MELONI E SALVINI SULLA SICUREZZA HANNO FATTO SOLO PROPAGANDA
HANNO FALLITO SUL LORO CONCLAMATO OBIETTIVO, GARANTIRE LA SICUREZZA DEI CITTADINI… E ORA NE ARRIVA UN ALTRO CHE PENSA DI RISOLVERE PROBLEMI SOCIALI CON DECRETI CHE LIMITANO LA LIBERTA’ DEGLI ITALIANI
1350 giorni di governo Meloni, ovvero il governo più a destra della Repubblica Italiana e il secondo più longevo dopo il Berlusconi II. Questa maggioranza di governo ha avuto un mandato molto netto sulla sicurezza, sulla quale ha spinto molto in campagna elettorale, in particolare sul tema dei migranti e sulla percezione di insicurezza nelle grandi città.
Dopo tanti decreti sicurezza, fin troppi, possiamo dire che il governo Meloni ha fallito su tutta la linea su questo tema.
L’altra sera a Roma un gruppo di cosiddetti maranza stava festeggiando sotto al Colosseo con fuochi d’artificio e una danza con il coltello in mano. Sono intervenuti i vigili urbani ed è iniziato il caos, ripreso dai turisti e condiviso sui social. Tre giovani sono stati arrestati. È un fatto di cronaca, l’ennesimo, ma racconta molto di come in questi anni tutto quello che era stato promesso non abbia funzionato.
La sicurezza reale e quella percepita
Avevano iniziato con i rave: ve lo ricordate? La prima emergenza che Piantedosi ha dovuto affrontare. Poi sono arrivati i tanti decreti per Caivano, per l’emergenza maranza, per i migranti, contro le manifestazioni e contro i sit-in di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici. Insomma, hanno ristretto giorno dopo giorno le maglie della democrazia in questo Paese, tutto in nome della sicurezza della maggioranza dei cittadini.
Ma ragioniamo insieme: davvero questo è un Paese più sicuro e davvero la percezione della sicurezza è aumentata?
Prendiamo per esempio l’indice della criminalità elaborato dal Sole 24 Ore per l’anno 2025: sono aumentate le denunce per casi di criminalità e microcriminalità dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Questo è un trend in crescita ormai da diversi anni. Il tema è capire se le misure repressive siano la soluzione al problema oppure se lo siano l’aumento del degrado delle città e l’aumento delle persone costrette ai margini della società, anche a causa dei tagli costanti al personale delle prefetture per le procedure di richiesta d’asilo e di protezione, che ormai sono diventate lunghissime. L’aumento crescente della povertà e del lavoro povero porta verso la criminalità persone che mai avevano commesso reati.
La propaganda è controproducente
Insomma: chi doveva vivere di sicurezza sta morendo di insicurezza.
Perché a forza di parlare di emergenza maranza, invasione e qualsiasi altro tipo di emergenza in chiave securitaria, alla fine la percezione dei cittadini è quella di essere più insicuri, di sentirsi meno protetti dal governo che, appunto, più di tutti doveva risolvere questo tema.
Adesso poi è arrivato qualcuno che sta facendo da spina nel fianco proprio su questo tema, ovvero Futuro Nazionale di Vannacci, che si sta posizionando ancora più a destra. Ha deciso che la remigrazione e le politiche ancor più securitarie sono il programma dell’estrema destra, che rivendica una continuità con il fascismo e quello che culturalmente ha significato quella fase politica e storica italiana.
Un pezzo di società che si sposta, quindi, sempre più a destra, che chiede sempre più misure stringenti e che oggi mette in discussione l’operato di Meloni, di Piantedosi e dell’aspirante Ministro dell’Interno che mai ha superato il trauma di aver perso il Viminale: Matteo Salvini.
Lo sciacallaggio sull’omicidio di Reggio Emilia
Proprio il leader della Lega, pochi giorni fa davanti alla platea dei giovani del suo partito, diceva: “Se dovessimo rivincere le elezioni, io andrò al Viminale”. Una bocciatura netta, quindi, dell’operato di Piantedosi, nonostante lo stesso ministro attuale fosse il suo vecchio capo di gabinetto proprio al Viminale e, soprattutto, nonostante i decreti sicurezza di questo governo fossero ispirati proprio ai decreti sicurezza del governo gialloverde.
La stessa Lega che pochi giorni fa, pur di sciacallare su un fatto di cronaca, ha accusato uno straniero dell’omicidio del pizzaiolo a Reggio Emilia, chiedendo la remigrazione. Sono stati costretti a ritirare il comunicato quando si è capito che l’omicida non era straniero.
Questo fatto ci racconta molto: la colpa non può essere sempre della sinistra, dei buonisti, di qualcun altro. Non si può sempre dire che se ci fosse il Salvini di turno tutto sarebbe stato diverso.
Dopo 4 anni di governo e tanti decreti sicurezza, forse ammettere che è stata solo propaganda sarebbe un primo passo importante.
(da Fanpage)
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