Agosto 12th, 2020 Riccardo Fucile
NESSUNA RICHIESTA A INSAPUTA DEL CLIENTE, E’ UNA BUGIA: “IL PIN E’ PERSONALE DEI NOSTRI ASSISTITI”
Ieri un nutrito gruppo di percettori del bonus 600 euro per le partite IVA ha incolpato il proprio commercialista per aver fatto richiesta a sua insaputa. Oggi Giorgio Luchetta, vicepresidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Commercialisti, spiega che si tratta di una bugia:
«Il commercialista è ancora, dopo tutti questi anni, un capro espiatorio: sono basito». A parlare è Giorgio Luchetta, vicepresidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti. Il nodo è quello che da giorni anima il dibattito politico: la vicenda dei deputati che hanno chiesto il bonus Covid. E, in particolare, la scelta di difendersi attribuendo la decisione al commercialista.
Come hanno fatto Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra a Firenze, Matteo Gagliasso, consigliere leghista piemontese e Riccardo Barbisan, consigliere veneto, che a settembre non verrà ricandidato dal governatore Luca Zaia.
Questo gioco a scaricare le responsabilità secondo Luchetta deve finire. «Basterebbe un po’ di amor proprio e di coraggio delle proprie azioni, invece che tirare sempre in ballo la nostra professione».
Non bisogna avere una memoria di ferro, prosegue, per ricordare che l’8 aprile l’Inps negò la possibilità a commercialisti e consulenti del lavoro di fare da intermediari per i loro assistiti nell’invio tramite il pin abilitante delle richieste. Sarebbe servito un decreto ministeriale, che però non è mai arrivato. «Come possiamo essere responsabili di una cosa che non potevamo fare?»
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 12th, 2020 Riccardo Fucile
“SE VUOI FARE BENEFICIENZA FALLA CON I SOLDI TUOI, NON CON QUELLI DEGLI ALTRI”
Riccardo Barbisan è uno dei consiglieri regionali del Veneto che ha ammesso di aver preso il bonus
600 euro Partite IVA specificando che il tutto è successo per colpa del suo commercialista e che ha poi bonificato l’intera cifra al comune di Treviso: «Il 5 maggio ricevo 600 euro dall’Inps. Non capisco cosa siano, chiamo la banca, chiamo il commercialista cui ho affidato da tempo le mie credenziali Inps e lui mi spiega “è il bonus, ho fatto richiesta e te l’hanno concesso”. Esattamente il giorno dopo, ho i bonifici che lo provano, verso l’intera somma sul conto corrente che in Comune a Treviso — io sono anche consigliere comunale — avevamo aperto per le famiglie in difficoltà . Nelle stesse ore do indicazioni al mio commercialista di non richiedere altri bonus».
Ora, è necessario precisare che invece Barbisan oggi al Gazzettino ha detto di aver invece preso anche la seconda tranche di bonus “da 600 euro” e questi li ha girati alla Pro Loco. Ciò nonostante, ieri nei commenti ai suoi post si sono riversati una sequela di facinorosi che gli ha chiesto conto della vicenda.
Ma siccome il bene vince sempre sull’invidia e sull’odio, la maggior parte di questi commenti in serata è sparita e almeno uno degli utenti che li avevano pubblicati è stato nel frattempo bannato:
Intanto sussiste ancora il mistero su chi abbia cancellato i commenti dei nuovi fans di Barbisan (che secondo Zaia non sarà ricandidato). Sarà stato il suo commercialista?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 12th, 2020 Riccardo Fucile
LA CONSEGNA GIA’ OGGI, SE IL PRESIDENTE FICO NE FARA’ RICHIESTA
Sembra sbloccarsi quindi il tira e molla sulla diffusione dei nominativi dei deputati-furbetti, uno scandalo rivelato da Repubblica sull’edizione di domenica.
Giusto ieri il Garante della Privacy aveva autoriuzzato la pubblicazione dei nomi. La Camera tuttavia sta valutando le strade giuridiche per inoltrare la richiesta all’Inps.
Una via potrebbe essere quella dell’audizione. Tridico dovrebbe essere sentito infatti nei prossimi giorni dalla Commissione Lavoro di Montecitorio.
