Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
MANCA SOLO IL COPRIFUOCO E L’OBBLIGO DEL VELO… PER I PADAGNI LA SICUREZZA SONO QUESTE CAZZATE, NON RESTITUIRE 49 MILIONI RUBATI AGLI ITALIANI
Bici legate ai pali? Vietate. Proibiti anche gli assembramenti di persone davanti ai locali pubblici fuori “dai luoghi autorizzati”, che, detto non in burocratese, significa fuori dai dehors. E niente abiti succinti.
Sono solo alcuni dei divieti del nuovo regolamento di polizia urbana appena approvato dal consiglio comunale di Novara che ha già sollevato un polverone di polemiche trasversali, dai partiti politici che si oppongono alla giunta leghista del comune piemontese, alle associazioni di categoria.
I punti che aggiornano il vecchio regolamento sono 60 e comprendono il divieto di vendere bevande nei contenitori di vetro, di bere alcolici in luoghi pubblici e anche di vestire in modo “contrario al comune senso del pudore”.
La sosta in gruppo fuori dai luoghi autorizzati davanti ai locali pubblici prevede una multa da 100 a 500 euro e c’è già chi ironizza chiedendosi se i vigili andranno a multare i gruppi di giovani che la sera si ritrovano in piazza a Novara.
Tra l’altro la città piemontese non è nemmeno troppo nuova a norme simili: nel 2008 un altro sindaco leghista, Massimo Giordano, aveva vietato gli assembramenti di più di tre persone nei giardini pubblici per tutelare il decoro urbano.
Le associazioni di categoria hanno già chiesto al sindaco un incontro per discutere degli articoli che toccano in particolare i commercianti, ai quali potrebbe essere vietato vendere bevande in contenitori di vetro; e, se la regola fosse applicata alla lettera, comprenderebbe anche acqua e latte
“E’ un regolamento vergognoso”, commenta Sara Paladini, del Pd, che con il resto del suo partito ha votato contro il documento. Il Movimento 5 Stelle in consiglio comunale si è astenuto. Il primo cittadino parla a sua volta di strumentalizzazione “perchè il documento era stato discusso per due volte in commissione”, ma Paladini prosegue: “Le norme sul comune senso del pudore riportano Novara al 1929”.
Per la giunta leghista è tutta una questione di sicurezza e decoro: per questo le bici non possono essere legate ai pali ma devono essere sistemate negli stalli autorizzati. “Ed è per questo che stiamo lavorando per aumentare queste postazioni autorizzate”. Regolamenti che stabiliscono le norme del decoro dell’abbigliamento non sono nuovi, anzi. Molte località di mare le hanno introdotte per evitare che i bagnanti girassero in costume fuori dalle spiagge. Ma in una città come Novara, dove le spiagge non ci sono, sembra un po’ più difficile stabilire i paletti per decidere cosa sia decoroso e cosa no.
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
ROSATO: “STRATEGIA DELLA MENZOGNA”
L’ennesimo caso di fake news diffuso dal M5s e segnalato da “Il Post” scatena la reazione del Pd.
Il riferimento è alla pubblicazione sulla pagina Facebook del MoVimento 5 Stelle Europa di un video che riassume i contenuti di un’intervista della rete Usa CNBC all’ex presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
Ma il senso dell’intervista è talmente distorto rispetto all’originale al punto da contenere intere dichiarazioni completamente inventate.
In particolare, risulta inventata di sana pianta la frase, contenuta nel video dei cinquestelle, secondo cui Dijsselbloem inviterebbe apertamente i mercati a “lanciare un attacco alle finanze italiane, spiegando loro anche come devono fare, e cioè orchestrando un danno ai titoli italiani, facendo così salire gli interessi sul debito all’Italia”.
Mentre invece l’ex presidente dell’Eurogruppo afferma che “il debito sovrano [Italiano] è per la maggior parte in mano a investitori italiani, fondi pensione italiani e banche italiane”. E questo “ha dei pro e dei contro”.
Uno dei “contro” è che l’intera economia nazionale potrebbe implodere in caso di problemi. Ma il “pro” è che “si può cominciare un percorso di correzione dall’interno”.
