Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA DI TRAVAGLIO METTE A NUDO LE INCONGRUENZE DEL M5S… DI MAIO NON HA IL CORAGGIO DI DIRE CHE C’E’ L’ACCORDO SOTTOBANCO CON LEGA E FDI
Ieri Luigi Di Maio è stato intervistato dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio alla festa torinese del M5S: l’occasione, raccontata dal giornale, è stata propizia per raccontare cosa ha intenzione di fare il MoVimento 5 Stelle, che ufficialmente tra 13 giorni deve decidere il suo candidato presidente del consiglio ma non ha ancora pubblicato le regole per la partecipazione alla competizione in attesa della kermesse di Rimini. Di Maio spiega che i grillini hanno intenzione di presentare i ministri del loro governo entro la fine dell’anno:
“La partita decisiva —dichiara Di Maio —si gioca nei prossimi sei-otto mesi, fino alle elezioni in cui l’Italia si gioca tutto. Prima di allora gli italiani conosceranno il nome del nostro candidato premier e la lista di tutti i ministri”.
Bene, secondo alcuni sondaggi, il Movimento sarebbe il primo partito a un passo dal 30%, poco più avanti del Pd.
Il centrodestra arriverebbe complessivamente al 35%, ma senza listone unico. Dunque, se si votasse oggi, Di Maio (o chi per lui, il candidato premier sarà reso noto il 24 settembre, anche se per ora non esistono nemmeno le candidature) potrebbe trovarsi nella stessa situazione di Bersani nel 2012, con il cappello in mano alla disperata ricerca di una maggioranza: “Se vinceremo —risponde Di Maio — chiederemo al Parlamento la fiducia sulla base di un programma. Per tutto quello che nel programma non c’è, si voterà caso per caso”.
Ipotesi piuttosto irreale, puntualizza l’intervistatore. Di Maio, dopo aver elegantemente evitato di rispondere alle domande su eventuali alleanze (Lega Nord? “Chiederemo a tutti di votare le leggi che condividono”), taglia corto: “Con questa legge elettorale, perchè un’altra non ci sarà , la soluzione è arrivare al 40%. Obiettivo alla nostra portata”.
La situazione si fa quindi sempre più interessante. Luigi Di Maio rischia, ad urne chiuse, di far parte del partito che ha preso singolarmente più voti alla Camera ma di non avere abbastanza voti per ottenere la fiducia.
Incurante della situazione, ritiene di poter presentare una lista dei ministri sulla quale il Parlamento dovrebbe votare la fiducia.
Pescando, evidentemente, voti dagli altri schieramenti.
Mentre una maggioranza di centrodestra potrebbe invece avere più voti del M5S alla Camera e al Senato.
Che spettacolo ci aspetta per la prossima legislatura.
(da “NextQuotidiano“)
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Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
SI ERANO VANTATI DI AVER MESSO IN SICUREZZA CADITOIE E TOMBINI, IERI SONO SPARITI TUTTI SOTTO L’ACQUA
«Ma le caditoie non dovevate controllarle da settimane? Come è possibile che il piano non abbia
funzionato? La faccia ce la mettiamo noi del M5S, abbiamo preso degli impegni».
Il virgolettato è attribuito oggi dal Messaggero a Margherita Gatta, neoassessora ai lavori pubblici della Giunta Raggi e viene da chiedersi se si tratti della stessa Margherita Gatta che sul sito del Comune il 25 agosto scorso annunciava trionfante: «Proseguono senza sosta gli interventi di pulizia di caditoie e bocche di lupo pianificati da Roma Capitale per prevenire occlusioni e allagamenti in vista delle piogge autunnali. Già programmate nell’ambito della manutenzione ordinaria della grande viabilità cittadina le attività in questione sono state tuttavia anticipate e intensificate. Questa prima fase di interventi — avviata nel mese di giugno e programmata fino a settembre — si è focalizzata sulle aree di maggior criticità , individuate su tutto il territorio cittadino di concerto con AMA e Protezione Civile a seguito di specifiche ricognizioni, per rafforzare la tenuta del sistema di smaltimento delle acque meteoriche».
Come è andata a finire lo sappiamo tutti.
Ieri la pioggia ha bloccato la città e i tombini hanno eruttato acqua per ore allagando vie e piazze mentre la metro e gli autobus si sono fermati e bloccati.
Quando erano all’opposizione, Enrico Stefà no e Virginia Raggi additavano severamente Ignazio Marino e la giunta del Partito Democratico per le indubbie responsabilità che avevano nel lasciare la città all’incuria. Ieri sono spariti tutti. Nessuno ha ritenuto di doversi prendere uno straccio di responsabilità per l’accaduto, preferendo il silenzio.
