Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
“SANREMO E’ UN GIOCO, SI DEVE ACCETTARE IL REGOLAMENTO”
Simone Cristicchi ha il garbo e l’umiltà dei grandi. La voce felice di chi si stupisce ancora che l’emozione che ha trasmesso cantando “Abbi cura di me” sul palco dell’Ariston sia arrivata a così tante persone, che il testo del brano sia studiato nelle scuole, che tutti lo osannino come il “vincitore” morale della 69°edizione del Festival di Sanremo.
Classe 1977, tradisce anche la lecita delusione di chi ha creduto di vincere. Ma lo fa in un modo molto lontano da quello di Ultimo.
“Sono stato contentissimo di come è andata, al di là dei risultati delle Giurie. Venerdì, incrociando i dati, mi davano per vincitore, poi è successo qualcosa di diverso da quello che ci si aspettava ed è andata a finire così. Sono stato penalizzato dalla giuria di qualità che mi ha sbattuto al 12esimo posto ribaltando completamente le votazioni del pubblico e della sala stampa. Ma d’altronde, se si accetta di partecipare a un gioco, perchè Sanremo è un gioco, si deve accettare anche il regolamento. Per me è già un miracolo tutto quello che sta accadendo”.
Un miracolo.
“Si perchè le notizie che mi arrivano sono che il disco è nei primi posti nelle classifiche, il testo è studiato nelle scuole di tutta Italia. La mia vera vittoria è che il brano sia arrivato al cuore delle persone e sta facendo del bene”.
La tua canzone parla di perdono, di amore, di ricerca della felicità nelle piccole cose. Come si fa ad insegnare la bellezza e l’accoglienza ai bambini, immersi in sproloqui di odio, di razzismo, di bullismo che affollano i social network?
“I bambini nascono puri e disposti alla bellezza: convivono già con bambini di altre etnie e culture. Il problema sono i grandi, le persone inquinate da idee sbagliate, da un indottrinamento per certi versi criminale perchè crea un malessere e una tensione sociale che nella realtà della fanciullezza dei bambini non esiste. La speranza è che i più piccoli sappiano cogliere la diversità come una ricchezza come è giusto che sia”.
E cosa mi dici del tema dell’accoglienza ai migranti?
“È un tema difficile, che divide e che non deve essere oggetto di “gioco” sui social. Devono essere il Governo, lo Stato, le istituzioni a dare una risposta. Sia ai cittadini italiani, sia alle persone che vengono accolte e poi abbandonate a loro stesse. Non si può accogliere persone disperate e poi lasciarle in balia della noia, senza uno sbocco per il loro futuro. Altrimenti è un cane che si morde la coda. L’aggressività che stiamo vedendo è frutto di una società che è andata in corto circuito. Eventi come questi esodi rimettono in discussione la nostra umanità “.
Un corto circuito è anche il fatto che siano gli stessi rappresentanti del Governo, a volte, ad utilizzare i social per parlare di questi argomenti, facendone spesso un uso quasi propagandistico. Sei d’accordo?
“Assolutamente sì, non bisogna fomentare la rabbia o gli istinti più bassi dell’essere umano. Bisogna avere il buon senso di capire che questa ondata di migrazioni, che poi dati alla mano così grande non mi sembra, non mette in pericolo il nostro benessere, il nostro equilibrio. Un’interpretazione sbagliata del fenomeno genera un risentimento e una voglia di far valere le proprie posizioni e spinge la gente a difendere un orticello personale che molto spesso non viene neanche sfiorato da questi eventi”.
Torniamo alla musica. Nel 2005 dicevi: “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”. Oggi è ancora così?
“Quella canzone aveva un significato preciso: non era un elogio o uno sfogo di un fan accanito di Biagio Antonacci. Nascondeva la frustrazione che prova un giovane artista davanti alle difficoltà ad avere un piccolo spazio di visibilità : era più un invito a mettersi in luce e ad esprimersi per quello che realmente si è. Non a clonare altri artisti come appunto Antonacci, Pausini, Tiziano Ferro, ma a cercare un proprio stile, nella musica come nella vita”.
E dunque, oggi c’è ancora questa difficoltà ad esprimere se stessi?
