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“PUTIN NON AVEVA MOTIVO DI SPARARE MISSILI IN AREE CIVILI. MI FA PENSARE CHE FORSE NON VUOLE FERMARE LA GUERRA, CHE MI STA PRENDENDO IN GIRO” IL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO HA FATTO RINSAVIRE TRUMP ?

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

IL TYCOON ATTACCA “MAD VLAD” CON UN POST SU “TRUTH”: “FORSE DEVE ESSERE TRATTATO IN MODO DIVERSO, ATTRAVERSO SANZIONI BANCARIE O SECONDARIE. TROPPA GENTE STA MORENDO” … MACRON DOPO IL COLLOQUIO CON IL PRESIDENTE UCRAINO: “TOCCA A PUTIN DIMOSTRARE CHE DESIDERA DAVVERO LA PACE”

“Putin non aveva motivo di sparare missili in aree civili e città negli ultimi giorni. Mi fa pensare che forse non vuole fermare la guerra, che mi sta prendendo in giro e che deve essere trattato in modo diverso, attraverso sanzioni bancarie o secondarie? Troppa gente sta morendo”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Nel lungo post sul suo social Truth, Trump attacca il New York Times e il suo giornalista Peter Baker che, in un’analisi, ha sostenuto che il presidente “fa il gioco di Putin” e che “molte delle sue azioni sono state viste come un vantaggio diretto o indiretto per la Russia, tanto che alcuni funzionari russi hanno celebrato le sue mosse”.
“Non importa quale accordo faccio per la Russia e l’Ucraina, il New York Times ne parlerà sempre male”, afferma Trump. “Peter Baker, seguendo le richieste del suo editore, ha scritto che l’Ucraina dovrebbe riprendere il suo territorio, penso la Crimea, e altre ridicole richieste per mettere fine” alla guerra, aggiunge Trump
L’Ucraina merita un accordo di pace migliore. Lo afferma il board editoriale del Washington Post, notando come l’attuale proposta dell’amministrazione Trump favorisce la Russia e “premia Putin per la sua guerra”.
“Capitolare ora, nei termini dell’ultima proposta della Casa Bianca, porterebbe all’Ucraina la pace e poco più” perché – mette in evidenza il Washington Post – a Kiev non sarebbe concessa l’occasione di proteggersi da future incursioni dalla Russia entrando a far parte della Nato e non le sarebbe offerta nessuna garanzia di sicurezza da parte degli Stati Uniti.
“Pretendere che l’Ucraina ceda parte del suo territorio all’aggressore Putin, che invita i russi a prepararsi a nuove guerre, è una semplice e tragica ripetizione dell’errore fatale commesso in passato da Chamberlain”. Lo scrive su X il commissario Ue per la Difesa, Andrius Kubilius. L’allora premier britannico
“Chamberlain nel 1938 a Monaco credeva di poter raggiungere un accordo sulla pace con Hitler e chiese che la Cecoslovacchia cedesse parte del suo territorio a Hitler. Fu l’inizio del cammino verso la Seconda guerra mondiale. Churchill, Roosevelt e Reagan lottarono” invece “per la libertà e contro gli imperi del male. E ci riuscirono”, evidenzia.
“Scambio molto positivo oggi con il presidente Zelensky a Roma. Porre fine alla guerra in Ucraina. Questo è l’obiettivo che condividiamo con il presidente Trump. L’Ucraina è pronta per un cessate il fuoco incondizionato. Il presidente Zelensky me lo ha ripetuto oggi. Vuole collaborare con americani ed europei per attuarlo. Ora tocca al presidente Putin dimostrare che desidera davvero la pace”.
Così il presidente francese Emmanuel Macron su X. “Continueremo il lavoro nel quadro della coalizione dei volenterosi lanciata a Parigi lo scorso marzo, per raggiungere sia questo cessate il fuoco sia una pace completa e duratura in Ucraina”.
(da agenzie)

