Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
“LA PROROGA AI BALNEARI VA CONTRO IL DIRITTO EUROPEO”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato lo scorso 30 dicembre la legge annuale per il mercato e la concorrenza e oggi ha inviato una lettera di osservazioni in cui sottolinea «i profili di contrasto con il diritto europeo» e in cui rileva la necessità di arrivare, in tempi brevi, a «ulteriori iniziative di Governo e Parlamento». Il documento firmato dal capo dello Stato è stato spedito al presidente del Senato, Ignazio La Russa, a quello della Camera, Lorenzo Fontana, e alla premier Giorgia Meloni. I dubbi di Mattarella riguardano in particolare la «proroga automatica delle concessioni» sulle regole relative ai balneari, un dossier per cui è già stata aperta una procedura d’infrazione a carico dell’Italia. L’articolo 11 della legge, precisa l’inquilino del Quirinale, «introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo che appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi».
Il precedente dello scorso anno
Sulla base di tutte queste perplessità, l’appello rivolto da Mattarella a governo e parlamento è di mettersi al lavoro al più presto su «ulteriori iniziative» legislative, che sono diventate oramai «indispensabili». A dirla tutta, non è la prima volta che il capo dello Stato striglia il governo sulla questione delle concessioni balneari. In «una mia precedente lettera del 24 febbraio 2023», scrive Mattarella, «evidenziavo i profili di contrasto di quella disciplina con il diritto europeo e, quindi, con il dettato costituzionale». Eppure, a distanza di un anno sembra cambiato ben poco. «Della legge ora in esame – aggiunge il presidente della Repubblica – suscitano analoghe, rilevanti perplessità di ordine costituzionale le disposizioni del richiamato articolo 11 che intervengono sulle concessioni in essere e ne dispongono proroghe a vario titolo».
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
INTERROGATI ALTRI TESTIMONI
Ha fatto ricorso all’immunità parlamentare il deputato di FdI
Emanuele Pozzolo, che si è rifiutato di sottoporsi al test dello stub e non ha voluto consegnare i suoi vestiti ai carabinieri, per la verifica di eventuali tracce di polvere da sparo.
Proseguono con la raccolta delle testimonianze le indagini della procura di Biella, che puntano a chiarire che cosa sia successo la notte di Capodanno a Rosazza. Alla fine di una festa nella sede della Pro loco, dalla pistola di Pozzolo è partito un colpo che ha ferito un 31enne. Si tratta del genere di un membro della scorta del sottosegretario Andrea Delmastro, anche lui tra i partecipanti alla festa a cui Pozzolo si è aggiunto. Il deputato FdI sin da subito ha detto di non aver sparato lui il colpo partito dalla mini-pistola, senza però chiarire chi abbia sparato. Il colpo sarebbe partito mentre stava mostrando l’arma ai presenti.
“La pistola è mia ma non sono stato io a sparare”. Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia, ha negato di aver fatto partire il colpo che ha ferito a una gamba il genero di uomo della scorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Ma ha rifiutato di sottoporsi al test dello stub che rivela la presenza di polvere da sparo sui vestiti e sulle varie parti del corpo. Per sottrarsi ha dovuto fare ricorso all’immunità parlamentare.
E’ successo tutto durante il veglione di Capodanno a Rosazza, comune in alta valle Cervo di cui la sorella del sottosegretario, Francesca, è sindaco.
Mentre ci si chiede chi abbia sparato, l’autodifesa di Pozzolo fa il giro del web e qualche internauta di buona memoria rispolvera un vecchio tweet del parlamentare.
Siamo nel 2015 e Pozzolo, eletto nel 2022, non era ancora un deputato. Pozzolo commenta la strage avvenuta in un campus universitario dell’Oregon: un ex studente ha sparato e ucciso 9 persone, un professore e otto studenti.
