Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
TIMORI DI CONTESTAZIONI DEI “NORDISTI” PER SALVINI… LA MELONI IN IMBARAZZO PERCHE’ DOVREBBE INVITARE COME OSPITI AVVERSARI POLITICI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE
Le solite feste di partito, quest’anno no. Ne resiste soltanto una, la Festa dell’Unità. E le altre? Niente Pontida. Niente Atreju.
Che pure erano diventati appuntamenti fissi e cruciali della cerimonia politica, bussole per capire le strategie dei leader e dei partiti.
Bisognerà aspettare, forse, il prossimo anno per queste due feste da migliaia di persone.
Colpa del Covid che non va via? «Non è tanto questo», ammettono nella Lega, anche se distanziare e contingentare la massa dei militanti appassionatissimi che di solito si riversano su quel pratone carichi di tutto, tra birre, corna celtiche e tanto sudore, sarebbe esercizio non facile.
E allora perché niente Pontida? Perché la base è la base e nelle feste già celebrate, per esempio quella di Cervia, i toni di lotta, i proclami identitari, sono stati apprezzati dalla base più di quelli misurati, governativi, giorgettiani, draghisti.
Popolo incontrollabile, rischi di creare problemi alla stabilità – una cosa è Salvini che attacca la Lamorgese, e un’altra è un’intera folla che grida di nuovo Nord, Nord, Nord e solo Nord o che mostra tutte le divisioni di un mondo leghista che in questa fase è un po’ spaesato tra voglia di lotta e costrizione di governo.
I parlamentari non fanno che dire: «Nessuna informazione su Pontida, stavolta salta». Eppure è strano perché il rito del sacro pratone potrebbe fungere, come lo è stato altre volte, da perfetto volano elettorale per il voto di ottobre.
«Il problema è che siamo divisi», dicono diversi parlamentari: «C’è un nordismo di ritorno, una rinnovata voglia di quell’autonomismo finito ingiustamente in soffitta, che potrebbero rovinare la festa». E anche l’immagine del Carroccio che sta al governo ma che vive il governo – non è il caso di Giorgetti ma di molti altri sì, e di quasi tutti nella base – come una camicia di forza.
Tra gli organizzatori delle Pontide degli anni scorsi c’è chi ironizza: «Finiremo per andare alle feste dell’Unità». Quelle ci sono.
Con Conte super-ospite alla festa nazionale di Bologna, il 10 settembre, ma la voglia diffusa di invitare il leader M5S in tutte le feste dell’Unità minori sparse sul territorio – a riprova di come il popolo dem ami il capo degli stellati – viene frenata dal quartier generale: «I 5 stelle sono nostri alleati, ma non esageriamo… ».
E comunque il fatto che resistono le feste dell’Unità, mentre le altre no, è anche perché quello è il partito del congresso permanente e le feste servono anche per preparare nuove leadership.
Se Letta non vince nel collegio di Siena, e se per lui le amministrative vanno male, ne trarrà le conseguenze (parole sue), ovvero potrebbe mollare. E guarda caso quello che aspira al suo posto, Stefano Bonaccini, sarà il più presente nelle feste dell’Unità: non solo a Bologna ma in Toscana, Marche, Liguria, a Modena (sua città) insieme a Prodi. In tutto, 40 date. E non solo per amore del palco.
Guardando di nuovo a destra, ecco la mancata Atreju. «Non si fa perché siamo impegnati tutti nella campagna elettorale in tutti i territori dove si vota», è la spiegazione di Giorgia Meloni. Eppure la super-festa iper-mediatica (basti pensare all’arrivo di Orban nell’ultima edizione pre-Covid) sarebbe stata una vetrina elettorale per il voto a Roma stupenda.
Ma è una festa in cui parlano tutti e ci sono tanti invitati degli altri partiti, mica possiamo regalare loro un palco in pieno scontro elettorale!», dicono in FdI.
Quanto ad Atreju, c’è chi in FdI con bonaria malizia così interpreta la sospensione. Sarebbe la riprova che Giorgia non vuole candidarsi (anche se non ha ancora ufficialmente sciolto la riserva) capolista nel voto di Roma.
