Settembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
PRESTO LA NOMINA DEL NUOVO COMANDANTE, IL GOVERNO CONSULTA ANCHE LE OPPOSIZIONI
Nessuna indulgenza verso i due carabinieri, se alla fine risulteranno colpevoli: è l’atteggiamento «inflessibile» deciso ai vertici dell’Arma, in viale Romania.
Ove si coglie un mix di amarezza e di imbarazzo.
La vicenda accenderà i riflettori sulle crepe di un’istituzione fin qui tra le poche che venivano salvate in Italia e all’estero.
Il caso Firenze si aggiunge ai tanti veleni sparsi dall’inchiesta Consip, ai sospetti di depistaggio del Noe contro il padre di Renzi e alle accuse di favoreggiamento (in questo caso pro-Renzi) rivolte al Comandante generale Tullio Del Sette. Un’aria già da tempo irrespirabile.
Il mandato di Del Sette scadrà il 15 gennaio prossimo e, ai piani alti della politica, una seconda proroga viene esclusa.
Non per disistima verso Del Sette (che gode anzi di largo apprezzamento) ma perchè supererebbe i limiti della pensione.
Inoltre si vorrebbe procedere anche per mettere fine alle guerre di successione che, di rinvio in rinvio, farebbero ulteriori danni.
Al momento le cordate risultano quattro.
La prima spinge per Riccardo Amato, numero uno della Divisione Pastrengo, esperto di lotta alle mafie.
La seconda punta su Ilio Ciceri, uomo-macchina, ex Capo di Stato maggiore, però con molti nemici.
La terza cordata scommette su Vincenzo Coppola, attuale numero due dell’Arma. L’ultimo nome è quello del generale Ogaden Nistri, poco noto ai politici e forse proprio per questo in ascesa.
Qualcuno sostiene: per correttezza, sarebbe meglio delegare la scelta a chi governerà dopo le prossime elezioni.
Una sospensione tecnica di pochi mesi sarebbe sufficiente. Ma l’orientamento dei palazzi che contano è di rispettare le scadenze.
Dunque la nomina del nuovo Comandante è attesa entro Natale, con un certo anticipo sulla scadenza. Anche perchè la legislatura potrebbe chiudersi a fine anno, e il governo dovrebbe fare la sua scelta prima che Sergio Mattarella dichiari il “game over”.
Autorevoli fonti assicurano: il premier Gentiloni cercherà una larga condivisione parlamentare su questa come su tutte le prossime nomine in materia di sicurezza. Entro la primavera scadranno tra gli altri il Comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli.
Verrà consultata la maggioranza, iniziando dai presidenti “dem” delle Commissioni Difesa al Senato (Nicola Latorre) e alla Camera (Francesco Saverio Garofani).
Ma non solo loro. Da fonti berlusconiane risulta che la ministra Roberta Pinotti abbia preso contatti con alcune forze di opposizione per ragionare su tempi e modalità delle decisioni: metodo condiviso sul Colle più alto, dove risiede l’ultima parola.
(da “La Stampa”)
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Settembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
E’ IL SOLO STRUMENTO CHE PERMETTE ALLE VITTIME AMERICANE DI COPRIRE LE SPESE MEDICHE, ALTISSIME E NON GRATUITE ANCHE NEI CASI DI VIOLENZA
Quando è stata diffusa la notizia che le due ragazze americane che raccontano di essere state
stuprate dai carabinieri avevano un’assicurazione contro lo stupro, molti in Italia si sono stupiti.
E hanno anche ipotizzato che le studentesse potessero avere interessi economici nella vicenda.
In realtà l’assicurazione anti-violenza è un prodotto di nicchia in Italia, ma molto diffuso negli Stati Uniti, dove le spese mediche possono arrivare a cifre stratosferiche e dove, se non hai un’assicurazione privata, rischi di rimanere senza cure. L’Obamacare aveva limitato quest’aspetto, ma l’amministrazione Trump ha cancellato la riforma sanitaria del precedente presidente Usa riportando l’assistenza medica ad essere un lusso per i cittadini americani.
La polizza assicurativa quindi è uno strumento che permette alle vittime americane di coprire le spese mediche, altissime anche nei casi di violenza.
Lo Stato in genere copre solo l’esame medico che prova le violenze, ma non tutti i costi successivi e annessi allo stupro.