“Per Obama (allora presidente degli Stati Uniti) è sempre colpa delle armi – twitta Pozzolo – Ma io non ho mai visto una pistola sparare da sola”. La frase, ripescata oggi, si presta a facili ironie. Ma quello che in molti notano è anche l’hashtag usato dal non ancora deputato –
A fare chiarezza sull’accaduto sarà la procura di Biella che attende l’informativa dei carabinieri sui fatti. I militari già nella notte di San Silvestro e poi per tutta la giornata di ieri hanno raccolto le testimonianze dei presenti. A partire da quella di Pozzolo che ha confermato che a sparare è stata la sua pistola, una mini revolver. Ma ha negato di essere stato lui a premere il grilletto.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
“SONO UN ANARCHICO CONSERVATORE”
Da Ratzinger a Tolkien, fino ai No Vax, passando anche da Bukowski e Domenico Quirico, c’è un po’ di tutto nell’album dei preferiti di Emanuele Pozzolo. Non è così semplice da raccontare. Spirito ribelle, «anarchico conservatore»], testa dura e polemista pronto all’uso: «Sensuale, scettico e religioso non sarebbe una cattiva definizione di ciò che sono».
Queste non sono parole sue ma lui le sottoscrive. Naturalmente No Vax accanito e cattolico ultrà. Bisticcia con Fini, bisticcia con la Lega e si sposa con Fratelli d’Italia.
Stavolta non bisticcia con nessuno. Il suo fratello di partito è Andrea Delmastro, uno di quei parlamentari che contano, e guarda caso l’incidente è capitato proprio a una sua festa.
L’onorevole, pasdaran No Vax, è sempre stato nell’occhio del ciclone, con qualche confusione di troppo, e questo non facilita le cose. Dovessi chiederlo a lui, invece è tutto così lineare. Un suo riferimento politico? Ratzinger, «uomo fermo e coraggioso, autentico difensore della fede, anima profonda e potente». Poi anche la Meloni, ci mancherebbe. Qualche simpatia segnalata su Facebook invece è un po’ strana.
C’è Marco Rizzo, comunista puro e duro approdato ansimante sul carro dei sovranisti, che però in politica estera picchia Israele, mentre Pozzolo scrive un bel post, citando Quirico, sulla minacciosa guida Iran del terrorismo internazionale, dopo l’attacco di Hamas, con l’intento di saldare il fondamentalismo sciita con quello sunnita. Fra le sue letture ci sono Julius Evola e Charles Bukowski
Bukowski lo cita più volte: «Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa. Rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo, non voglio diventare come gli altri».
Che ci azzecca con quel che dice Ratzinger, riportato da Pozzolo nell’home page, sull’identità dell’Europa che deve fondarsi sui valori eterni del Cristianesimo?
Qualche giorno fa ha festeggiato i 77 anni del Movimento Sociale, e sembra roba un po’ da antropologia archeologica. Lo è molto meno la sua battaglia per i cristiani perseguitati nel mondo
È un bel pasticcio descrivere Pozzolo. Quando attacca è molto aggressivo e provocatorio, ma se qualcuno lo insulta, evita di continuare sullo stesso piano. Sembra un guerriero democristiano, che è un po’ un ossimoro. Ma il fatto è che lo sembra proprio lui, un ossimoro. Fa l’assessore a Vercelli di una giunta che organizza i vaccini e attacca «l’arroganza pseudo-scientifica di chi mette all’indice esseri umani che non intendono sottoporsi a un trattamento sanitario di natura sperimentale che fa registrare casi di gravi reazioni avverse, quando non addirittura il decesso fisico».
Il sindaco cercò poi di metterci una pezza: «Ha parlato a titolo personale». Certo, che c’è di nuovo. Manny è fatto così. Manny è il suo soprannome. L’ha scritto anche su Facebook. Emanuele Manny Pozzolo. Che qualche volta ha pure cercato di spiegare come è fatto: «Sono uno a cui non piace catalogare le persone in buoni e cattivi. Sono un testardo che ama la ruralità e la solitudine, ma direi che non disprezzo anche un po’ di dannunziano divertimento. Forse la definizione migliore di me stesso è quella di anarchico conservatore: amore per la libertà e per i legami eterni. Se sono sicuro della mia idea lotto fino alla fine».