“L’attitudine a copiare e clonare altri artisti famosi per avere successo è rimasta. Ma ogni tanto esce fuori una nuova voce, una nuova personalità che si distingue perchè non ricalca niente di già sentito. A me piace tantissimo Motta, Le Luci della Centrale Elettrica: in particolare Vasco Brondi lo considero un grande poeta”.
Mahmood può essere considerato una novità ? Sei d’accordo con il suo primo posto o pensi anche tu che la Sala Stampa abbia voluto fare “un dispetto” a Salvini votando un italiano con origini egiziane?
“Mahmood è un genere molto lontano dal mio, non è dei miei preferiti, ma ha una freschezza e una voce molto nuova, riconoscibile, è un personaggio e un nuovo volto della musica, si è distinto rispetto ad altri anche più navigati di lui. Detto questo non ascolto il genere e quindi non so nemmeno dare un giudizio. Di una cosa però sono certo: non c’è dietrologia nella sua vittoria, nessun complotto. Vincere Sanremo è un incrocio di fenomenologie strane, particolari. È un incrocio astrale. Anche io nel 2007 non mi aspettavo di vincere, non ero nessuno. Come credo non si aspettasse di vincere Mahmood”.
Ad alcuni è sembrato di ravvisare nella canzone che hai presentato a Sanremo qualche influenza che ricorda Vecchioni. Ti rivedi in questa similitudine?
“Direi di no. Se devo cercare un’influenza la vedo in “Signor Tenente” di Faletti. Quando si presentò, quel pezzo creò uno spartiacque nella storia del Festival: portò il teatro nel tempio della musica, la trovai una scelta coraggiosa e vincente. Vecchioni è un grande maestro per tutti noi cantanti, l’emozione con cui ho cantato “Abbi Cura di Me”, forse però, è sovrapponibile a quella che Vecchioni mise in “Chiamami ancora Amore”.
Pensi che la denuncia portata a Sanremo dal brano di Daniele Silvestri sia reale? Le istituzioni scolastiche e gli educatori cercano di instradare alla “normalità ” bambini particolarmente vivaci, spegnendo la loro curiosità e reprimendo le loro inclinazioni caratteriali?
“Tempo fa quando studiai le malattie mentali feci una ricerca su uno psicofarmaco che si dà ai bambini in America che si chiama Ritalin, che serve per calmare i bambini troppo vivaci. Lo trovai agghiacciante perchè una cosa è soffrire di alcune sindromi particolari che hanno bisogno di cure anche psichiatriche e una cosa è divulgare una visione medico-scientifica di terapia a bambini che sono semplicemente più agitati rispetto agli altri. Ci faranno finire tutti al manicomio perchè giochiamo troppo”.
Che musica ascoltano i tuoi figli?
“I miei figli non ascoltano molta musica: ultimamente a mia figlia piace Giusy Ferreri e Lo Stato Sociale, mio figlio invece, che è un po’ più grandicello, impazzisce per Ultimo e infatti a Sanremo era indeciso se tifare me o lui”.
Programmi futuri?
“Riparto giovedì con la mia tourneè teatrale che è stata felicemente interrotta da Sanremo e con i miei spettacoli: “Esodo”, “Manuale di volo per uomo”, “Mio nonno è morto in guerra”, girerò fino a fine aprile. Riprende la mia vita in teatro, dopo la parentesi di questa canzone che ha generato così tanta emozione”.
Un’ultima domanda. In uno dei tuoi ultimi post su Instagram hai scritto: “Chi ha bisogno di nemici non è in pace con se stesso”. Con chi ce l’avevi?
“Non ce l’avevo con nessuno in particolare. In questo momento storico sembra che la società abbia bisogno di un nemico, di qualcuno da additare perchè ci rovina la vita o perchè ci fa paura, semplicemente perchè non lo conosciamo. Penso che tutto questo abbia a che fare con la nostra interiorità , il nostro essere arrabbiati con noi stessi, frustrati. Bisogna recuperare equilibrio interiore. Mi viene in mente una frase del Dalai Lama: “Prima di cambiare il mondo, cerca di cambiare te stesso”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
ORA I GIUDICI DOVRANNO DECIDERE SE INCRIMINARE ANCHE LORO O SE I FATTI ESCLUDONO UN LORO COINVOLGIMENTO DIRETTO, ALTRA COSA DALLA SOLIDARIETA’ POLITICA
Il presidente della Giunta per le immunità del Senato Maurizio Gasparri informerà la
presidente del Senato affinchè invii ai giudici di Catania gli atti firmati dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Di Maio e Toninelli che sono stati allegati alla memoria difensiva del vicepremier Matteo Salvini, sotto esame della Giunta per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti sul caso Diciotti.
