NON SOLO DELMASTRO, I SOVRANISTI SALVANO SEMPRE GLI AMICHETTI
DAL CASO RUBY A QUELLO SULLA NAVE DICIOTTI
Mercoledì è toccato ad Andrea Delmastro. Ma l’ex sottosegretario alla Giustizia, in affari col
prestanome del clan Senese Mauro Caroccia, non è stato l’unico «amichetto di partito», per parafrasare le parole del leader dell’M5s Giuseppe Conte, a essere salvato dalla destra dall’oblio politico e dalle richieste dell’autorità giudiziaria che in questo caso domandavano di acquisire le chat tra il meloniano e il suo socio, indagato per riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
I corsi e ricorsi della storia sono tanti. Solo l’anno scorso l’aula ha protetto i fedelissimi della premier Giorgia Meloni. Parliamo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano su cui il collegio speciale di giudici, titolare del fascicolo sul torturatore libico Almasri, voleva continuare a indagare. Il trio l’ha fatta franca grazie ai voti della maggioranza.
Ma ci sono anche altri casi molto celebri, che la destra prova a far dimenticare: la richiesta di arresto per l’allora sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato di complicità con la camorra. Era il 2009, Meloni era una giovanissima ministra della Gioventù nel governo Berlusconi. Quella destra lì bocciò l’istanza della procura di Napoli. Nel 2012 invece fu bocciata pure la richiesta per usare le sue intercettazioni. Poi dopo molti anni Cosentino venne condannato. Altro forzista salvato dalla sua stessa coalizione fu Luigi Cesaro, stesse ombre di camorra.
Passato che non passa
E così è accaduto in passato pure per Silvio Berlusconi: i pm di Milano, nel corso delle indagini sul Ruby ter, avevano chiesto di poter utilizzare undici intercettazioni telefoniche tra il Cav e alcune olgettine. La Giunta per le immunità aveva persino dato parere favorevole, ma alla fine la richiesta dei magistrati era stata respinta. E l’allora leader della destra assolto nel processo riguardante i fatti collaterali ai festini di Arcore. Ancora. Il ras della sanità privata Antonio Angelucci. Era il 2009 quando la procura di Velletri aveva chiesto gli arresti domiciliari del leghista nell’ambito di un’inchiesta su presunte truffe ai danni del Servizio sanitario regionale del Lazio, falso e associazione per delinquere. La Giunta per le autorizzazioni della Camera, con una relazione di maggioranza, aveva proposto di negare l’autorizzazione all’arresto. Il 22 aprile 2009 l’aula della Camera approvò. Tradotto: arresti non autorizzati. Misura cautelare a parte, però, il processo contro Angelucci è stato celebrato e il politico assolto perché «il fatto non sussiste» nel 2019.
I ministri
Nello stesso anno il Senato ha respinto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno dell’epoca, Matteo Salvini, per il caso della nave Diciotti. Tuttavia, nel 2025 la Cassazione ha stabilito che il trattenimento dei migranti sulla nave era stato illegittimo, condannando lo Stato al risarcimento dei migranti. E andiamo all’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè nei cui confronti, nelle scorse settimane, è stata chiusa l’inchiesta della procura guidata da Marcello Viola per bancarotta e truffa. L’ultimo guaio giudiziario per la senatrice di Fratelli d’Italia che però a gennaio è stata salvata dalla destra (e non solo).
Il Senato ha votato per l’insindacabilità delle opinioni di Santanchè, bloccando il processo a Roma per diffamazione nei confronti dell’azionista di minoranza della società Visibilia Giuseppe Zeno. Intanto un altro scontro è già all’orizzonte. Riguarda la vicenda Mps-Mediobanca. La procura chiede le conversazioni dei parlamentari nel telefono dell’ex direttore generale del ministero dell’Economia Marcello Sala. Si tratta di 11 parlamentari, tra cui Edoardo Rixi, Giancarlo Giorgetti, Giulio Centemero, Maurizio Leo, Matteo Salvini, Giovanbattista Fazzolari, Massimiliano Romeo, Antonio Misiani (unico non della maggioranza di governo). Cosa accadrà? Forse è già tutto previsto.
(da editorialedomani)
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