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PAPA FRANCESCO SEPOLTO CON LE SUE SCARPE ORTOPEDICHE CONSUMATE

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

L’ULTIMA LEZIONE DI UMILTA’ DEL PONTEFICE: NON HA VOLUTO LE TRADIZIONALI BABBUCCE PAPALI SIMBOLO DI POTERE

Per la sua sepoltura, papa Francesco (morto il 21 aprile 2025) ha lasciato istruzioni molto precise. Tutto era stato deciso già da tempo: il testamento diffuso dal Vaticano riporta la data 29 giugno 2022. Qui ha espresso la volontà che le sue spoglie riposino nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, all’interno di una tomba preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza. Ha chiesto un sepolcro semplice, senza eccessivi decori e con un’unica iscrizione: Franciscus. All’insegna della semplicità è anche il modo con cui ha scelto di essere seppellito, che differisce da quello dei pontefici che lo hanno preceduto.
Papa Francesco, infatti, ha scelto di essere sepolto con le scarpe nere che era solito indossare in pubblico, le calzature ortopediche che i fedeli gli hanno visto ai piedi per anni, ormai consumate e rovinate.
Questa scelta è perfettamente coerente con il desiderio di chiudere il ciclo della sua vita mortale all’insegna dell’umiltà e della modestia, senza fasti e lussi: un papa vicino agli ultimi, ai poveri, ai dimenticati, a chi non possiede nulla. Le calzature ortopediche hanno preso il posto delle tradizionali babbucce papali, che viceversa sono simbolo di potere.
(da Fanpage)
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QUANDO INIZIA IL CONCLAVE, COME FUNZIONA E QUANDO SAPREMO CHI SARA’ IL NUOVO PAPA