In merito il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci definisce il M5s un “movimento di falsari”: “Prendono un’intervista, la manipolano e fanno dire all’intervistato, il contrario di quello che ha effettivamente pronunciato”, scrive su Twitter:
Di rincalzo anche il vicepresidente Pd della Camera Ettore Rosato, aggiunge su Facebook: “Quando la propaganda non ha limiti e la mancanza di rispetto delle istituzioni pure. Pagine ufficiali social M5s diffondono false dichiarazioni manipolando un’intervista a Dijsselbloem ex capo dell’Eurogruppo. È la strategia della menzogna sempre, la stessa che usa di Maio per fare il condono edilizio nel suo collegio a Ischia e poi dire che non è vero”.
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
PRIMA LA BATTAGLIA SUL SISTEMA SATELLITARE AMERICANO, POI IL SOLITO TRADIMENTO DOPO AVER CARPITO I VOTI… MOLTI MILITANTI DICONO ADDIO
Il governo va in tilt sul Muos, il sistema satellitare americano da anni oggetto di una accesa battaglia ambientalista.
Giampiero Trizzino, il leader dei 5 Stelle schierati in Sicilia contro il mega-radar, ieri pomeriggio aveva anticipato le “novità ” preannunciate già sabato scorso da Luigi Di Maio ma mai chiarite: “Smantelleremo le antenne: ecco cosà dirà Di Maio”, aveva spiegato Trizzino a Radio1. A stretto giro di posta, fonti del ministero della Difesa hanno chiarito: “La linea del Muos è chiara e il governo sta lavorando sul dossier. L’unica voce ufficiale è e sarà quella del governo”.
Insomma, una decisa frenata. L’unica posizione formale dell’esecutivo gialloverde rimane quella espressa attraverso l’Avvocatura dello Stato, il 12 ottobre, dal ministero della Difesa guidato da Elisabetta Trenta, che si era opposto al ricorso presentato dai comitati No Muos davanti al Cga (il Consiglio di Stato siciliano) per annullare le autorizzazioni all’impianto.
Una posizione, quella del ministero, che ha scatenato la rivolta dei 5 stelle siciliani che in questi anni sono stati dentro e al fianco dei No Muos in decine di manifestazioni.
E mentre i volti istituzionali del movimento un tempo agguerriti avversari del Muos (il ministro Giulia Grillo, il presidente della commissione Difesa della Camera Gianluca Rizzo, il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri) ora tacciono, la base grillina si sgretola.
Gaetano Di Rocco, uno dei fondatori del meetup di Niscemi, è andato via già da qualche mese assieme a un gruppo di attivisti: “Abbiamo sentito molte chiacchiere. Siamo molto delusi dalla linea che il movimento, da quando è al governo, sta tenendo sul Muos”.
Fabio D’Alessandro è uno dei portavoce dei comitati No Muos. Non fa parte di 5 Stelle ma illustra la situazione: “Sì, sono in tanti i delusi fra gli esponenti locali del movimento che hanno, come dire, gli stivali nel fango mentre i loro colleghi al governo non fanno nulla. Chi non è andato via da M5S, come il movimento delle mamme legato a Trizzino, spera in una novità da parte di Di Maio che non arriva. La verità — prosegue D’Alessandro — è che in una materia così delicata, che ha a che fare con i rapporti con gli americani, temiamo che i M5S non possano che comportarsi come i loro predecessori al governo”.
D’Alessandro parla di doppio dietrofront: perchè in ballo ci sono pure le autorizzazioni per realizzare nuovi lavori nella base, chieste dal governo Gentiloni: “Il ministro Trenta non solo resiste contro il ricorso che blocca l’attività del radar ma non ha fermato neppure l’iter di ulteriori interventi che ampliano il Muos”.
La sensazione, fra i No Muos, è che nulla accadrà fino all’incontro fra i grillini in rivolta capeggiati da Trizzino e il ministro Trenta, in programma il 7 novembre.
L’ex ministro forzista Stefania Prestigiacomo è insieme diffidente e preoccupata: “Il governo 5 Stelle smette di difendere il Muos in giudizio? Vuole dichiarare guerra agli Usa?”.
Per il 12 novembre, in ogni caso, è attesa la sentenza del Cga sul ricorso degli ambientalisti.
“Non possiamo buttare via cinque anni di lotta, le battaglie contro il Muos o contro la Tav hanno disegnato i connotati di questo movimento”, aveva detto Trizzino. Ma a Roma, nelle stanze di governo presidiate dai M5S, non tutti evidentemente la pensano così.