Sarebbero oltre 240 le dichiarazioni dei parlamentari M5S fino ad ora pervenute al Movimento per rinunciare alla privacy e consentire all’Inps di fare i nomi dei percettori e richiedenti il bonus Iva. E’ quanto si apprende in ambienti del Movimento 5 Stelle. Altre ne stanno continuando ad arrivare mentre, contestualmente, si aggiungono le dichiarazioni di chi dichiara di non possedere una partita Iva.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2020 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI UN TURISTA ITALIANO… E POI SONO GLI STESSI ESERCENTI CHE MENDICANO AIUTI DI STATO
“Quindici euro per due cappuccini e due brioches. Capisco tutto, ma nemmeno in piazza Duomo a
Milano si spende così tanto”.
A raccontare la disavventura di cui è stato protagonista è un giovane turista milanese, di passaggio a Firenze con la compagna, e diretto nelle campagne toscane per una sessione di cicloturismo.
Sabato 8 agosto i due sono partiti con le loro bici in treno, da Milano, intorno alle sei di mattina. Una volta scesi a Firenze, di buon ora, si sono fermati in un bar in zona stazione per fare colazione.
“Siamo entrati per ordinare, ma il personale ci ha detto che ci avrebbe portato tutto al tavolo” racconta il ragazzo. Poco dopo la sorpresa. Insieme alle bevande e ai cornetti, lo scontrino con il pre-conto: “Nove euro per due cappuccini e sei euro per due cornetti, entrambi vuoti” spiega il giovane che è rimasto di sasso di fronte all’importo così alto.
“E’ stato talmente tutto così veloce che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di capire se i prezzi fossero esposti al banco e riportati sul menu al tavolo. E quando siamo andati a pagare non ci hanno fatto nemmeno lo scontrino fiscale”.
Ora, dopo la rabbia, resta l’amarezza. “Abbiamo pagato, siamo andati via. Siamo rimasti un po’ delusi, ma lì per lì non abbiamo nemmeno avuto la forza di rispondere o chiedere spiegazioni”.
(da agenzie)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
IL CASO DEL LEGHISTA DI FIRENZE BOCCI, POVERO A SUA INSAPUTA
Verrà un giorno in cui i commercialisti si incazzeranno definitivamente. Tirati in ballo ogni volta che il Fisco becca qualcuno a non pagare le tasse, diranno una volta per tutte l’amara verità : sono i clienti, che non vogliono pagare, come il fratello maggiore che rompe il vaso etrusco e dà la colpa al fratello minore.
Caso epico quello di Morgan, che non ha pagato cartelle esattoriali per centinaia di migliaia di euro e ha sempre attribuito colpe a un fantomatico e truffaldino commercialista. Peccato che questo commercialista truffaldino non sia mai stato denunciato da nessuno. Probabilmente un amico di Bugo, maleducato e invidioso pure lui.
Ora però c’è un nuovo modello di commercialista-capro espiatorio: quello che ha chiesto il bonus a nostra insaputa.
Cinque parlamentari hanno chiesto il bonus da 600 euro, e Borghi tuona: “Saranno stati i commercialisti a chiedere il bonus in automatico!”. Ora, non risulta però che chi li ha ricevuti abbia poi fatto domanda all’Inps per restituirli. Forse aspettano che la faccia il commercialista.
Ora c’è la novità : il coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio Ubaldo Bocci, scelto da Matteo Salvini un anno fa per sfidare Nardella, 277mila euro di reddito nel 2019, ha chiesto il bonus e per giustificarsi ha detto che è stata un’iniziativa del commercialista. E certo. Me lo immagino questo commercialista che “Chiedo il bonus per il povero Ubaldo, e già che ci sono gli mando 300 euro per la pulizia della piscina”.
Poi però, secondo la versione di Bocci, Bocci decide di donarli in beneficenza. In pratica, un interessante corto circuito: chiede il bonus come chi è in uno stato di necessità , a un governo che è in uno stato di necessità , e lo dona a chi è in uno stato di necessità .
In pratica, per evitare tutto ‘sto casino, sarebbe bastato non chiederlo, il bonus. Ah, già , scusate, è la legge che era sbagliata. È colpa di Conte. Dei commercialisti.
Anzi, dei commercialisti che indossano le mascherine perchè le mascherine diminuiscono il flusso di ossigeno nei polmoni e poi si finisce a richiedere bonus alla cazzo.