Gasparri ha di fatto accolto, a sorpresa, la richiesta di Pietro Grasso su quei documenti. In questo modo si potrebbero allungare i tempi, ma i 5 stelle sono contrari alla sospensione e favorevoli a procedere su Salvini nei tempi previsti.
Il presidente della giunta — aveva detto Grasso — essendo un pubblico ufficiale, ha l’obbligo e il dovere di trasmetterle al Tribunale dei Ministri di Catania, tranne che non voglia commettere un’omissione di denuncia cioè il reato disciplinato dall’articolo 361 del Codice Penale”.
Una richiesta, quest’ultima, alla quale si è associato nelle ultime ore anche De Falco, altro componente della Giunta, eletto dal M5s ma poi espulso dal movimento. E approvata a sopresa dalla giunta dopo esplicita richiesta di Gasparri.
Questo vuol dire che l’invio degli atti non bloccherà l’iter interno alla giunta: “La procura può fare quello che vuole, noi decideremo entro i termini che la legge costituzionale del 1989 prevede. Dobbiamo agire entro quel termine, quello che fanno altri organi non mi compete”, spiega Gasparri.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA PROCURA HA APERTO UN FASCICOLO PER VERIFICARE I FATTI DENUNCIATI
La procura di Genova ha aperto un fascicolo, al momento per atti relativi, dopo l’esposto presentato dal sindacato autonomo Csa, sul caso delle multe nel quartiere genovese di Carignano, dove vive il sindaco di Genova Bucci. Il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, che coordina il pool reati contro la pubblica amministrazione, ha assegnato il fascicolo al pm Gabriella Marino.
L’episodio è avvenuto sabato nel quartiere e nella via dove lo stesso sindaco risiede.
Secondo alcuni testimoni Bucci avrebbe criticato l’operato degli agenti che stavano multando le auto parcheggiate in divieto – perchè in quelle ore sarebbe dovuta scattare la pulizia delle strade – come indicato da alcuni cartelli.
Dopo qualche minuto e un giro di telefonate tra il sindaco e il comandante della polizia locale Gianluca Giurato, gli agenti hanno interrotto la loro attività .
Secondo l’esposto il sindaco di Genova Marco Bucci sarebbe intervenuto, nella via dove risiede, e avrebbe criticato l’operato degli agenti che stavano multando le auto parcheggiate in divieto.
In quelle ore sarebbe dovuta scattare una pulizia delle strade come indicato da alcuni cartelli, ma secondo il sindaco le comunicazioni non erano state abbastanza chiare.
Nell’esposto viene citata la telefonata tra Bucci e il comandante della polizia locale Gianluca Giurato.
Inoltre il Csa afferma che gli agenti hanno interrotto la loro attività dopo un ordine arrivato dal Coa, il centro operativo dei vigili urbani.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LE RICHIESTE SONO RADDOPPIATE… IL CASO DI CROTONE
Le anagrafi italiane stanno registrando migliaia di disintegrazioni di famiglie da un mese a
questa parte.
E il Giornale racconta che c’è il trucco: divorzi e cambi di residenza servono a provare a percepire il reddito di cittadinanza.
Scrive il quotidiano che gli aumenti di cambi di residenza e variazioni dello stato di famiglia erano segnalati dalle anagrafi agli uffici comunali fin da novembre, ma a gennaio, e ancor di più nei primi giorni di febbraio, stanno diventando clamorosi: raddoppio di cambi di residenza a Palermo, raddoppio a Crotone, +20% a Bari, +20-30% a Napoli.
A Milazzo (Messina) dieci cambi di residenza in tre giorni hanno indotto il sindaco a emanare una circolare urgente.
Le domande per ottenere il reddito di cittadinanza si potranno inviare soltanto a partire dal 6 marzo tramite sito dedicato, Cafe Poste Italiane.