Può succedere però che si litiga, per questo. Lo dice la sua carriera: comincia da ragazzo di belle speranze nel movimento giovanile di An, «anni bellissimi di militanza pura, tra assemblee studentesche e scontro ad alto tasso ideologico». Ma poi critica Fini e gli dicono «quella è la porta». Fonda il Movimento Jan Palach e nel 2009 viene eletto come indipendente nelle liste della Lega in Comune a Vercelli. Anche qui, però, solita solfa, lui è un po’ troppo indipendente e «quella è la porta», di nuovo.
«Tolgo il disturbo e assieme a un manipolo di persone fondiamo Fratelli d’Italia». E questa volta, Emanuele Manny Pozzolo non litiga con nessuno. Perché? Perché siamo una famiglia». E lui la famiglia non la tradisce.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
“ARRABBIATO? VEDI UN PO’ TE: ESCI PER BUTTARE LA MONNEZZA, TORNI E TROVI UN PUTTANAIO”… POI SCARICA IL DEPUTATO POZZOLO, PROPRIETARIO DEL MINI-REVOLVER: “GLI AVEVO DETTO DI VENIRE, MA MAI AVREI IMMAGINATO CHE PORTASSE UNA PISTOLA. IO HO IL TERRORE DELLE ARMI”
Sottosegretario Delmastro buon anno.
«Buon anno un c….».
È arrabbiato?
«Vedi un po’ te, che vai a una festa di Capodanno, esci per buttare la monnezza, torni, e trovi un puttanaio della M…».
Beh, come inizio d’anno lascia a desiderare.
«Ho passato una giornata terribile, che non riuscirò più a smaltire, mi sento veramente sfortunato…».
Com’è andata fino all’incidente?
«Era una festa in un Comune molto piccolo del Biellese. Anche il deputato Pozzolo ha una casa in quella zona. È passato davanti alla Pro Loco, ha riconosciuto le macchine della mia scorta e l’auto di mia moglie, e ha intuito che potevamo essere lì».
E che ha fatto?
«Mi ha chiesto se più tardi poteva passare per un brindisi e io ovviamente gli ho detto di sì».
È amico di questo deputato?
«Io sono di Biella e lui è di Vercelli, facciamo politica tutti e due nello stesso partito, quindi ci conosciamo per forza, lui fa l’avvocato ed è alla sua prima elezione in Parlamento».
Quindi avete fatto Capodanno insieme.
«Per niente. Lui ha solo chiesto se poteva venire dopo, e infatti è arrivato verso mezzanotte e mezza, forse un quarto all’una, quando Capodanno era già passato, non ha fatto il brindisi con noi. E su Facebook ci sono le foto di lui che festeggia con la sua famiglia».
E l’ha visto arrivare?
«Stavo raccogliendo il cibo avanzato per andare via. Avevo quattro buste da portare in auto. Dalla Pro Loco alla macchina saranno 200 metri. Ero uscito con le prime due. Ritorno indietro per prendere le altre due e sento la moglie di quello che è stato ferito, che poi è il marito della figlia di uno della mia scorta, che grida “un botto… un botto”. Mi si gela il sangue e cerco di capire».
E cosa ha fatto?
«Ho pensato che fosse esploso un petardo… e invece sento la moglie che dice “ma allora non hai capito… era un colpo di pistola”».
Brutto affare con lei di mezzo…
«La mia scorta voleva che andassi via subito, ma io ho detto che volevo sapere cosa fosse successo al ragazzo e sincerarmi della sua situazione».
Che ha scoperto lì per lì?