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
I TEMPI SI ALLUNGANO, SI CONTINUANO A SPUTTANARE SOLDI
La sensazione è che Luigi di Maio e Danilo Toninelli siano stati fin troppo ottimisti sul fatto di
aver trovato la “quadra” per Alitalia.
Sì perchè all’indomani delle tre buste pervenute – le offerte di Fs e Easyjet, la manifestazione d’interesse di Delta – appare evidente che i tempi saranno lunghi, più del previsto.
Il 15 dicembre va restituito il prestito ponte da 900 milioni e si va verso la proroga.
Lo dice il sottosegretario allo Sviluppo Economico, il leghista Dario Galli, che sull’ipotesi di prorogare il prestito ponte risponde: “Credo di sì, da qui a dicembre credo possa cambiare poco, serve trovare con l’Ue le modalità . Credo che una persona che arriva e mette un miliardo sul tavolo la vedo improbabile”.
Il Governo sembra praticamente obbligato a posticipare la scadenza sul prestito, anche se nel frattempo si lavora a una newco.
Il piano iniziale prevedeva una dotazione tra 1,5 e 2 miliardi, con il Tesoro socio al 15% e la partecipazione di soggetti istituzionali: ma le Fondazioni escludono un coinvolgimento di Cdp, mentre Eni e Leonardo si sono tirati fuori.
Da capire poi se verrà costituita una bad company per far confluire i 3 miliardi di debiti di Alitalia.
Guardando alle tre buste, da Delta è arrivata solo una manifestazione di interesse, mentre Easyjet ha chiarito di essere interessata a un’Alitalia ristrutturata.
Una good company che avrebbe fatto gola anche a Lufthansa, che però si è sfilata. Quanto a Fs, è evidente che la buona volontà ci sia, ma serve tempo per una due diligence accurata.
Nel frattempo aumenta il malumore del mondo sindacale.
La Cigs è stata prorogata fino a marzo 2019 per 1.360 dipendenti, ma la Cgil, con Susanna Camusso, chiede “urgentemente la convocazione del tavolo permanente” che era stato promesso da Luigi Di Maio.
“Ora ci spieghino come salvaguardare i posti di lavoro”. L’Usb non ha sottoscritto l’accordo sulla Cigs e chiede chiarezza al Governo. Ma al momento, la quadra è piuttosto lontana.
(da “Huffingtonpost”)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
AL VALICO DI FERNETTI LA COCCA ILLEGALE TRA POLIZIA ITALIANA E SLOVENA, MIGRANTI ABBANDONATI NEI BOSCHI… E POI HA IL CORAGGIO DI PARLARE DEI FRANCESI AL CLAVIERE, QUANDO FA ANCHE DI PEGGIO
L’Italia si lamenta con la Francia per Bardonecchia mentre respinge migranti nei Balcani.
La Stampa oggi racconta in un articolo a firma di Niccolò Zancan, inviato al valico di Fernetti, una serie di “respingimenti” che hanno visto protagonista, a quanto pare, la polizia italiana e quella slovena.
Gli italiani portano i migranti alla caserma del valico Fernetti dove vengono caricati e riportati in Slovenia. Da lì, vengono scaricati al confine della Croazia
Non sono le cosiddette «riammissioni», che richiedono comunque di esaminare la domanda di asilo, per verificare se sia già stata presentata altrove, prima di trovare eventualmente un accordo per il ritorno in quel Paese. È qualcosa di diverso. Qualcosa di nuovo. Sbrigativo.
Ricorda il comportamento di alcuni poliziotti francesi alla frontiera italiana. Dalle parti di Claviere.
«Peggio», dice Gianfranco Schiavone il presidente di Ics, la più importante istituzione dell’accoglienza a Trieste assieme alla Caritas.
«Sono respingimenti a catena. Restituzioni illegittime. Violazioni delle direttive europee, del regolamento di Dublino e delle leggi italiane. Sembra una specie di manovra di alleggerimento. Abbiamo diverse testimonianze che confermano questa nuova prassi. I migranti vengono abbandonati nei boschi come dei banditi. Non esiste alcuna logica. Non si capisce perchè qualcuno sì e qualcun altro, invece, no. Si ha proprio l’impressione di essere al mercato delle vacche. E la cosa più sconcertante, è che tutte le polizie coinvolte sanno benissimo di muoversi al di fuori della legge».