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

I CARDINALI ELETTORI SI RIUNIRANNO A PARTIRE DAL 5 O 6 MAGGIO… ECCO COSA C’E’ DA SAPERE

Terminati i funerali di Papa Francesco, morto lo scorso 21 aprile per un ictus a 88 anni, gli occhi del mondo sono tutti puntati sulla Cappella Sistina dove nei prossimi giorni si svolgerà il conclave: i cardinali elettori, 133 teoricamente in totale tra cui anche molti italiani, eleggeranno il successore di Bergoglio. Non c’è ancora una data ufficiale, ma secondo le prime indiscrezioni potrebbe cominciare tra il 5 e il 10 maggio prossimi, sicuramente non oltre i 20 giorni dal decesso del Pontefice.
Quando inizia il Conclave: le possibili date
Il conclave secondo la tradizione si tiene tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del Papa: in questo caso sarà quindi tra il 5-6 e il 10 maggio 2025. Queste sono le possibili date per l’evento che attirerà l’attenzione di milioni di fedeli in tutto il mondo in attesa di conoscere il nome del nuovo Pontefice. La data precisa verrà decisa dalle Congregazioni dei Cardinali e verrà comunicata dalla Santa Sede.
Chi sono i cardinali elettori
Al momento gli aventi diritto al voto al conclave sono 135 cardinali e non è escluso, come avvenuto in passato, che possano essere concesse deroghe alla norma. Gli elettori effettivi sono i porporati con meno di 80 anni. Attualmente, dei 253 cardinali, 140 sono sotto questa soglia di età. Ma il numero preciso è ancora ufficioso. I cardinali elettori durante il periodo di voto trovano sistemazione presso Santa Marta – dove vengono fatti alloggiare dal 2005 – dove è fatto divieto di utilizzare qualsiasi dispositivo o mettersi in contatto con l’esterno. Per tutti è prevista una stretta vita comunitaria all’interno di un salone con un unico piatto a pranzo e a cena: norme simili e cambiate leggermente nel tempo rispetto a quelle dei primissimi conclavi (il primo risale al 1270). Tra di loro anche degli italiani, tra i favoriti Pietro Parolin e Matteo Zuppi. Dal conclave dei cardinali uscirà il nuovo Papa ma teoricamente qualsiasi uomo pu
essere eletto se provvisto di alcuni requisiti.
Quanto dura il Conclave
La durata del conclave è variabile. Dall’anno 1058 e fino ad oggi si sono svolte 111 elezioni pontificie. Nella storia – negli ultimi 150 anni – il consesso cardinalizio ha impiegato al massimo 5 giorni per l’elezione del nuovo pontefice. E al conclave del 1922 spetta il “record” di numero di scrutini necessari per la scelta del nuovo papa. Si tratta di quello del 1903 (che portarono all’elezione di Pio X) seguito da quello del 1922 (che diedero a Pio XI il soglio di Pietro). Nel 1503 il Conclave più breve della storia è durato 10 ore.
Chi sarà il nuovo Papa, i nomi dei favoriti
Tra i papabili, il primo nome che gira è quello di Pietro Parolin, segretario di Stato. Se la scelta dovesse andare su un altro italiano, in un conclave che non è mai stato così poco italiano, circola anche il nome di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiano. Molto apprezzato in Vaticano è anche Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Tra i cardinali stranieri, il favorito per l’elezione al soglio pontificio è il filippino Luis Antonio Tagle.
Come funziona l’elezione del nuovo Pontefice
Il conclave inizia con la celebrazione di una messa chiamata pro eligendo Romano Pontefice durante la quale i cardinali riuniti nella Basilica di San Pietro si riuniscono per invocare lo Spirito Santo affinché li indirizzi nella scelta del nuovo Papa. Poi, si dirigono verso la Cappella Sistina e il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncia la frase Extra Omnes, ovvero il “Fuori tutti” che dà ufficialmente il via alle fasi di voto. Da questo momento, infatti, le porte della Cappella Sistina si chiudono per lasciare i cardinali soli. Ogni scrutinio si compone: Antescrutinium, Scrutinium vere proprieque, Post-scrutinium. Si tratta della consegna delle schede di voto e delle operazioni preparatorie, del voto vero e proprio all’altare e poi il conteggio dei voti e la bruciatura delle schede nella stufa per la fumata bianca, se c’è l’elezione, nera se non c’è. Per l’elezione bisogna ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori. Si va al ballottaggio soltanto a partire dal 34esimo scrutinio tra i due candidati che nell’ultimo scrutinio hanno ottenuto la maggioranza dei voti. Anche in questo caso è richiesta la maggioranza dei due terzi.

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LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, VON DER LEYEN, E DONALD TRUMP, NEL LORO BREVE SCAMBIO AL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO, “HANNO CONCORDATO DI INCONTRARSI”

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

ZELENSKY E TRUMP NON SI SONO INCONTRATI PER LA SECONDA VOLTA, DOPO IL FACCIA A FACCIA IN VATICANO PRIMA DEL FUNERALE DEL PAPA. LO RIFERISCE RBC-UCRAINA: “NEL PRIMO INCONTRO “TUTTE LE COSE PRINCIPALI SONO STATE DISCUSSE”

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente americano Donald Trump “nel loro breve scambio hanno concordato di incontrarsi”. Lo fa sapere la portavoce di von der Leyen spiegando che l’incontro non sarà oggi e che per il momento non si sono ulteriori dettagli.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pubblicato su X lo scatto che immortala il momento della stretta di mano con Donald Trump sul sagrato della Basilica di San Pietro prima dei funerali di Papa Francesco. “Oggi i leader di tutto il mondo si sono riuniti per rendere l’ultimo omaggio a Sua Santità Papa Francesco. Ho avuto degli scambi positivi con molti di loro”, ha scritto von der Leyen, postando anche le foto che la ritraggono con Emmanuel Macron e l’indonesiano Joko Widodo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non si sono incontrati per la seconda volta oggi dopo il faccia a faccia in Vaticano prima del funerale del Papa. Lo riferisce RBC-Ucraina, citando sue fonti, che fanno comunque notare che nel primo incontro “tutte le cose principali sono state discusse”. Secondo la fonte di Rbc, l’incontro non è proseguito perché il presidente degli Stati Uniti aveva in programma di partire subito dopo i funerali di Papa Francesco.
(da agenzie)