Tutte le promesse sulle caditoie che invece, come si è visto ieri, in tanti quartieri della città si presentavano otturate dal solito mix di fogliame, fanghiglia e aghi di pino, sono finite in fumo. Seimila chiusini sono stati ripuliti dai tecnici comunali: ma in città ce ne sono 70mila per chilometri e chilometri di strade.
E poi c’è il solito complotto: il Comune dichiara che «a Roma sono caduti 100 millimetri di pioggia in tre ore, anzichè 70 millimetri nell’intera giornata come ci si attendeva» in base alle previsioni.
Ma gli esperti regionali smentiscono: la situazione di ieri «è stata pienamente in linea con i contenuti del bollettino di vigilanza meteorologica», diffuso sabato.
E che dire dell’assessora all’ambiente Pinuccia Montanari — quella che non ha mai visto un topo a Roma — che lunedì scorso diceva che le foglie e gli aghi di pino erano stati rimossi, che Roma non era in stato di abbandono e che le immagini erano “a disposizione dei signori giornalisti“?
Ieri Roma ha apprezzato l’accuratezza nella pulizia dei tombini e la professionalità dell’assessorato all’ambiente: una serie di immagini, circolate su ogni social, sono a disposizione della signora assessora all’ambiente.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
RACCOLTI SOLO 232.000 EURO SU 400.000….CALATO DEL 21,6% IL NUMERO DELLE PERSONE COINVOLTE
Dal 22 al 24 settembre si svolgerà a Rimini la quarta edizione di Italia 5 Stelle, la festa del MoVimento 5 Stelle in cui si dovrebbe anche incoronare Luigi Di Maio come candidato premier.
Ma, racconta Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera, c’è qualche problema di liquidità : le donazioni arrivate a 11 giorni dall’evento sono meno del necessario e il rischio è che i grillini debbano mettere mano al portafogli per chiudere i buchi successivamente:
Ma i timori per la kermesse mettono in allerta il Movimento. Da un lato ci sono problemi di carattere politico (con il riaccendersi delle tensioni tra pragmatici e ortodossi), dall’altro ci sono incombenze da risolvere di natura finanziaria.
Le donazioni al momento languono: sono a quota 232mila euro (su 400mila che serviranno), grazie al contributo di 1.903 persone (il 21,6% rispetto al totale dei donatori dell’iniziativa del 2016 e tra queste molti eletti).
Se i dubbi sul crollo dei sostenitori causano delle riflessioni sul medio-lungo termine, in realtà sul presente pesano le cifre.
Le scorse manifestazioni hanno avuto costi sia nel 2015 sia nel 2016 intorno ai 600mila euro.
I ricavi, invece, sono passati dai 751 mila euro di due anni fa ai 606mila di dodici mesi fa. E rischiano di diminuire ulteriormente. Per ovviare al problema la kermesse romagnola sarà un evento low-cost rispetto al passato. Le indiscrezioni parlano di costi tagliati di un terzo.
Nel Movimento però sdrammatizzano: «Sta procedendo tutto secondo i tempi. Dovete considerare che quest’anno la macchina organizzativa e di fund raising è partita, per motivi indipendenti dall’evento, con un sensibile ritardo rispetto al passato». «Questioni solo temporali», insomma.
Insomma, se non arrivano i soldini in tempo si rischia di dover fare come le altre volte.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
LA STAMPA: “LA SINDACA SARA’ RINVIATA A GIUDIZIO PER FALSO, MENTRE ARCHIVIATO L’ABUSO D’UFFICIO”
Virginia Raggi va verso il rinvio a giudizio per falso e verso l’archiviazione per l’abuso d’ufficio. 
La Stampa anticipa che la sindaca andrebbe verso il processo per l’ormai famosa vicenda delle nomine in Campidoglio:
Ma è chiaro che, di fronte a questa eventualità , il danno di immagine sarà difficile da limitare. E la base romana, che ormai pare assuefatta alle notizie che raccontano come la sindaca nei primi mesi si sia affidata al suo «esercito interno» (così lo definisce lei stessa in una chat con Davide Casaleggio), potrebbe entrare in rivolta.
La richiesta di rinvio a giudizio potrebbe arrivare già questa settimana.
La Procura di Roma accusa la Raggi di falso: secondo l’accusa mentì all’Anticorruzione del Comune sulla nomina di Renato Marra.
Da graduato dei vigili urbani fu promosso (nomina revocata successivamente) a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, con un incremento di stipendio pari a 20 mila euro.
La sindaca affermò all’Anticorruzione che il ruolo di Raffaele era stato «di mera pedissequa esecuzione». Le indagini svolte dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio raccontano un’altra verità .