«L’avevano messo sul tavolo al centro del salone. Era ferito alla gamba. Lui ha 31 anni. Mi ha detto che aveva vinto il premio come miglior operaio dell’anno e sperava di vincerlo di nuovo. E poi ha aggiunto: “Mi dispiace per te che avrai dei casini e non eri neppure in sala”».
Gliel’ha detto proprio lui?
«Sì, io ho chiesto subito se avessero già chiamato la polizia, sono uscito e ho aspettato che venisse l’ambulanza. Poi sono arrivati carabinieri e polizia».
L’hanno sentita subito?
«Io, gliel’ho già detto, non so nulla della dinamica perché non ero presente quando è successo il fatto, e quando sono rientrato era già accaduto tutto».
Ha visto che Pozzolo ammette che la pistola era sua, ma il colpo è partito accidentalmente e non è stato lui a sparare? Lei ci crede?
«Guardi, se fossi stato in quel salone potrei dirlo, ma io lì non c’ero e non ho visto nulla».
Perché un deputato va armato a una festa?
«È una stranezza certo. Io sono basito. Gli ho detto di venire, ma mai avrei immaginato che portasse una pistola. E poi poteva andare in ventimila posti e invece è venuto proprio lì… Se l’avessi immaginato gli avrei detto di non venire».
Lei gira armato?
«Ma sta scherzando? Nessuno della mia famiglia ha mai avuto un’arma perché io ho il terrore delle armi».
Non è che poi esce una sua foto con lei armato?
«Sì, quando avevo sei anni ed ero vestito da cowboy…».
(da La Repubblica)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
SECHI: “UN MEMBRO DEL CLUB DEI BISCHERI”… MA SE I BISCHERI SONO LA MAGGIORANZA COSA VUOI ASPETTARTI?
Il quotidiano Libero all’attacco di Emanuele Pozzolo dopo il caso della sparatoria di Capodanno a Rosazza. Mentre l’indagine sulla dinamica dei fatti è ancora in corso, il giornale apre con un titolo significativo: «C’è un pistola anche in FdI».
Nel suo editoriale intitolato «Una sveglia dopo il veglione» il direttore Mario Sechi scrive che «l’azione del premier non può essere distratta da episodi provocati da chi non ha capito che occorrono anni per costruire una politica che è un’idea di nazione. Ogni legislatura sfoggia dei bischeri, quello eletto in Fratelli d’Italia va a un veglione con la pistola e poi ne perde il controllo (lo dice lui, questa è la cosa surreale) al punto che ci scappa un ferito, fa parte del club».
E ancora: «C’è una lezione? Nel corso di una legislatura i singoli episodi scolorano, ma la politica ha il suo breve, medio, lungo termine. Nel breve, tra cinque mesi, all’inizio di giugno il centrodestra misurerà la sua forza nel voto europeo. Sarà un test per il governo, la campagna elettorale è partita, l’opposizione userà ogni mezzo per colpire Giorgia Meloni. Dopo il veglione, prima sveglia del 2024 ai gruppi parlamentari: state attenti ai bischeri».
(da Open)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
IL MISTERO DEL TEST E DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE… LE DUE VERSIONI NELLA RICOSTRUZIONE… IL REATO DI OMESSO CONTROLLO E LA RABBIA DELLA MELONI
Il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo è stato ascoltato
dalle 2 alle 9 del mattino sulla vicenda del colpo partito dalla sua pistola che ha ferito un 31enne alla festa di Capodanno di Andrea Delmastro a Rosazza. Ma si sarebbe rifiutato di sottoporre i suoi vestiti al test dello stub. Che avrebbe permesso di accertare la presenza di eventuali tracce di polvere da sparo. «Non mi lasciavano da solo neanche per pisciare», avrebbe detto secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano. Avrebbe opposto l’immunità parlamentare, che protegge deputati e senatori da perquisizioni personali. Mentre secondo La Stampa avrebbe rifiutato di sottoporsi a qualsiasi test. E quindi per ricostruire l’accaduto saranno decisive le testimonianze raccolte dai carabinieri di Biella, che indagano con la procura sull’incidente. Di certo la mini-pistola North American arms LR22 era sua.