Sennò, non avrebbe rinunciato a un’occasione mediatica così ghiotta e capace di proiettarla anche internazionalmente come nuova madrina della Capitale.
(da il Messaggero)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
AL DI LA’ DI ALESSANDRA CHE RECENTEMENTE SI E’ SCHIERATA PER IL DDL ZAN, E’ LA VECCHIA STORIA DELLA DESTRA SERVA DEL CAPITALISMO SENZA LIMITI CHE NON TOLLERA CHE ESISTA UNA DESTRA SOCIALE
Giorgio Gaber si interrogava chiedendo: “Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. 
Una domanda atavica che, spesso e volentieri, ha portato a larghe interpretazioni sulla base di ideali con etichette.
E oggi, un po’ a sorpresa, Alessandra Mussolini sostiene, infatti, di essere una ragazza di sinistra.
La 58enne, che oltre a essere nipote di Benito Mussolini ha occupato gli scranni del Parlamento (e anche dell’Europarlamento) da qualche tempo fatto sue molte battaglie tipiche della sinistra. Ultima quella sul ddl Zan e le adozioni alle coppie omosessuali.
Nella sua intervista rilasciata alla rivista Vanity Fair, Alessandra Mussolini non solo conferma questa sua svolta, ma la rivendica . E la conferma arriverebbe dalle sue battaglie che, però, poco hanno a che vedere con i partiti scelti durante la sua lunga vita politica.
Rispondendo a una chiara domanda della giornalista – “Avrebbe mai potuto essere una ragazza di sinistra, se avesse voluto?” -, l’ex europarlamentare, deputata e senatrice (tra Forza Italia, Movimento Sociale Italiano, Azione Sociale, Alleanza Nazionale e Popolo delle Libertà) ha risposto laconicamente: “Ma lo sono! Sono una diversamente ragazza che ha fatto battaglie nelle quali ha creduto, al di là dei colori”.
E’ la vecchia storia della diversità tra una destra sociale e una destra economica, per non parlare di quella xenofoba sovranista.
Quella attuale è una destra prona agli interessi dei poteri forti, bigotta, fondata sull’individualismo e sull’egoismo, provincialotta e becera, razzista e negatrice dei diritti civili.
In altri tempi erano i padroni delle ferriere e delle miniere, i latifondisti che sfruttavano la manodopera, se non fosse stato per Mussolini (piaccia o non piaccia) tanti ragazzini non avrebbero mai visto il mare (grazie alle colonie estive) e avrebbero continuato a essere sfruttati nei campi.
I sovranisti sono il peggio del peggio ma sono lo specchio di una parte degli Italiani che pensa solo ai cazzi propri e a mettere soldi nel materasso, finchè il buon Dio non li richiama a sè.
Per fortuna a destra c’e’ chi ha un’altra sensibilità sociale e una visione del mondo che coniuga senso dello Stato e solidarietà verso i più deboli, onestà e rifiuto dei compromessi, rispetto delle diversità e meritocrazia.
Non esistono temi “di sinistra” o “di destra”, esistono diritti e doveri per tutti i cittadini che si riconoscono in una “comunità nazionale”, ponendo in primo piano la riduzione delle diseguaglianze e la prospettiva di una Europa unita.
Tutto il resto è vecchio ciarpame.
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO TUTTO VIENE UTILIZZATO PER CARPIRE QUATTRO VOTI RAZZISTI
La Lega è salita sul carro del vincitore, ma senza leggere le sue dichiarazioni nella loro interezza. Nelle ultime ore, infatti, i profili social di quelli che vengono definiti “sovranisti” (comprese le testate molto vicine, quasi come una coppia di fatto, al Carroccio e a Fratelli d’Italia) stanno riprendendo – solo parzialmente – alcune parole di un’intervista di Marcell Jacobs riportare dal quotidiano il Foglio.
Il tema è quello caldo, caldissimo, dello Ius Soli. L’atleta – che si è appena laureato campione olimpico nei 100 metri e con la squadra della staffetta 4X100 italiana – ha chiesto di non essere strumentalizzato e anche per questo non vuole parlare di questo tema. Un concetto che, probabilmente, non hanno spiegato bene a Matteo Salvini.
Questo è quello che compare sulla bacheca Instagram di Matteo Salvini e anche nei titoli di quotidiani come Libero.