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SONDAGGIO PAGNONCELLI: FRATELLI D’ITALIA AL 27,7%, LA LEGA ARRETRA E “PAREGGIA” FORZA ITALIA (8,2%), IL PD AL 21,1% MENTRE IL M5S È STABILE AL 13,

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

“DA SOTTOLINEARE UNA RIPRESA DELLA PARTECIPAZIONE AL VOTO: L’AREA GRIGIA DEGLI ASTENSIONISTI E DEGLI INCERTI SI RIDUCE DI 3 PUNTI”

Ancora una volta, la politica internazionale ha dominato la scena nel mese di aprile. Innanzitutto, l’avvio dei dazi da parte degli Usa . Quindi la guerra in Ucraina, anche qui con un andamento delle trattative gestite dagli Stati Uniti, almeno complesso . Gaza vive momenti ancora pesanti e difficili, ma l’eco mediatica sembra essersi affievolita. Infine la scomparsa di papa Francesco, che ha prodotto grande emozione nel Paese.
Tutto ciò ha oscurato in gran parte la politica interna: dal congresso della Lega al decreto Sicurezza allo stop al terzo mandato per i governatori (Zaia e De Luca in primis )
Gli indicatori di aprile segnalano alcuni cambiamenti degni di interesse. Dal punto di vista delle intenzioni di voto è da registrare la ripresa di FdI, oggi al 27,7%, oltre un punto in più rispetto alla rilevazione del mese scorso.
Crescita che sembra arrestare il calo degli ultimi mesi e sembra attribuibile ad almeno due elementi: il primo, già richiamato, relativo all’eco positiva degli incontri con presidente e vicepresidente Usa, il secondo che riguarda l’attenuarsi, dopo il congresso della Lega, dei plateali distinguo da parte di Salvini.
I due principali partner dell’alleanza di governo vedono una sostanziale stabilità di Forza Italia (oggi stimata all’8,2%, qualche decimale meno di marzo) e un calo della Lega (8,2% con un decremento dello 0,8%) dovuto probabilmente al contrarsi della visibilità del segretario.
Nel campo delle opposizioni, il Pd è al 21,1%, con un (piccolo) ulteriore calo che lo porta al punto più basso dell’ultimo anno. Le divisioni interne, molto evidenti sulla politica internazionale, danno conto di questa difficoltà.
Il M5S, invece, mantiene le posizioni acquisite, ed è oggi al 13,9%, uno dei punti più alti dell’ultimo anno. Il netto posizionamento pacifista continua a produrre risultati.
Il centrodestra si rafforza di pochi decimali, le altre possibili aggregazioni (dal centrosinistra «classico» al Campo largo) perdono invece qualche decimale. Da sottolineare una ripresa della partecipazione al voto: l’area grigia degli astensionisti e degli incerti si riduce di 3 punti.
Il governo e la premier vedono piccolissimi miglioramenti: l’indice di gradimento dell’esecutivo (la percentuale di valutazioni positive su chi si esprime, esclusi i non sa) cresce di un punto e si attesta al 41. La presidente del Consiglio vede anch’essa la stessa piccola crescita di un punto attestandosi al 42. Segnali debolissimi che però sembrano segnare un arresto dell’erosione registrata da tempo.
I giudizi, con pochissime eccezioni, sono in calo. Tajani, che da tempo fa segnare una contrazione dell’apprezzamento, arriva al punto più basso da quando abbiamo iniziato a rilevarlo come leader di FI (indice di 28) e condivide il podio con Conte, che invece cresce di un punto. Per gli altri si registrano piccoli cali di 1-2 punti ciascuno, da Schlein a Magi. In piccola crescita (1 punto) Renzi, all’ultimo posto.
Nando Pagnoncelli
per il “Corriere della Sera”

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ELLY SCHLEIN HA IL SUO SPICCIAGUAI: FRANCESCO BOCCIA CHE HA UN SORRISO RASSICURANTE DA DEMOCRISTIANO CHE “AGGIUSTA TUTTO”

