RANUCCI RAGIONA SU FUTURO: POSSIBILE CAUSA A CORSINI
VA AVANTI LA PRATICA LEGALE CON LA RICHIESTA DI REINTEGRO
Non esclude di fare causa a Paolo Corsini, Sigfrido Ranucci, la cui battaglia legale per essere reintegrato a Report continua. E, a rigor di legge, potrebbe anche avere successo. Ma l’ex conduttore starebbe pensando anche a una causa nei confronti del direttore dell’approfondimento Rai per alcune sue parole. Per esempio, l’uso dell’espressione “non so se la bomba fosse vera o farlocca”, ma pure alcune altre sue uscite sul ruolo di Lavitola nelle inchieste di Report.
Nessuna decisione è stata ancora presa, ma un’azione legale contro Corsini non viene esclusa. Mentre continua quella per il reintegro d’urgenza per il fatto che la Rai, sempre nella figura di Corsini, non ha fornito spiegazioni chiare ed esaurienti sui motivi della rimozione, nemmeno a fronte della richiesta degli avvocati del giornalista. “Il reintegro è assolutamente possibile. Però, se ci fosse, per come si sono messe le cose per la redazione potrebbe diventare un problema…”, ragiona una fonte Rai. “Potremmo fare una conduzione a quattro, cinque o a sei”, ironizza Ranucci. Se invece l’urgenza dovesse essere rigettata, rimarrebbe la causa normale per demansionamento, che ha tempi decisamente più lunghi.
Ma c’è anche un altro aspetto. Ranucci ha 30 giorni per accettare una delle tre proposte dell’azienda (vicedirettore al Tg3 o a Rainews, oppure corrispondente al Cairo), ma, se ci fosse un rifiuto su tutto, Ranucci sarebbe passibile di licenziamento. Difficile che si arrivi a tanto, ma l’ipotesi c’è. Una soluzione provvisoria potrebbe essere accettare un incarico e mettersi in ferie, a fronte di un monte-ferie notevole.
Intanto, dopo l’accordo raggiunto (co-conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, e Giulio Valesini e Bernardo Iovene capo-autori), nelle stanze di via Teulada è tornato un po’ di sereno, anche se qualche strascico all’interno della redazione rimane. “A un certo punto dovevamo decidere se immolarci tutti con Sigfrido o puntare a salvare Report ed è stata scelta la seconda strada…”, spiega uno di loro. E la soluzione trovata viene ritenuta un compromesso accettabile. “È stato importante riuscire a tenere compatta la squadra, sono contenta di aver rivisto il sorriso in tutti loro”, ha dichiarato Di Pasquale ieri all’Ansa. Resta però da definire come organizzare la doppia conduzione, se Piervincenzi si limiterà a condurre Report Lab o si allargherà. E qualcuno si chiede: tra conduttori e capo-autori a chi spetterà la parola finale sulle decisioni?
Un sospiro di sollievo si tira anche ai piani alti dell’azienda dove il pasticcio sembrava divenuto inestricabile. Ma una richiesta di chiarimento è giunta da tre consiglieri di amministrazione: Roberto Natale, Alessandro di Majo e Davide Di Pietro hanno chiesto la convocazione di un cda straordinario per avere spiegazioni da Giampaolo Rossi sulla “pessima” gestione dell’“affaire Report” e lumi sulle motivazioni della rimozione di Ranucci. L’azienda, però, non ha ancora risposto.
(da il Fatto Quotidiano)
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