NON SOLO I MESSAGGINI DI DELMASTRO AL PRESTANOME DEI SENESE, CAROCCIA: AD AGITARE LA MAGGIORANZA CI SONO ANCHE LE CHAT DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL MEF, MARCELLO SALA, CON NOVE PARLAMENTARI, FRA CUI DUE MINISTRI (GIORGETTI E SALVINI)
LA PROCURA DI MILANO, A BREVE, INVIERÀ UN DOCUMENTO PER SPIEGARE PERCHÉ È NECESSARIO LEGGERE QUEI MESSAGGI PER RAGIONI INVESTIGATIVE: POTREBBERO CHIARIRE IL RUOLO DEL MINISTERO NEL CONCERTO BANCARIO CHE HA PORTATO ALL’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA – IL PARADOSSO EVIDENZIATO DAI MAGISTRATI: SE UN INDAGATO PER CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DICESSE DI AVERE TRA I SUOI INTERLOCUTORI DEI PARLAMENTARI? SI BLOCCHEREBBE L’INDAGINE?
La battaglia delle chat. Non c’è solo il caso Delmastro ad agitare i rapporti tra politica e
magistratura. A breve, sul tavolo dei presidenti di Camera e Senato arriverà il documento con il quale i pm di Milano che indagano sulla scalata di Mediobanca spiegano perché è necessario leggere i messaggi tra l’ex direttore generale del ministero dell’Economia, Marcello Sala, e nove parlamentari fra cui due ministri: Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini.
L’inchiesta sul risiko bancario vede indagati l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri di Luxottica e Luigi Lovaglio di Mps per il presunto «concerto» che ha portato alla conquista di Piazzetta Cuccia. Nei mesi scorsi ci sono state perquisizioni e sequestri. Fra cui il cellulare di Sala, non indagato.
Lui però ha detto: attenzione, nel mio telefono ci sono anche conversazioni con nove deputati e senatori. Dal viceministro all’Economia, Maurizio Leo, a Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
I pm, come forma di prudenza, hanno così chiesto al Parlamento un’autorizzazione preventiva […]. Da Roma è arrivata […] una richiesta di chiarimenti: è davvero «indispensabile»? Quali sono le ragioni investigative? Come sono state estrapolate le chat?
In quattro pagine, i pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, titolari dell’indagine con l’aggiunto Roberto Pellicano, spiegano: noi vogliamo verificare se quei messaggi esistono, capire se sono rilevanti e, in quel caso, chiedere l’autorizzazione per acquisirle. Nel documento si parla di aspetti tecnici: le chat in questione sono salvate a parte e secretate.
Le ragioni investigative? Si tratta di dialoghi tra l’ex dirigente ed esponenti di spicco anche dell’esecutivo, avvenuti nel pieno del risiko. Potrebbero chiarire molte cose. Come il ruolo del ministero nella procedura – per i pm opaca – che il 13 novembre 2024 portò il Tesoro a dismettere il 15% di azioni Mps, primo capitolo della scalata.
Tra le righe, e con le dovute proporzioni, la procura guidata da Marcello Viola evidenzia un paradosso: cosa succederebbe se un indagato per criminalità organizzata dicesse di avere tra i suoi interlocutori dei parlamentari? Si bloccherebbe l’indaginI
Se arrivasse un altro «no», l’inchiesta sul risiko non si fermerebbe. Ma si potrebbe pensare di portare il caso davanti alla Corte Costituzionale.
(da agenzie)
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