli avrebbe proposto di agevolare le commesse in cambio di una percentuale.
Mentre Bianchi raccontava la sua versione in commissione e la maggioranza evocava la sua causa come se fosse in corso, la società aveva già chiuso da mesi un accordo da oltre cento milioni con lo Stato. Un altro dato pesa poi sull’intera vicenda: JC Electronics ha in passato finanziato Fratelli d’Italia, mentre il suo fondatore è presenza ricorrente alle iniziative del partito, come Atreju.
Le opposizioni parlano invece di una decisione politica. «Siamo basiti, è forse la prima volta che non si aspetta un appello nonostante la sospensiva», ha attaccato il capogruppo pd in Senato Francesco Boccia, chiedendo che vengano resi pubblici tutti gli atti.
Ancora più duro Giuseppe Conte, ex premier e leader M5s: «Perché si sono affrettati, all’oscuro di tutti, a liquidare 100 milioni a questo signore loro amico? È lo stesso Bianchi che FdI porta da anni ad Atreju e in commissione Covid per costruire una macchinazione contro di me».
(da Repubblica)
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