Povero Ubaldo Bocci vittima dei poteri forti: se avete un cuore, voi che avete preso il bonus, ora lo girate a lui. Non lasciamolo solo. Additato.
Povero, a sua insaputa.
(da TPI)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA LEGA E’ UN AVANSPETTACOLO: SALVINI CONTINUA A PARLARE DI FORMAGGI E MOLINARI PARLA AL MASSIMO DI “SOSPENSIONE” PER I DEPUTATI LEGHISTI CHE HANNO RICHIESTO IL BONUS
Pare che la goccia ad aver fatto traboccare il vaso dell’ira di Matteo Salvini sia stata la dichiarazione
di Ubaldo Bocci, consigliere comunale fiorentino in quota Lega, ma soprattutto ex manager con un reddito dichiarato nel 2018 di 250mila euro, secondo cui il bonus da 600 euro l’avrebbe richiesto il suo commercialista e lui l’avrebbe preso “come provocazione” per provare che la legge — troppo generosa — era sbagliata, liberandosi poi del malloppo a favore di tossicodipendenti, poveri e orfani dell’India.
L’indimenticato Ricucci avrebbe detto, a parole sue, che Bocci fa beneficenza con i soldi degli altri. Con una differenza: mentre Salvini ha imposto al partito la consegna del silenzio per evitare dichiarazioni boomerang, Luca Zaia ha giocato d’anticipo e scaricato i suoi furbetti per limitare gli effetti negativi in campagna elettorale.
Fatto sta che proprio dalle spericolate giustificazioni di Boccia, nella delicatissima (e per la prima volta contendibile) Toscana, è partito l’ordine di tacere imposto dal leader a tutti i leghisti sul “bonus-gate”.
I cellulari dei due principali indiziati — l’imprenditore mantovano Andrea Dara e l’insegnante piacentina Elena Murelli, entrambi alla prima legislatura, salviniano di ferro il primo, allineata anche la seconda – hanno squillato a lungo a vuoto.
Rimaste senza risposta anche le richieste di conferma o smentita inviate per messaggino.
Intanto, il capogruppo della Lega a Montecitorio Riccardo Molinari ribadiva: “Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verrà sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficenza”.
Mentre il Carroccio della Toscana in piena campagna elettorale per le Regionali si premurava di far sapere che Bocci, già sfidante sconfitto di Dario Nardella, non è mai stato un loro tesserato. Sugli altri nomi, però, silenzio totale.
Tutto il contrario dell’altrettanto arrabbiato Luca Zaia. Dopo aver lanciato il “Me Too al contrario”, il governatore del Veneto super-favorito al voto regionale di settembre, si è ritrovato che tra i pochi nomi leghisti usciti allo scoperto ci sono ben tre suoi consiglieri: Alessandro Montagnoli, Riccardo Barbisan e addirittura il vicepresidente veneto Gianluca Forcolin, peraltro tributarista di professione che però adduce la responsabilità della propria socia di studio.
La richiesta di quest’ultimo sarebbe stata respinta dall’Inps, mentre i primi due avrebbero anche loro dato seguito all’impulso di fare beneficenza con i soldi pubblici.
Il “Doge” delega a parlare sull’argomento il segretario regionale leghista Lorenzo Fontana, che a fine pomeriggio pronuncia la sentenza: “Hanno fatto una grandissima sciocchezza”. Quindi, non saranno nelle prossime liste.
Un gesto netto, ma anche un modo per smarcarsi dalla “palude del silenzio” in cui Salvini ha rinchiuso il partito.
Provocando lo scontento, raccontano, di molti parlamentari e degli stessi “furbetti” che vorrebbero raccontare la propria versione e difendersi dalle accuse che il mondo politico e l’opinione pubblica gli rivolgono da quarantott’ore senza tregua.
Tra gli altri reprobi usciti allo scoperto ci sono tre consiglieri regionali del Piemonte — i leghisti Claudio Leone e Matteo Gagliasso e il Dem Diego Sarno, tre del Friuli Venezia Giulia, il forzista Franco Mattiussi, l’ex governatore di centrodestra Renzo Tondo, il civico Tiziano Centis.