In Texas una nuova legge contestatissima non copre neanche l’aborto
(da “Il Corriere della Sera”)
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Settembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
CHI SONO I CARABINIERI ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE
Lui ha poco meno di quarant’anni e vent’anni di servizio, grado di appuntato, una moglie e un figlio. Esperto, grande conoscitore di Firenze.
È toscano come il collega di Prato, trentenne, carabiniere scelto, il sogno di entrare nel nucleo cinofili, un «bravo ragazzo», un militare molto «attaccato al suo lavoro» dicono gli amici.
È il primo e sommario identikit dei due carabinieri sospettati dello stupro delle due studentesse americane.
La diffidenza dei colleghi
I colleghi del comando provinciale di Borgo Ognissanti, la sede del comando provinciale dell’Arma, invece iniziano a guardarli con distacco, aspettano l’ultima prova, quella certa del dna.
I due militari non sono stati ancora interrogati dalla Procura e su di loro indaga la Polizia. I carabinieri hanno avuto l’incarico di seguire comunque le indagini e lo stanno facendo con un’energia speciale.
«Perchè nessuno può macchiare l’Arma e se qualcuno di noi è stato indegno deve pagare, più di un normale cittadino. La divisa non può essere insultata in questo modo», dicono al comando.
Ovviamente sui sospettati ci sono soltanto indizi. Un avviso di garanzia non è una condanna. I due militari coinvolti nel caso dello stupro non sono stati sospesi. Il regolamento non lo prevede. Non hanno però un incarico operativo.
L’aggravante
«Noi non abbiamo violentato nessuno», dicono agli amici anche se su quel passaggio sulla “gazzella” dalla discoteca sino alla casa delle ragazze a Borgo Santi Apostoli, centro storico di Firenze, sembra non ci siano più dubbi.
Così come confermato è lo stato di ubriachezza delle studentesse che potrebbero essere state incapaci di intendere e di volere. Un’aggravante per i presunti violentatori. Intanto la direzione della scuola che frequentano le due studentesse, l’Italian International Institute Lorenzo De’ Medici di via Faenza 71 rosso, ha inviato a tutte le studentesse un avviso via mail e sms nel quale si avvertivano di che cosa era accaduto. «Un gesto di grande trasparenza», hanno commentato le allieve.
Che tempo fa, come succede spesso a Firenze, avevano partecipato ad alcuni incontri organizzati dalla questura sulla sicurezza dedicato agli studenti stranieri.
(da “il Corriere della Sera”)
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Settembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
“SE FOSSE CONFERMATO GRAVI CONSEGUENZE IMMEDIATE SUL PIANO DISCIPLINARE”
È l’ennesima tegola che si abbatte sull’Arma dei carabinieri. Un’inchiesta che provoca imbarazzo,
ma soprattutto rabbia.
Perchè è vero – come precisano al comando generale – che bisognerà attendere l’esito delle verifiche disposte dalla magistratura sul racconto delle due ragazze statunitensi. Ma è pur vero che la loro denuncia ha scatenato un caso internazionale, con la nota del Dipartimento di Stato che rischia di trasformarlo in un incidente diplomatico.
Non a caso il comandante generale Tullio Del Sette in serata ha diramato una nota ufficiale e ha affermato: «Se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell’uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato».
Già due giorni fa, quando sono filtrate le prime notizie, il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva parlato con il generale Tullio del Sette per avere chiarimenti. E ieri, dopo la conferma dell’iscrizione sul registro degli indagati dei due militari,
Vuol dire anche che, se dovesse essere accertato anche soltanto il rapporto sessuale, i due carabinieri sarebbero subito sospesi dal servizio e sottoposti alla procedura disciplinare che può portare fino alla messa in congedo.
Non è infatti consentito che chi indossa la divisa possa comportarsi come un normale cittadino.
Nei prossimi giorni i due carabinieri saranno interrogati dal magistrato. Al momento filtrano indiscrezioni su quanto avrebbero raccontato ai superiori, ma anche sulle verifiche disposte dagli stessi reparti dell’Arma. E sulla loro determinazione a negare di essersi comportati in maniera violenta, ma anche smentendo categoricamente che ci sia stato un rapporto sessuale.
Per difendersi i due carabinieri avrebbero sostenuto che «quella sera era la prima volta che uscivamo in pattuglia insieme, ci siamo limitati ad accompagnarle a casa. Possiamo aver sbagliato perchè dovevamo accompagnarle in ospedale, ma la storia che raccontano non è vera». Escludono la violenza «perchè non è possibile che nessuno abbia sentito le grida».