«Succede quasi ogni giorno» racconta la signora Sonia Crismancich.
Dal 1979 gestisce la stessa rivendita di tabacchi e alimentari, all’angolo con la strada che porta oltre confine. «Ieri erano in dieci, messi lì al muro. I poliziotti li stavano controllando. Ti fanno pena. Sono tutti giovani, maschi, magri. Non sono razzista, ma non so dove porterà questa cosa».
Il numero dei migranti accolti regolarmente a Trieste è di 1180, poco più di 5 mila in tutto il Friuli Venezia Giulia. Quest’anno, però, ne stanno arrivando di più. Ogni settimana, dalle 20 alle 50 persone vengono trasferite in altre regioni italiane. Quello che non si conosce è il numero dei respinti.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
LEGA 30%, M5S 27,6%, PD 16,5%, FORZA ITALIA 9,4%, LEU 3,1%, FDI 3,1%, +EUROPA 2,3%, POTERE AL POPOLO 2,3%… GRADIMENTO LEADER: DRAGHI A UN PASSO DA SALVINI E SUPERA DI MAIO… LA MANOVRA GRADITA DAL 48% CONTRO IL 46%… PER RISPETTARE LE REGOLE UE IL 51%, PER VIOLARLE IL 48%
Il sondaggio Demos di oggi conferma la tendenza delle ultime settimane: il governo comincia ad
annaspare e dal 62% di gradimento di un mese fa ora è sceso al 57,6%.
La Lega è calata al 30% e il M5S al 27,6% (cinque punti in meno dalle elezioni politiche di marzo), perdendo in un mese quasi il 2%.
Il Pd è al 16,5% in calo, mentre guadagnano Forza Italia (+ 0,7%) al 9,4%, Leu (+0,2%) al 3,1% , Fdi (+ 0,4%) al 3,1% e Potere al Popolo (+0,1%) al 2,3%.
Tra i leader più graditi entra di propotenza Draghi che si attesta a soli due punti da Salvini e supera di cinque punti Di Maio.
Per quanto riguarda la manovra il 48% degli italiani italiani esprime un giudizio positivo contro il 46% che la boccia.
Occorre tenere conto del giudizio dell’Unione Europa per il 51% degli italiani, fino a un certo punto per 44%.
Chi comanda al governo? Salvini per il 58%, Conte per il 16%, Di Maio per il 14%
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
INESISTENTE L’INVITO AD ATTACCARE LE FINANZA ITALIANE
Alcuni giorni fa “MoVimento 5 Stelle Europa” ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il video di un’intervista all’ex presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem della quale – come ha sottolineato “Il Post” in un articolo – ha distorto i contenuti fino a inventarsi intere dichiarazioni.
Mettiamo a confronto l’intervista originaria della rete Usa CNBC a Dijsselbloem con il video tradotto e pubblicato dagli M5S, comparso originariamente sul sito Pandora Tv.
Nell’intervista originaria, l’ex presidente dell’Eurogruppo ha affermato che “il debito sovrano [Italiano] è per la maggior parte in mano a investitori italiani, fondi pensione italiani e banche italiane”. Per questo motivo l’Italia non può permettersi l’aumento dei tassi di interesse sui propri titoli di Stato, conseguenza invevitabile della sfiducia degli investitori internazionali nei confronti della manovra economica del governo Lega-M5s.
Secondo il video M5S, invece, Dijsselbloem “invita apertamente i mercati a lanciare un attacco alle finanze italiane, spiegando loro anche come devono fare, e cioè orchestrando un danno ai titoli italiani, facendo così salire gli interessi sul debito all’Italia”.
Sempre nel video dei pentastellati, la voce fuori campo afferma che l’ex presidente dell’Eurogrupposostenga che il popolo italiano debba percepire la distruzione dell’economia italiana e il crollo delle banche “come un’implosione”.
Non vi è traccia di questa dichiarazione nell’intervista alla Cnbc.
Così come nell’intervista originaria Dijsselbloem non cita mai Mario Draghi o eventuali piani per far salire lo spread
Il video M5s, inoltre, nel corso del suo “riassunto” cita ZeroHedge definendolo come “una prestigiosa rivista americana”.