Le previsioni dello scorso giugno quindi appaiono più o meno confermate, con un rinvio a giudizio e un’archiviazione:
Nei messaggi del 14 novembre scorso Raffaele — a proposito dell’aumento dello stipendio del fratello — scrive alla sindaca: «Se lo avessi fatto vicecomandante i soldi erano gli stessi».
La Raggi replica: «Infatti abbiamo detto vice no. Doveva restare dov’era con Adriano (Meloni, assessore al Turismo)».
E lui controbatte: «Infatti con Adriano il posto era quello di cui abbiamo sempre parlato».
Ielo e Dall’Olio potrebbero invece chiedere l’archiviazione della sindaca per abuso d’ufficio riguardo alla nomina (con aumento di stipendio da 39 mila a 93 mila) del suo ex capo della segreteria politica, Salvatore Romeo.
I pm — dopo aver appurato che dietro le famose 3 polizze assicurative intestate alla sindaca non c’era alcun illecito — sembrerebbero orientati a far cadere l’accusa.
Roma resta una spina nel fianco per il Movimento che, come ha ribadito ieri Di Maio, punta al 40% alle politiche.
La linea, ribadita da Di Battista, è che per giudicare Raggi «bisogna aspettare 5 anni». L’obiettivo è mettere al riparo Di Maio, di nuovo sotto il fuoco del Pd.
«Le chat di Marra stroncano le velleità di leadership di Di Maio», attacca la deputata Lorenza Bonaccorsi. «Lui e Raggi hanno mentito pubblicamente sui loro rapporti con l’ex capo del personale del Campidoglio».
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
A TIBURTINO III AVEVA CAUSATO L’ASSALTO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA, MA ERA STATA LEI A FERIRE UN ERITREO… OGGI E’ PURE FINITA IN GALERA PER FURTO
È stata arrestata dai carabinieri per furto la donna che a fine agosto raccontò di essere stata “sequestrata” da alcuni migranti tra i cancelli del presidio umanitario di via del Frantoio, alla periferia di Roma, innescando un assedio di alcuni residenti al centro. Secondo quanto si è appreso, la donna è stata sorpresa ieri mattina all’esterno di un supermercato del quartiere con una busta piena di prodotti appena rubati e si trova ora ai domiciliari.
La donna era già sottoposta a obbligo di dimora con permanenza diurna nella sua abitazione.
Ieri mattina i carabinieri della Stazione Santa Maria del Soccorso si sono recati nel suo appartamento per notificarle un atto relativo a una tentata rapina avvenuta nello stesso supermercato alcuni giorni fa.
A quanto riferito, la donna non era in casa ed è stata trovata poco dopo all’esterno del punto vendita con una busta di prodotti risultata rubata.
La donna è stata arrestata con l’accusa di furto e sottoposta ai domiciliari.
(da “La Stampa”)
argomento: Razzismo | Commenta »
Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
“TANTI DI NOI HANNO SACRIFICATO LA VITA E GLI AFFETTI PER QUESTA DIVISA, CI VORRANNO ANNI PER SANARE QUESTA FERITA”
«In dieci minuti di follia, sono riusciti a bruciare due secoli di storia dell’Arma»: sta tutta in
questa constatazione lucida e disperata la sensazione che, da giovedì scorso, serpeggia tra i carabinieri che lavorano a Firenze.
Amarezza, rabbia e incredulità sono i sentimenti che risuonano nelle parole di tutti: dai giovani che trascorrono ore ed ore davanti ai monumenti del capoluogo toscano per garantirne la sicurezza, ai militari che lavorano nelle caserme di provincia e conoscono gli abitanti uno per uno , dagli investigatori che si occupano di rapine e omicidi a coloro che, ogni giorno, esercitano funzioni di comando e prendono decisioni.
Tanti preferiscono non commentare l’accaduto, perchè la ferita brucia troppo e il timore di usare le parole sbagliate, in questo momento, è forte.
Ma qualcuno non si tira indietro, a patto di restare anonimo. «Da qualche giorno viviamo in un clima surreale — ammette un carabiniere che, nonostante la giovane età , ricopre un ruolo di responsabilità — e il disagio che proviamo è tangibile anche nel rapportarsi tra noi colleghi. Ho parlato con tanti cittadini che si sono rivolti a me, smarriti e sconvolti e io non mi sono certo tirato indietro, ma non è facile. Come non è stato facile parlarne con le mie figlie. Vedere l’istituzione così marchiata è un grande dispiacere. Se le accuse delle due studentesse dovessero essere confermate, dovranno essere punti in modo adeguato».