La ricostruzione
Secondo le prime ricostruzioni il sottosegretario Delmastro stava partecipando alla festa della sorella Francesca, sindaca del comune di Rosazza nel biellese. Il 31enne ferito faceva parte della sua scorta. Pozzolo non aveva partecipato al veglione ma era passato in seguito per un saluto. Avrebbe tirato fuori verso l’1,30 la pistola per mostrarla ai presenti, secondo una prima versione dei fatti. Oppure, scrive oggi Il Giornale, l’arma era in una tasca della giacca del deputato. Da lì è caduta a terra e a quel punto il 31enne avrebbe chiesto al deputato di fargliela vedere. E nell’occasione sarebbe partito accidentalmente il colpo. «Non sono stato io a sparare», ha detto ieri il parlamentare in una dichiarazione pubblica. Mentre nelle prime ricostruzioni della storia si parlava di una sua ammissione davanti ai carabinieri. Colpito di striscio dal proiettile, il giovane è stato soccorso. Se la caverà con una prognosi di pochi giorni.
L’incidente
Quando è avvenuto l’incidente Delmastro non si trovava nella sala. Era a 300 metri di distanza, impegnato a caricare l’auto, e non si sarebbe accorto di nulla. La scorta gli ha consigliato di andare via subito, ma il sottosegretario è rimasto fino all’arrivo dei soccorsi. Oggi i carabinieri completeranno l’informativa sui fatti e la manderanno in procura, dove la procuratrice capo Teresa Angela Camelio dovrà ricostruire nel dettaglio la dinamica. L’ipotesi di reato minima da cui partire è l’omesso controllo: Pozzolo, essendo il titolare dell’arma e avendo un porto d’armi per difesa personale, aveva il dovere di custodirla. Il reato di omessa custodia di armi è definito omessa custodia di armi dall’articolo 20 della legge 110/75. Sanziona chi possedendo un’arma omette di custodirla “diligentemente”. E prevede l’arresto fino a un anno o un’ammenda di mille euro.
Le indagini
Il Fatto Quotidiano fa sapere che Pozzolo aveva festeggiato il Capodanno in un’abitazione vicina. La procura di Biella ha vietato ai carabinieri di parlare con i giornalisti. Secondo alcune fonti citate dal quotidiano alla festa erano presenti diversi agenti della polizia penitenziaria. E il colpo sarebbe partito nell’atto stesso dell’estrazione della pistola dalla giacca. Il Corriere della Sera annuncia che FdI è pronta a far partire un’indagine interna: Giorgia Meloni stessa la vuole, per un fatto che a suo parere non ha in ogni caso alcuna valenza politica. Pozzolo non ha la copertura politica di Delmastro. E quindi, ragiona il quotidiano, nei suoi confronti nulla viene escluso. In particolare rischia una sospensione dal partito. Mentre i colleghi di FdI fanno circolare una battuta sul sottosegretario: «Delmastro? Bisognerebbe farlo dimettere. È ormai chiaro che porta sfiga»
Andrea Delmastro: «Non mi sono accorto di nulla»
Nelle interviste rilasciate ai quotidiani il sottosegretario dice di non essersi accorto di nulla. «Era l’1.30. I bambini erano stanchi, avevamo festeggiato il Capodanno in famiglia nella sede della pro loco dove mia sorella è sindaco. Abbiamo invitato anche i familiari degli agenti della mia scorta. Cena, brindisi, alcune canzoni. Poi la festa è finita ed eravamo pronti per tornare a casa. Io sono uscito per caricare la macchina, ero a 300 metri di distanza, nel piazzale. Quando sono tornato ho trovato il ragazzo ferito e la moglie in preda al panico», dice a Floriana Rullo. La donna urlava: «Ho pensato fosse stato un botto, mi sono chiesto chi ne avesse acceso uno nella stanza. Poi ho capito che era un colpo partito dalla pistola di Pozzolo». E ancora: «Chi era presente mi ha raccontato che aveva tirato fuori l’arma, una pistola grande quanto un accendino, per mostrarla. Poi è partito il colpo, accidentalmente».