Ma cosa ha detto veramente Marcell Jacobs nella sua intervista a Il Foglio?
Domande e risposte sono riportate anche sull’edizione online del giornale fondato da Giuliano Ferrara e diretto da Claudio Cerasa. E queste sono le sue esatte risposte da leggere e capire.
Ecco, mister Jacobs, che ne pensa dello ius soli?
“Non mi interessa, non sono preparato. Non voglio essere usato”.
Ma come: tutti la rincorrono.
“Sono ignorante in materia, e francamente mi interessa il giusto”.
Non si sente dunque un simbolo?
“Sono arrivato lunedì sera. Non ho letto nulla su questo argomento. Direi cose per accontentare o scontentare qualcuno. Faccio l’atleta. Voglio essere un simbolo per quello che faccio in pista”.
Cosa ha detto, dunque, Marcell Jacobs sullo Ius soli? L’atleta italiano dice di non essere preparato sull’argomento – sottolineando, tra le righe, come sia stato invaso da domande fin dal suo ritorno in Italia – e di non voler essere usato dalla politica.
Anzi, dice proprio di essere “ignorante in materia”.
Inoltre, l’atleta della Polizia sottolinea di non aver letto nulla su questo argomento e quindi non si espone.
Certo, potrebbe essere criticato per non aver preso posizione, ma meglio non esporsi se non si è a conoscenza di un tema così delicato. Insomma, chiede di non essere strumentalizzato. Eppure Salvini si vanta di tutto ciò strumentalizzandolo
(da NextQuotidiano)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
E C’E’ CHI REPLICA: “PARLI TU CHE NON HAI MAI FATTO UN CAZZO IN VITA TUA”
Se non fosse vero ci sarebbe da ridere. E invece l’ha proprio detto: “Sul Reddito di
Cittadinanza guardiamo i numeri, quanti posti di lavoro ha creato in Campania? Quanti ne ha distrutto? Sono in contatto quotidiano con imprenditori che non trovano personale perché si sentono dire che è più comodo star casa a non fare nulla. Uno strumento che doveva creare lavoro, crea problemi e lavoro nero. Stare a casa per tre anni con 548 euro di media è un insulto a chi si alza alle sei di mattina per guadagnare la stessa cifra andando a lavorare”.
Così Matteo Salvini, in visita alla caserma Ferrari-Orsi della brigata bersaglieri Garibaldi di Caserta.
Inevitabile allora che il leader della Lega diventasse nella giornata di ieri oggetto di numerose critiche
“Salvini, il più noto fancazzista della politica italiana, se la prende col reddito di cittadinanza, perché secondo lui 548 euro al mese sarebbero un insulto a chi si alza alle 6 per andare a lavorare. L’insulto vero sono i suoi 15mila euro con tassi di assenteismo da licenziamento in tronco” replicano sui social.
E ancora: “L’attacco di Salvini verso chi percepisce il Reddito di cittadinanza è fuori luogo, fino allo squallore. Tenta di alimentare una guerra nella parte più debole ed esposta della società davvero vergognosa”
(da agenzie)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
GIA’ LITIGANO A DUE ANNI DALLE ELEZIONI: “VOGLIONO ESCLUDERMI? LO DICANO PRIMA”
Si guardano in cagnesco perché vale il principio che il più furbo frega l’altro visto che dalle parti sovraniste la parola solidarietà suona come una parolaccia.
“Credo ancora nel centrodestra. Noi possiamo anche discutere e qualche volta litigare, ma la nostra visione del mondo è sostanzialmente compatibile. Io voglio cambiare le cose e so che posso farlo solo con chi la pensa come me”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni durante una intervista a Il Giornale.
Chi farebbe il presidente del Consiglio se il Centrodestra nel 2023 vincesse le elezioni?
“Il capo del partito che prende più voti”, risponde Meloni che spiega: “Se Forza Italia e Lega vogliono presentarsi uniti, devono dirlo prima del voto. Non si cambiano le regole a partita in corso. Nel 2018 ho chiesto più volte a Mattarella, insistendo, che a Salvini fosse affidato l’incarico di formare il governo. Era lui l’uomo di punta della coalizione, perché lo dicevano i numeri, i voti. Non è che adesso si cambiano i patti perché i sondaggi non sono favorevoli agli altri”.
