SI ACCAVALLANO LE VOCI DI UN PASSAGGIO DI ENRICO MENTANA A MEDIASET, COME CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE DEL BISCIONE. IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI PRENDEREBBE IL POSTO DI MAURO CRIPPA, ARTEFICE DEL RETEQUATTRISMO CHE STA SUL GOZZO A PIER SILVIO E MARINA BERLUSCONI
LUI ALLA “STAMPA” NON NEGA: “SONO AL LAVORO PER PREPARARE IL TELEGIORNALE DE LA7, DUNQUE SONO QUI. E QUESTI NON SONO ARGOMENTI DI CUI SI PARLA COSÌ TANTO PER CONVERSARE…”… L’IPOTESI È STATA ACCOLTA MALISSIMO DALLA CRICCA DI CRIPPA, CON BATTUTINE DEL TIPO
Senza voler scomodare Don Basilio del Barbiere di Siviglia e sostituendo le chiacchiere alle
calunnie, si potrebbe dire che un venticello bello forte ha colto Enrico Mentana trasportandolo lontano dai Telegiornali de La7 per condurlo nei pressi di quelli Mediaset.
Mentana è un uomo di grande avvedutezza e di gran talento giornalistico. Da anni i social rimandano, a torto o a ragione, notizie di un suo malessere a sentirsi in un gruppo di lavoro mono-orientato che oramai gli starebbe stretto. Al Festival della tv di Dogliani parlò della tv di Cairo come di una rete “anti-Meloni” tout court e la definì “la nuova Rai3”, arrivando a sostenere che tutti i programmi de La7 sono contro il governo.
Queste uscite sono molto piaciute in casa Mediaset che si sarebbe fatta aventi allo scopo di perfezionare l’operazione restyling iniziata col botto grazie all’ingresso di Bianca Berlinguer.
Ed è proprio alla corte del fu Biscione che si sarebbe alimentata l’idea di strappare Mentana alla concorrenza per farne il direttore di tutte le News, addirittura un passo sopra al direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa. Quest’ultimo molto amato in azienda ma in uscita per questioni anagrafiche e dunque, consenziente.
A Mentana in tanti avevano pensato e sarebbe strano il contrario. Per lui si ipotizzava una rete all news che però non avrebbe avuto spazi grazie alle altre tre che ci sono e non fanno ascolti pazzeschi. Dunque di suo arrivo a Sky sempre in qualità di capo delle news e infine Mediaset, un ritorno a casa […]. I giovani Berlusconi sognano una tv più liberal e meno populista, più Berlinguer e meno Giordano-del Debbio, meno urli e più savoir faire. I populismi sono certamente ascensori privilegiati del consenso ma non soddisfano appieno tutto quello che Pier Silvio e Marina Berlusconi vedono per la loro tv ideale, una tv più accattivante per il ceto medio, sempre riferendosi alle news e agli approfondimenti di carattere politico e non ai programmi di intrattenimento che sono altra cosa.
Una tv non troppo schierata a senso unico. Mentana risponderebbe perfettamente all’identikit.
Raggiunto al telefono, molto cortesemente come è suo costume, risponde ma nega un qualsiasi coinvolgimento nella manovra, come se giustamente dovesse arrivare quasi a sua insaputa. «Sono al lavoro per preparare il telegiornale de La7, dunque sono qui. E questi non sono argomenti di cui si parla così tanto per conversare». Saluti e punto.
(da La Stampa)
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