Chi è Emanuele Pozzolo
Emanuele Pozzolo detto “Manny”, 38 anni, è alla sua prima legislatura: prima di entrare in parlamento con FdI faceva l’assessore alle politiche giovanili a Vercelli. Dopo essere stato espulso dal partito di Alleanza Nazionale per aver criticato il leader Gianfranco Fini, ha fondato il Movimento Jan Palach nel 2009. Poi era stato eletto come indipendente nelle liste della Lega a Vercelli. È uscito dal Carroccio proprio in occasione della fondazione di FdI. È stato accusato dai Dem di Vercelli di «atteggiamenti misogini, arroganti, provocatori e No vax». Ha contestato il sindaco Andrea Corsaro per l’obbligo di Green pass durante la pandemia. Di professione fa il consulente legale, è sposato e ha tre figli. Nel 2015, dopo una strage in Oregon, aveva criticato il presidente degli Stati Uniti: «Per Obama è sempre colpa delle armi. Io non ho mai visto una pistola sparare da sola». Neanche la sua, evidentemente.
(da Open)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
“ORA DIMISSIONI”
Una trentina di invitati, tra i quali molti esponenti di Fratelli d’Italia: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e sua sorella Francesca, la sindaca del paesino. Hanno già affondato le forchette nelle portate del menu a 35 euro: lasagne verdi, pollo al curry con riso basmati.
Avanti così fino al brindisi di mezzanotte. Partono i tappi delle bottiglie di Alta Langa e poco dopo almeno un colpo di pistola. Il proiettile esploso con una North american arms, una mini-pistola da borsetta calibro 22, del costo di circa 500 euro, colpisce il genero di un agente della scorta di Delmastro, 31 anni.
L’uomo rimane ferito lievemente a una gamba. L’arma dalla quale è partito il colpo è di proprietà del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, residente a Campiglia Cervo, un altro comune del Biellese. Pozzolo non ha partecipato dall’inizio. È arrivato dopo la mezzanotte per fare gli auguri a Delmastro e agli altri invitati al cenone allestito nella sala presa della Proloco.
«Ho tirato fuori l’arma per farla vedere a quel ragazzo ed è partito un colpo », dice Pozzolo agli investigatori. Una versione diversa da quella resa ieri con un comunicato: «Confermo che il colpo è partito accidentalmente da una pistola da me regolarmente detenuta — ammette — ma non sono stato io a sparare».
Il fatto che Pozzolo abbia fornito due versioni differenti a distanza di poche ore non cambia di molto l’ipotesi di reato. La più tenue nella quale potrebbe incappare Pozzolo è proprio quella di omesso controllo. A prescindere dalle modalità con le quali è partito il colpo.
Perché il trentottenne originario di Vercelli, esponente della nuova leva di Fdi e alla sua prima esperienza in parlamento, essendo il titolare dell’arma (con porto di pistola per difesa personale) aveva il dovere di custodirla nel migliore dei modi.
Le opposizioni non stanno silenti: in molti chiedono le dimissioni di Pozzolo, una lunga militanza in Azione giovani, un passato da consigliere comunale con la Lega, prima del ritorno in Fdi nel 2012. «Non potevamo immaginare che la passione per le armi del partito di Giorgia Meloni fosse tale che i deputati se le portino cariche alle feste di Capodanno con i sottosegretari — attacca la segretaria del Pd Elly Schlein — Meloni chiarisca subito quali provvedimenti intende prendere nei confronti di Pozzolo ».
La responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani aggiunge: «In un Paese normale ci si dimette per molto meno». Il capo di Italia Viva Matteo Renzi affonda il colpo: «Quella di Meloni non è una classe dirigente: sono inadeguati, pericolosi, anzitutto per loro stessi».
