CROSETTO, MA DUBAI? LA PARTENZA DEL MINISTRO DELLA DIFESA VERSO LA CITTÀ EMIRATINA, DOVE È RIMASTO BLOCCATO A CAUSA DELLA CHIUSURA DELLO SPAZIO AEREO DOPO I RAID IRANIANI, HA CREATO MOLTI IMBARAZZI NEL GOVERNO
I SERVIZI SEGRETI NON ERANO A CONOSCENZA DEL SUO VIAGGIO E ANCHE GIORGIA MELONI È RIMASTA SORPRESA DALLA SUA ASSENZA DURANTE IL VERTICE PER DISCUTERE DELLA CRISI IN MEDIO ORIENTE… IL CASO DIMOSTRA QUANTO POCO “PESI” IL GOVERNO ITALIANO NEL MONDO, AL DI LA’ DELLE CIANCE MELONIANE, CHE NON E’ STATO ALLERTATO DEL RAID DAI DUE CARI ALLEATI TRUMP E NETANYAHU
Mentre gli Stati Uniti attaccavano l’Iran, in Italia mancava un ministro. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Dubai, a un passo dal conflitto. E lì è stato costretto a restare, bloccato dalla chiusura dello spazio aereo decisa dopo i raid e la risposta iraniana. Il suo volo di rientro è stato cancellato insieme a decine di collegamenti nella regione.
Crosetto era partito da Roma venerdì pomeriggio con un volo di linea, destinazione Emirati Arabi. Un viaggio per motivi personali, spiegano fonti vicine al ministro: sarebbe partito proprio per mettere in sicurezza la famiglia che si trovava a Dubai. Avrebbe dovuto rientrare domenica, sempre con un volo civile, insieme ai familiari.
Il ministro si è così trovato bloccato negli Emirati mentre a Roma si susseguivano riunioni e contatti istituzionali sull’evoluzione della crisi. A Palazzo Chigi, raccontano fonti di governo, la sua assenza a un vertice ha sorpreso più di qualcuno, anche perché nelle stesse ore il titolare della Difesa dettava dichiarazioni alle agenzie seguendo da remoto gli sviluppi del conflitto. La stessa premier — anche se fonti di Chigi smentiscono questa ricostruzione — sarebbe rimasta sorpresa dall’assenza del ministro.
Non sarebbe stata la sola. A Repubblica risulta che l’Aise, il servizio per l’estero, non fosse a conoscenza dello spostamento del ministro negli Emirati. Un elemento che pesa, soprattutto in un contesto in cui da giorni circolavano report di intelligence estere che segnalavano il rischio di un possibile attacco nell’area del Golfo, informazioni condivise anche con l’Italia.
Negli ambienti istituzionali si registrava imbarazzo, considerato il ruolo e la delicatezza dell’incarico ricoperto da Crosetto, anche nei rapporti con gli altri Paesi europei. E imbarazzo c’era anche negli ambienti dell’intelligence, dove si respinge l’idea di non aver messo in sicurezza il ministro, sostenendo di non essere stati informati del viaggio.
Intanto si lavora al rientro del ministro. Nessun trattamento di favore, spiegano fonti di governo: il rientro avverrà con le stesse modalità previste per gli altri italiani rimasti bloccati a Dubai.
(da Repubblica)
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