Il tetto massimo di 780 euro può essere richiesto da un disoccupato single che paga l’affitto e che componga dunque, da solo, un nucleo familiare. Un capofamiglia con due figli a carico, e la cui famiglia risponda ai requisiti massimi di reddito e di valore immobiliare di proprietà secondo i parametri Isee, può arrivare a portare a casa, con il sussidio all’affitto, fino a 1.180 euro.
I Comuni stanno verificando se è in corso il tentativo di aumentare il numero dei familiari «single», per innalzare le possibilità di avere più assegni.
Emblematico è il caso di Crotone:
Crotone, secondo le stime, dovrebbe raggiungere il numero massimo di richieste di reddito di cittadinanza: potrebbero presentare domanda il 27,4% delle famiglie, più di una su quattro. E anche qui il Comune ha registrato un raddoppio dei cambi di residenza: «Dal 10 gennaio al 10 febbraio 2018 — puntualizzano dagli uffici — erano stati 180. Nello stesso periodo di quest’anno 330». Se si va avanti di questo passo, si rischia che metà dei cittadini chiederanno l’assegno.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
AI TEMPI DEL MSI AVREBBE SCESO LE SCALE DELLA SEDE A CALCI IN CULO
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca De Marchi, ha ideato un’iniziativa in programma per il pomeriggio del 15 febbraio al luna park di Mantova.
Ci sarà una distribuzione di frittelle, ma solo per i bambini italiani.
De Marchi spiega quali sono le deliranti motivazioni: “ Le famiglie extracomunitarie godono di numerose agevolazioni, mentre le famiglie mantovane devono rinunciare ai momenti di svago con i figli perchè subissate di pensieri riguardanti le difficoltà finanziarie”.
Il luna park ci tiene a far sapere che è del tutto estraneo all’iniziativa.
Sui social sono tanti i mantovani che hanno commentano l’iniziativa, dopo che De Marchi ha pubblicato un articolo riguardante la sua proposta chiosandola con il termine “patriottismo”.
“È aberrante. Non ha veramente senso. È un’iniziativa che fa schifo. I bambini non c’entrano”, scrive un utente.
Un ragazzo sottolinea: “I bambini esclusi si sentiranno malissimo per molto tempo. Quelli a cui è dedicata si sentiranno legittimati a sentirsi superiori. Da nessuna delle due parti arriverà un bel messaggio. E lasciatelo dire: il patriottismo è ben altra cosa”.
E ancora un altro utente commenta: “Non ho parole per descrivere l’iniziativa, tranne, per il momento, i seguenti aggettivi: discriminatoria, terrificante, impensabile, inumana, idiota, vomitevole”.
Almirante si rigira nella tomba: ai suoi tempi un soggetto del genere avrebbe fatto le scale di corsa a calci in culo.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
NON AVEVAMO DUBBI, ALTRIMENTI TORNA A VENDERE BIBITE AL SAN PAOLO
Il vicepremier e ministro delle attività produttive Luigi Di Maio dopo tre giorni di silenzio ha
detto la sua sulla finalmente sulla sconfitta in Abruzzo dove il movimento ha dimezzato i voti e invece la Lega li ha doppiati. “C’è poi chi pensa che per vincere in Abruzzo dovevamo far cadere il Governo. Questo finchè ci saroò io non avverrà “.
“I nostri iscritti- aggiunge- hanno votato il contratto di Governo e io ho dato la mia parola agli italiani che si va fino in fondo. Questo Governo durerà 5 anni e ispirerà tanti altri governi europei. Il MoVimento 5 Stelle oggi è l’unico argine a Berlusconi Ministro della giustizia o dell’economia.
Una pessima analisi della sconfitta pari solo a quella del Pd del 4 marzo 2018.
Nessuna autocritica, nessun segnale di ritorno alla coerenza dei valori fondanti del Movimento, autogol su “Berlusconi ministro della giustizia”.
Perchè chi vota per garantire l’impunità a un sequestratore di persona è forse diverso dal centrodestra che certificava che Ruby era la nipote di Mubarak?
