NICOLE MINETTI “MAI VISTA” AL VOLONTARIATO PER LA GRAZIA E LA DENUNCIA SU ESCORT E DROGA POI ARCHIVIATA
LA PROCURA INDAGA SULLE FESTE A IBIZA, POCO IN SINTONIA AL CAMBIO DI VITA NECESSARIO PER LA CLEMENZA
Nicole Minetti «non si è mai vista» alla Casa della Carità in cui doveva fare volontariato.
Mentre in questi anni è stata spesso a Ibiza. Dove lei era la regina delle feste mentre il compagno Giuseppe Cipriani aveva contatti con alcuni personaggi. E con «ambienti esclusivi, feste private, circuiti relazionali» antitetici rispetto al cambio di vita che le ha fatto avere la Grazia dal Quirinale. Mentre c’è anche una denuncia poi archiviata a Milano che riguarda un hotel in cui era «abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione, e l’offerta di stupefacenti utili al consumo degli avventori».
Tutte questioni che avrebbero potuto far diventare impossibile la richiesta di clemenza. Ma che non sono arrivate a Sergio Mattarella prima della decisione.
Un volontariato non molto volontario
Minetti ha sostenuto nella richiesta di grazia di aver cambiato vita dopo le condanne per favoreggiamento della prostituzione del 2019 e per peculato nel 2021. L’istanza ha fatto saltare l’udienza del 3 dicembre 2025 nella quale avrebbe dovuto ricevere la pena alternativa dei servizi sociali. E in questa erano indicate le attività di volontariato dell’ex Olgettina come prova fondamentale del suo ravvedimento. Il Fatto Quotidiano però ha verificato la presenza nei tre soggetti del terzo settore. Alla Lilt di Milano e Monza Minetti si è fatta registrare come “signora Cipriani”. Ha seguito la formazione. L’attività però è cominciata ad aprile 2024 e si è conclusa a giugno 2025. Proprio mentre i suoi legali istruivano l’istanza. Da allora, «Nicole Minetti non ha più rinnovato la sua disponibilità come volontaria continuativa».
«Mai vista»
Il sospetto è che quindi Minetti abbia seguito l’attività solo nel periodo strumentale alla richiesta. E poi è sparita dopo aver mandato la pratica al Quirinale. Invece alla Casa della Carità di don Virginio Colmegna non l’hanno mai incontrata: «Mai
vista». Alla Fondazione è andata con la sua avvocata Antonella Calcaterra. Nel luglio 2025 le due avevano avviato un «percorso di conoscenza». Poi disdetto proprio da Calcaterra: «Ha chiesto di rimandare il tutto, adducendo la necessità di tempo per le cure del bambino». Infine, la Caritas di Milano. Dove doveva fare la volontaria in un doposcuola seguendo uno dei 35 ragazzi tra i 10 e i 16 anni della fondazione Pernigotti. Ma anche qui l’impegno è stato sospeso. Stavolta dopo la tempesta seguita alla domanda di grazia.
La Caritas ha precisato che quell’esperienza «non ha prodotto alcun certificato particolare e che Minetti non ha mai chiesto documenti da utilizzare per questioni personali o giudiziarie». Repubblica invece racconta di Ibiza. Sull’isola spagnola Minetti e il compagno Cipriani hanno avuto frequentazioni con ambienti e dinamiche non troppo distanti da quelli descritti nelle sentenze nei suoi confronti. Mentre sulle presunte visite al San Raffaele di Milano e all’Ospedale di Padova per il bambino ora i legali ammettono che erano consulti informali. Anche se nell’istanza vengono presentati addirittura come pareri negativi o rifiuti di operare il bimbo, poi finito sotto i ferri a Boston.
La denuncia
La storia più strana però la racconta oggi Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera. Riguarda la denuncia di una cittadina americana che ha raccontato di essere stata la fidanzata del cugino di Cipriani, Massimiliano «Max» Ferruzzi. La denuncia risale al 5 febbraio 2025. La ragazza ha raccontato di averlo conosciuto nell’agosto 2024 e poi di averlo frequentato tra «Milano, Corsica, Saint-Tropez, Cannes, Uruguay e New York» in una storia finita nella plateale cacciata della donna il 5 novembre 2024 dall’albergo di lusso «Casa Cipriani» di via Palestro a Milano. L’americana riferisce di aver «aperto gli occhi» sul fatto che «molti dei presenti, tra cui Nicole Minetti e altre donne, fossero presumibilmente coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi».
Le escort
Di più: nell’hotel, sempre secondo l’americana, era «abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione, e l’offerta di stupefacenti utili al consumo degli avventori». Mentre negli eventi dei due cugini c’era «una presenza
costante di prostitute, tossicodipendenti e persone impegnate in attività illecite». Tra i citati c’è anche l’ex compagno di Daniela Santanchè, Canio Mazzaro. L’indagine comincia subito. Ma proprio l’americana rovina tutto. Prima si fa dare il nome del pm e il numero di fascicolo della sua denuncia. Poi prende contatti con gli indagati «per renderli edotti della pendenza di questo procedimento», constata la procura.
L’archiviazione
A quel punto i legali dei tre indagati (Ferruzzi, il capo e un addetto della sicurezza dell’hotel) si presentano in procura per denunciare la donna per calunnia. Depositano anche attività difensive «che in nessun modo avrebbero potuto conoscere se non, appunto, per indicazione fornita dalla stessa querelante».
Il pm Andrea Zanoncelli il 24 novembre chiede l’archiviazione. «L’attendibilità delle dichiarazioni della querelante si è mostrata fallimentare, perché mossa da strumentali intenti ritorsivi e finalità risarcitorie che inevitabilmente incidono profondamente sulla credibilità soggettiva, e perché la ricerca di riscontri è stata pregiudicata dalle stesse condotte della presunta parte offesa», per il pm. Adesso lei è indagata per calunnia.
(da Open)
Leave a Reply