In realtà si tratta di un blog associato alla far-right Usa (la destra radicale americana)
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
IN NESSUN PAESE EUROPEO AUMENTA LA FERTILITA’ NONOSTANTE POLITICHE SOCIALI PIU’ AVANZATE… E L’AGRICOLTURA DEL FUTURO E’ TECNOLOGIA E NON SOLO BRACCIA… E POI C’E’ PURE IL RISCHIO FURBETTI
La Legge di Bilancio, che sarà discussa in parlamento, prevede la possibilità di avere in
concessione per un periodo minimo di 20 anni un terreno pubblico o abbandonato. Questa possibilità sarà accordata alle famiglie che avranno il terzo figlio nel triennio 2019-2021.
La norma ha suscitato, giustamente, molta ilarità , cerchiamo quindi di argomentare perchè si tratta di un provvedimento allucinante, sia dal punto di vista pratico sia da quello culturale-ideologico.
Vediamo prima gli aspetti pratici.
Secondo l’art. 49 il primo scopo della legge e “favorire la crescita demografica”, inoltre ci si prefigge di arrestare lo spopolamento delle aree rurali e rilanciare il settore agricolo. Raramente un singolo provvedimento ha avuto così tanti nobili obiettivi senza riuscire ad apportare contributi positivi a nessuno di questi.
Davvero qualcuno pensa che esistano coppie invogliate ad avere il terzo figlio da una concessione ventennale di qualche terreno incolto situato chissà dove?
Secondo il governo insegnanti, panettieri, operai, impiegati comunali, agenti di viaggio, disoccupati, ecc., dovrebbero decidere di allargare la famiglia per improvvisarsi agricoltori.
Questo dovrebbe avvenire indipendentemente dalla disponibilità delle competenze e dei capitali necessari.
Dovrebbe, inoltre, avvenire grazie alla concessione di un terreno che fino ad ora nessuno ha trovato interessante per esercitarvi l’attività agricola (altrimenti non sarebbe inutilizzato o abbandonato).
Difficile pensare che saranno disponibili lotti nel territorio del Franciacorta o del Monferrato.
È evidente che sono altre le strategie per incrementare la natalità . In ogni caso, va sottolineato, nessun provvedimento può incentivare più di tanto la natalità . Praticamente tutti i paesi europei, anche quelli che hanno le politiche più generose in questo senso, non riescono a raggiungere il tasso di fertilità di due bambini per donna. Si rassegnino i giallo-verdi, l’immigrazione rimane e rimarrà una risorsa importante per contrastare il calo demografico.
Inoltre l’agricoltura si aiuta incentivando investimenti, concorrenza, innovazione e aggregazioni per raggiungere dimensioni minime di efficienza, non certo creando una miriade di piccole e inefficienti aziende famigliari.
Andiamo avanti, la norma prevede che l’assegnazione possa anche essere a favore di società in cui il 30% delle quote siano detenute dal nucleo famigliare.
Che cosa succederà ? Difficile dirlo prima dei regolamenti attuativi, ma il dubbio è che qualche impresa agricola già esistente si possa aggiudicare questi terreni marginali tramite una nuova società , in cui farà partecipare il nucleo famigliare.
Poi basterà fare richiesta dei generosi sussidi agricoli disponibili, magari quelli per l’agricoltura biologica, sussidi talmente generosi che basta possedere un campo incolto per aggiudicarseli (un campo incolto è biologico per definizione).
Si potrà così produrre poco o niente e avere una rendita. Non è un caso che la maggior parte dei terreni destinati all’agricoltura biologica siano concentrati al sud, laddove le condizioni per un’attività economica produttiva sono più rare e prevale il sussidio fine a sè stesso.
Insomma, rischia di essere un modo come un altro per erogare “redditi di cittadinanza” senza troppi e fastidiosi vincoli.
Dal punto di vista culturale la norma riflette una concezione di società da piccolo mondo antico.
Una società fatta di microimprese inefficienti, di piccoli artigiani, piccoli agricoltori, piccoli commercianti, fondata sull’auto consumo locale. Una società che rifiuta la modernizzazione, la concorrenza, l’efficienza produttiva e l’apertura ai mercati.
È da questa perversione culturale che deriva l’odio per i centri commerciali, per le grandi imprese, per il commercio internazionale, per la finanza e, purtroppo, persino per la scienza.
