LA RAI SOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ ALL’ISTITUTO LUCE. IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, LA TV PUBBLICA PRESENTA UN NUOVO CANALE “SOVRANISTA”: SI CHIAMERÀ “ITALIANA” E RACCONTERÀ “IL PAESE REALE PER SVILUPPARE UNA NARRAZIONE IDENTITARIA” (PER FORTUNA CHE L’AD GIAMPAOLO ROSSI HA DICHIARATO CHE “TELE-MELONI NON ESISTE”!)
SARÀ DISPONIBILE SUL 57 DEL DIGITALE TERRESTRE DAL PROSSIMO 1 OTTOBRE… SANDRO RUOTOLO: “MANCAVA SOLO IL CANALE SOVRANISTA PER CERTIFICARE FINO IN FONDO LO SCEMPIO CHE QUESTA DESTRA HA COMPIUTO AI DANNI DEL SERVIZIO PUBBLICO”
Nelle intenzioni della vigilia promette di raccontare il Paese reale per «sviluppare una narrazione
identitaria», ma in piena bufera per le dimissioni delle opposizioni dalla commissione di vigilanza Rai, il nuovo canale annunciato dall’ad Giampaolo Rossi, Italiana, suona come l’ennesimo colpo di mano di TeleMeloni.
Sarà disponibile sul 57 del digitale terrestre dal prossimo 1 ottobre, quando prenderanno il via le trasmissioni col primo progetto pilota, Territorio. Ma l’operazione non è sfuggita all’opposizione reduce dalle clamorose dimissioni di massa dalla commissione di vigilanza Rai: per il responsabile informazione nella segreteria nazionale del Pd, Sandro Ruotolo, «mancava solo il canale sovranista per certificare fino in fondo lo scempio che questa destra ha compiuto ai danni del servizio pubblico».
La nascita del nuovo canale è stata annunciata da Rossi nel corso della conferenza stampa sui nuovi palinsesti: «Nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale — ha detto l’amministratore delegato — nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna, capace di valorizzare un patrimonio unico e di renderlo fruibile in forma crossmediale».
L’idea è di trasmettere, di programma in programma, un «mosaico» di persone, paesaggi, tradizioni e trasformazioni, con focus sui luoghi, sull’artigianato, l’impresa, il made in Italy. A metà tra il Day Time e l’Educational, i cluster immaginati vanno da «Vite in soggettiva» a «Ritorni, borghi, nuovi abitanti».
Ma se Rossi evidenzia che «siamo i primi in Europa nel racconto del territorio» e che «questo nuovo canale esalterà la straordinaria ricchezza del nostro Paese con una proposta distintiva e fortemente riconoscibile», è il dem Ruotolo a ricordare che «la Rai non nasce per rafforzare il consenso di chi governa, ma per garantire pluralismo, indipendenza e informazione al servizio di tutti i cittadini».
Per l’esponente dem il nodo sta nei consensi in calo della premier: «La risposta è trasformare sempre di più la televisione pubblica in uno strumento di propaganda. E ora arriva perfino un canale identitario, apertamente sovranista, una scelta che tradisce la missione stessa del servizio pubblico».
(da agenzie)
Leave a Reply