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

NON MOLLA E ACCROCCA COMPROMESSI, LIMA E SMUSSA

Il Mister Wolf del Pd è Francesco Boccia. Risolve problemi. Non perde mai la calma. Freddo, lucido, pragmatico. Ha sempre il controllo totale della scena. E, se necessario, la ripulisce. Non indossa lo smoking nero del personaggio creato da Quentin Tarantino nel suo film cult Pulp Fiction, interpretato da un magnifico Harvey Keitel: però il ruolo di Boccia è identico. Anzi, no: è molto più complicato.
Perché i casini politici provocati dai dem sono ormai quotidiani e la segretaria Elly Schlein è spesso costretta a dire: chiamate Mister Wolf. Cioè: chiamate Boccia. Che arriva sfoggiando un sorriso rassicurante, da democristiano che aggiusta, la gentilezza che diventa stato d’animo per trovare una mediazione oppure organizzare subito un inciucio . Boccia è stato dalemiano, prodiano, lettiano di ferro, poi renziano («Io, amico di Letta, scelgo Renzi: è la sintesi tra Ulivo e futuro») e, infine, fu pure tra i primi ad accogliere Elly. La quale gli affida subito lavori che il vero Mister Wolf avrebbe, probabilmente, rifiutato. Troppo complicati.
Impossibile parlare con certa gente. Sullo stomaco non basta avere qualche pelo: serve un tappeto persiano. Ma Boccia ce l’ha. Infatti va dai 5 Stelle e dice: trattiamo? Boccia sta lì che non molla. E così accrocca compromessi, lima e smussa con strepitosi bizantinismi, esercita il ruolo di capogruppo al Senato anche il sabato: infila i jeans e va alle manifestazioni dove Elly preferisce essere accompagnata (tipo quella di piazza del Popolo, a Roma, ideata da Michele Serra), oppure va proprio da solo bisognerebbe farsi raccontare dalla moglie Nunzia De Girolamo, ex ministra berluscones, ora gran conduttrice tv, cosa le racconta quando poi torna a casa.
(da Corriere della Sera)

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SCORTE, POSTI IN PIU’, PRETESE ASSURDE: I CAPI DI STATO E DI GOVERNO PRESENTI AL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO HANNO ASSILLATO IL CERIMONIALE DELLA SANTA SEDE MA SONO STATI TUTTI RIMBALZATI GRAZIE ALLE FERREE REGOLE DEL PROTOCOLLO

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

TUTTI HANNO DOVUTO RINUNCIARE ALLA SCORTA: IN BASILICA LA SICUREZZA È GESTITA DALLA GENDARMERIA VATICANA. C’È CHI HA VOLUTO DELUCIDAZIONI SUL DRESS CODE

C’è chi avrebbe voluto esserci, ma non era previsto. Chi sarebbe voluto entrare in basilica con la scorta e chi voleva varcare i cancelli con il consueto maxi-corteo di van
Giornate da incubo per gli addetti al cerimoniale della Santa Sede, quelle che hanno preceduto stamane. Alla complessità organizzativa della cerimonia di esequie di un Papa, che già non ha eguali, se ne sono aggiunte altre dovute alle modalità di svolgimento dei funerali, con il corteo funebre in uscita fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore e la data che cade in un periodo di grande afflusso turistico.
Spazio per accontentare richieste, dunque, pressoché zero. L’arma per fronteggiarle? Il protocollo. Per quanti invece chiedevano posti nelle prime file, la risposta era la solita: «Siederà nella posizione prevista dal protocollo». Con grande gentilezza, ma con l’approccio che in diplomazia chiamano «franco» e in Vaticano «nitido». Un linguaggio che seda anche le personalità più incontenibili.
La battuta sussurrata nelle cancellerie venne pronunciata da un ministro della difesa inglese e riferita, al tempo, dall’attuale presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Puoi cercare di discutere persino con i terroristi, ma con il cerimoniale vaticano è inutile, bisogna adeguarsi».
Sarebbe andata così anche stavolta. In Vaticano assicurano che non sono stati negati posti a politici o familiari e che «le delegazioni allargate siederanno in aree dedicate».
Ma i potenti hanno dovuto limitare le pretese. Trump e il premier francese Emmanuel Macron, ad esempio, rinunceranno a una parte del lungo corteo di auto. Non potranno essere «decine» a varcare la porta del Perugino.
Tutti hanno dovuto rinunciare alla scorta: in Basilica la sicurezza è gestita dalla gendarmeria vaticana. C’è chi ha voluto delucidazioni sul dress code: «Abito scuro e cravatta scura». Può essere nero, ma anche grigio scuro o blu (non elettrico). Nere o scure le scarpe: da evitare le sneaker. Nessun obbligo di velo in testa. Non ammessa alcuna deroga all’obbligo di essere al proprio posto per tutta la cerimonia, fino all’uscita del feretro seguito dalle autorità ecclesiastiche
(da Corriere della Sera)