Come si sta all’opposizione? “Non è una posizione comoda -risponde Meloni- Le garanzie che di solito tutelano le opposizioni per noi valgono un po’ di meno”.
(da agenzie)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DI FIPE: “LO CONTROLLEREMO SOLO SE INVECE CHE UN UOMO E’ INTESTATO A UNA DONNA O SE UN VENTENNE MOSTRA IL GREEN PASS DI UN OTTANTENNE”
Green pass e basta o green pass con carta d’identità? Il nodo in parte è stato sciolto
dalla circolare del Viminale che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli esercenti di bar, ristoranti e hotel. Infatti, prima del chiarimento del ministero, sembrava che i titolari degli esercizi, o chi per loro, dovessero controllare insieme alla carta verde anche un documento che confermasse i dati anagrafici del cliente.
Ora invece, come spiega ad HuffPost il presidente di Fipe-Confcommercio Lino Enrico Stoppani, la situazione è più chiara e soddisfacente.
“Adesso è chiaro che noi esercenti dovremo controllare la carta d’identità solo in due casi limite: se c’è una chiara discrepanza d’età tra ciò che è scritto sul green pass e la persona che ci troviamo davanti oppure nel caso in cui un uomo ci presenti la certificazione con il nome di una donna o viceversa”.
Per il presidente, dunque, “i controlli approfonditi è giusto che siano in capo solamente alle forze dell’ordine”.
Oltre al doppio controllo riservato ai soli casi limite, Stoppani aggiunge che anche sulla responsabilità, e di conseguenza sul rischio multe, il ministero dell’Interno è andato incontro alle loro richieste: “Per fortuna è stato ribaltato il concetto di responsabilità spostandolo verso il cliente – spiega -, salvo il mancato controllo sui casi cosiddetti palesi. Quindi ci troviamo di fatto davanti a un’autocertificazione, su cui noi avevamo spinto fin dall’inizio per evitare problemi organizzativi alle imprese”.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
I PARLAMENTARI DIANO L’ESEMPIO INVECE DI FARE CHIACCHIERE… E CHI LAVORA NELLE ISTITUZIONI IMPARI A RISPETTARE IL PROSSIMO
Da giovanissimo motociclista, vissi male l’approvazione della legge che nel 1986 introdusse l’obbligo del casco. Da tabagista adulto, vissi male la legge che nel 2003 introdusse il divieto di fumo nei locali chiusi.
Vissi male quelle leggi perché comprimevano le mie libertà, ma ne compresi la ratio e senza indugi accettai queste improvvise limitazioni al mio libero arbitrio.
Non che fossi convinto fino in fondo della bontà di simili norme più o meno ispirate alla tutela costituzionale della salute pubblica, ma essendo evidentemente valide per tutti le feci anche mie. Di sicuro non sarei stato così remissivo se la legge del 1986 avesse esentato i parlamentari dall’obbligo del casco o se quella del 2003 fosse stata derogata per i locali della Camera dei deputati o per quelli del Senato della Repubblica.
È per questo che, ritenendo doveroso che il legislatore dia il buon esempio, considero opportuno che l’obbligo di green pass imposto a ristoranti, musei, sale da concerto e simili riguardi anche gli ambienti parlamentari.
Prevedo l’obiezione: l’obbligo limiterebbe l’esercizio di una funzione costituzionale primaria. È vero. Ma pur ritenendo essenziale l’autodichia delle Camere, e non considerando affatto che gli eletti dal popolo debbano avere gli stessi diritti e gli stessi doveri dei cittadini comuni, ritengo comunque appropriato sollecitare il collegio dei questori dei due rami del Parlamento ad introdurre l’obbligo di green pass per accedere all’aula e alle commissioni. Simbolicamente, è la cosa giusta da fare.