Una cultura che è lo specchio di un paese sconfitto che si richiude in sè stesso, rifugiandosi nei modi di produrre e di vivere del passato.
Un paese che continua a idealizzare, tutelare e sussidiare le micro imprese (si veda anche l’agevolazione fiscale per le partite iva che disincentiva la nascita di società o studi associati).
Un paese che rifiuta di capire che è nel “piccolo” che si annidano inefficienza, evasione fiscale, lavoro nero, scarsità di investimenti, violazione delle norme di sicurezza, fragilità finanziaria e assenza di ricerca.
L’agricoltura, come si già accennato, ha bisogno di innovazione, di investimenti e di meccanizzazione.
L’agricoltura moderna necessita di competenze professionali, capitali e dimensioni d’azienda ottimali, esattamente come qualsiasi altro settore produttivo. Non ha bisogno di più braccia. Non ha bisogno di replicare il modello della famiglia Ingalls, protagonista della fortunata serie “La casa nella prateria”.
La terra alle famiglie numerose è un provvedimento ottocentesco, un mondo in cui quasi tutti erano contadini, l’agricoltura era una questione di lavoro muscolare e la terra era una fonte di sostentamento diretto (auto consumo) oltre che oggetto di attività economica vera e propria.
Insomma, anche se il suo impatto sarà insignificante, questo provvedimento è proprio il simbolo di un paese sospeso tra il passato e il futuro, che sempre più spesso decide di fare un passo indietro invece che in avanti.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 2nd, 2018 Riccardo Fucile
I SOVRANISTI PROTESTANO E SGARBI REPLICA: “E’ INDAGATO COME SALVINI, L’AVESSI DATA AL LEGHISTA AVREBBERO PROTESTATO?”
Mimmo Lucano, il sindaco di Riace diventato un simbolo dell’accoglienza ai migranti e finito sotto inchiesta, diventerà domani cittadino onorario di Sutri, in provincia di Viterbo, per iniziativa del sindaco Vittorio Sgarbi
Casapound ha annunciato sui social una manifestazione in piazza pomeriggio dalle 14,30. E la cerimonia, a cui parteciperanno anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il filosofo e letterato Nuccio Ordine, sarà spostata in un Comune a pochi chilometri da Sutri, Castel Sant’Elia.
“E’ arrivata notizia ai miei uffici – afferma in una nota il sindaco, che ha inoltre informato il prefetto di Viterbo – che, per l’arrivo del sindaco di Riace, Casapound ha previsto una manifestazione, mobilitando tutti i loro simpatizzanti del Lazio, circa 2000 persone intenzionate a bloccare la Cassia. Vedo – scrive inoltre il critico d’arte su Facebook – che disapprovano l’iniziativa di dare la cittadinanza onoraria a Lucano perchè indagato. Non credo che si sarebbero preoccupati se avessi deciso di darla a Salvini, anch’egli indagato e con gravi ipotesi di reato. D’altra parte, che la legge non sia sacra e infallibile lo dimostrano le inchieste e l’arresto dello stesso Pound al quale io concederò una targa, cosi’ come ho intitolato una strada ad Almirante e a Julius Evola sospettati di antisemitismo. Quella di Lucano – scrive ancora Sgarbi – mi sembra una posizione nobile e umanistica che può essere discussa ma non giudicata in termini penali”.
“Il sindaco riscontra – si legge in una nota di Sgarbi – l’indisponibilità di una parte della maggioranza che sembra volersi misurare con referenti politici diversi da lui come Giorgia Meloni o Casapound, con i quali ha sempre peraltro mantenuto rapporti dialettici. Il sindaco Lucano gà ‘ ingiustamente arrestato, costretto in esilio dal suo Comune, non deve essere esposto a mortificazioni e provocazioni che trasformino la cittadinanza onoraria, di alto significato umanistico, in una occasione di polemica politica. Sarebbe assai singolare dovere raggiungere non l’unanimita’ ma la maggioranza dei consensi con i voti dell’opposizione”.
Da qui l’idea del ‘trasloco’: “L’incerta maggioranza e le minacce di protesta per una iniziativa di cultura e di pace mi sembrano eccessive – conclude Sgarbi – Ho gia’ parlato con l’ottimo sindaco di Castel Sant’Elia per trasferire la cerimonia”
(da Globalist)
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