(da La Repubblica)
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Gennaio 2nd, 2024 Riccardo Fucile
POZZOLO ERA ARRIVATO DOPO MEZZANOTTE, PER FARE GLI AUGURI A DELMASTRO, E SI ERA PORTATO CON SÉ IL MINI-REVOLVER (PERCHÉ?)… IL VECCHIO POST DI POZZOLO DOPO LA STRAGE IN OREGON, NEL 2015: “NON HO MAI VISTO UNA PISTOLA SPARARE DA SOLA”. LA PRIMA POTREBBE ESSERE LA SUA NORTH AMERICAN ARMS CALIBRO 22
Ci sono molte domande senza risposte. Che ci fa un parlamentare
con la pistola alla festa di Capodanno? Come è partito un colpo all’improvviso? E perché dice “non sono stato io a sparare” senza spiegarci chi ha sparato con la sua pistola?
Poteva essere una tragedia, è andata bene. Un uomo di 31 anni, il genero di un agente penitenziario della scorta della sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro di Fratelli d’italia, è rimasto ferito di striscio alla gamba sinistra da un colpo d’arma da fuoco.
Dieci giorni di prognosi, niente di grave. Bastava qualche centimetro perché il proiettile colpisse l’arteria femorale. La pistola da cui è partito il colpo è un revolver miniaturizzato North American Arms calibro 22, una delle armi più piccole in circolazione, regolarmente detenuta per difesa personale da Emanuele Pozzolo, deputato 38enne vercellese di Fratelli d’italia, già segretario locale di Azione Giovani, molto legato a Delmastro che è anche lui del Vercellese.
E infatti erano entrambi alla festa di Capodanno organizzata nella sede della Pro Loco di Rosazza, un paese della provincia di Biella dove è sindaca la sorella del sottosegretario, Francesca Delmastro.
Era Quasi L’una di notte, Pozzolo aveva festeggiato la mezzanotte in un’abitazione vicina e dopo il brindisi era andato alla festa. Qui non si capisce bene cosa sia accaduto, la Procura di Biella ha vietato ai carabinieri di parlare e i presenti sono abbottonati.
Da quel poco che trapela il colpo potrebbe essere partito quando Pozzolo ha tirato fuori l’arma per farla vedere a qualcuno, forse nell’atto stesso in cui la estraeva dalla giacca. Secondo alcune fonti, in una festa con diversi agenti di polizia penitenziaria, sarebbero state mostrate anche altre pistole. Ad ogni modo è partito il colpo che ha ferito il 31enne, marito della figlia di uno dei poliziotti della scorta di Delmastro.
Non è chiaro cosa abbia voluto dire Pozzolo, che con il Fatto ha preferito non parlare: “Confermo che il colpo di pistola, da me detenuta regolarmente, che ha ferito uno dei partecipanti alla festa è partito accidentalmente, ma non sono stato io a sparare”, si legge in una nota.
Chi ha sparato, allora? Viene anche un po’ da ridere nel pensare che il parlamentare di FDI è un deciso sostenitore delle leggi statunitensi sulle armi. Così infatti Pozzolo commentava su Twitter una strage negli Usa nel 2015: “Per Obama è sempre colpa delle armi, eppure io non ho mai visto una pistola sparare da sola”.
La prima potrebbe essere la sua.
Il sottosegretario Delmastro, molto colpito dall’accaduto e forse anche per i risvolti sull’immagine di chi ci governa, non ha visto nulla: “Mi trovavo fuori nel piazzale quando è avvenuto il fatto. Stavo ritirando alcune borse con generi alimentari che ci eravamo divisi. Quando sono tornato mi hanno raccontato.mi sono sincerato che fossero stati chiamati i soccorsi, la mia scorta mi ha consigliato di andare, ma non correvo alcun pericolo e sono rimasto”.