Caro Di Maio sei diventato anche tu un nipotino di Mubarak, senza coerenza e senza etica politica, fattene una ragione e non ci importunare con le tue analisi da poltronista.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
PASTORI SARDI IN STRADA CON I BAMBINI: “ALZARE IL PREZZO DEL LATTE O NON ANDIAMO A VOTARE, NON CI INTERESSANO LE ELEMOSINE DEL GOVERNO”
Le schede elettorali vengono depositate nei Comuni della Sardegna, mentre il latte viene versato nelle strade.
Qui, nelle colline intorno a Nuoro, dove infuria la protesta di popolo e pastori, a nessuno interessa avere i sussidi annunciati dal Governo: la battaglia ha l’obiettivo di ottenere l’aumento del prezzo del latte.
Il latte dà da vivere a tutte queste famiglie e oggi è svalutato. I camion che trasportano formaggi restano incolonnati per ore, le auto stazionano in attesa di passare, i negozi abbassano le saracinesche, l’intera Sardegna è paralizzata, passano solo i camion con i medicinali e le ambulanze.
Oggi le manifestazioni dei pastori si concentrano sotto il ponte di Lula, domani chissà . Per il voto regionale mancano meno di due settimane e la minaccia del blocco dei seggi è ancora sul tavolo.
La protesta dei pastori sardi è giunta all’ottavo giorno: “Il fuoco è partito e non si ferma più”, urla Mauro Cossu, pastore da generazioni. Tre fratelli di Nuoro per un totale di quasi mille pecore e un centinaio di bovini: “Siamo alla fame. Teniamo le strade bloccate per tutto il mese di febbraio e anche a marzo. Noi non andiamo a votare se il prezzo del latte da 60 centesimi al litro non viene alzato a un euro più Iva”.
In strada ci sono anche i sindaci, i parroci, ma soprattutto ci sono bambini che indossano magliette con la scritta “Io sto con i pastori”.
“Perchè non sono andato a scuola? Perchè sono figlio di pastori”, dice Antioco, sette anni. Porta il nome del patrono dell’isola e tiene in mano una piccola latta con dentro il latte che si appresta a versare in strada insieme a tutti gli altri.
Solo in questa zona oggi ne sono stati gettati sull’asfalto 8 mila litri. “Se il nostro latte è così svalutato, allora tanto vale buttarlo via piuttosto che regalarlo ai caseifici e agli industriali che se ne approfittano. Loro sono delle volpi”, dice la mamma, Francesca Mussino, che poi domanda al figlio: “Mamma e papà dove trovano i soldi per comprarti i vestiti?”. E lui pronto: “Con i soldi del latte”.
“Vedete – dice Francesca – noi viviamo così, non ci interessa il sussidio che propone Matteo Salvini, non vogliamo soldi, vogliamo lavorare”.
La richiesta che da più giorni viene avanzata al Governo è quella di stabilire un prezzo del latte perchè il calcolo dei pastori è presto fatto. Oggi viene pagato 60 centesimi al litro, ma per produrlo ce ne vogliono 80, quindi viene chiesto al governo di intervenire per alzare il prezzo a un euro.
Il vicepremier leghista ha annunciato una soluzione entro domani ma la soluzione che si prospetta non è quella che vogliono i pastori che oggi mostrano cartelli con su scritto: “Avanti tutti uniti”.
Anche gli insegnanti sono in strada insieme agli alunni, molti dei quali figli di pastori. Francesca Zidda chiarisce: “Niente sussidio, loro non vogliono il sussidio. La riforma deve essere strutturale. Le promesse che domani vi farà Salvini lasciatele stare”, avverte rivolgendosi ai pastori.
Il sindaco di Orune, Pietro Deiana, è una furia: “Ma quale reddito di cittadinanza, quale sussidio annunciato da Salvini. A noi interessa il lavoro, vogliamo che sia remunerato”.
“È una vergogna – aggiunge Maio Caddiu – noi non vogliamo l’elemosina ma regole chiare”.
Se il parroco di Siniscola, don Salvatore Urunesu, dovesse scegliere una parola per descrivere quello che vede sceglierebbe “esasperazione”.
Spiega che “sono esasperati, io sono prete da più di 40 anni e da sempre c’è il problema del latte qui in Sardegna. La mia è una famiglia di pastori, mi sento vicino a loro”. Quarant’anni e la storia è sola peggiorata, anche l’attuale amministrazione regionale – accusano i pastori – non ha fatto nulla e le speranze di trovare una soluzione nel tavolo tecnico del pomeriggio sono ridotte a lumicino.