I parlamentari, invece, continuano a tacere. Nonostante il Garante della Privacy abbia tolto di mezzo l’alibi di presunte violazioni della riservatezza. Nonostante il pressing dei Cinquestelle che, su input di Vito Crimi e tra qualche mugugno, dichiarano di voler chiedere all’Inps la pubblicazione dei propri dati.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
UNA CANDIDATURA SENZA SPERANZA CHE E’ SOLO UN FAVORE AI SOVRANISTI
Il “Daje Virginia” postato da Beppe Grillo è solo una parte della nuova questione romana. Che sarebbe meglio definire questione giallorossa.
Il gioco d’anticipo di Virginia Raggi, pronta a ricandidarsi a sindaco di Roma con la sponda di Beppe Grillo e Luigi Di Maio, ha scombussolato il piano a cui il segretario del Pd stava lavorando da un anno. Il disegno prevedeva una doppia mossa, si racconta in ambienti della maggioranza di governo.
Una possibile dimissione di Zingaretti da presidente della Regione Lazio per un posto nel governo, così da far tornare la Pisana al voto nel 2021 insieme alla Capitale. E a questo punto un candidato grillino alla regione Lazio, forse Roberta Lombardi, e un candidato dem forte al Comune. E invece, come per le regionali, la maggioranza di governo andrà in ordine sparso.
L’endorsement del garante M5s ha spazzato via gli ultimi dubbi su una candidatura tris, contando la stagione di Virginia Raggi come consigliera comunale, dell’attuale sindaco di Roma.
Ma soprattutto ha creato l’ennesima contraddizione all’interno della maggioranza di governo. Ormai la candidatura è stata lanciata e potrebbe arrivare nelle prossime settimane, magari prima del voto del 20 settembre per le regionali e il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, la consultazione sulla piattaforma Rousseau per una deroga al limite dei due mandati.
L’accelerazione impressa dalla sindaca alla sua ricandidatura finora non ha registrato contrarietà a viso aperto nel Movimento, anzi tutt’altro. Anche perchè una deroga per la sindaca al tetto dei due mandati spianerebbe la strada ad un analogo provvedimento per ministri e parlamentari 5 Stelle.
Il Pd non intende sostenere la sindaca. Troppo ampie le distanze accumulate in questi anni. Ma i dem al momento sono senza un candidato. Da mesi si rincorrono ciclicamente nomi di alto profilo, Enrico Letta, David Sassoli, Carlo Calenda, ma i diretti interessati si sono chiamati subito fuori dalla corsa.
Ci sono figure più locali, come i presidenti di Municipio Giovanni Caudo, Sabrina Alfonsi ed Amedeo Ciacchiari che domandano le primarie. E poi parlamentari radicati a Roma come il sottosegretario Roberto Morassut o il deputato radicale Riccardo Magi che potrebbero entrare in partita.
Ma manca ancora una sintesi. Zingaretti a questo punto potrebbe trovarla dopo il voto di settembre per le regionali, il primo test dell’intesa con il Movimento anche negli Enti locali.
L’obiettivo dei Dem sarebbe quello di arrivare al secondo turno con un candidato capace di intercettare anche i voti grillini al ballottaggio. Lo stesso perseguito, a parti inverse, dalla sindaca e dai 5 Stelle.
Una delle poche certezze in questa contesa, visti i trend elettorali degli ultimi anni in città , è che il centrodestra al ballottaggio sembra destinato ad arrivarci
Anche a destra però manca un candidato, al netto delle voci su Giulia Bongiorno, Roberta Angelilli o Fabio Rampelli.
La partita per il Campidoglio, dati elettorali alla mano, si gioca nei popolosi e difficili Municipi delle periferie più esterne, Ostia, Tor Bella Monaca, Tiburtino, Primavalle.
La vincerà chi sarà in grado di intercettare al contempo il malcontento delle periferie per una città dai servizi pubblici scadenti e il disagio del centro storico. Raggi guarda a sinistra, ma la sinistra non ha intenzione di sostenere una coalizione che abbia lei come aspirante sindaco. E l’asse giallorosso entra di nuovo in fibrillazione.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA SUL TRENO CATANIA-SIRACUSA… INVECE CHE POMPARE I PERICOLI SUI MIGRANTI, LA GIUNTA MUSUMECI PENSI A MUOVERE IL CULO E IMPEDIRE IL CONTAGIO DEI PENDOLARI SICILIANI
Ore 19.18. A bordo del treno regionale 26592 di Trenitalia, sale una nostra lettrice. Attorno a lei il
caos, alla faccia del distanziamento sociale.