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LA CONTRO-PROPOSTA DI ZELENSKY PER LA PACE IN UCRAINA: SECONDO IL “NEW YORK TIMES”, NEL TESTO CI SAREBBERO DEI MARGINI PER UN COMPROMESSO CON MOSCA, VISTO CHE NON SI FA MENZIONE DELLA COMPLETA RICONQUISTA DEL TERRITORIO OCCUPATO DALLA RUSSIA NÉ DELL’ADESIONE DI KIEV ALLA NATO, DUE QUESTIONI A LUNGO DICHIARATE NON NEGOZIABILI

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

ALCUNI DEI PUNTI PROPOSTI DA ZELENSKY: NESSUNA RESTRIZIONE ALLE DIMENSIONI DELL’ESERCITO DI KIEV, UN CONTINGENTE DI SICUREZZA EUROPEO” SOSTENUTO DAGLI USA E RIPARAZIONE DEI DANNI DI GUERRA

In risposta a una proposta della Casa Bianca per porre fine alla guerra in Ucraina, la leadership ucraina ha elaborato una controfferta, che per certi versi contraddice le richieste di Trump ma lascia anche spazio a possibili compromessi su questioni che da tempo sembrano irrisolvibili.
Secondo il piano, ottenuto dal New York Times, non ci sarebbero restrizioni alle dimensioni dell’esercito di Kiev, “un contingente di sicurezza europeo” sostenuto dagli Usa verrebbe schierato sul territorio ucraino per garantire la sicurezza e i beni russi congelati verrebbero usati per riparare i danni di guerra in Ucraina.
Queste tre disposizioni potrebbero essere inapplicabili per il Cremlino, ma alcune parti del piano ucraino – secondo il Nyt – suggeriscono la ricerca di un terreno comune. Non si fa menzione, ad esempio, della completa riconquista da parte dell’Ucraina di tutto il territorio conquistato dalla Russia o dell’insistenza sull’adesione di Kiev alla Nato, due questioni che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha a lungo dichiarato non negoziabili.
(da agenzie)

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IL CARDINALE GIOVANNI BATTISTA RE MENA BASTONATE AI SOVRANISTI: L’OMELIA “POLITICA” DEL DECANO AL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO

Aprile 26th, 2025 Riccardo Fucile

“È SIGNIFICATIVO CHE IL PRIMO VIAGGIO DI BERGOGLIO SIA STATO QUELLO A LAMPEDUSA, ISOLA SIMBOLO DEL DRAMMA DELL’EMIGRAZIONE CON MIGLIAIA DI PERSONE ANNEGATE IN MARE. NELLA STESSA LINEA È STATA LA CELEBRAZIONE DI UNA MESSA AL CONFINE TRA IL MESSICO E GLI STATI UNITI, IN OCCASIONE DEL SUO VIAGGIO IN MESSICO” (CAPITO MELONI E TRUMP?)