“Mi auguro, l’ho detto in Chiesa e lo ripeto, – aggiunge il parroco – che questa protesta piena di grinta non degeneri in violenza. Ciò che è certo è che a Siniscola molti hanno depositato la scheda elettorale al Comune e a votare non vogliono andare”.
Niente bandiere di partito. Solo bandiere dei quattro mori e striscioni: “Basta! Basta mangiare sul latte che vi versiamo”.
Quindi ecco battere sulle latte e poi versare il latte. Nessuna fiducia neanche nel Governo del cambiamento soprattutto dopo l’annuncio del sussidio.
È arrivata anche l’intera squadra di calcio della Polisportiva Taloro: “Un nostro compagno è figlio di un pastore e noi siamo con lui”. La solidarietà massima, come spiega Luigi Masala di Irgoli: “Ci hanno abbassato la dignità , adesso la politica deve alzare il prezzo del latte e abbassare i prezzi dei trasporti. Deve pensarci Roma”.
I palazzi della Capitale sono i nemici da cui difendersi e contro cui manifestare: “Un tempo il nemico arrivava dal mare e noi sardi ci siamo difesi trovando rifugio nell’entroterra, così siamo diventati pastori”. Ora i pastori hanno iniziato una nuova battaglia contro quelli che chiamano gli “affamatori del popolo sardo”. Contro le grandi industrie, insomma. Contro il potere. E domenica 24 febbraio vogliono far sentire fino a Roma il rumore del torrente di latte.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LENZUOLA BIANCHE ALLE FINESTRE, MIGLIAIA IN PIAZZA, SINDACI APPOGGIANO LA PROTESTA DEI PASTORI… E UN GOVERNO INCAPACE DI COLPIRE GLI INDUSTRIALI SPECULATORI
Studenti, minatori e pastori uniti nella lotta. Sono passati 50 anni ma lo slogan del ’68 che
vedeva ragazzini e operai in piazza sembra più attuale che mai nella Sardegna di questi giorni.
Una regione tutta solidale con gli allevatori di pecore che dopo il crollo del prezzo del latte nei giorni scorsi ne hanno gettato per protesta un milione di litri, hanno bloccato tir e strade, assalto camioncini.
Questa mattina migliaia i ragazzi di tutte le scuole di Cagliari e dell’hinterland si sono ritrovati davanti al liceo classico Siotto per sostenere la lotta degli allevatori. In testa al serpentone due striscioni. I messaggi : “Studenti complici e solidali con i pastori in lotta” e “pastores no t’arrendas” (“pastori non arrendetevi”, in lingua sarda).
Una festa pacifica di cori e fischietti alla quale hanno partecipato anche i minatori di Olmedo con uno striscione per dire “Siamo tutti figli di pastori”.
Si segnalano anche episodi inquietanti. C’è stato un nuovo blitz, è il terzo, contro un trasportatore del latte. Tre uomini incappucciati e armati con bastoni hanno fermato il titolare di un piccolo caseificio e gli hanno intimato di buttare sull’asfalto il contenuto della cisterna: 700 litri di latte appena ritirato dagli allevatori ovini della zona settentrionale dell’Isola. Sull’episodio indagano i carabinieri.
E altri momenti di tensione ci sono stati all’ingresso di Lula (Nuoro),quando un gruppo di pastori ha bloccato un camion per vedere il contenuto della cella frigo. Davanti al diniego dell’autista il clima si è fatto pesante: è dovuta intervenire la Polizia di Stato in assetto antisommossa.
La mediazione è stata affidata ad una decina di sindaci che sono riusciti a convincere l’autista del mezzo pesante a fare ispezionare il contenuto del camion: all’interno c’era carne di provenienza italiana. Dopo questo controllo, il camion è potuto ripartire.
Oggi, sesto giorno di protesta dei pastori, sostenuti dagli amministratori locali e cittadini, è anche la giornata delle lenzuola bianche stese sui balconi, appese alle finestre, alle serrande dei negozi chiusi al nord e sud della Sardegna.