Siamo in seconda classe, quindi il biglietto acquistato non dà diritto a un posto a sedere riservato e ciò che vede davanti ai suoi occhi lo conferma.
In pochi minuti, nelle successive fermate, quel vagone si riempie: gente ammassata, persone nei corridoi e altre che non trovando posto si assembrano vicino agli snodi e alle porte.
Sembra la metropolitana di Roma (o Milano) nell’ora di punta. Questa è la situazione dei treni in Sicilia, con questo che è un episodio simbolo dato che nelle ultime settimane sono arrivate segnalazioni simili da tutto il Paese.
Quel treno copre la tratta Siracusa-Catania. Insomma, due località molto frequentate per via delle loro bellezze balneari e culturali durante l’estate.
Non ci sarebbe nulla di male in quegli scatti in quelle immagini se fossero state scattate la scorsa estate. Purtroppo, però, si tratta di fotografie fresche di giornata che mostrano come sui treni in Sicilia (ma anche in molti altri regionali che collegano l’Italia da Nord a Sud) il distanziamento sociale a bordo sia una pura utopia.
Colpa dei biglietti che rappresentano un titolo personale, ma che non garantiscono un posto a sedere a bordo. Responsabilità di chi vende tutti quei tagliandi per viaggiare a bordo, senza tenere conto di come si possa facilmente riempire un vagone gettando alle ortiche le norme nate per scongiurare il proliferare dei contagi.
Il momento migliore è quando si arriva alla propria fermata e si può scendere dal treno. Dopo un viaggio di oltre un’ora e venti minuti (questo è il tempo che ci impiega il Regionale Veloce che collega Siracusa e Catania).
Con la speranza di averla scampata anche oggi e di non esser entrati in contatto con un passeggero potenzialmente infetto.
Perchè nelle scorse settimane si è parlato tanto dell’alta velocità , ma le criticità sono su quei vagoni di pendolari che si muovo nella loro quotidianità .
(da “Giornalettismo”)
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Agosto 11th, 2020 Riccardo Fucile
NON C’E’ LIMITE AL SENSO DEL RIDICOLO: PRIMA LA CHIEDONO POI QUANDO VIENE MESSA A DISPOSIZIONE PER LA SICUREZZA DI TUTTI ATTACCANO IL GOVERNO CHE L’HA PROCURATA
Allora sentite questa. La presidente di Regione Calabria Jole Santelli, eletta con l’appoggio del centrodestra dove notoriamente comanda la Lega, invia una nota alle agenzie di stampa per far sapere che “l’impresa Grandi Navi Veloci si è aggiudicata il servizio di noleggio di unità navali per l’assistenza alloggiativa logistica e la sorveglianza sanitaria dei migranti soccorsi in mare o giunti sul territorio nazionale in modo autonomo e, entro 24 ore da ieri, dovrà condurre la motonave GNV Aurelia nel porto di Gioia Tauro”.
Santelli è evidentemente raggiante: “Il nostro grido d’allarme ha trovato risposta positiva nel governo pur se l’emergenza ancora grave e preoccupante richiede il massimo della vigilanza da parte degli organi preposti. Questa è l’unica soluzione che consentirà di evitare gravi pericoli per la salute della popolazione calabrese“.
Tutto bene? Ma certo che no.
Perchè nel frattempo la Lega, che appoggia la Santelli in Calabria dopo aver contribuito alla sua elezione, e Matteo Salvini, leader della Lega, si lamentano. Per cosa? Ma per la nave quarantena, perdindirindina!
Sembra incredibile ma è davvero così. Mentre la Lega al governo in Regione Calabria chiede e ottiene con la governatrice Santelli una nave quarantena per i migranti, la Lega nazionale si lamenta perchè il governo ha trovato una nave-quarantena per i migranti. E dice anche che chiederà i danni (a chi, a Santelli?).
E vi sembrerà incredibile ma non è mica la prima volta che Salvini e la Lega fanno questo giochino. Era già successo a metà luglio con il governatore della Sicilia Nello Musumeci.
E intanto Salvini sulla sua pagina FB si lamentava… per la nave quarantena del governo. Dimostrando che in Italia la situazione è disperata, ma non seria.
(da “NextQuotidiano”)
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