TRUMP NEL 2025, PRIMO ANNO DEL SUO SECONDO MANDATO, HA GUADAGNATO QUASI 1,5 MILIARDI IN PIÙ DEL 2024, APPROFITTANDO DEL SUO RUOLO
NON SOLO HA INVESTITO IN AZIONI DI SOCIETÀ CHE DIPENDONO DALLE SUE DECISIONI ALLA CASA BIANCA, MA A RENDERLO RICCHISSIMO È STATA LA DEREGOLAMENTAZIONE DELLE CRIPTOVALUTE: LA SOLA PARTECIPAZIONE IN “WORLD LIBERTY FINANCIAL” HA GENERATO 700 MILIONI DI DOLLARI DI PROFITTI
Che Donald Trump abbia gli occhi sempre puntati sull’economia e, soprattutto, sui mercati, è
cosa nota. Ma la cosa più clamorosa e straordinaria alla quale gli americani stanno assistendo increduli e incapaci di reagire, è l’enorme, ostentato, arricchimento del clan Trump nell’ultimo anno e mezzo.
Profitti ottenuti sfruttando proprio la presidenza di The Donald: dall’immagine presidenziale usata per emettere criptovalute col volto del leader repubblicano allo sviluppo del nuovo business degli stablecoin avviato dal clan Trump poco prima della decisione della Casa Bianca di togliere ogni vincolo a questo settore.
Perfino i perdoni presidenziali: sono stati gestiti, a volte, in una logica legata a criptoguadagni. Come nel caso del perdono concesso a ottobre a Chanpeng Zhao, fondatore e padrone di Binance, il più grande mercato di criptovalute. Condanne penali cancellate dopo che Zhao aveva dato un contributo essenziale allo sviluppo del business della famiglia Trump nelle criptovalute.
Ora abbiamo anche una cifra, sia pure basata su una stima riduttiva, per definire il fenomeno. Da documenti ufficiali appena pubblicati risulta evidente che la famiglia Trump ha guadagnato quasi un miliardo e mezzo di dollari in più nel 2025, il primo
anno della presidenza Trump. I suoi introiti, che nel 2024 erano stati di 622 milioni di dollari, l’anno scorso sono schizzati oltre quota 2,2 miliardi.
Extraprofitti che non comprendono quelli degli investimenti dei figli di Trump nel business dei minerali rari, fortemente sovvenzionato con denaro pubblico, in quello degli appalti militari e nel nuovo, discutibile, affare dei mercati predittivi, con imprese delle quali il primogenito, Donald Jr, è consigliere e socio.
La sola partecipazione in World Liberty Financial, la società di cripto cofondata da Donald Trump, ha generato, in base a documenti ufficiali resi pubblici ieri, 699 milioni di dollari di profitti di competenza del presidente. Il New York Times sottolinea che buona parte di questi guadagni viene dagli Emirati Arabi Uniti che hanno investito massicciamente in questo business.
Per oltre due secoli gli Usa hanno rispettato la regola aurea che vuole i presidenti impegnati a fare solo il bene della nazione, senza alcun tornaconto personale. Chi arrivava alla Casa Bianca avendo – lui o familiari – un patrimonio consistente, lo metteva in un blind trust gestito da professionisti esterni.
Trump, invece, si limita a dire di non avere nulla a che fare coi suoi business perché sono i suoi figli a gestirli. Ma anche del trust gestito da Eric e Donald Jr, il beneficiario rimane lui.
E se in passato hanno fatto scandalo casi limitati di finanziamenti esteri ricevuti da parenti di leader politici o da ex leader (come i compensi ucraini di Hunter Biden quando il padre era vicepresidente o i sussidi alla Fondazione filantropica creata da Bill Clinton dopo aver lasciato la Casa Bianca) ora la famiglia Trump non solo non si fa problema di rompere tutti gli argini, ma se ne vanta.
Forte dell’impunità del padre per tutto quello che fa da presidente, sancita due anni fa dalla Corte Suprema, Eric Trump si esprime su tutto questo con grande trasparenza: «Nel primo mandato abbiamo seguito le regole che ci avevano imposto e abbiamo perso soldi. Ora basta, non ci poniamo più di questi problemi».
(da Corriere della Sera)
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