“È significativo che il primo viaggio di Papa Francesco sia stato quello a Lampedusa, isola simbolo del dramma dell’emigrazione con migliaia di persone annegate in mare”, ha detto il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco. “Nella stessa linea – ha proseguito – è stato anche il viaggio a Lesbo, insieme con il Patriarca Ecumenico e con l’Arcivescovo di Atene, come pure la celebrazione di una Messa al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in occasione del suo viaggio in Messico”.
“Dei suoi 47 faticosi Viaggi Apostolici resterà nella storia in modo particolare quello in Iraq nel 2021, compiuto sfidando ogni rischio”, ha sottolineato il cardinale decano. “Quella difficile Visita Apostolica è stata un balsamo sulle ferite aperte della popolazione irachena, che tanto aveva sofferto per l’opera disumana dell’Isis. È stato questo un Viaggio importante anche per il dialogo interreligioso, un’altra dimensione rilevante della sua opera pastorale – ha aggiunto il card. Re -. Con la Visita Apostolica del 2024 a quattro Nazioni dell’Asia-Oceania, il Papa ha raggiunto ‘la periferia più periferica del mondo'”.
“Papa Francesco ha realmente condiviso le ansie, le sofferenze e le speranze del nostro tempo della globalizzazione, e si è donato nel confortare e incoraggiare con un messaggio capace di raggiungere il cuore delle persone in modo diretto e immediato. Il suo carisma dell’accoglienza e dell’ascolto, unito ad un modo di comportarsi proprio della sensibilità del giorno d’oggi, ha toccato i cuori, cercando di risvegliare le energie morali e spirituali”, ha osservato ancora il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia.
“Il primato dell’evangelizzazione è stato la guida del suo Pontificato, diffondendo, con una chiara impronta missionaria, la gioia del Vangelo, che è stata il titolo della sua prima Esortazione Apostolica Evangelii gaudium”, ha sottolineato.
Secondo Re, “filo conduttore della sua missione è stata anche la convinzione che la Chiesa è una casa per tutti; una casa dalle porte sempre aperte”. “Ha più volte fatto ricorso all’immagine della Chiesa come ‘ospedale da campo’ dopo una battaglia in cui vi sono stati molti feriti – ha ricordato -; una Chiesa desiderosa di prendersi cura con determinazione dei problemi delle persone e dei grandi affanni che lacerano il mondo contemporaneo; una Chiesa capace di chinarsi su ogni uomo, al di là di ogni credo o condizione, curandone le ferite. Innumerevoli sono i suoi gesti e le sue esortazioni in favore dei rifugiati e dei profughi. Costante è stata anche l’insistenza nell’operare a favore dei poveri”.
Papa Francesco nel corso del suo Pontificato ha realizzato innumerevoli gesti ed esortazioni “in favore dei rifugiati e dei profughi. Significativo che il primo viaggio di Papa Francesco sia stato quello a Lampedusa, isola simbolo del dramma dell’emigrazione con migliaia di persone annegate in mare. Nella stessa linea è stato anche il viaggio a Lesbo, insieme con il Patriarca Ecumenico e con l’Arcivescovo di Atene”.
“Quando il card. Bergoglio, il 13 marzo del 2013, fu eletto dal Conclave a succedere a Papa Benedetto XVI, aveva alle spalle gli anni di vita religiosa nella Compagnia di Gesù e soprattutto era arricchito dall’esperienza di 21 anni di ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, prima come Ausiliare, poi come Coadiutore e in seguito come Arcivescovo”, ha detto il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco. “La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi”, ha aggiunto.
“Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena.
Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio”. Lo ha detto il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco.
“Di fronte all’infuriare delle tante guerre di questi anni, con orrori disumani e con innumerevoli morti e distruzioni, Papa Francesco ha incessantemente elevata la sua voce implorando la pace e invitando alla ragionevolezza, all’onesta trattativa per trovare le soluzioni possibili, perché la guerra – diceva – è solo morte di persone, distruzioni di case, ospedali e scuole. La guerra lascia sempre, è una sua espressione, il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”. Lo ha affermato il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco, applaudito dai fedeli. “‘Costruire ponti e non muri’ è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni”, ha aggiunto.
(da agenzie)

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