ULTIMO SONDAGGIO NEW YORK TIMES: DEMOCRATICI IN VANTAGGIO IN 5 SFIDE CHIAVE AL SENATO
VANTAGGIO CONSISTENTE PER EL-SAYED IN MICHIGAN E TALARICO IN TEXAS
In uno degli ultimi sondaggi pubblicati alla vigilia dell’Election Day, i democratici
appaiono a un passo dalla vittoria più importante, la conquista del Senato: i candidati dem infatti risultano in testa in cinque dei sette duelli chiave al Senato, mentre un sesto continua a essere un testa a testa, secondo il New York Times/Siena polls. In particolare, il sondaggi registra un grande balzo in avanti di Abdul El-Sayed che sarebbe 11 punti di vantaggio rispetto al repubblicano Mike Rogers, il 53% contro il 42%.
Si tratta di un vantaggio molto consistente, finora mai registrato da altri poll, come quello della Cnn che parlava del dem 7 punti avanti, e che, va sottolineato, è stato raccolto prima che in Michigan scoppiasse lo psicodramma politico provocato dalla dem moderata Haley Stevens, sconfitta da El-Sayed alle primarie, che a sorpresa si è schierata con Rogers.
Anche in Texas, la roccaforte Gop che non elegge un senatore dem dal 1988, James Talarico sembra, secondo il sondaggio Nyt, aver allungato le distanze su Ken Paxton, arrivando al 50% contro il 43% del repubblicano, con 7 punti di vantaggio.
Lo stesso vale per il Maine, dove Troy Jackson è al 51% contro il 45% della senatrice repubblicana di lungo corso Susan Collins, e in Ohio, dove l’ex senatore dem Sherrod Brown è al 49% mentre il senatore repubblicano Jon Husted è al 44%.
Il sondaggio conferma la possibilità che domani notte si registri un altro risultato clamoroso, cioè la prima elezione di un senatore dem in Kansas dal 1932: il dem Adam Hamilton viene infatti dato al 49% contro il 44 del senatore in carica Roger Marshall.
Oltre a questi stati chiave dove i dem appaiono nettamente in vantaggio, ci sono stati, attualmente controllati dai repubblicani, dove sono in corsa testa a testa all’ultimo voto.
Il primo è l’Alaska con la dem Mary Peltola ha un vantaggio di appena due punti, 48% a 46%, sul senatore Dan Sullivan, e dove è già in corso da diversi giorni una battaglia legale avviata dall’amministrazione Trump che accusa i democratici di aver spinto un omonimo del repubblicano a candidarsi per confondere gli elettori, anche se sulla scheda accanto al nome di Sullivan c’è scritto “senatore in carica”.
E poi l’Iowa, dove il candidato dem Josh Turek viene dato appena un punto avanti, 48% a 47%, sulla repubblicana Ashley Hinson.
Per vincere la maggioranza al Senato i democratici hanno bisogno di strappare almeno quattro seggi ai repubblicani, uno dei quali, bisogna ricordare, sulla carta è già certo, quello della North Carolina dove il candidato dem Roy Cooper ha da tempo un vantaggio così consistente sul repubblicano Michael Whatley, che lo stato non compare nella lista dei duelli contesi.
Bisogna sottolineare che in North Carolina il seggio dei repubblicani risulta aperto perché il repubblicano in carica Thom Tills ha deciso di non candidarsi alla rielezione, dopo che Donald Trump aveva minacciato di sostenere un candidato contro di lui alle primarie per punirlo per aver votato contro il suo One Big Beautifil Bill.
Anche in Texas, il seggio dei repubblicani risulta aperto perché alle primarie Trump ha sostenuto il controverso Paxton contro John Cornyn, al Senato dal 2002, che il tycoon ha voluto punire per averlo criticato dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
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