La prudenza nel giudicare prima che la giustizia abbia appurato come sono andate le cose, è d’obbligo. Ma tutti sono convinti che i responsabili, se e quando questo sarà appurato, dovranno pagare. Senza sconti.
«Sono giorni che leggo battute, anche pesanti, sui social network e la cosa mi fa infuriare, perchè ho scelto questo lavoro per passione — sbotta un giovanissimo, arrivato da poco dal Sud, impegnato in uno dei tanti servizi di vigilanza nel centro storico —. Quei due colleghi non li conosco, ma si meriterebbero una punizione esemplare. E io avrei pure un’idea…».
Difficile nascondere l’amarezza anche per chi ricopre un ruolo di responsabilità : «Tutta l’Arma è sconvolta e arrabbiata e siamo i primi a voler far emergere la verità . Ma essere nell’occhio del ciclone per un fatto così grave, quando tanti di noi hanno sacrificato la vita e gli affetti familiari per questo lavoro, fa male. I carabinieri sono uomini come gli altri e, come a tutti gli altri, può capitare che qualcuno sbagli, anche in modo grave. Quello che è certo è che nell’Arma, chi commette un errore, paga sicuramente. Abbiamo già preso provvedimenti e, se tutto verrà confermato, altri ne prenderemo in futuro. Mi resta l’amarezza per chi, ogni giorno, fa il suo lavoro per bene».
A concludere è un carabiniere ormai alle soglie della pensione: «Non so se questi ragazzi si rendano conto di quale danno ci abbiano procurato. Ci vorranno anni per sanare questa ferita».
(da “il Secolo XIX”)
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Settembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
IL VIDEO DEL TELEFONINO E’ L’ULTIMA PROVA CONTRO IL CARABINIERE…IL GENERALE DEL SETTE: “COMPORTAMENTO INDEGNO, ILLEGITTIMO E IMMORALE”
Un filmato che dura pochi secondi girato per sbaglio da una delle due studentesse che accusano i due carabinieri di averle stuprate a Firenze. La ragazza voleva telefonare per chiedere aiuto ma inavvertitamente, durante la violenza, ha schiacciato il tasto sbagliato e ha attivato la registrazione.
Scrive Repubblica che il video è buio e ha inquadrature traballanti e accidentali. La giovane lì per lì non si è nemmeno resa conto di averlo girato.
Chi lo ha visionato dice che si vede un particolare dei calzoni della divisa di un carabiniere e il fodero della pistola: “Le immagini passano come lampi, ma conta l’ora: è stato girato intorno alle 3 della notte fra il 6 e il 7 settembre. Cioè la notte in cui le due studentesse iscritte a un’accademia per stranieri e arrivate da una decina di giorni a Firenze, hanno denunciato di essere state violentate da due militari dell’Arma conosciuti poco prima all’uscita da una discoteca, il Flò al piazzale Michelangelo“.
Il video va ad aggiungersi ai filmati delle telecamere in strada che testimoniano i venti minuti di “buco” tra il momento dell’arrivo della pattuglia dei carabinieri davanti al palazzo dove dimoravano le studentesse e la loro uscita.
A metà settimana poi è atteso il risultato delle tracce biologiche trovate sugli indumenti delle ragazze, sull’ascensore e sul pianerottolo. Una prova decisiva sarà l’accertamento del dna. Inoltre ci sono gli esami medici eseguiti nell’ospedale di Torregalli poche ore dopo: i tamponi sono risultati positivi, cioè le ragazze avevano avuto un rapporto sessuale.
Oggi sarà ascoltato l’altro accusato.
In attesa degli esiti dell’esame del dna sulle prove biologiche, oggi magistrati e investigatori si confronteranno sulla possibilità di adottare misure cautelari nei confronti dei due carabinieri accusati di stupro.
Non è escluso che in giornata anche il secondo carabiniere possa presentarsi dai magistrati oppure che possa essere interrogato su richiesta del sostituto procuratore Ornella Galeotti. Intanto al Palazzo di Giustizia di Firenze si terrà un incontro coordinato dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.
I magistrati e gli investigatori faranno il punto sugli accertamenti condotti per ricostruire la dinamica dei fatti, in attesa di ricevere i risultati degli esami scientifici sulle tracce biologiche trovate nel palazzo di Borgo Santi Apostoli dove si trova l’appartamento affittato dalle due giovani e dove sarebbe avvenuto lo stupro.
Sarà valutata la necessità di adottare misure cautelari nei confronti dei due carabinieri, che sono stati sospesi dal servizio in via cautelare.
Il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, ha parlato di “comportamento indegno, illegittimo e immorale” che “ci ferisce nel prestigio, gravemente”.
(da “agenzie”)
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