Nella prima annotazione i carabinieri hanno attribuito l’incidente all’“incauto maneggio” dell’arma, non è chiaro quale sia l’ipotesi di reato formulata dalla Procurai. Pozzolo è stato ascoltato a lungo dai carabineri, “dall’una alle 9 del mattino”, ha detto a chi ci ha parlato, “non mi lasciavano da solo neanche per pisciare”, ha precisato con eleganza. È stato sottoposto allo stub, la ricerca dei residui di sparo sulla mano. Ha invece opposto l’immunità parlamentare, che lo protegge da perquisizioni personali, quando gli hanno chiesto di consegnare i vestiti allo stesso scopo.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Gennaio 1st, 2024 Riccardo Fucile
LE REAZIONI DELLA POLITICA E LA RICHIESTA DI DIMISSIONI
Diventa il caso politico di Capodanno il ferimento al veglione del genero di un agente di scorta del sottosegretario Andrea Delmastro. Uno sparo partito accidentalmente dal mini revolver posseduto dall’esponente di FdI Emanuele Pozzolo che però ha negato di aver esploso il colpo.
Le opposizioni chiedono un chiarimento della premier Giorgia Meloni e le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia.
Attacca il Pd. “Sono questi gli uomini di governo che ci meritiamo? Altrove, nei Paesi liberali, lasciano le istituzioni deputati e ministri colti in flagranza con titoli di studio inventati o per aver pagato in nero le collaboratrici domestiche”. Così in un post su Facebook Sandro Ruotolo della segreteria dem. “No, non è una bravata. È la convinzione di potersi permettere tutto, anche a scapito della sicurezza di tutti”, così la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga.
“Riteniamo questo un fatto gravissimo e un ulteriore comportamento del tutto incompatibile con i ruoli istituzionali che si ricoprono. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni intervenga per chiarire quanto accaduto e per adottare i provvedimenti conseguenti. In un paese normale ci si dimette per molto meno”. Lo afferma la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani.
“Ma questo deputato di FdI Pozzolo che gira armato, porta armi pure in Parlamento? Presidente Fontana, lo accerti. E questo Delmastro si trova sempre nei posti sbagliati al momento sbagliato. E un posto sbagliato è certamente il ministero della Giustizia”. Così su X il senatore del Pd Walter Verini.
“Cioè mentre gli italiani giocano a Risiko e storpiano le canzoni di Baglioni e De Gregori, il gruppo dirigente di Fratelli d’Italia spara! Non solo: ma che ci fanno gli agenti della scorta al cenone? E i parenti degli agenti della scorta? E soprattutto: ma perché portare le pistole alla festa di Capodanno in presenza di deputati e di membri del governo?”
Lo scrive sui social network Matteo Renzi, segretario di Italia Viva . . “In attesa che tolgano il porto d’armi al deputato pistolero, mi auguro che Delmastro se ne vada il prima possibile dal Governo”, conclude Renzi.
“L’Italia non è nè il Far West, nè la Chicago degli anni ’30. E questi signori hanno solo un modo per iniziare l’anno e difendere la loro dignità: dimettersi. Perché l’Italia non può avere pistoleri al governo”. Rincara la dose Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva.
Di “destra pistolera cialtrona che blatera di armi libere”, parla anche il segretario di +Europa Riccardo Magi che fa riferimento alla proposta di riforma della legge sulla caccia che permetterebbe ai sedicenni di sparare con un fucile.
“Delmastro non riesce ad avere comportamenti rigorosi a cui dovrebbe attenersi proprio perché sottosegretario di Stato alla Giustizia, proprio per questo deve dimettersi immediatamente”, la posizione del deputato dei Verdi Angelo Bonelli. “Sembra un film di terz’ordine e invece è la realtà – ironizza il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni – In che mani si ritrova il nostro Paese…”.
Il sottosegretario Delmastro sarà processato per rivelazioni del segreto d’ufficio sul caso Cospito.
(da La Repubblica)
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