Volendo poi passare dal piano simbolico a quello sostanziale, è evidente che l’obbligo sanitario andrebbe esteso anche al personale che frequenta i due palazzi. So che i sindacati interni resistono, ma avendo previsto il green pass per i dipendenti di aziende private, per il personale sanitario e, ora, per quello scolastico, davvero non si capirebbe il senso di un’eventuale esenzione per chi lavora in un luogo affollato
Andrea Cangini
senatore di Forza Italia
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
ULTRACONSERVATORE E’ TRA I CAPOFILA DELL’OPPOSIZIONE CURIALE A PAPA FRANCESCO… INVECE DI AFFIDARSI AL SIGNORE ORA ACCETTA LE CURE
Ora sarà curato mentre – se fosse stato coerente – avrebbe dovuto rinunciare alle
cure e affidarsi al signore. Il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, vocalmente scettico nei confronti dei vaccini, è risultato positivo al coronavirus ed è sotto cure mediche.
“Sia lodato Gesù Cristo”, scrive il porporato su Twitter. “Desidero informarvi che sono recentemente risultato positivo al cirus Covid-19. Grazie a Dio sto riposando comodamente e sto ricevendo cure mediche eccellenti. Pregate per me per favore mentre inizio la mia guarigione. Crediamo nella Divina provvidenza. Dio vi benedica”.
Nel corso delle scorse ore si era diffusa sui social network la notizia che il porporato era positivo al Covid, ma la sorella del cardinale l’aveva smentita.
Burke è stato prefetto della Segnatura apostolica e risiede tuttora a Roma.
Ultraconservatore, è tra i capofila dell’oppo: “sizione curiale a papa Francesco, oltre ad essere stato un entusiasta sostenitore dell’ex presidente statunitense Donald Trump ed un critico indefesso del presidente Joe Biden.
In un incontro a Roma del maggio 2020, riportato dal sito tradizionalista Lifesitenews, esprimeva tutti i suoi dubbi nei confronti del vaccino anti-Covid: “Deve essere chiaro che la stessa vaccinazione non può essere imposta, in modo totalitario, ai cittadini”, affermava Burke, che riportava anche l’opinione di alcuni secondo i quali “una sorta di microchip che deve essere posto sotto la pelle di ogni persona, in modo che in qualsiasi momento possa essere controllata dallo Stato in merito alla salute e ad altre questioni che possiamo solo immaginare”.
Ad ogni modo, “deve essere chiaro che non è mai moralmente giustificato sviluppare vaccini tramite l’uso di linee cellulare di feti abortiti”, una posizione smentita l’anno scorso dalla congregazione per la Dottrina della fede.
(da agenzie)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
FACEBOOK HA RIMOSSO DIVERSI ACCOUNT COLLEGATI A MOSCA CHE STAVANO DIFFONDENDO DISINFORMAZIONE SUI VACCINI
Vi ricordate di Amin, protagonista della pagina social Et ça se dit Médecin che diffonde informazioni scientifiche e che era stato contattato da una misteriosa agenzia – chiamata Fazze – che gli avrebbe offerto del denaro se avesse parlato male del vaccino Pfizer?
Ora, a quanto pare, Facebook ha individuato delle connessioni tra questo (e altri episodi analoghi che si sono verificati in Francia, ma anche in Germania) e una rete di account russi che realizzavano post di disinformazione sui vaccini, soprattutto sui social network di India, Usa e America Latina.
Facebook ha rimosso centinaia di account che stavano compiendo una sistematica operazione di disinformazione. Ieri, il social network di Mark Zuckerberg lo ha comunicato attraverso il suo report sul comportamento coordinato di alcuni utenti che è stato definito anomalo dai vertici della società di Menlo Park.
Si parla di account che operavano dal territorio russo e che, a quanto pare, avrebbero diffuso diverse notizie fake in merito ai vaccini. In totale, sarebbero stati 65 account Facebook e 243 account Instagram a incrociare il controllo del social network di Zuckerberg e a essere completamente rimossi, in virtù della loro attività sospetta.
Secondo Facebook, i tentativi di disinformazione messi in atto da questi account non sono andati a buon fine, così come non era andato a buon fine una precedente ondata di fake news (questa volta diretta contro il vaccino AstraZeneca), iniziata addirittura nel 2020, quando ancora si parlava soltanto della fase sperimentale del vaccino contro il coronavirus.
Sempre secondo Menlo Park, al momento, Fazze – come agenzia di comunicazione – non avrebbe più accesso alla pubblicazione su Facebook.
(da Giornalettismo)
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