UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’AMERICA
I CANDIDATI SOCIALISTI VINCONO LE PRIMARIE DEM
Cento anni dopo la pubblicazione del famoso saggio di Sombart Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?, il socialismo negli Stati Uniti invece c’è. O almeno così si fa chiamare, senza temere di usare quel nome-tabù, che suona come una profanazione nel tempio del capitale.
I candidati socialisti vincono le primarie dem, diventano sindaco di New York, soprattutto attraggono i giovani. Sono in campo come mai prima. E non è la cosiddetta cultura woke, tutta diritti e niente economia, a motivare quelle truppe in marcia. Sono soprattutto gli argomenti sociali: welfare e lavoro.
Perché questo accada non è facile da capire. Si legge e ci si fanno domande. Ma è possibile che la risposta, o parte della risposta, non sia troppo difficile: perché non è più vero che il capitalismo dà una speranza a tutti, facoltà che Sombart metteva al primo posto tra le ragioni del mancato vigore del socialismo in America.
Il mito del “tutti ce la possono fare” è offuscato dalle clamorose diseguaglianze e dall’altrettanto clamorosa concentrazione della ricchezza in pochissime mani. L’oligarchia non è alleata del capitalismo, non lo è per nulla. Assomiglia a una gara truccata, alla manomissione di regole (o illusioni) antiche, cancella il vecchio mito che tutti ce la possono fare, se si impegnano.
Da questo punto di vista siamo autorizzati a pensare che gli anni di Trump, Musk, Bezos e pochi altri siano gli anni più tristi e nocivi nella lunga storia del capitalismo americano. Così nocivi da fare riscoprire il socialismo, che è poi un modo per dire giustizia sociale e Welfare, anche a milioni di giovani americani. Banale dirlo, ma è impossibile non sentirsi dalla loro: avranno vita durissima, ma almeno sanno di non essere più eterna minoranza.
(da agenzie)
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