Una mobilitazione che si sta allargando a macchia d’olio, in attesa di quelle risposte attese da un lato dal nuovo tavolo di filiera convocato per questo pomeriggio in Regione
Ieri i pastori sono arrivati sotto Montecitorio a gridare la loro protesta: una delegazione ha incontrato il vice premier Matteo Salvini e il sottosegretario all’Agricoltura Franco Manzato.
Già un milione di litri di latte, stima Coldiretti, è stato lavorato per essere dato in beneficenza, dato in pasto agli animali o gettato per colpa dell’atteggiamento degli industriali che ha portato i pastori all’esasperazione di fronte a compensi inferiori a 60 centesimi al litro, al di sotto dei costi di produzione.
I pastori hanno chiesto di procedere immediatamente al commissariamento del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, responsabile con le sue scelte del crollo del mercato che ha messo in ginocchio gli allevatori.
“Attendiamo che l’associazione industriali proponga a tutti i pastori della Sardegna il prezzo del latte, che non ha voluto nè trattare nè modificare in questi mesi rimanendo sordo alle nostre proposte”, afferma la Coldiretti.
Tra le manifestazioni principali di oggi, oltre al corteo degli studenti a Cagliar, che arriveranno davanti al palazzo del Consiglio regionale, c’è la mobilitazione a Buddusò (Sassari), dove centinaia di persone stanno sfilando per le strade del centro del paese, quella sulla statale 131 dcn tra Nuoro e Siniscola, all’altezza della zona industriale di Sologo (Lula).
Altre iniziative sono previste a Bosa (Oristano), dalle 10 in piazza con i pastori, e dalle 18.30 in Consiglio comunale per una seduta aperta, e a Ozieri (Nuoro) con la manifestazione organizzata dagli studenti dell’Istituto Fermi e la serrata dei negozi.
Ad Alghero – presente il sindaco Mario Bruno – gli studenti dell’Istituto alberghiero di Alghero saranno impegnati nella creazione di prodotti a base di latte ovino, mentre a Castiadas (sud Sardegna) il sindaco Eugenio Murgioni ha disposto la sospensione delle attività degli uffici comunali in concomitanza con la manifestazione organizzata a sostegno della protesta avviata dai pastori sardi.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2019 Riccardo Fucile
“HA UTILIZZATO FONDI PUBBLICI PER FINI PRIVATI” … STRANO CHE SALVINI NON FACCIA UN POST CONTRO I LADRI CHE RUBANO SOLDI AI TERREMOTATI
La storia di Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso e senatore della Lega Nord, e dell’indagine per peculato sui soldi per il terremoto non registrati in bilancio si arricchisce di un nuovo capitolo.
L’accusa che gli muove la procura di Macerata è di aver utilizzato per fini privati soldi pubblici, in questo caso donazioni destinate ai commercianti di Visso.
E, come lui stesso ha spiegato agli investigatori della Finanza, tenendo una rendicontazione «su un file sul pc».
Una specie di contabilità parallela la cui storia fa il paio con il rapporto da chiarire con l’ex presidente della Croce Rossa locale, Giovanni Casoni, con il quale il 3 maggio del 2017, mentre il suo paese era ancora sommerse dalle macerie, ha costituito la società Sibyl Project.
La procura di Macerata ha ottenuto a fine gennaio dal Gip il sequestro, sul conto di Pazzaglini, di 10.300 euro.
Ovvero il denaro raccolto il 14 maggio 2017 da un motoraduno di solidarietà , e consegnato nelle mani del sindaco, nella sede comunale, il successivo 8 giugno, «con la finalità – si legge nel provvedimento di sequestro, confermato pochi giorni fa dal tribunale del Riesame – dell’acquisto di casette di legno per i commercianti di Visso rimasti privi delle sede dei loro esercizi».
«Ripartiamo da qui… Pacco solidale Sisma», vi era scritto su. Peccato che non si trattasse di solidarietà ma di acquisti effettuati da una società privata. Anche in questo caso pare che manchi la rendicontazione.
Per questo motivo la Guardia di Finanza depositerà nelle prossime settimane un’informativa su tutti i soldi utilizzati dal comune di Visso, e dal senatore leghista, arrivati attraverso le donazioni per il sisma
E la Lega? Si chiude in un silenzio piuttosto imbarazzato. In attesa di sapere come si evolverà l’inchiesta.
(da “NextQuotidiano”)
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