Una posizione che al momento non appare però convincente.
(da “il Corriere della Sera”)
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Settembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
IL RACCONTO DELLE RAGAZZE STUPRATE: “AGGREDITE NELLE SCALE E IN ASCENSORE, QUEI MINUTI TERRIBILI SENZA RIUSCIRE A URLARE”
Sono le 2.30. Due studentesse universitarie, poco più che vent’anni, americane, da un paio di mesi in Italia per studiare arte e design, escono dalla discoteca Flo di piazzale Michelangelo, il belvedere di Firenze.
Una di loro tira fuori lo smartphone e chiama un taxi. «Non stavamo bene, avevamo bevuto troppo», avrebbero ammesso qualche ora più tardi davanti all’agente di polizia che, accanto a due psicologhe, avrebbe ascoltato il loro racconto.
Una di loro si è fatta una «canna», racconta che fa fatica a camminare.
«A un tratto vediamo lampeggiare qualcosa. È una «gazzella» dei carabinieri – raccontano nella loro testimonianza, che è ancora tutta da verificare –. «Si avvicinano, sono due militari in divisa. Ci dicono che se vogliamo possono darci un passaggio».
Accettano, perchè di notte è meglio così. Appena arrivate in Italia hanno partecipato a un incontro, organizzato dalla questura, durante il quale alcuni poliziotti hanno spiegato loro come comportarsi. «Ci hanno detto di stare attente alle regole, di non bere e non passeggiare da sole di notte in luoghi isolati e soprattutto di non fare l’autostop agli sconosciuti. Ma quei carabinieri non sono sconosciuti, sono friends, amici».
«Erano gentili»
Le studentesse dicono agli investigatori di aver accettato di salire in macchina. «Sono gentili, ci accompagnano a casa», raccontano. Dall’appartamento del centro storico della città , dove le studentesse abitano insieme ad altre compagne di studi, ci sono poco meno di otto chilometri. Una quarantina di minuti a piedi se si va di buona lena, meno di dieci minuti in auto
A questo punto il loro racconto, vero o presunto, diventa drammatico. «Arriviamo a casa, i carabinieri parcheggiano l’auto (risulterà poi che i due militari hanno avvisato la centrale che stanno effettuando un controllo, ndr) e si offrono di accompagnarci sino a casa».
«Lui entra con me»
Ci sono telecamere nella zona, riprendono la scena, l’auto dei carabinieri presumibilmente resta ferma lì per 23 minuti.
Camminano a fatica, sono sorrette dai due carabinieri. Nella denuncia, che presenteranno poche ore dopo in questura, le due ragazze spiegano che una di loro, quella che ha bevuto di più, decide di prendere l’ascensore.
È la parte più controversa del racconto, ma anche quella decisiva, se sarà confermata. «L’uomo in divisa entra con me e quando la porta si chiude mi violenta – ricorda la più giovane –. Si avvicina, mi mette le mani addosso, è un rapporto completo, che subisco perchè non ho la forza di reagire. Non riesco a gridare, non chiedo aiuto. Dura pochi minuti. Terribili».
«Io sulle scale»
L’amica – raccontano le due studentesse – sale le scale sorretta dal secondo militare. Si muove a fatica e a un certo momento – continuano – sembra che si fermi esausta appoggiandosi al muro di un piano. «E lui mi stupra», racconta in lacrime all’agente di polizia.
Sulle scale e nell’ascensore restano tracce biologiche.
Poi le due ragazze sarebbero entrate nell’appartamento. «Le nostre amiche capiscono subito il dramma. Ci chiedono spiegazioni. Le rispondiamo in lacrime che ci hanno violentato, sono stati i carabinieri».
Una delle inquiline chiama la polizia. Scatta il protocollo rosa contro le violenze. Visite in due ospedali, psicologi, residenza protetta dove ieri le ragazze sono state raggiunte dai familiari
È l’alba, la notte fiorentina adesso è proprio finita. Ma l’incubo no.
Dall’androne della scuola delle ragazze ieri mattina due compagne delle ragazze quasi si commuovono. «Firenze è la Bellezza nel mondo. Adesso deve splendere di verità », sussurrano per poi scomparire dietro uno dei vicoli del centro storico.
(da “il Corriere della Sera”)
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