I SERVIZI SEGRETI ITALIANI METTONO IN GUARDIA: “L’INSISTENZA DELLA DESTRA RADICALE SUL TEMA DELLA REMIGRAZIONE POTREBBE CONTRIBUIRE AD UNA ESCALATION DELLA VIOLENZA”
IL RISCHIO È CHE QUALCHE INVASATO, CHE SI È RADICALIZZATO SUI SOCIAL, DECIDA DI FABBRICARE UNA BOMBA DA USARE PER COLPIRE I MIGRANTI… E’ QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO CI SONO POLITICI A PIEDE LIBERO CHE ISTIGANO ALL’ODIO
È la variabile nuova nello scenario, quella da monitorare con attenzione perché potenziale inizio di un incendio difficile da contenere. Per l’intelligence italiana, «l’ipotizzabile insistenza della destra radicale sul tema della remigrazione potrebbe contribuire ad una escalation della conflittualità tra opposti schieramenti».
Un anno prima della crisi di Ceuta e del tentativo delle destre, parlamentari e extraparlamentari, di trasformarla nello spauracchio di una presunta invasione, il direttore dell’Aisi, Bruno Valensise – emerge dalla relazione del Copasir sulle attività 2025 approvata e trasmessa ieri al Parlamento – avvertiva già dei rischi insiti nella campagna per la remigrazione, che soprattutto online fa proseliti «attraverso i canali virtuali, finalizzati a radicalizzare giovanissimi, spesso anche minorenni».
Il fiorire di pagine social, gruppi telegram, account veri e fake che diffondono non solo ideologie naziste e fasciste, ma anche istruzioni sull’uso e la fabbricazione di ordigni – come dimostrato da diverse inchieste che hanno coinvolto anche minori – era un rischio su cui i servizi avevano allertato.
«Nell’arena cibernetica – si legge nella relazione – emergono posture aggressive, che incitano ad azioni e condotte di violenza, anche inneggiando a ideologie naziste o promuovendo azioni di giustizia privata ai danni di individui di origine straniera e appartenenti alle cosiddette “seconde generazioni”». E per quanto ancora fenomeno limitato «menzione merita, la crescente diffusione del suprematismo bianco, fondato sull’istigazione alla violenza indiscriminata».
(da agenzie)
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