CEUTA, IL COMMISSARIO UE BRUNNER LANCIA UNA FRECCIATA A MELONI: “I CONTROLLI INTERNI ALLE FRONTIERE SONO MISURE DA UTILIZZARE SOLO QUANDO NECESSARIE”
“DA CEUTA NON E’ POSSIBILE RAGGIUNGERE LA SPAGNA CONTINENTALE E TANTO MENO ALTRI PAESI EUROPEI”
«Comprendo pienamente le responsabilità legate alla gestione di queste crisi, ma trovo
profondamente deplorevole che sia la ministra per la Migrazione, sia il Ministro dell’Interno spagnoli abbiano declinato il nostro invito». È con questa frase di Javier Zarzalejos, il presidente della commissione Libertà civili, la seduta straordinaria convocata dopo la crisi di Ceuta. Alla seduta hanno partecipato il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, e il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, che al termine degli interventi sono stati incalzati dalle domande dei gruppi parlamentari. Una seduta accesa dove non sono mancate neanche delle frecciatine alla premier Giorgia Meloni da parte del commissario europeo agli affari interni, Magnus Brunner.
Durante il suo intervento Brunner ha affrontato anche il tema della tutela dello spazio Schengen, lanciando un messaggio agli Stati membri che negli ultimi mesi hanno reintrodotto o rafforzato i controlli alle frontiere interne, tra cui l’Italia.
Il commissario ha ricordato che, nel caso di Ceuta, «grazie alle regole speciali del codice frontiere Schengen l’integrità dell’area Schengen è stata pienamente preservata», spiegando che dall’exclave spagnola non è possibile raggiungere la Spagna continentale o gli altri Paesi dell’Unione. Pur comprendendo le esigenze dei governi nazionali di reagire alle pressioni migratorie, Brunner ha ribadito che i controlli alle frontiere interne «dovrebbero essere misure di ultima istanza, da utilizzare solo quando necessario e proporzionato».
«Abbiamo una responsabilità collettiva nel proteggere l’integrità e la sicurezza dell’area Schengen e la nostra risposta deve rimanere coordinata, proporzionata e basata sulla realtà sul campo», ha aggiunto. Ricordando che come Unione è meglio privilegiare una gestione comune delle frontiere rispetto al ricorso a misure nazionali.
Le cinque priorità della Commissione
Per la Commisione la crisi di Ceuta ha dimostrato quanto rapidamente possa crearsi una pressione alle frontiere esterne dell’Unione, per questo sono state pensate cinque priorità per ridurre le possibilità di un’altra crisi del genere. Il primo punto riguarda il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione, anche attraverso la possibilità di creare barriere fisiche «ove necessario». Il secondo riguarda la cooperazione con i Paesi terzi. Il terzo elemento è il rafforzamento dei sistemi di allerta e del monitoraggio delle piattaforme online per individuare in anticipo eventuali movimenti organizzati. Il quarto riguarda la lotta contro le reti di traffico di esseri umani. Per ultimo, la Commissione punta a rafforzare il sistema dei rimpatri, aumentando il ruolo di Frontex e migliorando la cooperazione.
(da agenzie)
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